Mandello del Lario

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Mandello del Lario
Panorama di Mandello del Lario
Stato: bandiera Italia
Regione: Lombardia
Provincia: stemma Lecco
Coordinate: 45°55′0″N 9°19′0″E / 45.91667, 9.31667Coordinate: 45°55′0″N 9°19′0″E / 45.91667, 9.31667
Altitudine: 200 m s.l.m.
Superficie: 41,77 km²
Abitanti:
10.543 31 dicembre 2007
Densità: 243 ab./km²
Frazioni: Luzzeno, Maggiana, Molina (divisa in Motteno, Palanzo), Moregallo, Olcio, Rongio, Somana (divisa in Bornico, Gorlo, Sonvico, Zeno) 
Comuni contigui: Abbadia Lariana, Ballabio, Esino Lario, Lecco, Lierna, Oliveto Lario, Pasturo, Valbrona (CO), Valmadrera
CAP: 23826
Pref. telefonico: 0341
Codice ISTAT: 097046
Codice catasto: E879 
Nome abitanti: mandellesi 
Santo patrono: San Lorenzo 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
Panorama di Mandello del Lario dalla località La Gardata

Mandello del Lario (Mandell in insubre) è un comune di 10.543 abitanti in provincia di Lecco.

La sua altitudine varia dai 200 metri sul livello del mare (zona a lago), 214 (stazione ferroviaria) ai 2409 metri della Grigna settentrionale.

Indice

[modifica] Storia

Il territorio sul quale sorge la cittadina è stato formato, nel corso dei millenni, dal torrente Meria (Neria per il geologo lecchese Antonio Stoppani) le acque del quale, scendendo dal gruppo delle Grigne, hanno portato a valle ingenti quantità di massi, ciottoli, sassi e ghiaia, che, sempre più protendendosi verso il lago, hanno formato il cono di deiezione sul quale è sorto l'abitato. Le frazioni collinose poggiano invece su strati morenici qui formati dal Ghiacciaio Abduano, la cui altezza, sull'attuale livello del lago (mt. 199) era di 1200 mt. Di ciò fanno testo i massi erratici o "trovanti" sparsi lungo le propaggini della Grigna ed in particolare sul versante nord dello Zucco di Sileggio, sopra Somana. Dell'età Eneolitica è il ritrovamento di scheletri, ceramiche e oggetti litici nella "grotta del Maiale" siglata Lo- Co- 2373 nel territorio del Comune.

Nell'età del Ferro (VII secolo a.C.) il territorio mandellese viene occupato dalla prima invasione celtica. Mandello del Lario era, dunque, un insediamento di Galli, i cui resti sono stati ritrovati (soprattutto tombe, coppe e fibule, conservate ed esposte al museo nazionale di Zurigo) nel periodo 1840-45, in prossimità dell'ex setolificio Keller, dall'omonimo paleontologo svizzero Ferdinando Keller. Altri sepolcri, realizzati con le pietre locali, sono venuti alla luce nella frazione di Gorlo ed in altre zone del paese. Si pensa che sullo sperone roccioso attualmente occupato dal santuario di Santa Maria esistesse un castelliere, villaggio preistorico fortificato costruito in luogo elevato, dal quale era possibile controllare tutte le vie di accesso: dal lago ai passi alpini della Grigna.

Poi, dopo la sconfitta a Casteggio (222 a.C.), vicino a Pavia, venne la colonizzazione dei Romani, guidati dal condottiero Marco Claudio Marcello, console dal 195 a.C.: questa ipotesi deriva dal fatto che l'urbanistica di Mandello Basso (zona a lago vicino alla chiesa di San Lorenzo) ha una disposizione tipicamente romana, ovvero un rigido schema rettangolare simile a quello di un accampamento romano. Mandello fu annoverata come "pagum", cioè area rurale, senza la presenza di "vici" (villaggi). In seguito, Roma stabilì nel "pagum Mandelli" - che deriva il nome da Mandela o Mandella, famiglia di origine romana della tribù Eufentina - un presidio militare, a sicurezza e difesa della colonia romana ivi vivente.

Le prime menzioni scritte che riguardano Mandello risalgono all'epoca dei Longobardi, dai quali fu classificata "corte regia", ossia terra di proprietà reale. Nel 603 il papa Gregorio I, probabilmente in seguito ad una contesa con il re longobardo Agilulfo, cedette al conte di Angera tutte le corti regie del comitato di Milano fra le quali figurava anche Mandello. Del 769 è la prima citazione di Mandello nella topografia nazionale. Nell'833 il vescovo Leone si accordò con l'arcivescovo di Milano per la concessione al monastero di San Vincenzo di Milano della Abbazia di San Pietro, oggi chiesa di San Lorenzo (in Abbadia Lariana).

Sono presenti tre torri: la prima in zona lago vicino alla chiesa chiamata "Torre pretoria", un torrione quadrato molto basso a cui sono state tolte le merlature attualmente adibita ad abitazione privata; la seconda nella frazione montana di Rongio, detta "Torre dei Lanfranconi"; infine, la terza nel nucleo abitato di Maggiana, famosa poiché al suo interno è stata rivenuta una lapide che testimonia il passaggio, nell'anno 1158, dell'Imperatore di Germania Federico I di Hohenstaufen detto "il Barbarossa", il quale vi ha pernottato nel 1158 e l'ha utilizzata per osservare le battaglie navali sul prospiciente ramo lecchese del Lago di Como fra i Milanesi (alleati della Lega Lombarda) e i Comaschi (alleati del Barbarossa assieme a Mandello). Ad esse, si aggiungono le due torri presenti nei comuni limitrofi di Abbadia Lariana (detta "la Torraccia" ancora visibile ai bordi della S.S. 36, uscita Abbadia) e Lierna (detto "il Castello").

Nel periodo feudale, il borgo di Mandello divenne un contado rurale dell'alto Milanese, feudo comitale e residenza del conte o capitàneo della terra. I conti di Mandello trassero il cognome di famiglia dal nome del borgo: i Di Mandello (o Mandelli) è un casato antichissimo, di primaria nobiltà lombarda. Il castello feudale di Mandello era costituito dal fabbricato dalle mura quasi ciclopiche che s'elevava a guisa di baluardo sull'ampio promontorio nel punto più proteso nel lago.Il popolo lo chiamò la torre, ma la sua forma rettangolare, la sua ampiezza, l'uso al quale era adibito di residenza del feudatario e della guarnigione, lo facevano uno dei più fortificati castelli della Lombardia e il nome di torre gli si addiceva soltanto per la eccessiva altezza delle mura. Queste, dello spessore di qualche metro, erano da ogni parte solcate da numerose feritoie, bifòre, trifòre come ancora oggi è dato osservare nella torre campanaria della chiesa plebana.In alto, nella facciata verso il lago, la torre era munita di due aperture rettangolari a guisa di finestroni, dominanti tutto il lago da Lecco a Bellagio, mentre la sommità involtata e pianeggiante, permetteva l'accesso e l'osservazione anche dalla parte del territorio.

Della casata dei -da Mandello- sono diversi i discendenti che occuparono svariati incarichi di prestigio in molte località italiane; fra questi Rubaconte da Mandello è podestà di Bergamo nel 1229. Nota la sua azione di vivo interesse per lo sviluppo delle miniere nelle valli Bergamasche.Nel 1237 è podestà di Firenze. Dante Alighieri lo ricorda nella Divina Commedia -Purgatorio- Canto XII- 34° terzina- :" La ben guidata sopra Rubaconte": cioè il ponte che egli aveva fatto costruire sopra l'Arno. La storia delle pievi locali risentì degli episodi storici che caratterizzarono la città di Como e i paesi del Lario, in particolare delle lotte che contrapposero fra di loro Como e Milano. A tal proposito Mandello si alleò dapprima coi milanesi, quindi coi comaschi, e fu in seguito a tali lotte che la pieve passò, non si sa se parzialmente o totalmente, sotto la giurisdizione della diocesi di Milano in un arco di tempo che va dal 1196 al 1300 circa. In un documento risalente al 1285 l'arciprete di Mandello "Mediolanensis diocesis" compare in veste di delegato apostolico". Del 1288 è il capitolo della chiesa pievana di san Lorenzo passato entro il 1342 sotto il controllo del vescovo di Como. Nello stesso anno, 1288, si pensa già esistesse la chiesetta di S.Giorgio le cui origini risalgono probabilmente al 1000. Decorata poi nel 1400 da pitture murali di particolare significato che ancora offrono motivo d'ammirazione e di studio.

Nel 1311 Mandello fu invasa dalle truppe di Cressone Crivelli, a cui l'imperatore Enrico VII concesse in feudo Lecco e le zone limitrofe. Nel 1336 Lecco e Mandello passarono sotto il governo di Azzone Visconti. Sotto il suo dominio la vita pubblica conobbe un periodo di ordine e buona amministrazione.L'Azzone fece costruire a Lecco il ponte sull'Adda, il più importante simbolo commerciale e strategico del Ducato milanese. 1342: Mandello dipende in modo stabile dalla diocesi di Como. Il 13 febbraio 1398 vengono promulgati ufficialmente gli statuti per il borgo e la sua popolazione; il primo podestà è Giovanni De Bombelli, eletto.

1400: c.a. Fra Bernardo da Mandello, probabilmente appartenuto alla famiglia Mandelli, vissuto a La Verna, muore in concetto di beatitudine. Nello stesso periodo con il marmo nero di Olcio (frazione di Mandello), l'architetto Lorenzo Spazzi, già impegnato nella erezione del Duomo, erige quattro giganteschi pilastri nella Cattedrale di Como. 1402 - 1447 Filippo Maria Visconti è Duca di Milano. Nel 1429 il duca Filippo Maria Visconti concede alla terra di Mandello alcuni privilegi che vengono confermati ed accresciuti da Francesco Sforza nell'anno 1450. 1449: Bartolomeo Colleoni condottiero delle truppe veneziane, occupa "Mandello, Bellano ed altre Castella della riviera di levante". 1450 - 1466 Francesco Sforza è Duca di Milano. 1455: primo libro a stampa di Guttemberg. Nel periodo 1469 - 1470 Mandello viene dato in feudo a Tomaso Tebaldi da Bologna. I mandellesi con la Valsassina contrastano la cessione feudale. Nel gennaio dello stesso anno B.Colleoni si inoltra nella Valsassina; "a marce forzate raggiunge la riva orientale del lago di Como gettandosi sulle terre di Bellano, Mandello ed alcune altre". È in questo frangente che il borgo viene ulteriormente fortificato ed è concluso il vallo. Nel 1480, con altri territori, Mandello viene dato in feudo a Piero dal Verme di Sanguineto che muore avvelenato. 1485: il feudo di Mandello viene assegnato, non senza contrasti dei cittadini interessati, a Clara Sforza vedova Dal Verme. Fra il 1488 fino oltre il 1500, Penci Cristoforo (De Pentis) nativo di Mandello è notissimo stampatore in Venezia, e pubblica una aggiornata edizione del "Nuovo Testamento" con gli stemmi di Savoia e di Francia affiancati a quelli del ducato milanese. Il 2 di Ottobre del 1493 a La Verna in Toscana muore, in concetto di beatitudine, Frate Bernardo da Mandello, probabilmente appartenente alla famiglia Mandelli, noto predicatore dei Minori. 1494: Massimiliano d'Asburgo conferma il feudo di Mandello a Clara Sforza che sposa Paolo Fregoso. Nel 1495 Ludovico Maria Sforza detto "il Moro", reggente il ducato milanese annette al ducato il feudo di Mandello e lo infeuda a Gaspare di San Severino, con altre terre. Negli ultimi anni del '400 le parrocchie di San Lorenzo in Mandello e di S.Abbondio in Olcio si arricchiscono di preziosissimi calici e croci processionali. Di questo periodo è lo scritto del comasco Paolo Giovo, vescovo di Nocera, nel quale è detto, nella scrittura latina del periodo alto medievale: "Mandellum oppidum positura, coelo, campis, ubertate nullis posferendum"-tratto da Larius-, non è secondo a nessuno per tante belle qualità. Benedetto Giovio, fratello del predetto Paolo scrive:"Il monte pure dietro Mandello abbonda di minerale dalle falde alla cima.Eravi un'antica miniera di piombo che ora abbandonossi coperta da una frana..... e narrasi che il piombo, che di quella s'estrae, sia ricco di puro metallo....". 1499: le terre della Riviera orientale del Lario, con Mandello, vengono date in feudo a Marchesino Stanga, segretario di Ludovico il Moro.

1500: Luigi XII di Francia è Duca di Milano abitata da 300.000 persone. Nel 1500-(1508?)-1510: Leonardo da Vinci visita il Lago di Como e nel Codice Atalntico 214 v.e. fra l'altro scrive:"....e i maggior sassi scoperti che si truovano in questi paesi sono le montagnie di Mandello, visine alle montagnie di Leche (Lecco) e di Gravidonia (Gravedona). In verso Bellinzona a 30 miglia a Leco, è quelle di valle di Chiavenna; ma la maggiore è quella di Mandello la quale ha nella sua basa una busa di verso il lago, la quale va sotto 200 scalini e qui d'ogni tempo è ghiaccio e vento....". Alcuni studiosi ritengono che per l'attraversamento del gruppo delle Grigne il grande Genio abbia effettuato il seguente percorso: Mandello, Somana, Valle di Era e di Calivazzo, Bocchetta di Prada, Valle dei Mulini, Prato San Pietro ( Mandello e Prato San Pietro, attualmente nel comune di Cortenova Valsassina, sono testualmente citati nel Codice Atalntico). Nel 1513 Mandello tributa atto di fedeltà a Chiara Sforza che è reintegrata feudataria del territorio. Fra il 1500 e il secolo successivo è emergente in Rongio la famiglia Lafranconi o Lanfranconi la quale risulta essere proprietaria della locale torre medievale. L'11 luglio del 1520 papa Leone X con un'apposita bolla dà il suo assenso alla istituzione di un ospizio dei frati dell'ordine dei Minori fondato in Mandello (attuale casa di riposo?). Nel 1532 nelle acque di Mandello si verifica un violento combattimento fra gli Sforzeschi e Gian Giacomo dei Medici detto il "Medeghino" "furbescamente il Vistarino riuscì ad attirare il Medeghino in un'imboscata tra Mandello e Onno nella quale persero la vita Gabriele dei Medici fratello del Medeghino e del futuro Papa Pio IV". 1533: Paolo Fregoso, morta la moglie Clara Sforza, vende tutti i diritti e i privilegi sulle terre di Mandello ed altre a Francesco Sfondrati cremonese. 1535: con Carlo V d'Asburgo Duca di Milano, in Lombardia inizia la dominazione spagnola che terminerà nel 1706. Il 23 ottobre 1537 l'imperatore Carlo V conferma il feudo di Mandello e Riviera al senatore cremonese Francesco Sfondrati. Detta famiglia manterrà l'investitura fino al 1788 anno in cui i Serbelloni faranno domanda per ottenere il Contado della Riviera (a cui apparteneva anche Mandello), ma l'anno successivo le leggi napoleoniche aboliscono ogni vincolo feudale. La famiglia De Giorgi è fra le maggiori esponenti mandellesi fra il secolo XIV e XVI. Nel 1593 il Vescovo di Como, Feliciano Ninguarda, visita la Pieve di Mandello, lasciando un ricco diario della condizione delle chiese in quel momento. Commentando detta visita lo storico S.Monti ipotizza che presso il romitorio di S.Maria vi fossero dei frati Benedettini e Templari. A questo proposito è opportuno ricordare che in frazione Gorlo esisteva una: "Ca' del Temp".

Gli Airoldi assurgono alla notorietà nella prima decade del 1600; nel 1745 il Conte Cesare costruisce un grande palazzo demolito 100 anni dopo nell'attuale piazza del mercato. Nel 1613 inizia la ricostruzione della pievania di san Lorenzo, che aveva implicato la distruzione dell'edificio anteriore descritto dalla visita pastorale del vescovo Ninguarda. Nel 1629 Roberto Rusca nel descrivere il paesaggio di Mandello certifica: " Li passa un fiumicello -la rongia- quasi per il mezzo, che fa girare molte ruote di molini di grano et fa battere con i magli ferro et rame, folare - battere- panni di lana" (frazione Fula: da follatoio). Tra il 1630 -Peste Manzoniana- e il 1634 Mandello subisce la peste ed i saccheggi delle truppe straniere in transito sul territorio, fra i quali, terribili, quelli ordinati dal duca di Rohan nel 1634. "Nel '600 la pietra di Olcio e di Mandello si vendeva a Milano a prezzo rilevante e con la stessa, nel Duomo della città, si fece il primo pavimento".

Nel 1700 il feudo Mandellese con i circonvicini vengono conservati dalla reale camera austriaca in quanto gli Sfondrati restano senza discendenza. 1707: in Lombardia con Carlo VI inizia la dominazione austriaca. Nel 1725 il 31 luglio nasce Giovanni Battista Zucchi che, dell'ordine dei frati Minori, diventa vescovo missionario in Cina. Dopo inenarrabili traversie e lungo martirio carcerario, muore nel 1804. Il mandellese F.A.Zucchi, dottore in sacra teologia, è arciprete in Mandello dal 1777 al 1802. Durante il suo ministero subisce l'imperio di Napoleone Bonaparte. Nel 1784 fa impiantare il maestoso organo in San Lorenzo, tutt'ora funzionante. Muore nel 1814. 1740: Maria Teresa d'Austria co-reggente con il figlio Giuseppe II dominano in Lombardia. 1742: Ambrogio Zucchi scopre due miniere di piombo sui "Monti di Mandello" che verranno poi abbandonate. 1777: viene inaugurato il Canale di Paderno cosi da rendere navigabile il corso dell'Adda da Lecco a Milano. 1780: in Lombardia il dominio austriaco è assunto da Giuseppe II. Nel 1788 alla vigilia della Rivoluzione Francese cessano i diritti feudali. 1789: Scoppia la Rivoluzione francese. 1790: Leopoldo II e Francesco II d'Austria reggono la Lombardia sino al 1796. Nel 1790 A.G. Della Torre di Rezzonico, scrivendo di Mandello, ricorda: " L'ingente Torre dei Mandellesi che ora senza difesa va in rovina di giorno in giorno.... è di antichità certo venerabile....nel piccolo fiume che vi scorre davanti si vedono un mulino e officine destinate alla lavorazione del rame e del ferro. Vi erano anche fabbriche di scordassieri per la purga delle lane". Successivamente Mandello subisce il dominio dei francesi e degli austriaci almeno fino al 1848, quando le idee rivoluzionarie prendono piede ed in paese è istituito un comitato risorgimentale. 1796: Campagna d'Italia di Napoleone B. Nasce la Repubblica Cispadana. 1797: Nasce la Repubblica Cisalpina - adozione della bandiera tricolore.

Agli inizi dell'Ottocento vari avvenimenti storici vengono a toccare la realtà mandellese. Nel 1802 La Repubblica Cisalpina diventa Repubblica italiana. Nel 1805 La Repubblica italiana diventa Regno d'Italia. Nel 1809 viceré in Lombardia diventa Eugenio di Beauhamais. Nel 1814 avviene la restaurazione austriaca in Lombardia. Un anno più tardi, viene costituito il Regno Lombardo Veneto. Poi nel periodo 1820-21 ci saranno primi moti insurrezionali italiani. Nel 1824 il governo austriaco inizia l'apertura della statale dello Spluga-Colico-Lecco, come strada di grande interesse militare, i lavori della quale termineranno nel 1832. Nel 1826 viene varato il primo piroscafo a vapore che naviga sul lago e che porta il nome di Lario. Nel 1839 a Giorgio Enrico Falck sr. (1802-1886) ingegnere meccanico, "si deve tecnicamente il primo impianto di laminazione italiano", a Dongo. Avanzano i moti risorgimentali italiani. Il 22 maggio 1848 i mandellesi si uniscono a una grossa colonna di volontari di Lecco che partono per la Valtellina col preciso scopo di proteggere il passo dello Stelvio; sono della partita alcuni componenti della famiglia Pini "gente solida", a Mandello fin dal 1300. Nel 1850 circa, la Badoni&Co. di Castello, Mandello e Bellano si pone alla testa dell'industria siderurgica italiana. Nello stesso anno, Carlo Ferrario fonda l'azienda che è sicuramente la più antica industria mandellese che si possa annoverare; ancora oggi produce fusi per la torcitura che per la loro altissima qualità sono conosciuti ed esportati in tutto il mondo. Nel 1859 diversi esponenti mandellesi, fra i quali i Confalonieri ed i Pini, partecipano a tutte le battaglie risorgimentali. Nello stesso periodo la famiglia Keller, di origine svizzera, gestisce lo stabilimento omonimo, ora velluttificio Redaelli. Nelle immediate vicinanze della Madonna di Debbio è attiva "una immane rupe di bel granito persichino dalla quale furono tagliate le otto colonne che in Como adornano il tempio del Crocifisso della S.Annunciata e ne sostengono le cupole". I vari componenti della famiglia Pini si distinguono nei moti risorgimentali. In questo periodo Mandello è prettamente agricola e gli annuari della diocesi di Como certificano che il numero dei bovini è di circa 1100 unità al giorno d'oggi si è ridotto ad una decina di capi. Mandello fu il primo comune lariano su cui sventolò la bandiera italiana. Le famiglie Badoni e Falck operano industrialmente in Mandello. Enrico II Falck, l'azienda del quale assurge a livello europeo, viene eletto senatore della repubblica italiana. Negli anni tra il 1860-66 cittadini mandellesi partecipano alla conclusione dei movimenti risorgimentali. 1860 - 61 Re d'Italia: Vittorio Emanuele II. Gli abitanti mandellesi sono 3118. 1862: Enrico Falck (1827-1878) sposa Irene Rubini Falck che resterà vedova con i piccoli Luigia, Giorgio e Camilla. Il 24 novembre dello stesso anno, il Consiglio Comunale delibera il toponimo del paese in "Mandello del Lario", delibera approvata l'8 febbraio 1863 con R.D. Nel 1871 gli abitanti mandellesi sono 3250. Nel 1877 è in attività la torcitura Panizza. Nel 1881 gli abitanti mandellesi sono 3498. Nel 1879 si delibera il progetto per la linea ferroviaria Lecco-Colico; nel 1885 si realizza la linea ferroviaria Colico - Sondrio. Nel 1888 nasce a Mandello Alfredo Lafranconi che sarà vescovo in Birmania (+ 1959). Del 1893 è l'installazione in Mandello del Velluttificio Redaelli (già Keller) che nella sua attività secolare diventerà noto per la varietà, qualità e ricchezza dei prodotti. Il 1 agosto 1894 entra in funzione la linea ferroviaria Bellano-Colico. Nello stesso periodo sono operanti i filatoi di Carugati e Ferrario e la filanda dei Semenza e Ravasi. Nel 1895 Antonio Carcano, proveniente da Maslianico, dove nel 1880 aveva iniziato la lavorazione dello stagno, si trasferisce a Mandello in località Maglio, nel comune di Somana. Ed utilizza l'alluminio per la lavorazione di carte metallizzate. Attualmente la ACM-Carcano Antonio S.p.a. per i suoi standard qualitativi ha una clientela di portata mondiale. Nel 1899 nasce il cavalier di Vittorio Veneto Vincenzo Zucchi, storico mandellese che pubblica cinque versioni dell' "Oppidum Mandelli" negli anni 1931, 1946, 1959, 1979, 1990, (+ 1993).

All'inizio del XX secolo Mandello conta 3619 abitanti. Nel 1901 Clemente Gaddi nasce a Somana di Mandello; sarà vescovo di Nicosia, eletto arcivescovo titolare di Darni (con diritto di successione all'arcivescovato di Siracusa), quindi vescovo di Bergamo con titolo arcivescovile ad personam (+ 1993). Nel 1902 sulla linea ferroviaria Lecco-Sondrio transita il primo elettrotreno d'Europa. Nel 1905 nasce Ambrogio De Battista. Fu vescovo missionario in India (+ 1971). Nel 1906 inizia l'attività la pluripremiata fabbrica di grattugie Cantoni, tutt'oggi esistente, ma in forma minore. Padre Ambrogio Poletti del P.I.M.E. (1905 - 1973), nato a Somana, nel corso della sua missione in Hong Kong è detto "Portinaio della Cina" e "re dei nuovi territori" locali. Nel 1911 gli abitanti mandellesi sono 3770 e nel 1921 sono 3859. Nel 1921 nasce la Moto Guzzi. Il tecnico Carlo Guzzi, di origine milanese, realizza un prototipo di motocicletta con motore orizzontale. La società mandellese assurge a fama mondiale per le sue circa 3400 vittorie rendendo celebre il nome di Mandello in tutto il mondo e questo non solo per le prestigiose moto, ma anche per le vittorie olimpiche ed intercontinentali nel canottaggio, nell'alpinismo ed in molteplici altre attività sportive. Nel 1930 circa, Giorgio Enrico Falck jr. II (1866-1947) sviluppa l'azienda a livello europeo. Sarà Senatore del Regno d'Italia. Milano in quel periodo conta un milione di abitanti, Mandello 4600 circa. Nel 1931 gli abitanti mandellesi sono 4638 e nel 1935 è operante in paese il cinema teatro Odeon. Nel 1936 gli abitanti mandellesi sono 5099. Dal 1939 al 1945 si svolge il secondo conflitto mondiale che coinvolge anche il centro abitato di Mandello con la presenza di truppe straniere e tragici episodi fra il centro abitato e le propaggini delle Grigne. Alla cessazione del conflitto, i mandellesi riprendono con vigore le loro attività. Nel 1940 nasce Dante Lafranconi. Sarà vescovo di Savona e Noli ed attualmente di Cremona. Nello stesso anno inizia l'attività il cinema teatro Sociale. Nel 1946 l'ing. Luigi Buzzi, nel verificarsi del "miracolo italiano", fonda la CEMB, che nei decenni si afferma a livello mondiale nella produzione di macchine equilibratrici impiegate in tutti i campi dell'industria e nell'aerospaziale. È contemporanea la creazione da parte dell'ingegner Arturo Gilardoni della "Gilardoni raggi X". Entrata in vigore il 1 gennaio 1948 la Costituzione della Repubblica Italiana, Enrico Falck II (1899-1953), laureato in Scienze agrarie, viene eletto Senatore della Repubblica italiana. La sua disponibilità nei riguardi della nostra cittadina è proverbiale tanto che ".......elargisce, a Mandello, il carbon fossile per l'asilo centrale e quello di Tonzanico; per il ricovero parrocchiale, per la Casa della maternità e per la San Vincenzo....". Nelle olimpiadi di Londra 1948 lo storico "4 senza" della Canottieri Moto Guzzi vince il titolo olimpionico; nello stesso periodo, in paese sorge il cinema teatro Astoria, oggi denominato Cinema Teatro Comunale. Nel 1951 gli abitanti mandellesi sono 6550 e, nel rapporto tra cittadinanza e attività produttive, la Mandello industriale risulta essere il primo comune a livello nazionale. Nello stesso anno la cittadina viene raggiunta dal metanodotto. Nel 1956 il dottor Vittorino Gilardoni fonda la Gilardoni Cilindri. A Melbourne, in quell'estate australe (22 Novembre - 8 Dicembre), il glorioso "4 con" della Canottieri Moto Guzzi composto dagli operai Trincarelli, Vanzini, Winkler, Sgheris e da Stefanoni al timone vince il titolo Olimpico. Nel 1961 gli abitanti mandellesi sono 8122, e nel territorio comunale sono operanti 350 imprese. Nel luglio dello stesso anno i mandellesi Gigi Alippi e Annibale Zucchi, guidati da Riccardo Cassin, unitamente ad altri tre alpinisti conquistano il monte Mckinley (mt. 6168), in Alaska. Nell'agosto 1962 il mandellese Pier Lorenzo Acquistapace è presente nella prima cordata italiana, che vince la parete nord dell'Eiger (mt. 3970), nella Jumfrau in Svizzera. Nel 1971 gli abitanti mandellesi sono 9321 che nel 1981 salgono a 9791 e nel 1991 a 9895. Nel 1992 nasce la nuova Provincia di Lecco e Mandello figura fra le prime cinque cittadine più popolate.

Uno storico locale, il cavaliere di Vittorio Veneto Vincenzo Zucchi, ha scritto un libro intitolato "Oppidum Mandelli", che racconta dettagliatamente la storia del paese dalle origini fino ai giorni nostri.

[modifica] Luoghi d'interesse

Per qualsiasi tipo di informazione turistica, è attivo un sito Internet: www.prolocomandello.it. La Pro Mandello è in via Manzoni, 57 (telefono 0341-732912).

[modifica] Chiesa di San Giorgio

Chiesa di San Giorgio

La chiesa di San Giorgio, ad aula unica con soffitto a capriate a vista e abside quadrangolare con volta a crociera, deve il suo aspetto attuale a restauri, iniziati in epoca trecentesca, di un edificio che già esisteva nell'XI secolo.

Della primitiva costruzione è conservata un'acquasantiera ornata da un motivo a intreccio geometrico-floreale (molto diffuso nel comasco tra il VI ed l'XI secolo) sul fronte e sui fianchi da un rilievo (poco pronunciato) raffigurante una croce.

L'interesse principale dell'edificio è dato dai dipinti che ornano le pareti della navata; numerosi sono gli affreschi votivi databili tutti al XV secolo; la Crocifissione del presbiterio è della fine del XV secolo; il ciclo escatologico, secondo alcuni studiosi, mostra legami cona la tradizione pittorica Ligure-piemontese, mentre secondo altri è più vicino alla tradizione locale, ed è collocabile agli anni ottanta del Quattrocento.

[modifica] Chiesa arcipretale di San Lorenzo

La chiesa arcipretale di San Lorenzo sorge su una piazza all'inizio del lungolago. L'edificio attuale del XVII secolo è sorto in sostituzione del tempio precedente a tre navate, sorrette da piastroni terminanti con absidi. Di chiara impronta romanica resta il campanile del XII secolo a fianco della facciata decorato da archetti pensili e da due piani di bifore. La facciata si presenta con semplice coronamento a cimasa orizzontale sulle navate laterali e con una cimasa composita curvilinea sulla navata centrale. La decorazione della chiesa risale al XVII secolo e segue il gusto decorativo barocco, in quanto presenta stucchi e grandi quadri. Da segnalare il prezioso ciborio intagliato e l'altare a baldacchino in legno policromo.

Il marmista Giulio Tencalla tra la fine del 1674 e l'autunno del 1676 riceve l'incarico di eseguire la fronte d'altare e la balaustra della cappella laterale del Crocefisso. Le sue caratteristiche tipologiche richiamano le due fronti d'altare eseguite pochi anni prima nel Santuario di Saronno, in particolare per le due volute che affiancano l'edicola superiore. Pure di grande pregio sono le due sue balaustre dell'ampio presbiterio in cui le consuete colonnine sono sostituite con elementi multiformi quali cartigli, cartocci e conchiglie in un gioco di richiami alla lettere C e S, caratteristici dell'ornamentazione barocca; l'uso di marmi di diverse cromie ne esaltano la preziosità.

Unito alla chiesa, si riconosce ancora il complesso dell'abbazia benedettina, già esistente nel 833 d.C., di cui rimane solo il chiostro.

[modifica] Torre del Barbarossa a Maggiana

« Dove nel Lario vedesi addentrare / La punta circolare di Mandello / In forma quadra adamantina appare / Di Maggiana sul colle ampio castello / Degno che serbi di quello la storia / Scritta nei fasti suoi l'alta memoria" (poema antico inedito). »

A 148 metri sopra Mandello sta il villaggio di Maggiana, che, con Mandello, divise tutte le vicende dei secoli ed ancora oggi è frazione del comune. Solo nel 1621, erigendosi lo parrocchia di Crebbio, Maggiana fu assegnata ecclesiasticamente alla nuova parrocchia sottraendola a quella matrice di Mandello. Il villaggio appare assai pittoresco e, da qualunque parte venga osservato, si scorge dominato dalla imponente mole dello vecchia torre che, ritta e ringiovanita, sta a sfidare i secoli. La sua forma è quadrata, l'altezza è di 40 braccia e la larghezza di dieci. Le mura hanno da ogni parte finestre ogivali che si alternano con delle feritoie. Si accede per un ampio portone medioevale, che immette in un cortiletto d'ingresso dal quale, per una comodo scala, si entra al primo piano della torre. Quivi, immurata nel camino, si osserva una lapide che porta incisa una dicitura su Federico Barbarossa or resa illeggibile dagli anni, dalla fuliggine e ancora dagli uomini, poiché la pietra ora è scomparsa forse per tre quarti nella base del camino e la poca emergente non lascia scoprire altro che qualche consonante sconnessa. Dal primo piano si sale ai piani superiori fino all'ultimo, un tempo tutto ornato di affreschi che ora si sono andati affievolendo fin quasi a scomparire: solo dei trofei d'armi dipinti negli angoli resistono ai tempi quasi a testimoniare ai visitatori odierni il soggiorno che vi fece l'imperatore Federico I. Verso il 1800, la torre passò in proprietà del signor Francesco Alippi, il quale, orgoglioso di possedere un monumento tanto storico, la restaurò, ornando la sommità di un comodo terrazzo con quattro pilastrini granitici agli angoli congiunti fra loro da riquadri in ferro lavorato, sormontata in un angolo dal parafulmine, mettendo così l'interno al riparo dall'azione corrompitrice delle intemperie. Il 5 maggio 1828 un muratore stava smurando il camino al primo piano, quando rinvenne addossata al muro una lapide di granito tutta annerita dal fumo; pulita e lavata convenientemente vi si lessero le parole: FRIDERIC - IMPERAT - GERMAN HIC - TUTUS - QUIEVIT - ANNO 1158 (Federico, imperatore di Germania, qui sicuro riposò - anno 1158). Non è a dire la gioia dell'Alippi al rinvenimento di una documentazione tanto sicura del soggiorno di Federico Barbarossa a Maggiana, e da quel giorno accrebbe a dismisura la sua considerazione per la torre di cui, orgoglioso, si sentiva proprietario. Dal 19 marzo 1910, la torre è notificata al signor Tomaso Comini fu Ignazio, i familiari del quale, se richiesti, con la già sperimentata cortesia, sono lieti di fare da guida nella visita alla torre fino al terrazzo, dal quale l'occhio si posa compiacente sui colli finitimi, sui pendii, sulla sottostante Mandello e sul lago fino a Bellagio.

  • Torre dei Lanfranconi a Rongio
  • Chiesetta di Santa Maria sopra Somana
  • Palazzo del Pretorio a Mandello Bassa

[modifica] Grotta Ferrera

Ingresso della grotta Ferrera

La grotta Ferrera si trova in località Acqua Bianca.

Il livello orografico della grotta è 590 metri sopra il livello del mare ed ha un dislivello massimo di circa -37 metri.

La caverna è costituita essenzialmente da un'unica immensa sala lunga circa 175 metri e larga circa 50 metri. È percorsa per un breve tratto da un ruscello proveniente da una volta che forma una cascata.

L'accesso è estremamente facile, poiché si apre sul bordo di una mulattiera molto ben tenuta; anche la percorribilità interna è facile, tuttavia il suolo è coperto da fango scivoloso e costellato di crepacci.

La caverna è stata originata dalla dissoluzione di una parte di roccia più corrodibile seguita dal crollo di altri strati sovrastanti al fine di ristabilire l'equilibrio. Questo tipo di formazione è frequente nelle grotte della zone limitrofe.

[modifica] Frazioni

  • Molina
  • Luzzeno
  • Rongio
  • Somana
  • Olcio

[modifica] Maggiana

Frazione di Maggiana con la torre di Federico Barbarossa

Pittoresca frazione situata su una terrazza che domina il centro di Mandello e il lago. Tra le case in pietra del paese si erge la torre di origine medievale che nell'anno 1158 ospitò l'Imperatore di Germania Federico I Hohenstaufen, detto "il Barbarossa". All'interno della torre è allestito un museo, che raccoglie gli strumenti da lavoro tradizionali e dell'arte contadina.

[modifica] Moregallo

Frazione situata sulla riva opposta del lago, è sorta una polemica qualche anno fa, quando la cava di sabbia presente in loco venne a essere sperequata e privata quasi completamente del materiale, prezioso per il mondo dell'edilizia.

[modifica] Economia

In passato era diffusa la coltivazione di olivi e viti, che ora rimane solo a livello personale e poco diffusa. Nella frazione di Maggiana, fino alla seconda metà del '900, veniva coltivato il gelso bianco per l'allevamento del baco da seta. La seta veniva lavorata nella filanda locale, che ora è una casa abitata. Con l'affermarsi delle fibre sintetiche, l'allevamento del baco da seta è andato scomparendo in tutta la regione e, con essa, anche la coltivazione del gelso. Oggi l'economia del paese si basa soprattutto sull'industria: sono presenti aziende famose a livello mondiale, come Moto Guzzi e altre di rilevante importanza nel settore siderurgico e nucleare (Gilardoni Raggi X, Gilardoni cilindri e cromati, Carcano Antonio allumini, Cemb costruzione macchine equilibratrici, Icma carte speciali, Lafranconi silenziatori, Carrozzeria Cortesi, Officine del Maglio) oltre a circa una migliaio d'imprese a conduzione familiare prevalentemente nel settore metalmeccanico.

[modifica] Sport

Il paese di Mandello del Lario ha ricevuto molti riconoscimenti sportivi mondiali grazie ai suoi atleti e olimpionici della Canottieri Moto Guzzi.

Il gruppo della Grigna visto dal Manavello

[modifica] Personalità legate a Mandello del Lario

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Riccardo Mariani (Casa Comune per Mandello democratica (lista civica legata al centro-sinistra)) dal 05/04/2005
Centralino del comune: 0341 708111
Posta elettronica: info@mandellolario.it

[modifica] Comunità Montana

Fa parte della Comunità Montana del Lario Orientale.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Bibliografia

  • Vincenzo Zucchi, Oppidum Mandelli, Mandello del Lario, varie edizioni.

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali