Conservatorismo

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Il conservatorismo è una corrente politico-culturale dalle fisionomie diverse a seconda dei contesti nazionali.
In polemica con la Rivoluzione francese, «i conservatori avversano i progetti utopistici di società perfette e i mutamenti troppo radicali, credono nella libertà individuale e nel mercato, sono severi in tema di ordine e legalità e nutrono un particolare rispetto per la tradizione, la famiglia e la religione»[1].

Ideologia e contraddizioni[modifica | modifica sorgente]

Il termine "conservatore" in genere connota i partiti della destra politica o del centro-destra. È alquanto difficile tuttavia dare una precisa definizione del conservatorismo. Molti partiti assumono espressamente il nome di "Partito Conservatore". Sono, di solito, partiti che pongono l'accento sui concetti di patria, fede, famiglia, ordine sociale. Sono partiti tanto liberali, quanto sociali. Nella maggior parte dei casi sono favorevoli al libero mercato, ma a volte "conservatori" sono anche partiti che accentuano il ruolo di controllo dello Stato nell'economia.

Queste contraddizioni sono dovute all'evoluzione storica del conservatorismo. Infatti, in origine, i conservatori (si pensi ai Tories inglesi) erano a favore del protezionismo, osteggiavano il libero mercato e assumevano una posizione piuttosto statalista e comunitarista; in seguito, specie grazie all'apporto di leader come Margaret Thatcher e Ronald Reagan, il conservatorismo si è definitivamente riconciliato con il libero mercato, il liberismo economico e l'individualismo.

I contenuti culturali circa le questioni etiche (aborto, omosessualità, droghe, ecc.) sono molto condizionati dalla confessione religiosa prevalente praticata nello Stato dove è presente il singolo partito, anche se nell'Europa settentrionale (Regno Unito e Paesi scandinavi), i conservatori tendono ad essere laici, tanto da spingere alla nascita di partiti democristiani alternativi in Norvegia, Svezia, Finlandia e Danimarca. Ad esempio, negli Stati Uniti i conservatori sono in genere contrari all'aborto e al matrimonio omosessuale (a parte la corrente liberale), mentre in Gran Bretagna il primo ministro conservatore David Cameron è favorevole, così come in Italia è a favore Gianfranco Fini, mentre le correnti conservatrici post-democristiane del centro-destra sono avverse.

I conservatori non sono favorevoli all'immobilismo sociale ma si dichiarano più che altro fautori di un progresso graduale (concetto non dissimile a quello di riformismo) che accompagni la società senza sconvolgerne le caratteristiche ed i parametri di riferimento. Questo li distingue dai reazionari.

Il conservatorismo in Europa[modifica | modifica sorgente]

Il conservatorismo europeo ha un carattere prevalentemente moderato. Spesso i partiti d'ispirazione conservatrice hanno rappresentato nei vari Paesi la stabilità del governo e dell'ordine costituito. I conservatori europei, espressione dei ceti borghesi, sono spesso aperti in tema di diritti civili e si distinguono perciò dai democristiani, che sono di solito eticamente conservatori. Questa è anche la ragione per la quale questi ultimi si sono diffusi nei paesi a maggioranza cattolica e meno in quelli protestanti, dove i conservatori, assieme ai partiti borghesi di ispirazione liberale, hanno avuto il sopravvento.

Sebbene i caratteri tipici del conservatorismo odierno (patriottismo, famiglia e libero mercato) siano comuni a tutti i partiti che si ispirano a tale tradizione politica, non mancano alcune varianti che hanno accentuato un aspetto più di un altro o che più si sono contaminate con altre tradizioni politiche, come il liberalismo e il nazionalismo, o religiose, come il Cristianesimo e in particolare il cattolicesimo.

All'interno del movimento conservatore si possono dunque trovare diverse tendenze, tra le quali spicca il cristianesimo democratico (che nei paesi a forte presenza cattolica ha dominato il centro-destra e che tuttavia contiene al suo interno anche correnti più progressiste in campo economico, le correnti cristiano-sociali), il conservatorismo liberale (forte nei Paesi dell'Europa settentrionale e oggi diffuso anche nel resto del continente) e il conservatorismo nazionale.

Nel Parlamento Europeo i gruppi che maggiormente rappresentano i valori conservatori sono quelli del Gruppo del Partito Popolare Europeo (alleanza del Partito Popolare Europeo, democristiano, e l'Unione per l'Europa delle Nazioni (emanazione dell'Alleanza per l'Europa delle Nazioni).

Conservatorismo liberale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conservatorismo liberale.

Il conservatorismo liberale o liberal-conservatorismo è una variante del conservatorismo che combina la classica preoccupazione conservatrice per tradizione, rispetto per l'autorità e, talvolta, valori religiosi con idee liberali, specialmente in campo economico (liberalismo economico, che difende capitalismo di mercato libero). Di solito il conservatorismo liberale è un'area politica dove trovano spazio i conservatori dei Paesi dove le idee economiche liberali sono considerate tradizionali e quindi conservatrici. Di converso esiste anche una tendenza del liberalismo, il liberalismo conservatore, che tende ad essere strettamente collegata con l'idea economica di liberismo e che quindi si colloca su un versante conservatore all'interno del movimento liberale.

Esistono tuttavia alcuni Paesi dove i movimenti liberal-conservatori sono molto più grandi delle loro controparti liberali, e perciò i termini "liberali" e "conservatori" possono diventare sinonimi (come in Australia) o possono essere ridefiniti (come negli Stati Uniti, dove i conservatori utilizzano il termine conservative mentre il termine liberal è generalmente utilizzato per riferirsi a un movimento progressista che in Europa sarebbe definito liberale sociale). La tradizione conservatrice negli Stati Uniti d'America combina l'individualismo economico dei liberali classici con una forma di conservatorismo alla Edmund Burke, che è diventato parte della tradizione conservatrice americana, grazie ad autori come Friedrich von Hayek, Frank Meyer, Milton Friedman, Russell Kirk e William Buckley.

Da un punto di vista europeo, negli Stati Uniti, i membri del Partito Repubblicano possono essere definiti come conservatori, mentre sono liberal (sinonimo di progressisti o liberali sociali) i membri del Partito Democratico.

Conservatorismo nazionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conservatorismo nazionale.

Il conservatorismo nazionale o nazional-conservatorismo è una variante del conservatorismo che combina ad esso elementi di nazionalismo, pur non essendo catalogabile come ideologia di estrema destra[senza fonte]. Se i partiti conservatori fanno sovente della patria e dell'identità nazionale due temi importanti, quelli nazional-conservatori mettono questi concetti al centro della loro azione politica. Per questo, se i liberal-conservatori sono da considerarsi la "sinistra" del movimento conservatore, i nazional-conservatori ne sono la "destra".

Mettere al centro della propria azione politica l'identità nazionale significa anche difesa della tradizione religiosa, culturale e linguistica del Paese. Secondo uno studioso austriaco, "il conservatorismo nazionale esalta la famiglia come casa e centro dell'identità, della solidarietà e dell'emozione"[2]. Tutto ciò porta i nazional-conservatori ad assumere posizioni fortemente conservatrici sul piano etico-sociale e a osteggiare con decisione l'immigrazione, il multiculturalismo e la globalizzazione, tutti fenomeni che, nel loro pensiero, finirebbero per danneggiare l'identità di un Paese. I nazional-conservatori non sono in genere entusiasti sostenitori del mercato, così da essere, sul piano dei rapporti con l'esterno, più inclini al protezionismo e, su quello interno, ad un forte intervento dello Stato in economia, volto a favorire la coesione sociale.

Conservatorismo uninazionale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conservatorismo uninazionale.

Il conservatorismo uninazionale o uninazionalismo o democrazia Tory è una forma di conservatorismo britannico che vede la società come organica e apprezza il paternalismo e il pragmatismo. L'espressione "Tory uninazionale" (One-nation Tory) ebbe origine con Benjamin Disraeli (1804–1881), che fu leader del Partito Conservatore britannico e divenne Primo Ministro nel febbraio 1868. Egli pensò di fare appello direttamente ai membri della classe operaia al fine di contrastare il peggioramento delle divisioni nella società. Come filosofia politica, il conservatorismo uninazionale riflette la convinzione che le società esistono e si sviluppano organicamente, e che i membri al loro interno hanno obblighi gli uni verso gli altri. In questo contesto, vi è una particolare enfasi sull'obbligazione paternalistica delle classi superiori verso quelle che si trovano sotto di esse.

L'ideologia caratterizzò fortemente i mandati di Disraeli al governo, durante i quali furono approvate notevoli riforme sociali. Verso la fine del XIX secolo, il partito si allontanò dal paternalismo in favore del capitalismo del libero mercato, ma le paure dell'estremismo nel periodo tra le due guerre mondiali portarono al risveglio del conservatorismo uninazionale. La filosofia continuò ad ispirare il partito durante tutto il consenso postbellico fino all'ascesa della Nuova Destra, che attribuì al conservatorismo uninazionale i problemi sociali ed economici del paese. David Cameron, leader del Partito Conservatore, indicò Disraeli come il suo conservatore preferito e alcuni commentatori e parlamentari hanno suggerito che l'ideologia di Cameron contenga un elemento di uninazionalismo. Nel suo discorso del Congresso del 2012, Ed Miliband, leader del Partito Laburista, cercò di rivendicare l'espressione e di applicarla ai Laburisti.[3] Da allora in poi è stata usata dal Partito Laburista.[4]

Cristianesimo democratico[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cristianesimo democratico.

Il Cristianesimo democratico è un movimento politico che rappresenta sul piano politico i valori cristiani e li traduce in politica pubblica. L'espressione democrazia cristiana, nata in ambiente cattolico ed europeo, ha a lungo contraddistinto un'ideologia politica che combina un conservatorismo sotto il profilo dei costumi e dell'etica tradizionale (i democristiani sono in gran parte contrari all'aborto e al matrimonio omosessuale) a una visione più attenta al sociale dei conservatori tradizionali.

Il cristianesimo democratico considera l'economia al servizio dell'umanità, ciò non toglie che la quasi totalità dei partiti democristiani non mettano in discussione il capitalismo in sé e per sé, anche se ne possono criticare alcuni elementi, come del resto fanno anche i liberali (critici del monopolio) e, ovviamente, le sinistre più o meno radicali. Negli ultimi decenni tuttavia molti partiti democristiani europei hanno abbracciato politiche liberiste, mentre si sono moderati sul piano culturale e morale. Il modello caro ai democristiani rimane in ogni caso quello dell'economia sociale di mercato.

Le politiche e le priorità dei partiti democristiani spesso differiscono da un Paese all'altro, ma, in ogni caso, è possibile rintracciare una serie di caratteristiche che accomunano la maggior parte di questi. Secondo la definizione di Geoffrey K. Roberts e Patricia Hogwood "dal punto di vista ideologico, il cristianesimo democratico ha incorporato molte delle idee sostenute dai liberali, dai conservatori e dai socialisti, all'interno di una più vasta cornice di principi morali e cristiani"[5]. La principale differenza tra il cristianesimo democratico e il conservatorismo europeo è la maggiore caratterizzazione religiosa (anche se non necessariamente confessionale) del primo, a fronte del profilo sostanzialmente laico del secondo.

Conservatorismo tradizionalista[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tradizionalismo (filosofia).

Il conservatorismo tradizionalista, conosciuto anche come "conservatorismo classico", "Tradizionalismo" o "Torismo", descrive una filosofia politica situata nell'alveo del conservatorismo che sottolinea la necessità - filosofica, etica e pratica - dei principi della Legge naturale e dell'ordine morale trascendente, della tradizione, dell'unità organica e gerarchica, della vita rurale, del classicismo e della cultura elevata, e della Fedeltà.[6]

Alcuni tradizionalisti hanno abbracciato i termini di "Reazione" e di "Controrivoluzione", riferendosi alla decadenza della società provocata dall'Illuminismo. Poiché i conservatori tradizionalisti hanno una visione gerarchica della società essi difendono la struttura politica di tipo monarchico come l'assetto sociale più naturale e benefico.

Il tradizionalismo - sebbene non si incarni in un preciso modello politico - è esistito dacché è cominciata la civiltà; la sua espressione contemporanea, tuttavia, si sviluppò nel XVIII secolo, soprattutto in risposta alla Guerra civile inglese e alla Rivoluzione Francese.

Negli Stati Uniti d'America il conservatorismo tradizionalista non si organizzò in una omogenea corrente intellettuale e politica sino alla metà del XIX secolo. La coagulazione del conservatorismo tradizionalista statunitense nacque all'interno di un cenacolo di professori universitari che respingevano le nozioni di individualismo, di liberalismo, di modernità e di progresso sociale e rinnovarono l'interesse in ciò che Thomas Stearns Eliot definiva "Le cose permanenti" (quelle verità sempiterne che sopravvivono ai mutamenti temporali e quelle istituzioni sociali fondamentali, come la Chiesa, la famiglia, la comunità locale). Sovente il conservatorismo tradizionalista negli Stati Uniti confluisce nel paleoconservatorismo.

Il conservatorismo negli Stati Uniti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conservatorismo negli Stati Uniti.

Il conservatorismo statunitense si differenzia per molti versi da quello europeo. Sebbene non manchino varianti dello stesso (più inclini al conservatorismo liberale o a quello nazionale di stampo europeo) e nei diversi periodi storici abbia avuto diverse sfaccettature, esso si è caratterizzato in modo del tutto singolare. Il movimento conservatore (in origine caratterizzato principalmente dal protezionismo e dall'isolazionismo) è stato a lungo minoritario in entrambi i partiti e solo negli ultimi quarant'anni ha trovato casa nel Partito Repubblicano, essendo stato precedentemente forte soprattutto negli Stati del Sud, dominati dal Partito Democratico.

Oggi i conservatori statunitensi si distinguono da quelli europei per l'intensità con la quale sostengono il liberismo (nell'accezione di libertarianismo e di Stato minimo) e soprattutto per la caratterizzazione religiosa e cristiana. Il successo del movimento conservatore, e dunque del Partito Repubblicano negli ultimi decenni, è dovuta precisamente al connubio tra liberismo economico e difesa dei valori cristiani. Da questo punto di vista, i conservatori americani hanno una posizione molto più dura in tema di diritti civili e osteggiano con vigore aborto, eutanasia, matrimonio omosessuale e fecondazione artificiale. Di converso essi sono in genere strenui difensori della pena di morte.

Tra le varie correnti del Partito Repubblicano si possono ricordare i social conservatives e la Religious Right (entrambi, per semplificare, di stampo teocon), i libertarians (liberali a tutto tondo), i fiscal conservatives (strenui sostenitori del rigore di bilancio), i moderates (quelli che un tempo avremmo chiamato Rockefeller Republicans), i paleoconservatives (inclini al protezionismo e al nativismo) e i neoconservatives. Nel Partito Democratico sono conservatori i membri della Blue Dog Coalition e moderati (cioè fiscally conservative e a favore del libero commercio a livello internazionale), e i New Democrats, molti dei quali sono riuniti nel Democratic Leadership Council.

Conservatorismo sociale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Conservatorismo sociale.

Il conservatorismo sociale è quella corrente del conservatorismo americano che si occupa prevalentemente delle tematiche etico-sociali, opponendosi strenuamente all'aborto, all'eutanasia e al matrimonio gay, e proponendo politiche generose nei confronti della famiglia, considerata cellula fondamentale della società.

Teoconservatorismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Teoconservatorismo.

Il teoconservatorismo è una corrente del movimento conservatore americano che, oltre ad abbracciare le posizioni care ai conservatori sociali di cui sopra, prefigura una meno netta distinzione tra sfera religiosa e dello Stato e fa discendere le sue posizioni, non tanto dalla tradizione come fanno i conservatori sociali, ma dalla Sacra Scrittura.

Con il termine teocon (theocon) ci si riferisce solitamente ad appartenenti a branche del mondo cristiano che sono schierati su posizioni considerate conservatrici, o che uniscono un'ideologia politicamente conservatrice con la difesa di alcuni temi sociali a forte impronta religiosa. Si tratta in genere di appartenenti alla tradizione protestante degli Stati Uniti. Spesso il termine è erroneamente confuso con neocon. Sebbene alcuni theocons possano essere vicini al movimento neocon e viceversa, si tratta di due concetti molto diversi, riferendosi, il primo, al rapporto tra politica e religione e, il secondo, a una particolare teoria di politica estera.

Neoconservatorismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Neoconservatorismo.

Il neoconservatorismo è una corrente che si occupa prevalentemente di politica estera. Di origine liberal, i neoconservatori sono più aperti nel campo dei temi etici rispetto ad altre correnti conservatrici e non si oppongono più di tanto ai principi del big government e propongono solo limitate restrizioni alla spesa sociale. Dal punto di vista della politica estera, il movimento sostiene l'utilizzo della forza militare, se necessario in maniera unilaterale, per sostituire regimi dittatoriali con democrazie. Questa visione è contraria all'internazionalismo, al realismo e all'isolazionismo.

Paleoconservatorismo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Paleoconservatorismo.

Il paleoconservatorismo è quella corrente che potremmo definire "di vecchio stile", essendo legata all'originale tradizione politica conservatrice, priva di ogni tratto liberale. I paleoconservatori, oltre a sostenere posizioni di stampo conservatore sociale, sono favorevoli all'isolazionismo e al protezionismo, sono diffidenti rispetto al mercato e si oppongono strenuamente all'immigrazione, sia illegale che legale, in ragione del cosiddetto nativism.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ conservatorismo da Enciclopedie on line Treccani
  2. ^ Rosenberger, Sieglinde, Europe is swinging towards the right - What are the effects on women?, Università di Vienna, 2002
  3. ^ http://www.guardian.co.uk/politics/2012/oct/02/ed-miliband-one-nation-speech1
  4. ^ http://www.labour.org.uk/onenation
  5. ^ Roberts e Hogwood, European Politics Today, Manchester University Press, 1997
  6. ^ Frohnen, Bruce, Jeremy Beer, and Jeffrey O. Nelson, ed. (2006) American Conservatism: An Encyclopedia Wilmington, DE: ISI Books, pp. 870-875.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Borgognone, Giovanni, La destra americana. Dall'isolazionismo ai neocons, Roma-Bari, 2004
  • Burke, Edmund, Riflessioni sulla Rivoluzione Francese, Roma, 1984
  • Goldwater, Barry, The Conscience of a Conservative, New York, 1960
  • Kirk, Russell, The Conservative Mind. From Burke to Eliot, Chicago, 1953
  • Micklethwait, John e Wooldridge, Adrian, The Right Nation. Conservative Power in America, New York, 2004
  • Schneider, Gregory, Conservatism in America since 1930, New York-Londra, 2003
  • Veneziani, Marcello, La cultura della destra, Roma-Bari, 2002
  • Scruton, Roger, Manifesto dei conservatori, 2007
  • Catà, Cesare, Da radici inabbandonabili. Leo Strauss e la Rivoluzione Conservatrice, in A. Morganti (a cura di), Atti del Convegno “Neocons tra reinvenzione della storia e prassi”, Il Cerchio, Rimini 2007, pp. 43–71
  • Nolte, Ernst, La rivoluzione conservatrice, (a cura di Luigi Iannone), Rubbettino, 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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