Salomone

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Salomone, (in ebraico: שְׁלֹמֹה, moderno Šəlomo o Šlomo, antico Šəlōmōh; in arabo: سليمان Sulaymān; in greco: Σαλωμων; in latino: Salomon) (Gerusalemme, 1011 a.C. ca – Gerusalemme, 931 a.C. ca), è stato, secondo la Bibbia, il terzo re d'Israele, successore e figlio del Re Davide.

Il suo regno è datato circa dal 970 al 930 a.C. e fu l'ultimo dei Re del regno unificato di Giuda e Israele.

Secondo il racconto biblico era figlio del Re Davide e Bath-Sheba (Betsabea), che era stata moglie di Uria l'Ittita (Uria l'Eteo).

Gli succedette il figlio Roboamo, che Salomone aveva avuto dalla moglie ammonita Naama[1], ma solo sul Regno di Giuda.

Il suo regno viene considerato dagli ebrei come un'età ideale, simile a quella del periodo augusteo a Roma. La sua saggezza, descritta nella Bibbia, è considerata proverbiale.[2]. Durante la sua reggenza venne costruito il Tempio di Salomone, che divenne leggendario per le sue molteplici valenze simboliche. Particolari su vita, opere e saggezza di Salomone sono narrati anche nel Kebra Nagast (testo etiope redatto tra il IV e il VI secolo d.C., ma nella sua versione definitiva nel XII secolo).

087.King Solomon in Old Age.jpg

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Il regno[modifica | modifica sorgente]

Del periodo precedente la sua incoronazione le scritture non dicono nulla di più. Salomone divenne re per designazione divina (1Cr. 22,9), e la congiura di Adonia, suo fratellastro[3] accelerò solo i tempi. Il primo atto della reggenza di Salomone fu la messa a morte del fratello Adonia e di Joab, generale di Davide, per la congiura; condannò a morte anche Shimei per essere venuto meno al giuramento di residenza a Gerusalemme dopo che gli era stata condonata la vita per aver offeso Davide.[4]. Importante fu anche la destituzione dalla carica di sommo sacerdote di Abiathare a favore di Tsadok.

Il punto di snodo del regno di Salomone fu la richiesta a Dio di dargli il discernimento, necessario secondo lui per governare un popolo. Dopo questo fatto la sua potenza e ricchezza divennero leggendarie.

Alla metà del X secolo a.C.[5] iniziò la costruzione del Tempio (1Re. 6,1) che terminò in circa sette anni (1Re. 6,38). Questo dato è importante per capire la grandezza di Salomone, poiché Erode impiegò ben quarantasei anni per ampliare il Secondo Tempio (Gv. 2,19), probabilmente senza riuscire a riportarlo allo stato originario.

Le storie dell'amore tra Salomone e la Regina di Saba, Makeda, e della nascita del loro figlio primogenito, Menelik, sono narrate con ricchezza di particolari nel libro sacro Kebra Nagast, il Libro della Gloria dei Re. Questo antico testo sostiene anche che un tempo tutto il mondo fu composto da tre regni (...) guidati da tre Re, i tre figli di Salomone , e che ci fu un lungo periodo in cui i Re di tutto il mondo discendevano dalla stirpe di Sem .

La decadenza[modifica | modifica sorgente]

Salomone in tarda età portato all'idolatria dalle mogli, di Giovanni Venanzi di Pesaro

Come ogni altro re di quel periodo, Salomone prese a circondarsi di mogli, sia per motivi politici (poteva così stringere alleanze con i popoli vicini), sia per dimostrare il proprio potere. Ma per questa via attuò anche una decadenza spirituale all'interno di Israele, dato che ogni nuova moglie adorava diverse divinità, e anche Salomone prese ad adorarli.

Il fatto portò alla decisione divina di dividere il regno in due parti, ma solo dopo la morte di Salomone: una parte a Roboamo, discendente legittimo, che regnò sulle tribù di Giuda e Beniamino e l'altra parte a Geroboamo, che regnò su tutte le altre, creando il regno di Israele.

Secondo la testimonianza del libro Kebra Nagast, Salomone perde la saggezza dal momento in cui il figlio primogenito Menyelek (o Menelik) assieme al figlio del sacerdote Zadok (o Tsadok) trafuga l'Arca dell'Alleanza contenente il Decalogo portandola da Israele in Etiopia, dove si trova tutt'oggi secondo la tradizione etiope.
Secondo la tradizione ebraica, l'Arca Santa si trova invece ancora in uno dei meandri sotterranei del Tempio di Gerusalemme: questi furono costruiti appositamente in previsione della futura distruzione del Tempio. Ad ogni modo, l'Arca non è più menzionata nella Bibbia dopo l'incontro di Salomone con la Regina di Saba descritto anche nell'Antico Testamento in: 1 Re 10; 2 Cr 9.

Il giudizio di Salomone[modifica | modifica sorgente]

Tiepolo, Il giudizio di Salomone

Il primo Libro dei Re dà un esempio significativo della sapienza di Salomone. Nel mondo antico era un fatto comune chiedere il giudizio del re, non esistendo la moderna suddivisione dei poteri: i regnanti, quindi, erano i giudici supremi a cui venivano sottoposti i casi più difficili. E quello sottoposto al re d'Israele sembrava irrisolvibile.

Due donne si presentarono da Salomone: ciascuna aveva partorito un figlio a pochi giorni di distanza l'uno dall'altro ed entrambe dormivano nella stessa casa. Una notte accadde che uno dei due bambini morì e sua madre, secondo l'accusa, aveva scambiato il figlio morto con quello vivo dell'altra donna mentre questa dormiva. Salomone, dopo aver ascoltato le due donne sostenere più volte le loro tesi, fece portare una spada e ordinò che il bambino vivente fosse tagliato a metà per darne una parte a ciascuna di esse.
Allora la vera madre lo supplicò di consegnare il bimbo all'altra donna, pur di salvarlo. Salomone capì così che quella era la vera madre e le restituì il bambino.[6]. Fu così reso noto a tutti che Salomone era veramente un re buono, santo, di fede e Zaddiq.

La fama[modifica | modifica sorgente]

Salomone e la regina di Saba, di Konrad Witz (1434-35)

Le notizie su Salomone si diffusero in Oriente, tanto che molti "potenti" di allora vollero metterlo alla prova, facendogli visita e portandogli doni. Nella Bibbia ci viene proposto l'incontro con la regina di Sheba (o Saba), molto probabilmente dell'antico regno sabeo, nella zona dell'attuale Etiopia, la cui mitica ricchezza era ben nota alla cultura biblica, che dei Sabei parla nel "Libro dei Popoli". Il libro sacro dell'Etiopia intitolato Kebra Nagast narra dettagliatamente del loro incontro, del loro figlio Menyelek (o Menelik) e dello spostamento dell'Arca dell'Alleanza: secondo la tradizione etiope, seguendo la linea monarchica di discendenza diretta, il duecentoventicinquesimo erede del trono di Salomone è Ras Tafari Makonnen, il Negus, ultimo Re dei Re, incoronato Imperatore il 2 novembre 1930 col nome di Haile Selassie I, letteralmente Potere della Santa Trinità. Per questa ragione il Re Salomone è tenuto in particolare considerazione anche dai credenti della livity (filosofia di vita) Rastafari.

Salomone autore biblico[modifica | modifica sorgente]

L'ecclesiaste di Salomone - Collezione Francesco Paolo Frontini

A Salomone vengono attribuiti due salmi, la maggior parte del libro dei Proverbi e due libri del canone. Visto che non c'è accordo tra gli studiosi liberali e quelli di orientamento conservatore, in linea di massima si può dire che i primi negano la paternità al re d'Israele di queste opere, mentre i secondi gliele attribuiscono.

Queste sono:

Inoltre, nel prologo del libro deuterocanonico Sapienza viene indicata la paternità a Salomone, ma in questo caso tutti gli studiosi biblici concordano nel considerarlo un trucco letterario dell'autore.

Salomone mago ed esorcista[modifica | modifica sorgente]

In un periodo imprecisato il Re Salomone viene considerato un mago e un esorcista: un'opera importante che ci dà testimonianza di ciò è il Testamento di Salomone, in cui si narra come il re eserciti il suo potere magico sui demoni per costringerli a costruire il Tempio di Gerusalemme.[7]

Salomone raffigurato su amuleti[modifica | modifica sorgente]

Tale ruolo magico di Salomone ricompare in una serie di amuleti, in pietra o metallo, con diverse rappresentazioni, accomunati dalla presenza di Salomone a cavallo (identificato solitamente dall'iscrizione) mentre trafigge un demone dalle fattezze femminili.[senza fonte]

Salomone nell'Islam[modifica | modifica sorgente]

Salomone (in arabo: سليمان, Sulayman) è citato cinque volte nel Corano (2:102; 21:81-82; 27:15-45; 34:11-13 38:30-34 ) come profeta saggio ed in possesso della conoscenza di molteplici scienze tradizionali. A questo Re sono inoltre legate numerose storie riportate da commentatori coranici antichi e da storici musulmani riguardo al suo rapporto con i jinn, che si dice fossero totalmente al suo servizio.

Importante episodio coranico legato (Cor. 27:15-45) alla figura di Salomone è la storia (già presente nella Bibbia) del suo incontro con Bilqis, la regina di Saba ovvero Sheba, episodio narrato con minuzia di particolari nel libro sacro della Gloria dei Re, ovvero il Kebra Nagast.

Salomone è anche ricordato come grande costruttore di edifici, strade e canalizzazioni. A tale proposito lo storico omanita al-‘Awtabi (sec. XI-XII) attribuisce a Salomone e ai suoi jinn lo scavo e la costruzione di 1000 canali, (in arabo: ﻗﻨﺎﺕ , ﻗﻨﺎة, qanāt) che costituiscono l'antico sistema irriguo ancora oggi in funzione in gran parte dell'Oman.

Cor 34:11-13 si riferisce al dono divino ricevuto da Salomone di essere trasportato dal vento a una velocità che aveva del miracoloso, peculiarità ripresa da alcuni storici arabi fra cui si può ricordare Tabari, che parla di un viaggio fra la Siria e Istakhr, in Iran, e al-‘Awtabi che parla di un viaggio fra Istakhr e Gerusalemme durante il quale sorvolò l'Oman dove vide a Salut, sito posto nella zona di Nizwa, un palazzo che sembrava appena terminato e abitato da un'aquila la quale, interrogata dal profeta, riferì di essere arrivata in quel luogo 800 anni prima e di avervi trovato già il palazzo disabitato ma in ottimo stato.

Frasi famose[modifica | modifica sorgente]

  • "Nel molto parlare non manca la colpa, chi frena le labbra è prudente.".[8]
  • "Il buon nome vale più di grandi ricchezze; la stima, più che l'oro e l'argento.".[9]

Esegesi ebraica[modifica | modifica sorgente]

Nel testo "Il Midrash racconta. Libro Bemidbar. Parte I" si riporta che

« Che cosa significa il versetto: "Ecco il giaciglio di Shelomò, 60 prodi lo circondano, tra i prodi di Israele. Tutti armati di spada, esperti nell'arte della guerra; ciascuno con la spada al fianco, per il terrore notturno"? Queste parole si riferiscono ad un episodio accaduto, in tarda età, a re Shelomò. Quando non riuscì a controllare a sufficienza le sue mogli per impedire loro di praticare idolatria, Hashem lo lasciò in potere dello shed Eshmadai. Shelomò fu terrorizzato da questo potente shed per il resto della sua esistenza. (Targum Yonatan, Qoelet). Accadde quanto segue... »

Questo Shelomò è in realtà re Salomone. Si racconta che re Salomone aveva incatenato il re degli shedim Eshmade con una collana sulla quale era il Nome di Dio Onnipotente; esso rese notevoli servizi quando re Salomone aveva costruito il Tempio di Gerusalemme. Un giorno re Salomone gli chiese sul motivo per cui Dio si fosse servito degli shedim per punire gli egizi come si era servito di angeli a favore del popolo ebraico, volendo sapere in che modo uno shed (il testo afferma che gli shedim dimorano sulla Terra e sanno volare) è superiore ad un angelo; lo shed gli chiese il suo (di re Salomone) anello con il Tetragramma biblico e di slegarlo (lo shed). Re Salomone lo fece e subito si sentì afferrare dallo shed e scagliato ad una distanza di 400 parsa. Lo shed si sedette sul trono di re Salomone; lontano re Salomone, trovandosi in un villaggio, chiese aiuto svelando chi era ma non gli credettero sino a quando giunse al Sinedrio che, interrogato il suo consigliere, capì. Chiesero alle donne di controllare i piedi qualora il re Salomone fosse andato presso di loro perché il piede di uno shed assomiglia a quello di un gallo (Dio non terminò infatti queste creature perché stava giungendo lo Shabbat durante la Creazione); poi seppero che re Salomone copriva i suoi piedi. Accompagnarono re Salomone a palazzo facendogli riavere la collana e l'anello e, quando entrò nella sala del trono, quando vide cosa aveva tra le mani Eshmade fu colto da terrore e volò via; da quel momento re Salomone fece circondare il proprio letto da 60 prodi, sapienti di Torah esperti di essa tutta e contro lo Yetzer ha-ra: ciascuno padroneggiava una particolare Massekhet (trattato del Talmud). (Bemidbar Rabbah 11, 9; Talmud Ghittin 68, secondo i commentatori; Rut Rabbah 5, 6).

Già anche Nachmanide, come fondamento della fede ebraica, spiega come il popolo ebraico rivolge la propria Tefillah a Dio.

Opere su Salomone[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ I libro dei Re, 14, 21
  2. ^ Il suo nome divenne sinonimo di sapienza, soprattutto nel Medioevo, quando si pensava che ad ogni generazione si attuasse una sorta di degenerazione; in virtù di questa idea Adamo era considerato l'uomo perfetto, in quanto figlio diretto di Dio, e Salomone era considerato l'uomo saggio, in quanto la sua saggezza è direttamente opera divina.
  3. ^ Adonia era figlio di Davide e di Agghit. (I Libro dei Re, 1,5; I Libro delle Cronache, 3, 2)
  4. ^ . Anni prima, mentre Davide era in fuga dal figlio Absalom, Shimei lo maledisse e lanciò dei sassi contro la sua corte ma fu perdonato da Davide: anche Salomone non lo punì, ma lo costrinse a dimorare a Gerusalemme e a non allontanarsi da lì per nessun motivo; Shimei tre anni dopo disubbidì per andare a cercare due suoi servi fuggiti a Gath e Salomone lo fece giustiziare.
  5. ^ Stevens, Marty E. Temples, tithes, and taxes: the temple and the economic life of ancient Israel, pg. 3. Hendrickson Publishers 2006, ISBN 1-56563-934-0
  6. ^ Libri dei Re 3,16-28
  7. ^
    « Io, Salomone, udito il nome dell'arcangelo, pregai e glorificai Dio, Signore del cielo e della terra. E serrai il dèmone e gli ordinai di andare a lavorare nella cava di pietre, perché tagliasse le pietre per il Tempio, quelle che, portate dal Mare d'Arabia, giacevano lungo la spiaggia. Ma quegli, timoroso dei ceppi, continuava a gridare, e diceva: "T'imploro, re Salomone, liberami. Ed io condurrò a te tutti i dèmoni". E poiché non voleva sottomettersi, pregai l'angelo Uriel di venire in mio soccorso; ed ecco che contemplai Uriel discendere dai cieli, l'angelo che suscita i leviatani dagli abissi. »
    (Testamento di Salomone, 11)
  8. ^ Libro dei Proverbi, 10, 19
  9. ^ Libro dei Proverbi, 22, 1

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Lorenzo Mazzoni, Kebra Nagast. La Bibbia segreta del Rastafari, Coniglio editore, 2007. ISBN 978-88-6063-063-6.
  • Ascanio Celestini, Giufà e re Salomone (con le illustrazioni di Maja Celija), Roma, Donzelli, 2009

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Re di Israele e Giuda Successore
Davide 971931 a.C. Roboamo (re di Giuda)
Geroboamo I (re di Israele)
Menelik I (Re di Etiopia)
Adramis (Re di Bisanzio)
con Davide