Thomas Bernhard

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Thomas Bernhard (1987)

Thomas Bernhard (Heerlen, 9 febbraio 1931Gmunden, 12 febbraio 1989) è stato uno scrittore, romanziere e drammaturgo austriaco, oltre che poeta e giornalista. È tra i massimi autori della letteratura del '900 non solo di lingua tedesca.

Vita[modifica | modifica sorgente]

Anni dell'infanzia e della formazione[modifica | modifica sorgente]

È la madre Herta Bernhard, figlia dello scrittore Johannes Freumbichler e di Anna Bernhard, ad abbandonare l'Austria per raggiungere l'Olanda, dove, impiegata come donna delle pulizie, avrebbe potuto partorire il piccolo Nicolaas Thomas, frutto della relazione amorosa con il falegname carpentiere salisburghese Alois Zuckerstätter (1905-1940). Questi non conobbe mai il figlio, avendo a sua volta abbandonato la patria per la Germania dove morì nel 1940 per via di un avvelenamento da gas.

Dall'autunno del 1931 tuttavia nuovamente a Vienna, Thomas è accolto assieme alla madre dai nonni materni, in presenza dei quali, e in particolare del nonno scrittore, trascorre l'epoca che testimonierà esser stata paradisiaca. Il soggiorno presso il nonno materno prosegue nel successivo spostamento (1935) che vede i Freumbichler muovere da Vienna a Seekirchen am Wallersee, nella provincia di Salisburgo, mentre la madre, impiegata come domestica, si trattiene a Vienna intraprendendo una relazione presto conclusa con il matrimonio (1936) con Emil Fabian, apprendista parrucchiere ed attivista dell'organizzazione clandestina del Partito Comunista Austriaco già frequentata dal fratello di lei Farald.

Emil lascia presto Vienna per Traunstein (Baviera, Germania), permettendo entro il 1938 l'arrivo di Thomas, della madre e dei nonni. Per il primo l'esperienza scolastica, iniziata anticipatamente nel 1935 per premura del nonno che lo volle introdotto alla musica e all'arte, diventa gradualmente - se già non lineare in principio - una esperienza traumatica in Germania, dove si sente discriminato perché austriaco. Per Johannes Freumbichler la permanenza nella terra del Nazismo è altrettanto soffocante e conduce ad un blocco creativo che impedisce la chiusura di una seconda opera dopo il successo del primo e unico romanzo Philomena Hellenhub, valso l'attribuzione del Premio nazionale austriaco per la Letteratura.

In questa condizione, e già in crescente conflitto con la madre, il piccolo Thomas Bernhard concepisce desideri di suicidio. Il suo temperamento è tanto irrequieto da ostacolare la madre in ogni tentativo anche violento di acquietarlo. Su proposta di un assistente scolastico ella decide alfine (1942) di consegnarlo ad un istituto di rieducazione sito in Turingia. Thomas Bernhard descriverà questi anni come gli anni di una subita educazione al rigore, al nazismo, in virtù di un contatto peraltro diretto dopo l'ammissione nel 1943 al Convitto Nazionalsocialista di Salisburgo.

Thomas Bernhard ha ovviamente un rapporto diretto con il conflitto mondiale. Nel 1944 Salisburgo è bombardata. L'abbandono del convitto prosegue con un breve ritorno in Germania e quindi nuovamente a Salisburgo (1945), dove il convitto nazionalsocialista è diventato convitto cattolico. Per quanto visto e vissuto non avrà pietà quando negli anni Settanta racconterà la realtà dell'Austria e degli austriaci.

Abbandonato il ginnasio nel 1947, Bernhard inizia con sollievo un apprendistato in un negozio di generi alimentari proseguendo privatamente gli studi di musica e canto, ma si ammala di pleurite (conseguenza di un raffreddamento trascurato) e, per contagio, di tubercolosi polmonare.

La prima fase creativa: narrativa e giornalismo[modifica | modifica sorgente]

Ventenne, Bernhard, che in sanatorio conosce Hedwig Stavianicek (la compagna di 36 anni più anziana ma che l'accompagnerà fino alla morte) si dedica alla prima composizione di racconti e articoli giornalistici per il "Demokratisches Volksblatt" e il "Salzburger Volksblatt" di Salisburgo. Sotto la copertura degli pseudonimi Thomas Fabian e Niklas van Herleen appaiono nel 1950 i primi racconti. Per quanto concerne il contenuto della produzione letteraria, il racconto del 1956 Der Schweinehüter segna l'abbandono definitivo del primo idillismo, inaugurando in certo modo una nuova stagione artistica.

La seconda fase creativa: poemi e romanzi[modifica | modifica sorgente]

È infatti per la prosa lunga, romanzi e poemi, la nuova attenzione di Bernhard, benché appaiano in questi anni poesie liriche singole e raccolte. Subita per breve tempo l'influenza del rapporto di conoscenza con il compositore Gerhard Lampersberg e della moglie Maja Lampersberg, promotori di un circolo artistico storicamente noto come Thonhof, decide infine di interrompere il rapporto e compie alcuni viaggi all'estero.

Nel 1963 appare il romanzo Gelo (Frost), che gli vale il Premio Julius Campe l'anno successivo quando esce il lavoro più stimato dal suo stesso autore: Amras (1964), ambientato nell'omonima cittadina austriaca. Del 1967 è il secondo romanzo Perturbamento (Verstörung), mentre nuove pubblicazioni di poesia accompagnano la produzione narrativa.

L'apparizione di Una festa per Boris (Ein Fest für Boris, 1970), prima opera teatrale di Bernhard, inaugura ancora una svolta nel percorso artistico dell'autore ormai in modo crescente al centro di aspre o entusiastiche critiche nel dibattito culturale nazionale.

L'ultima produzione: il teatro[modifica | modifica sorgente]

A causa di una grave malattia (sarcoidosi) trascorre gli anni fra il 1949 ed il 1951 all'ospedale privato Grafenhof presso St.Veit im Pongau. Studia poi come attore al Mozarteum di Salisburgo (1955-1957). Dopo gli studì comincia a lavorare come autore indipendente.

Bernhard muore il 12 febbraio del 1989 nella sua casa di Ohlsdorf, vicino a Gmunden, nel nord dell'Austria, dove si era trasferito nel 1965. Questa casa è attualmente un museo, di cui una delle maggiori attrattive è la presenza di oltre cento paia di scarpe di Bernhard. Alla fine della sua vita, Bernhard proibisce la pubblicazione di tutto il materiale rimasto inedito. La sua morte viene annunciata solo dopo il funerale.

La "persona della sua vita"[modifica | modifica sorgente]

Raramente nell'opera bernhardiana viene toccato il tasto delle donne fatta eccezione, appunto, per quella che lui definisce in qualche pagina la "persona della sua vita" (definizione che si trasforma addirittura in "zia" nell'ultima opera postuma I miei premi). Si tratta di Edwige Hofbauer Stavianicek nata nel 1894 e morta nel 1984, cinque anni prima della morte dello scrittore. La Hofbauer sposa nel 1933 il dr. Franz Stavianicek, funzionario ministeriale viennese, che muore nel 1944 all'età di 70 anni. Nel 1949 la Stavianicek, cinquantacinquenne, incontra nel sanatorio di Grafenhof il diciottenne Bernhard, e da lì in poi si instaurerà tra i due un rapporto di amicizia, stima e "compagnia" (da ricordare che tra il 1950 e il 1951 lo scrittore perde sia l'adorato nonno materno che la madre), che durerà fino alla scomparsa della Stavianicek. Rapporto davvero importantissimo e per certi versi indissolubile se si pensa che Thomas Bernhard riposa nella stessa tomba dei coniugi Stavianicek, nel cimitero di Grinzing a Vienna.

Lavoro[modifica | modifica sorgente]

Spesso criticato nel suo paese come Nestbeschmutzer (il cui significato italiano è simile ad "esterofilo", ma più dispregiativo, letter. sporca-nido) per la sua visione critica dell'Austria, Bernhard ebbe grande fortuna all'estero.

La sua produzione è molto influenzata dalla sensazione di solitudine (provata soprattutto nell'infanzia e nell'adolescenza) e dal suo male incurabile, che gli fece vedere la morte come ultima essenza dell'esistere. I suoi lavori sono generalmente lunghi monologhi sulla situazione del mondo e su come esso influisce sulle situazioni concrete; ciò vale sia per i suoi romanzi sia per le opere teatrali, dove lo spettatore è considerato come l'altra parte di un dialogo.

I suoi protagonisti (spesso giovani studenti) denunciano il desolato spettacolo della "stupidità della popolazione" austriaca; lo stato (spesso chiamato "Cattolico-Nazional-Socialista"), viene descritto come una nazione al collasso economico, sociale ed artistico, e per questo motivo Bernhard è più apprezzato all'estero che in patria. Le tematiche dei suoi lavori non si limitano però a questo, dato che le sue opere riflettono anche sull'isolamento e l'auto-decomposizione delle persone che cercano la perfezione. La Perfezione, per Bernhard, è impossibile da trovare, poiché essa significa stagnazione o addirittura morte.

"Es ist alles lächerlich, wenn man an den Tod denkt" (Ogni cosa è ridicola, se paragonata alla morte) fu il suo commento quando ricevette un premio nazionale austriaco (premio comunque minore) nel 1968, commento che causò uno scandalo pubblico e che non fece altro che aumentare la sua fama. Il suo romanzo Holzfällen (1984) appena pubblicato venne sequestrato a seguito della querela per diffamazione da parte di un compositore che si proclamava suo amico e che si riconosceva nel protagonista. Molte delle sue opere, su tutte Heldenplatz (Piazza degli Eroi 1988), furono criticate dai circoli conservatori, che lo accusarono di sminuire la reputazione dell'Austria. Heldenplatz fu inoltre messo in scena dal controverso regista del Burgtheater Claus Peymann.

Thomas Bernhard è annoverato tra gli scrittori compresi nel Canone Occidentale, compilato dal famoso critico letterario statunitense Harold Bloom.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • 1950 Das rote Licht (con lo pesudonimo Thomas Fabian), in «Salzburger Volksblatt», 19-06-1950;
  • 1950 Vor eines Dichters Grab (con lo pesudonimo Nikklas van Heerlen), in «Salzburger Volksblatt», 12-07-1950;
  • 1951 Die Siedler (con lo pseudonimo Thomas Fabian), in «Salzburger Volksblatt», 8-09-1951;
  • 1952 Mein Weltenstück, in «Münchner Merkur», 22-04-1952 (poi in Die ganze Welt in meines Herzens Enge. Anthologie junger Salzburger Lyrik, Salzburg, 1955, pp. 58–63);
  • 1953 Das große Hunger in «Demokratisches Volksblatt», 15-10-1953;
  • 1953 Die verrückte Magdalena, in «Demokratisches Volksblatt», 17-01-1953;
  • 1953 Sieben Tannen die die Welt bedeuten, in «Demokratisches Volksblatt», 24-12-1953;
  • 1954 Betagte Landschaft - Die Landschaft der Mutter - Kreuzgang im Kloster Nonnberg - Sankt Sebastian in der Linzer Gasse, in «Handschreiben der Stifterbibliotek», 13, 1954;
  • 1954 Großer, unbegreiflicher Hunger - Biographische Notiz, in Hans Weigel (a cura di), Stimmen der Gegenwart, Wien, 1954, p. 259;
  • 1954 Das Augustiner-Bräustübl - Dorotheum - Nacht in Salzburg - Rund um Mozart, in Josef Kaut (a cura di), Salzburg von A-Z, Salzburg, 1954;
  • 1954 Firedhof in Seekirchen - Im Dom - Im Hofe von St. Peter - Salzburg, in «Die Furche», 31-07-1954;
  • 1955 Am Abend - Aufzuwachen und ein Haus zu haben... - Heimkehr, - Lied der Magd, Mein Weltenstück - Pfarrgarten in Henndorf, in Die ganze Welt in meines Herzens Enge. Anthologie junger Salzburger Lyrik, Salzburg, 1955, pp. 58–63;
  • 1956 Das Jahr ist wie das Jahr vor tausend Jahren, in «Wort in der Zeit», 6, 1956, p. 34 e segg.;
  • 1956 Der Schweinehüter, in Hans Weigel (a cura di), «Stimmen der Gegenwart», Wien und München, 1956, pp. 158–79;
  • 1956 Die Dörfler - Mein Vater, in «Stillere Heimat», a cura del Kulturamt der Stadt Linz, Innsbruck, 1956, p. 78 e segg.;
  • 1956 Im Gras - Immer fragen sie nach mir, in «Wort in der Zeit», 6, 1956, p. 34 e segg.;
  • 1957 In terra e all'inferno (Auf der Erde und in der Hölle), Salzburg, 1957;
  • 1958 In hora mortis (In Hora Mortis); tr. e nota di Luigi Reitani (Milano: SE, 2002);
  • 1958 Sotto il coltello della luna (Unter dem Eisen des Mondes), Köln, 1958;
  • 1959 Le rose del deserto (Die Rosen der Einöde), Frankfurt am Main, 1959;
  • 1961 An W. H. - Buern - Grenadiere - Großmächtiges Tabernakel des Windes - Roßhändler Schützt mich Zerfressener Apri, in Neue Gedichte, «Wort in der Zeit», 7, 1961, pp. 20–22, poi in Gerhard Fritsch (a cura di), Frage und Formel. Gedichte einer jungen österreichischen Generation, Salzburg, 1963, pp. 86–97;
  • 1961 In der Bibel - Mir ist der Mond zu schad, in Lyrik aus dieser Zeit, München e Esslingen, 1961, p. 75 e p. 104;
  • 1962 Eine Strophe für Padraic Colum - Geburtstagsode - Im Tal - Krieger - Morgen, in Weinen über trostlose Tage (fünf Gedichte), in «Wort in der Zeit», 8, 1962, pp. 29–31;
  • 1962 I folli. Gli sfollati (Die Irren. Die Häftlinge), Klagenfurt, 1952; anche in Gerhard Fritsch (a cura di), Frage und Formel. Gedichte einer jungen österreichischen Generation, Salzburg, 1963, pp. 86–97;
  • 1962 Beschreibung einer Familie - Eine Ursache für John Donne - Erinnerung an die tote Mutter In silva salus - Jetzt im Frühling - Kein Baum - Kitzlochklamm - Schmerz Zwei Bierflaschen und der Eisstock, in Gerhard Fritsch (a cura di), Frage und Formel. Gedichte einer jungen österreichischen Generation, Salzburg, 1963, pp. 86–97;
  • 1963 Gelo (Frost); tr. Magda Olivetti (Torino: Einaudi, 1986);
  • 1964 Ein Frühling, in «Spektrum des Geistes», 13, 1964, p. 36;
  • 1964 Eine Zeugenaussage, in «Wort in der Zeit», X, 6, 1964, pp. 38–43;
  • 1964 Amras; tr. Magda Olivetti (Torino: Einaudi, 1989; Milano: SE, 2003, con una nota di Luigi Reitani);
  • 1965 Ein junger Schriftsteller, in «Wort in der Zeit», XI, 1-2, 1965, pp. 56–59;
  • 1965 Zorn, in Hans-Geert Falkenberg (a cura di), Die sieben Todsünden. Vierzehn Essays, München, 1965, pp. 159–64;
  • 1965 Mit der Klarheit nimmt die Kälte zu, in «Jahresring». 65/66, Stuttgart. 1965, pp. 243–45;
  • 1966 Politische Morgenandacht in «Wort in der Zeit», 12, 1966, pp. 11–13;
  • 1966 Viktor Halbnarr - Una fiaba invernale (Viktor Halbnarr – Ein Wintermärchen), in Vin Dichter erzählen Kindern, Köln, 1966, pp. 250–56;
  • 1967 Attaché an der französischen Botschaft - Das Verbrechen eines Innsbrucker Kaufmannssohns - Der Zimmerer - Die Mütze - Jauregg - Zwei Erzieher, in Prosa (Prosa), Frankfurt am Main: Suhrkamp, 1967;
  • 1967 È una tragedia? È una commedia? (Ist es eine Komödie? Ist es eine Tragödie?), in Prosa, cit.; tr. Vittoria Rovelli Ruberl, in Adelphiana, 1971, poi in aut aut, 325, 2005, pp. 17–21;
  • 1967 Perturbamento (Verstörung), tr. e nota di Eugenio Bernardi (Milano: Adelphi, 1981);
  • 1968 Der Wahrheit und dem Tod auf der Spur. Zwei Reden - Unsterblichkeit ist unmöglich, in «Neues Forum», XV, 173, 1968, pp. 347–49;
  • 1968 Discorso in occasione del conferimento del Premio di Stato austriaco per la letteratura (Rende anläfllich der Verleihung des österreichischen Staatspreises für Literatur), tr. Luigi Reitani, in Eventi, cit.;
  • 1968 Ungenach (Ungenach. Erzählung); tr. Magda Olivetti (Torino: Einaudi, 1993);
  • 1969 La partita a carte. Un'eredità (Watten. Ein Nachlaß), tr. Magda Olivetti (Torino: Einaudi, 1983);
  • 1969 Eventi (Ereignisse); tr. e nota di Luigi Reitani (Milano: SE, 1989);
  • 1969 Al limite boschivo (An der Baumgrenze); tr. Enza Gini (in L'italiano, Parma: Guanda, 1981, pp. 45–55);
  • 1970 La fornace (Das Kalkwerk); tr. Magda Olivetti (Torino: Einaudi, 1984);
  • 1970 Una festa per Boris (Ein Fest für Boris): prima rappresentazione allo Schauspielhaus di Amburgo; regia di Claus Peymann; con Judith Holzmeister; tr. Roberto Menin (in Teatro I, Milano: Ubulibri, 1982);
  • 1970 Der Berg. Ein Spiel für Marionetten als Menschen oder Menschen als Marionetten, in «Literatur und Kritik», 5, 1970, pp. 330–52;
  • 1970 Nie und mit nichts fertig werden, in «Jahrbuch der Deutschen Akademie für Sprache und Dichtung Darmstadt», 1970, pp. 83 e segg.;
  • 1971 Am Ortler. Nachricht aus Gomagoi - Midland in Stilfs - Der Wetterfleck, in Midland in Stilfs. Drei Erzählungen, Frankfurt am Main, 1971;
  • 1970 Camminare (Gehen), Frankfurt am Main: 1971;
  • 1971 L'italiano (Der Italiener. Fragment), racconto; base dell'omonimo film di Ferry Radax, nel 1972; già in «Insel-Almanach auf das Jahr 1965», Frankfurt am Main, 1964, pp. 83–93; poi in An der Baumgrenze. Erzählungen. Zeichnungen von Anton Lehmden, Salzburg, 1969; poi in '?Der Italiener, Salzburg, 1971 (con Notiz e Drei Tage); tr. Enza Gini, in L'italiano (Parma: Guanda, 1981, pp.33-44); Tre giorni (Drei Tage), tr. Anna Calligaris, in aut aut. 325, 2005, pp.8-16;
  • 1972 L'ignorante e il folle (Der Ignorant und der Wahnsinnige): prima rappresentazione sabato 29 luglio al Festival di Salisburgo; regia di Claus Peymann, scenografia di Karl-Ernst Herrmann, costumi di Moidele Bickel; con Bruno Ganz, Ulrich Wildgruber, Otto Sander, Angela Schmid, Maria Singer; tr. Roberto Menin (in Teatro IV, Milano: Ubulibri, 1999)
  • 1974 Kulterer (Der Kulterer. Eine Filmgeschichte): trasposizione cinematografica con Helmut Qualtinger, Werner Schneyder, regia di Vojtech Jasny; tr. Enza Gini, in L'italiano (Parma: Guanda, 1981, pp.9-32);
  • 1974 La brigata dei cacciatori (Die Jagdgesellschaft): prima rappresentazione al Burgtheater di Vienna; regia di Claus Peymann, scenografia di Herrmann; con Judith Holzmeister, Joachim Bißmeier, Werner Hinz; tr. Italo Alighiero Chiusano (in Teatro II, Milano: Ubulibri, 1984);
  • 1974 La forza dell'abitudine (Die Macht der Gewohnheit): prima rappresentazione al Salzburger Festspiel; regia di Dieter Dorn, scenografie di Wilfried Minks; con Bernhard Minetti, Anita Lochner; tr. Umberto Gandini (in Teatro I, Milano: Ubulibri, 1982);
  • 1975 Bernhard Minetti (Brief an Henning Rischbieter), in «Theater heute», 1975, p. 38;
  • 1975 L'origine. Un accenno (Die Ursache. Eine Andeutung); tr. Umberto Gandini (Milano: Adelphi, 1982)[1]
  • 1975 Correzione (Korrektur); tr. Giovanna Agabio (Torino: Einaudi, 1995);
  • 1975 Il presidente (Der Präsident); tr. Eugenio Bernardi (in Teatro V, Milano: Ubulibri, 2004);
  • 1976 Lettera aperta" (Leserbrief); tr. it e presentazione di Micaela Latini (in "Cultura tedesca", 30, 2006, pp. 178–179);
  • 1976 Il loden. Racconti (Der Wetterfleck. Erzählungen); tr. e presentazione di Giulia Ferro Milone (Roma: Theoria, 1988);
  • 1976 La cantina. Una via di scampo (Der Keller. Eine Entziehung); tr. Eugenio Bernardi (Adelphi 1984)[1]
  • 1976 Le celebrità (Die Berühmten), in Stücke, vol. 2;
  • 1977 Minetti. Ritratto di un artista da vecchio (Minetti. Ein Portrait des Künstlers als alter Mann): prima rappresentazione al Württembergischer Staatstheater di Stoccarda; regia di Claus Peymann, scenografia di Herrmann; con Bernhard Minetti nel ruolo del protagonista; tr. Umberto Gandini (in Teatro II Ubulibri 1984);
  • 1978 Der deutsche Mittagstisch. Eine Tragödie für ein Burgtheatergastspiel in Deutschland, in «Die Zeit», 29-12-1978;
  • 1978 Die Kleinbürger auf der Heuchelleiter, in «Programmbuch 34», Württembergische Staatstheater di Stuttgart, stagione 1977/78, pp. 26–28;
  • 1978 Il respiro. Una decisione (Der Atem. Eine Entscheidung); tr. Anna Ruchat (Milano: Adelphi 1989)[1]
  • 1978 L'imitatore di voci (Der Stimmenimitator); tr. Eugenio Bernardi (Milano: Adelphi 1987);
  • 1978 Ja (Ja); tr. Claudio Groff (Parma: Guanda 1983);
  • 1978 Immanuel Kant (Immanuel Kant); tr. Umberto Gandini (in Teatro IV, Milano: Ubulibri, 1999);
  • 1979 Il riformatore del mondo (Der Weltverbesserer): prima rappresentazione allo Schauspielhaus di Bochum; regia di Claus Peymann, scenografia Herrmann; con Bernhard Minetti, Edith Heerdegen); tr. Roberto Menin (in Teatro I, Milano: Ubulibri, 1982);
  • 1979 Prima della pensione. Una commedia dell'anima tedesca (Vor dem Ruhestand. Eine Komödie von deutscher Seele); tr. Roberto Menin (in Teatro IV, Milano: Ubulibri, 1999);
  • 1979 I racconti (Die Erzählungen);
  • 1980 I mangia-a-poco (Die Billigesser); tr. Eugenio Bernardi (Milano: Adelphi, 2000);
  • 1981 Il freddo. Una segregazione (Die Kälte. Eine Isolation), tr. Anna Ruchat (Milano: Adelphi, 1991)[1]
  • 1981 Ave Vergil (Ave Vergil); tr. e introduzione di Anna Maria Carpi (Parma: Guanda, 1991);
  • 1981 Su tutte le cime la pace (Über allen Gipfeln ist Ruh): prima rappresentazione allo Schauspielhaus di Bochum; regia di Alfred Kirchner; con Traugott Buhre;
  • 1981 Alla meta (Am Ziel): prima rappresentazione al Salzburger Festspiel; regia di Claus Peymann, scenografia di Herrmann; con Marianne Hoppe; tr. Eugenio Bernardi (in Teatro II, Milano: Ubulibri, 1984);
  • 1982 Verfolgungswahn, in «Die Zeit», 11-01-1982;
  • 1982 Ein Antwortbrief, in Jochen Jung (a cura di), Mein(e) Feind(e), «Literaturalmanach», Salzburg, 1982, p. 28;
  • 1982 Conversazione con l'autore, a cura di Andé Müller, in Teatro I, Milano: Ubulibri, 1982;
  • 1982 Un bambino (Ein Kind); tr. Renata Colorni (Milano: Adelphi, 1994)[1]
  • 1982 Cemento (Beton), tr. Claudio Groff, con una nota di Luigi Reitani (Milano: SE, 1990);
  • 1982 Goethe muore (Goethe schtirbt), in «Die Zeit», 19-03-1982; tr. Micaela Latini, in «Almanacchi nuovi», 1, 1999, pp. 116–28; poi in aut aut, 325, 2005, pp. 22–31; (poi trad. di Elisabetta Dell’Anna Ciancia in Piccola Biblioteca Adelphi, 2013, ISBN 9788845927591)
  • 1982 Il nipote di Wittgenstein. Un'amicizia (Wittgensteins Neffe. Eine Freundschaft); tr. Renata Colorni (Milano: Adelphi, 1989);
  • 1982 Montaigne (Montaigne. Eine Erzählung in 22 Fortsetzungen), in «Die Zeit», 8-10-1982; tr. Pierfrancesco Fiorato, in «Nuova corrente», XLVII, 127, 2001, pp. 7–17;
  • 1983 Il soccombente (Der Untergeher), tr. Renata Colorni (Adelphi 1985);
  • 1983 L'apparenza inganna (Der Schein trügt): prima rappresentazione allo Schauspielhaus di Bochum; regia di Claus Peymann, scene di Erich Wonder; con Bernhard Minetti; tr. Roberto Menin (in Teatro III, Milano: Ubulibri, 1991);
  • 1984 A colpi d'ascia. Un'irritazione (Holzfällen. Eine Erregung); tr. Agnese Grieco e Renata Colorni (Milano: Adelphi, 1990);
  • 1984 Il teatrante (Der Theatermacher): prima rappresentazione al Salzburger Festspiel 1985; regia di Claus Peymann, scene di Herrmann; con Traugott Buhre, Hugo Lindinger, Kirsten Dene, Martin Schwab, Josefin Platt; più tardi riproposto nei medesimi ruoli e nella medesima veste allo Schauspielhaus di Bochum e al Burgtheater (1986); dopo la morte di Lindigers, con Sepp Bierbichler nel ruolo dell'oste; tr. Umberto Gandini (in Teatro V, Milano: Ubulibri, 2004);
  • 1984 Ritter, Dene, Voss (Ritter, Dene, Voss): prima rappresentazione al Salzburger Festspiel, 1986; regia di Claus Peymann, scene di Herrmann; con Ilse Ritter, Kirsten Dene, Gert Voss; riproposto più tardi all'Akademietheater, 1986, e dal Berliner Ensemble, 2004; tr. Eugenio Bernardi (in Teatro III, Milano: Ubulibri, 1991);
  • 1985 Antichi maestri (Alte Meister); tr. Anna Ruchat (Milano: Adelphi, 1992);
  • 1986 Estinzione. Uno sfacelo (Auslöschung. Ein Zerfall); tr. Andreina Lavagetto (Milano: Adelphi, 1996);
  • 1986 Semplicemente complicato (Einfach kompliziert). Prima rappresentazione al Schillertheater di Berlino; con Bernhard Minetti. Più tardi riproposto all'Akademietheater; tr. Umberto Gandini (in Teatro III, Milano: Ubulibri, 1991);
  • 1987 Gedichte, a cura di Christine Lavant, Frankfurt am Main: Suhrkamp, 1987;
  • 1987 Elisabetta II (Elisabeth II): prima rappresentazione al Schillertheater; con Kurt Meisel; tr. Umberto Gandini (in Teatro V, Milano: Ubulibri, 2004);
  • 1988 A Doda - Alles oder nichts - Eis, Freispruch Maiandacht. Ein Volksstück als wahre Begebenheit [Meiner Kindheitsstadt Traunstein gewidmet] - Match - Der deutsche Mittagstisch, in Der deutsche Mittagstisch. Dramolette, Frankfurt am Main, Suhrkamp, 1988
  • 1988 Piazza degli eroi (Heldenplatz): prima rappresentazione al Burgtheater; regia di Claus Peymann, scene di Herrmann Beil; con Wolfgang Gasser, Kirsten Dene, Elisabeth Rath, Marianne Hoppe; tr. e prefazione di Rolando Zorzi (Milano: Garzanti, 1992);
  • 1989 Conversazioni (Gespräche mit Thomas Bernhard), a cura di Kurt Hofmann; tr. Elisabetta Niccolini (Parma: Guanda, 1989)
  • 1989 In alto. Tentativo di salvezza, nonsenso (In der Höhe. Rettungsversuch, Unsinn): scritto nel 1959, apparso nel 1989; frammento del romanzo incompleto Schwarzach St. Veit; tr. Elisabetta Niccolini (Parma: Guanda, 1990);
  • 1990 Claus Peymann compra un paio di pantaloni e viene con me a mangiare, e altri dramoletti (Claus Peymann kauft sich eine Hose und geht mit mir essen. Drei Dramolette), cioè: Claus Peymann verläßt Bochum und geht als Burgtheaterdirektor nach Wien (1986), Claus Peymann kauft sich eine Hose und geht mit mir essen (1986) e Claus Peymann und Hermann Beil auf der Sulzwiese (1987); tr. Elisabetta Niccolini (Milano: Ubulibri, 1990);
  • 1991 Gesammelte Gedichte, a cura di Volker Bohn, cioè: Auf der Erde und in der Hölle (1957), In hora mortis (1958), Unter dem Eisen des Mondes (1958), Die Irren. Die Häftkinge (1962), Ave Virgil (1981), Frost (1991), Frankfurt am Main: Suhrkamp, 1991;
  • 1991 Un incontro. Conversazioni con Krista Fleishmann (Eine Begegnung. Gespräche mit Krista Fleischmann); tr. Alessandra Rovagnati, nota di Luigi Reitani (Milano: SE, 2003);
  • 1992 Von einer Katastrophe in die andere. 13 Gespräche mit Thomas Bernhard, a cura di S. Dreissinger, Weitra, 1992;
  • 1993, Gemma Salem (a cura di), Thomas Bernhard et les siens, Paris: Gallimard, 2005 (incontri, testimonianze e interviste con chi l'ha conosciuto e frequentato);
  • 1994 Thomas Bernhard – Karl Ignaz Hennetmair. Lettere 1965-1974 (Thomas Bernhard – Karl Ignaz Hennetmair. Ein Briefwechsel 1965-1974);
  • 2003 Werke in 22 Bänden, a cura di Wendelin Schmidt-Dengler, Martin Huber, Renate Langer, Manfred Mittermayer e Jean-Marie Winkler, Frankfurt am Main: Suhrkamp, 2003-09 - cioè: I. Frost (2003); II. Verstörung (2003); III. Das Kalkwerk (2004); IV. Korrektur (2005); V. Beton (2006); VI. Der Untergeher (2006); VII. Holzfällen (2007); VIII. Alte Meister (2008?); IX. Auslöschung (2008); X. Autobiographie (2004); XI. In der Höhe. Amras. Der Italiener. Der Kurlturer (2004); XII. Ungenach. Wate. Gehen (2006); XIII. Erzählungen III (2008); XIV. Erzählungen. Kurzprosa (2003); XV. Dramen I (2004); XVI. Dramen II (2005); XVII. Dramen III (2008); XVIII. Dramen IV (2007); XIX. Dramen V (2008); XX. Dramen VI (2009); XXI. Gedichte (2008); XXII. Der öffentliche Berhard (2009)

Nota: L'ultimo scritto da Bernhard poco prima della morte è dedicato alla Tramvia di Gmunden (Straßenbahn Gmunden): una feroce lettera al Salzkammergut-Zeitung contro la soppressione della linea tramviaria di Gmunden, che con i suoi 2,3 km è la più breve del mondo.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

  • 1963 Borsa di Studio Julius Campe ('Julius-Campe-Stipendium', assegnato anche a Gisela Elsner e Hubert Fichte);
  • 1965 Premio Letterario della Libera Città Anseatica di Brema ('Literaturpreis der Freien Hansestadt Bremen') per "Frost";
  • 1967 ... ('Literarische Ehrengabe des Kulturkreises im Bundesverband der deutschen Industrie')
  • 1968 Premio Nazionale Austriaco per la Letteratura ('Österreichischer Staatspreis für Literatur')
  • 1968 Premio Anton Wildgans ('Anton-Wildgans-Preis')
  • 1970 Premio Georg Büchner ('Georg-Büchner-Preis')
  • 1972 Premio Franz Theodor Csokor ('Franz-Theodor-Csokor-Preis')
  • 1972 Premio Grillparzer ('Grillparzer-Preis')
  • 1972 Premio Adolf Grimme ('Adolf-Grimme-Preis')
  • 1974 ... ('Hannoverscher Dramatikerpreis')
  • 1974 Premio Séguier ('Prix Séguier')
  • 1976 Premio Letterario della Camera di Commercio Austriaca ('Literaturpreis der Österreichischen Bundeswirtschaftskammer')
  • 1983 Premio Letterario Internazionale Mondello
  • 1988 Premio Médicis ('Prix Médicis') per "Alte Meister".
  • 1988 Premio Antonio Feltrinelli ('Antonio-Feltrinelli-Preis' - rifiutato)

Letteratura secondaria (in lingua italiana)[modifica | modifica sorgente]

  • Aldo G. Gargani, La frase infinita, Laterza, Roma-Bari 1996
  • Piero Buscioni, Thomas Bernhard, in "il Fuoco", dicembre 2003-febbraio 2004
  • Raoul Kirchmayr (a cura di), Thomas Bernhard: una commedia, una tragedia, in "aut aut", n. 325, gennaio-marzo 2005
  • Luigi Reitani (a cura di), Thomas Bernhard e la musica, Carocci, Roma 2005
  • Micaela Latini, La pagina bianca. Thomas Bernhard e il paradosso della scrittura, Mimesis, Milano 2010
  • Micaela Latini, Il Museo degli errori. Thomas Bernhard e gli Antichi maestri, AlboVersorio, Milano 2011

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e Riuniti nel volume Autobiografia, a cura di Luigi Reitani, Milano, Adelphi (coll. "La Nave Argo" n. 14), 2011. ISBN 9788845926389

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