Vita
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La vita è la condizione che distingue gli organismi animati dagli oggetti inanimati. Si contrappone alla morte. Per gli esseri umani, la vita assume importanza anche in quanto esistenza, ampliando così il suo significato dal campo puramente biologico e scientifico a quello filosofico e spirituale.
Indice |
[modifica] Definizioni
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Come definizione estremamente generalizzata si può asserire che la vita è tutto quello che modifica se stesso e l'ambiente circostante per occupare il maggior spazio possibile.
NOTE - considerando la teoria sull'evoluzione dei viventi la prima asserzione sembrerebbe subordinata temporalmente alla seconda. Si noti inoltre come allo stato attuale e sviluppo futuro delle conoscenze scientifiche della specie umana entrambe queste asserzioni possano essere soggette ad intenzionalità cosciente.
In linea semplificativa si possono definire vivi quegli enti fisici che dispongono di almeno le seguenti due proprietà:
- la capacità di contrastare l'entropia mantenendo quindi l'omeostasi in un ambiente interno ben distinto dall'universo esterno, al fine di favorire le reazioni chimiche vitali e mantenendo costante nel tempo la propria struttura fisica;
- la capacità di riprodurre un'entità simile a sé stessa.
Un'altra definizione può essere la seguente:
Gli esseri viventi sono caratterizzati dal seguente ciclo: nascita, crescita, riproduzione, morte.
La definizione non è tuttavia così semplice e banale (ad esempio, il mulo, essendo sterile, non sarebbe un vivente secondo questa classificazione). Dopo anni di studi e interrogativi si è arrivati alla stesura di sette pilastri fondamentali che definiscono il concetto di vita, cioè le caratteristiche che fanno di un agglomerato di composti chimici un organismo vivente, in questo modo:
- Programma, cioè un piano organizzativo che descrive gli elementi e le loro interazioni.
- Improvvisazione, cioè la capacità di cambiare il programma quando cambiano le condizioni.
- Compartimentalizzazione, cioè la presenza di membrane o di altre strutture che dividano il vivente dal mondo esterno.
- Energia, che deve essere acquisita e scambiata con il mondo esterno.
- Rigenerazione, cioè il ricambio di strutture usurate o mancanti.
- Adattabilità, cioè le risposte immediate ai pericoli o agli stimoli esterni.
- Specificità degli enzimi che svolgono una certa funzione.
Queste proprietà definiscono il vivente per come lo conosciamo noi, ma niente impedisce che la vita su altri pianeti abbia caratteristiche del tutto differenti da quelle sopra elencate.
Nella ricerca delle proprietà "oggettive" che definiscano il concetto di vita si è sviluppata un ramo della scienza chiamata Vita Artificiale (in inglese Artificial Life), prendendo spunto ed evolvendo i concetti di Intelligenza Artificiale (AI, Artificial Intelligence) della cibernetica. Tale disciplina si è definita accorpando le teorie dei sistemi non lineari, il concetto di frattale, gli automi cellulari, la fisica statistica delle strutture dissipative, la dinamica delle popolazioni. Applicata ai computer che sono diventati sempre più potenti e che quindi forniscono capacità di calcolo paragonabili alle capacità di calcolo dei sistemi viventi diffusi (Nei primi anni del XXI secolo nei laboratori dell'IBM si è riusciti a simulare il cervello di un ratto grazie all'uso di un supercomputer, ma questo solamente per alcuni secondi poiché la potenza non era sufficiente) la Vita Artificiale oltre alla ricerca empirica per lo sviluppo di teorie, ha anche applicazioni e ricadute pratiche nei campi più diversi.
Un uso ludico dei concetti suddetti si trova nei sistemi di simulazione, software che girano su computer e che vengono paragonati a organismi o mondi viventi, come ad esempio Tierra o Avida, hanno parte delle proprietà elencate sopra (in particolare il programma, l'acquisizione di energia e l'adattabilità).
[modifica] Biologia
Un essere vivente è caratterizzato dal seguente ciclo vitale:
Un caso particolare è rappresentato dai virus, considerati come l'anello di congiunzione tra gli esseri animati e quelli inanimati, in quanto sono sia in grado di riprodursi (caratteristica principale dei viventi) che di ridursi alla forma cristallina, diventando così non-viventi. Sulla terra i cicli vitali sinora conosciuti si sviluppano intorno agli elementi Chnops, ma ciò non implica che non possano esistere altre serie di elementi attorno al quale possano crearsi sistemi di vita alternativi.
Le caratteristiche principali dei viventi sono:
- Cellularità: tutti gli esseri viventi sono costituiti da unità strutturali e funzionali elementari, chiamate cellule capaci di svolgere tutte le funzioni proprie dei viventi. Le cellule, infatti, nascono, si nutrono, crescono, si riproducono e muoiono. I più semplici organismi viventi sono costituiti da una singola cellula microscopica; così ad esempio, i batteri, molte specie di alghe e i lieviti. Altri organismi, come le piante, gli animali e quasi tutti i funghi, sono formati da un elevato numero di cellule. Le cellule che costituiscono un organismo pluricellulare possono essere strettamente saldate le une alle altre o essere relativamente libere e indipendenti. In ogni caso, sono in comunicazione chimica tra di loro per formare il complesso integrato dell’organismo.
- Complessità: i viventi sono esseri complessi e altamente integrati. Un batterio, che è una delle forme di vita più semplici e piccole, è fatto da circa 7000 sostanze chimiche diverse. Ognuna ha una sua funzione biologica ben precisa e deve essere sempre presente nella quantità “giusta” per il buon funzionamento del batterio. Se poi si considera l’uomo, cioè l’organismo in assoluto più complesso, si scopre che è costituito da almeno 10000 miliardi di cellule; queste, a loro volta, sono composte da decine di migliaia di sostanze chimiche diverse distribuite in numerose strutture ultramicroscopiche (organuli cellulari). Nel corpo umano le cellule sono differenziate in circa 200 tipi diversi. I vari tipi di cellule sono organizzati in tessuti che, a loro volta, formano gli organi. Gli organi costituiscono i sistemi e gli apparati e questi s’integrano a formare l’organismo.
- Informazione: il mantenimento e la trasmissione di generazione in generazione della complessità dei viventi richiedono una quantità d’informazioni che, anche per il più semplice di essi, è superiore a quella contenuta in una voluminosa enciclopedia. Ogni struttura e ogni attività, dalla singola molecola all’intero organismo, dalla nascita alla morte, sono codificate nei cosiddetti geni. I geni sono formati dalla molecola di DNA racchiusa nei cromosomi del nucleo cellulare. Ciascun gene “contiene” un’informazione che, di volta in volta, può essere modulata e coordinata con quella di altri geni. Ne risulta un armonico e complesso sistema che dirige le attività svolte dalle varie cellule non solo nell’organismo adulto, ma anche durante la sua crescita e il suo sviluppo.
- Metabolismo: “Metabolismo” significa trasformazione. Infatti, ogni organismo va incontro a continue trasformazioni rese necessarie dal mantenimento della sua complessa struttura, dalla crescita e dai continui adattamenti all’ambiente. Più propriamente, per metabolismo s’intende quel complesso di ben organizzate reazioni chimiche capaci di sfruttare energia esterna per rinnovare, accrescere o riparare le strutture dell’organismo. Tutto ciò comporta, appunto, una continua trasformazione di numerose molecole. L’alimentazione, la respirazione e l’escrezione sono l’espressione più evidente e manifesta dei processi metabolici che ci compiono in un organismo.
- Riproduzione: ciascun vivente è in grado di riprodursi, cioè di generare altri organismi simili a se stesso. Un organismo unicellulare duplica il proprio DNA, si accresce e si divide in due cellule figlie che erediteranno una delle due copie del DNA. Negli esseri pluricellulari, invece, la riproduzione avviene attraverso la fusione di due cellule (dette gameti), prodotte da due individui di sesso opposto. Il risultato di questa fusione si chiama zigote ed è una cellula che contiene metà del DNA proveniente dal padre, e metà proveniente dalla madre. L’individuo che si sviluppa dallo zigote assomiglia ai genitori, ma sarà diverso da tutti e due. In questo modo, a ogni generazione appariranno sempre nuove varianti della stessa specie.
- Sviluppo: la crescita è un aspetto caratteristico degli organismi viventi. Persino i batteri s’ingrandiscono, seppure di poco, dopo una divisione riproduttiva. Di norma, negli organismi superiori lo zigote si divide più volte fino a formare miliardi di cellule. L’accrescimento è accompagnato dalla comparsa di nuovi tipi cellulari, di nuovi tessuti e di nuovi organi.
- Evoluzione: attraverso la riproduzione, i genitori trasmettono al figlio parte dei propri geni, cioè una parte del proprio materiale ereditario. Per questo il figlio non risulta del tutto uguale né al padre né alla madre, ma possiede caratteri ereditari di entrambi. In più potrebbe possedere anche qualche caratteristica nuova che non esisteva nei suoi antenati. Un nuovo carattere, o mutazione, si origina in conseguenza del fatto che il materiale ereditario viene trasmesso lievemente alterato rispetto a quello originale. L’accumulo di tali variazioni nel tempo e nello spazio può condurre alla formazione di organismi con caratteristiche strutturali assai diverse. In tal modo, nel corso delle ere geologiche, hanno avuto origine le nuove specie di organismi viventi. Attente analisi e studi approfonditi testimoniano che l’attuale grande varietà degli organismi viventi si è originata attraverso un processo chiamato evoluzione. Esso altro non è che il risultato delle variazioni genetiche sommatesi nell’arco di tempo che divide le prime forme di vita da quelle attuali.
- Interazione: tutti gli organismi viventi interagiscono con l’ambiente e tra di loro. Sappiamo che una pianta per crescere ha bisogno di acqua, di sali minerali, di anidride carbonica, di luce e di ossigeno: tutte queste “materie prime” essa le assorbe dall’ambiente fisico. La loro maggiore o minore disponibilità influirà sulla sua crescita e la sua moltiplicazione. Anche la temperatura, la pioggia, il vento, la latitudine e l’altitudine influiscono sulla vita delle piante. Le piante stanno alla base dell’alimentazione per gli animali e per l’uomo, che da esse a loro volta ricavano “materie prime” ed energia.
[modifica] Comparsa della vita
| Per approfondire, vedi la voce Origine della vita. |
[modifica] Vita extraterrestre
| Per approfondire, vedi le voci Esobiologia e Extraterrestre. |
[modifica] Filosofia
Per il significato che la filosofia dà della vita, vedere Esistenza.
[modifica] Religione
La maggior parte delle religioni hanno introdotto il concetto di vita dopo la morte, rispondendo ad una domanda che da sempre l'uomo si pone. Secondo questo concetto, la morte non rappresenta una fine, ma un cambiamento, che avviene in modalità e con significati diversi a seconda della dottrina specifica di ciascuna religione.
[modifica] Cultura
| « La vita non è altro che un brutto quarto d'ora, composto da momenti squisiti. » | |
Nella cultura letteraria e filosofica, l'esistenza è stata associata alle emozioni, alle passioni e in generale alla storia di ciascun uomo. Poeti, letterati, filosofi e pensatori hanno associato alla vita significati diversi e presentando una personale concezione di vita. Alcune posizioni hanno dato vita a vere e proprie correnti di pensiero, come il vitalismo, il pessimismo, o il nichilismo.
| Per approfondire, vedi la voce La vita dell'Omo. |
[modifica] Diritto e questioni etiche
| Per approfondire, vedi le voci Diritti umani e Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo. |
Nelle società organizzate, la vita umana rappresenta un valore che richiede attenzione in termini di diritto. Questioni di tipo etico determinano le scelte circa la difesa e la salvaguardia della vita, quando questa è messa in discussione da altri tipi di scelte, come la pena di morte, l'aborto o l'eutanasia.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Altri progetti
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