Logica della scoperta scientifica

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Logica della scoperta scientifica
Titolo originale Logik der Forschung
Autore Karl Popper
1ª ed. originale 1934
Genere Saggio
Sottogenere Filosofia della scienza
Lingua originale tedesco

Logica della scoperta scientifica è un celebre saggio di filosofia della scienza di Karl Popper, in cui viene trattato il significato e la struttura logica a fondamento della scienza e della sua metodologia. Originariamente pubblicato nel 1934 in tedesco col titolo Logik der Forschung (che però significa "Logica della ricerca"),[1] fu riveduto e fu scritta in seguito, nel 1959, un'edizione in inglese ad opera dello stesso Popper, intitolata The Logic of Scientific Discovery.[1] Secondo Peter Medawar, questo libro è "uno dei più importanti scritti del XX secolo".[2]

Descrizione[modifica | modifica sorgente]

In questo libro, Popper spiega che la scienza non può avere relazioni con metodologie basate sull'induzione: per quante che siano le osservazioni di un fenomeno non si potrebbe mai dedurre nulla di generale, nulla ci consente di stabilire che il prossimo caso osservato si comporterà come i precedenti; a tal proposito è divenuto celebre l'esempio del tacchino induttivista. Secondo Popper la scienza dovrebbe adottare una metodologia basata sulla falsificabilità, poiché nessun numero, per quanto grande, di esperimenti può stabilire qualcosa come verità, ma un singolo esperimento può contraddirla. Popper ritenne che tutte le teorie basate sulla ricerca empirica debbano essere caratterizzate dalla falsificabilità. L'unico metodo scientifico valido è il metodo deduttivo dei controlli, basato sulla messa alla prova della teoria tramite le asserzioni che se ne possono dedurre, presupponendo l'obbligo, per il ricercatore, di formulare le sue asserzioni in modo tale che esse siano falsificabili (smentibili, confutabili, in opposizione agli asserti verificabili giudicati sensati dall'empirismo tradizionale) in sede di esperimento. Popper sostituisce così l'idea di una scienza basata sulla pura routine dell'enumerazione con l'idea, ben più affascinante, di una scienza di ardite congetture e ricerca continua dell'errore, in vista della verità, che resta un ideale regolativo.

Storia della filosofia della scienza[modifica | modifica sorgente]

Nella storia della filosofia della scienza, il 1934, anno di pubblicazione di quest'opera contrassegna il passaggio dalla stagione dell'empirismo logico o neoempirismo o positivismo logico o neopositivismo, alla stagione del razionalismo critico.

Edizioni[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Roberta Corvi (a cura di), Esperienza e razionalità. Prospettive contemporanee, Milano, FrancoAngeli, 2005, p. 71. ISBN 88-464-7104-0; ISBN 978-88-464-7104-8.
  2. ^ The Logic of Scientific Discovery - Editorial Reviews. URL consultato l'8 settembre 2007.