Primaluna

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Primaluna
comune
Primaluna – Stemma
Primaluna – Veduta
Dati amministrativi
Stato bandiera Italia
Regione Lombardia – stemma Lombardia
Provincia Lecco – stemma Lecco
Sindaco Mauro Artusi (Lista civica) dal 08/06/09
Territorio
Coordinate 45°58′0″N 9°26′0″E / 45.96667°N 9.43333°E / 45.96667; 9.43333 (Primaluna)Coordinate: 45°58′0″N 9°26′0″E / 45.96667°N 9.43333°E / 45.96667; 9.43333 (Primaluna)
Altitudine 558 m s.l.m.
Superficie 22 km²
Abitanti 2 170[1] (31-12-2010)
Densità 98,64 ab./km²
Frazioni Barcone, Cortabbio, Gero, Pessina, Vimogno
Comuni confinanti Casargo, Cortenova, Crandola Valsassina, Esino Lario, Introbio, Pasturo, Premana
Altre informazioni
Cod. postale 23819
Prefisso 0341
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 097070
Cod. catastale H063
Targa LC
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti primalunesi
Patrono santi Pietro e Paolo
Giorno festivo 29 giugno
Localizzazione
Primaluna è posizionata in Italia
Primaluna
Sito istituzionale

Primaluna (Premalüna in dialetto valsassinese[2]) è un comune di 2.145 abitanti della provincia di Lecco. È considerato il borgo d'origine della famiglia nobile dei Della Torre o Torriani Signori di Milano anche se in realtà la famiglia era milanese ma era stata infeudata dall'Arcidiocesi di Milano della contea della Valsassina con il borgo fortificato di Primaluna come capoluogo. Dal 2006 Primaluna, insieme ad Introbio, Taceno, Cortenova e Parlasco formano la Comunità della Madonna della Neve.

Indice

[modifica] Storia

Ha origini antichissime, basti pensare che i primi insediamenti umani si ebbero quando ancora la valle era occupata dall’acqua. Più tardi ci furono i celti Insubri che si mescolarono con il precedente substrato retico. Vi giunsero anche gli Etruschi e poi i Romani, a cui successero, con la fine dell'impero le popolazioni germaniche dei Longobardi prima e dei Franchi poi. Attorno al V secolo d.C. il Cristianesimo giunse nella valle, e il reperto più antico riguardante questo periodo è una lapide funeraria che nomina una certa Flora morta il 25 aprile 495. Proprio per questo motivo si pensa che il nome del paese possa derivare da "Primum Lumen" ossia, prima luce del cristianesimo. Questa supposizione si contrappone ad altre due possibili interpretazioni etimologiche infatti, si potrebbe pensare che il nome derivi dal fatto che il paese è la prima terra posta di fronte all'arco di luna formato dalle Grigne oppure, interpretazione storica, il nome è stato dato in onore di Martino della Torre, detto il Gigante, il quale fu ucciso dai nemici musulmani durante l'assedio di Damasco. Attorno al XI secolo fu infeudata dall'arcidiocesi milanese appunto ai Della Torre o Torriani, seguendo poi le vicende del resto della Valsassina e del Lecchese. Agli inizi del Novecento il Comune registrò un notevole sviluppo economico-sociale che lo portò ad essere così come si presenta ai giorni nostri. Dal 13 al 20 giugno 2010 nella Prepositurale è stata esposta la Madonna pellegrina di Fatima.

[modifica] Arte

La parrocchiale, dedicata ai Santi Pietro e Paolo, affiancata da un antico campanile romanico terminante con una lanterna barocca, è stata ampliata nel 1892 e più volte rimaneggiata. All’interno si possono ammirare, oltre ai cinque altari e alle numerose tele del 500 e del 600, anche tre quadri della scuola di Tiziano, acquistati in Venezia nel 1607. Una tela, la più bella, rappresenta il martirio di San Pietro mentre le altre due raffigurano San Giovanni Battista e San Girolamo. Altro quadro importante è la Pala dell'Assunta, sita nella frazione di Barcone, che fu fatto dipingere da Tommaso Cattaneo Torriani nel 1646. Fra gli arredi sacri ricordiamo invece e la Croce dei Torriani, tipico esempio di pregevole arte orafa.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti

[modifica] Amministrazione

Sindaco: Mauro Artusi (Lista civica) dal 08/06/09

[modifica] Città gemellate

Primaluna è gemellata con:

[modifica] Comunità Montana

Fa parte della Comunità Montana della Valsassina.

[modifica] Note

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Amanzio Aondio - Felice Bassani (a cura di), 'Dialetto da salvare', Oggiono, 1983, p. 216.
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