Modernità
La modernità è il periodo solitamente indicato dal pensiero sociologico come la crescita di centralità da parte dello stato-nazione (come mette in evidenza Anthony Giddens) e dall'affermarsi della razionalità in molti degli ambiti di vita sociale (si pensi, ad esempio, alla burocrazia di Max Weber). Da quest'ultima, consegue un importante incremento nell'innovazione tecnologica. Si può associare l'inizio della modernità con la seconda rivoluzione industriale e la nascita del positivismo, propositore per l'appunto dei suoi valori. A cascata il mutamento sociale si fa più rapido e vede le sue origini in contesti spazio-temporali lontani dagli individui. Ne consegue una situazione di disagio e disorientamento per l'individuo, che perde i punti di riferimento ai quali è storicamente abituato. Alcuni autori sostengono che ciò generi un'epoca successiva alla modernità, definita dal dibattito sociologico in molti modi, tra cui postmodernità. La sua caratteristica principale è il venir meno dell'idea di progresso che aveva accompagnato la modernità e il disvelarsi dei rischi connessi a questa: si pensi, in tal senso alle implicazioni fenomeno sociale della globalizzazione sia sul piano sociale che ambientale.
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[modifica] Caratteristiche della Modernità
- Sviluppo dell'Industria: la crescita tecnologica, in seguito alla scoperta dell'energia elettrica, ha concesso una grande innovazione tecnologica, diffondendo ancora di più l'industria e il diffondersi del capitalismo;
- Diffusione della Sanità: un maggior benessere per tutti e la creazione di uno Stato-Nazione in grado di curarsi della sua popolazione consente l'apertura di ospedali: le nuove scoperte in campo scientifico permettono la fabbricazione e vendita dei primi medicinali;
- Istruzione per tutti: la nuova era industriale necessita di operai con un minimo di alfabetizzazione, inoltre lo Stato per aumentare la sua influenza e il controllo sociale ha la possibilità attraverso la scuola di trasmettere i suoi valori;
- Provenienza di materie prime da tutto il mondo;
- Aumento di potere della classe borghese;
- Affermarsi della Scienza come unica disciplina in grado di spiegare la realtà (vedi Positivismo).
[modifica] Critiche alla modernità
Fin dall'avvento della modernità vi sono stati alcuni gruppi che si sono subito schierati contro i suoi valori e principi:
- la Chiesa cattolica temeva che con l'andare del tempo si perdesse il senso di comunità. In questo senso è stato determinante il Concilio Vaticano II;
- Marx e i socialisti vedevano l'era moderna come un periodo di sfruttamento di una classe subalterna (proletari) da parte di una classe dominante (borghesi).
[modifica] Bibliografia
- Dahrendorf Ralf, Il conflitto sociale nella modernità, Ed. Laterza, Roma - Bari, 1989 ISBN 88-420-3440-1
- Fisichella Domenico, Dilemmi della modernità nel pensiero sociale, Il Mulino, Bologna, 1993
- Iannone Luigi, Junger e Schmitt. Dialogo sulla modernità, Armando editore, Roma, 2009
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