Pessimismo

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Mezzo pieno o mezzo vuoto? Mezzo vuoto

Il pessimismo è un atteggiamento o concezione della vita che tende a sottolinearne gli aspetti negativi e a vedere la vita stessa dominata dall'infelicità e dal dolore. Questa visione, dal punto di vista etico, si traduce in un giudizio di prevalenza del male sul bene.

Il pessimismo, in psicologia è la manifestazione dei sintomi di malattie comuni come la depressione, esogena o endogena, e di stati d'animo come una bassa autostima, ed è l'attitudine a considerare la realtà nei suoi aspetti peggiori causata da una maggiore disposizione a coglierne le sfaccettature più negative ed inquietanti, questo sentimento è spesso presente nelle persone che hanno subito sconfitte mai più superate. Al pessimismo si contrappone l'ottimismo, la tendenza opposta. Il tipico esempio di questa divisione è il quesito del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, il primo per l'ottimista il secondo per il pessimista.

Interessante notare come la semplice analisi di realtà dovrebbe farci capire che il bicchiere è sia mezzo pieno che mezzo vuoto, cioè che sono "reali" entrambe le descrizioni. A questo punto pessimismo e ottimismo possono essere considerate due varianti del realismo.

Il pessimismo in filosofia[modifica | modifica sorgente]

In filosofia è necessario distinguere tra due differenti orientamenti di pessimismo: il pessimismo empirico che si ha quando la visione negativa resta limitata al mondo fisico in contrapposizione ad un aldilà felice, ed il pessimismo metafisico, quando la visione negativa si estende anche al mondo metafisico e al suo destino in ogni espressione.

Il pessimismo empirico non è affatto tipico della visione medioevale e, quindi, cristiana come erroneamente si tende a far credere. L'ottimismo e il pessimismo metafisici trovano la loro espressione più significativa nei concetti contrapposti di ordine e caos. Per l'ottimista la realtà cosmica è ordinata e armonica, per il pessimista è dominata dal disordine.

Il pessimismo metafisico, invece, è nato e si è sviluppato nell'Ottocento grazie a personalità come Arthur Schopenhauer e Giacomo Leopardi. In questi autori è possibile notare una visione della vita che non contempla al suo interno la felicità: l'unica possibile è l'attesa della sua realizzazione (per il letterato italiano: si veda Il sabato del villaggio) o il nulla (secondo il filosofo tedesco).

In definitiva il pessimismo si è sviluppato in massima parte nell'Ottocento rivoluzionario (in quel periodo infuriava la cosiddetta Primavera dei popoli). Tuttavia è possibile generalizzare questa situazione: quasi sempre nella storia a grandi stravolgimenti sono state legate personalità con una certa dose di pessimismo (empirico o metafisico).

Il pessimismo in psicologia[modifica | modifica sorgente]

Lo studio del pessimismo ha paralleli con lo studio della depressione. Gli psicologi attribuiscono i pensieri pessimistici, al dolore emotivo o addirittura alla biologia. Aaron Beck sostiene che la depressione è dovuta a una irrealistica visione negativa del mondo. Beck iniziò un trattamento, impegnandosi in una conversazione con i suoi pazienti sui loro pensieri negativi. Due suoi strumenti il Beck Depression Inventory e il Beck Hopelessness Scale sono stati descritti come affidabili strumenti di misura del pessimismo.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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