Saggezza

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« Guglielmo si piegò in un inchino: "Siete saggio anche quando siete severo. Come volete."
"Se mai fossi saggio, lo sarei perché so essere severo." rispose l’Abate. »
(Umberto Eco, Il nome della rosa, Primo Giorno, Terza)

La saggezza è una particolare connotazione o capacità propria di chi è in grado di valutare in modo corretto, prudente e equilibrato le varie opportunità, optando di volta in volta per quella più proficua secondo la ragione e l'esperienza.

Definizione[modifica | modifica wikitesto]

La saggezza è spesso intesa come capacità di desiderare e scegliere ciò che, valutato a lungo termine, possa ottenere l'approvazione di un buon numero di persone. In questo senso, una scelta "saggia" implica che l'azione (o la non-azione) sia stata strategicamente corretta se giudicata alla luce di una teoria dei valori ampiamente condivisa. In nessun caso però la saggezza può essere valutata in termini di consenso popolare. Piuttosto, l'opinione popolare attribuisce la dote della saggezza alle persone più anziane, in virtù della loro prudenza e maggiore esperienza di vita.

La saggezza, dal punto di vista dell'etica, consiste nel riconoscere la differenza tra ciò che è bene e ciò che è male, e nello scegliere di conseguenza l'azione che è volta al bene. Va tuttavia rilevato che, per chi ritiene che in ambito etico non sussista la possibilità di discernere oggettivamente il bene dal male, la saggezza è invece la consapevolezza dell'assenza di un criterio morale trascendentale. In questo senso tutto ciò che accade è il risultato di infinite forze "negative" e "positive" che, intrecciandosi, portano inevitabilmente alla situazione presente; saggio è dunque l'individuo che sa adeguarsi di volta in volta allo stato dei fatti, modificando i suoi valori secondo le concrete opportunità che gli si presentano.

Riconoscere ciò che è saggio vuol dire quindi riconoscere le conseguenze di ciò che è stolto o addirittura folle: "follia" è il termine filosofico opposto a "saggezza".

Come ogni decisione, una decisione saggia va presa anche quando le informazioni a disposizione sono incomplete. Pertanto, per poter agire saggiamente, bisogna essere capaci di intravedere al meglio gli scenari futuri prospettati dalle conseguenze di una certa azione, di desiderare il meglio per i più (anche a scapito del proprio personale interesse) e di agire in maniera consequenziale.

Una definizione filosofica elementare dice che la saggezza consiste nel "fare il miglior uso possibile della conoscenza che si ha a disposizione". [senza fonte]

Molte autorità e governi moderni, nonché religioni ed etiche, affermano che la saggezza richiede una "prospettiva illuminata". Tale prospettiva è spesso definita in un modo meramente utilitaristico, come supporto a lungo termine per il bene comune.

Le azioni e le intuizioni che sono considerate dai più come sagge tendono a:

  • innalzarsi al di sopra di un singolo punto di vista, aspirando ad un modo di essere che sia compatibile con più di un sistema etico;
  • aver cura della vita, del bene pubblico e degli altri valori impersonali, senza anteporre loro il proprio ristretto interesse personale;
  • avere una solida conoscenza dell'esperienza del passato (senza per questo essere incapaci di svincolarsene), ed essere al contempo in grado di anticipare le probabili conseguenze future di certe azioni;
  • non prestare ascolto solo alla voce dell'intelligenza, – ma anche a quella dell'intuizione, del sentimento, dello spirito, ecc.

Tradizionalmente, la saggezza è collegata alla virtù. È tautologico affermare che chi è saggio è anche virtuoso. Le virtù più spesso associate alla saggezza sono l'umiltà, la compassione, la temperanza, la carità, intesa come capacità di amare senza distinzioni o pregiudizi, la tolleranza e la mancanza di presunzione.

Alcuni sostengono che il più universale (ed il più utile) significato del termine saggezza sia quello di essere in grado di vivere stando bene insieme agli altri. In questa prospettiva, il saggio è colui che è in grado di mostrare agli altri la pochezza delle cose del mondo e l'intrinseca interconnessione di ogni cosa ad ogni altra.

Colloquialmente, si considera la saggezza come una qualità che sopraggiunge con l'avanzare dell'età. Alcune religioni considerano la saggezza un dono offerto da Dio. Il libro ebraico dei Proverbi, contenuto nel Vecchio testamento, afferma che "L'inizio della saggezza è il timore di Dio". In ogni caso, l'intera Bibbia cristiana riconosce che la saggezza, ancorché dono di Dio, non può essere ottenuta senza una adeguata preparazione dell'uomo a riceverla.

La Saggezza per i filosofi[modifica | modifica wikitesto]

Socrate, definito dalla Pizia "il più saggio", scopre che la saggezza consiste nel "sapere di non sapere". Al concetto corrente di saggezza, insieme alle altre virtù, applica il metodo della maieutica per mettere in luce le contraddizioni nel pensiero corrente in materia.

Platone nel dialogo Carmide esprime l'idea che la saggezza sia essenzialmente temperanza (sophrosyne).

Per Aristotele era una delle virtù dianoetiche, cioè relative alla ragione vera e propria (dunque non relativa al carattere, o ethos). Egli stabilisce che la saggezza è la via per raggiungere la sapienza e questa conduce alla felicità.

La saggezza (sapiens), secondo Seneca, è caratterizzata da due elementi: la costanza e l'imperturbabilità.

La saggezza per il Buddhismo[modifica | modifica wikitesto]

« Non fatevi guidare dalla tradizione, dalla consuetudine o dal sentito dire; dai testi sacri, dalla logica o dalla verosimiglianza, né dalla dialettica o dall'inclinazione per una teoria. Non fatevi convincere dall'apparente intelligenza di qualcuno o dal rispetto per un maestro... Quando capite da voi stessi che cosa è falso, stolto e cattivo, vedendo che porta danno e sofferenza, abbandonatelo ... E quando capite da voi stessi che cosa è giusto ... coltivatelo. »

Il Buddhismo s'interessa di quegli aspetti dell'esistenza che sono osservabili invece dell'attaccamento a un credo. Tutto va verificato empiricamente. La verità è vissuta differentemente dalle persone. Ciò che veramente conta è la validità dell'esperienza, e se tale esperienza conduce a un modo di vivere più saggio e compassionevole.

La saggezza secondo il cattolicesimo[modifica | modifica wikitesto]

La tradizione occidentale della chiesa tiene conto della "doppia elica" quella della cultura abramica e di quella aristotelica. È presente anche la saggezza tra le quattro virtù aristoteliche: coraggio, temperanza, saggezza e giustizia che sono collegate alle tre virtù cristiane di fede, speranza e carità.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Seneca, Lucio Anneo, De Constantia Sapientis

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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