Cesare Cantù

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on. Cesare Cantù
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Cesare Cantù.jpg
Luogo nascita Brivio
Data nascita 5 dicembre 1804
Luogo morte Milano
Data morte 15 marzo 1895
Professione letterato
Legislatura VII-VIII
Collegio Almenno San Salvatore

Cesare Cantù (Brivio, 5 dicembre 1804Milano, 15 marzo 1895) è stato uno storico, letterato e politico italiano.

Deputato al parlamento dall'Unità d'Italia (1861) al 1867, fu il fondatore dell'Archivio storico lombardo.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Partito da posizioni romantiche, si portò in seguito (1848) su posizioni clericali. In particolare, aderì alla tesi neoguelfa secondo cui né la tradizione cattolica né i principi dell'illuminismo e della rivoluzione francese potevano costituire la chiave di volta per un processo di unificazione in Italia, per raggiungere il quale sarebbe occorso ricorrere ad una specifica filosofia politica nazionale.

Per la sua posizione ideologica anti-austriaca, Cantù aveva precedentemente subito il carcere tra il 1833 e il 1834.

Cantù ha lasciato un importante romanzo storico, Margherita Pusterla (1838, tradotto in più lingue), opere di carattere storico quali La Lombardia nel secolo XVII (1832), L'Abate Parini e la Lombardia nel secolo passato (1854), Gli eretici d'Italia (1865-1866) e la monumentale Storia universale, 72 dispense raccolte in venti tomi (1840-1847).

Cesare Cantù: medaglione sullo scalone monumentale di Palazzo del Senato a Milano

Fra gli altri suoi lavori si ricordano, Il Sacro Macello di Valtellina. Le guerre religiose del 1620 tra cattolici e protestanti tra Lombardia e Grigioni, pubblicato a Milano nel 1832, i Racconti brianzoli (o Novelle brianzole) pubblicati nel 1833, la Grande Illustrazione del Lombardo-Veneto del 1857, le Storie minori (Lombardia, Valtellina, Brianza ) del 1864 e una serie di opere a carattere erudito come gli Edifizii di Milano, la Storia della letteratura italiana del 1865, Il Conciliatore e i carbonari del 1878, la sopracitata Storia universale impostata nel periodo 1838-1846 e ampliata nel periodo tra il 1883 ed il 1890 e che raggiunse i cinquantadue volumi. Natura ibrida ha la sua Storia della città e della diocesi di Como (Firenze, Le Monnier, 1857), che si conclude con le sue ampie considerazioni circa la rivoluzione del 1848 e la contemporanea politica del Ticino.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Antonio Carrannante, Cesare Cantù e i Gesuiti: una lite in famiglia (1851-1854), ne La Rassegna della letteratura italiana, gennaio-agosto 1984, pp.165-169
  • Francesca Kaucisvili Melzi D'Eril: Cesare Cantù e i cattolici liberali francesi, cinque corrispondenze con François-Alexis Rio, Albert DuBoys, Camille de Meaux, Mons. Félix Dupanloup, Maxime de LaRocheterie. (a cura di Francesca Kaucisvili Melzi D'Eril). Milano: Ed. Comune di Milano "Amici del Museo del Risorgimento", 1994
  • Antonio Carrannante, "Cesare Cantù e alcuni suoi contemporanei (con lettere inedite)", "Otto/Novecento", maggio-agosto 1990, pp. 153-160
  • Antonio Carrannante, Il "Sermone sulla Mitologia" di Cesare Cantù (1826), in Otto/Novecento, settembre-dicembre 2006, pp.147-154

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