Utopia

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Utopia (disambigua).
Illustrazione per L'Utopia di Tommaso Moro

Un'utopia (pron. utopìa) è un progetto o la sua realizzazione (prevista o attuale), quando questi si propongano come idealisticamente desiderabili e dotati di valore. Può anche indicare una meta intesa come puramente ideale e non effettivamente raggiungibile; in questa accezione, può avere sia il connotato di punto di riferimento su cui orientare azioni pragmaticamente praticabili, sia quello di mera illusione e di falso ideale. L'utopista -sia come coniatore di utopie, sia come semplice propugnatore, sia come pensatore utopico critico [1]- può quindi essere tanto colui che costruisce le sue preferenze e le sue scelte ideologiche esimendosi dallo studio e dalla comprensione della realtà e delle sue dinamiche, quanto colui che indica un percorso che ritiene al contempo auspicabile e pragmaticamente perseguibile. Benché non sia un costituente essenziale del concetto di utopia, molte utopie presentano un carattere universalista; esistono, però, anche utopie di natura settaria o comunque non inclusiva. Nell'uso comune, utopia e utopismo sono spesso associati al velleitarismo.

Indice

[modifica] Storia

« Una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l'Umanità approda di continuo. E quando vi getta l'àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l'Umanità di nuovo fa vela. »
(Oscar Wilde, L'anima dell'uomo sotto il socialismo, 1891[2])

Il termine nasce dal libro L'Utopia di Tommaso Moro (circa 1516). In esso Moro ritrae una società organizzata razionalmente, attraverso la narrazione di un esploratore, Raphael Hythlodaeus. Utopia è una repubblica in cui tutta vige la totale comunione dei beni. Non ha avvocati e raramente manda in guerra i suoi cittadini, ma assolda mercenari dalle nazioni vicine. Forse Moro, che era un convinto cattolico, venne ispirato dalla regola monastica quando descrisse il funzionamento della sua società. Fu un'ispirazione per le Reducciones fondate dai Gesuiti per cristianizzare e civilizzare il Guaraní. La parola "utopia" viene usata da Moro per suggerire simultaneamente due neologismi greci: outopia (nessun luogo) e eutopia (buon luogo).

L'utopia può essere idealistica o pratica, ma il termine ha acquisito una forte connotazione di perfezione ottimistica, idealistica e impossibile. L'utopia può essere posta in contrapposizione con l'indesiderabile distopia (anti-utopia, pseudo-utopia) e con l'utopia satirica.

[modifica] Politica e storica

Un'utopia globale di pace mondiale viene spesso vista come una delle possibili e inevitabili fini della storia.

Sparta fu un'utopia militarista fondata nell'Antica Grecia da Licurgo (anche se alcuni, specialmente gli ateniesi, possono averla vista come una distopia). Fu una potenza greca fino alla sua sconfitta da parte dei Tebani nella battaglia di Leuttra.

Sviluppatasi fra il XVIII e il XIX secolo, il socialismo utopico, che fu la prima corrente del moderno pensiero socialista, propugnava una riforma generale della società e dello stato, che abbia come fine la giustizia sociale e come mezzo la statalizzazione delle risorse economiche, l'abolizione della proprietà privata (collettivismo), della famiglia, del contrasto tra città e campagna.

[modifica] Economica

Le utopie socialista e comunista generalmente ruotano attorno a una distribuzione paritaria dei beni, spesso con la totale abolizione del denaro, e con cittadini che fanno un lavoro che apprezzano e che è svolto per il bene comune in quanto realizzazione della loro essenza primaria, e che gli lascia ampi margini di tempo per coltivare arti e scienze.

A livello popolare l'utopia a volte si richiama all'immagine del Paradiso terrestre.

Vi sono anche utopie di matrice individualista, che vedono evidentemente nel libero mercato e nella competizione due fattori fondamentali di sviluppo dell'essere umano.

[modifica] Religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Escatologia, Millenarismo e Apocatastasi.

Le idee del paradiso nel Cristianesimo e nell'Islam tendono ad essere utopiche, specialmente nella loro forma popolare: invitando ad una speculazione sull'esistenza libera dal peccato, dalla povertà e da ogni tristezza, oltre il potere della morte (anche se il "paradiso", nell'escatologia cristiana almeno, è più equivalente alla vita in Dio, vivendo un paradiso terrestre nella vita).

Le utopie religiose, peraltro diffusamente descritte come un giardino di delizie, esistenza libera da preoccupazioni, in mezzo a strade lastricate d'oro, in uno stato di illuminazione beatificante, godendo di poteri divini, sono spesso ragione per percepire benefici nel rimanere fedeli a una religione, e un incentivo per la conversione di nuovi membri.

[modifica] Scientifica e tecnologica

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Transumanesimo e Singolarità tecnologica.

Queste utopie preconizzano un futuro in cui una scienza e una tecnologia avanzate creeranno le condizioni per uno stile di vita utopico; ad esempio con il superamento della morte e della sofferenza e con cambiamenti migliorativi della natura e della condizione umana. Specie in ambito transumanista, si adotta anche il termine di "estropia", intesa come capacità della tecnica di contrastare, localmente o globalmente, il fenomeno dell'entropia.

In contrapposizione a questo orientamento ottimistico, si pone la predizione che l'avanzamento di scienza e tecnologia porterà all'estinzione dell'umanità, in seguito ad un utilizzo intenzionalmente o maldestramente distruttivo o ad un puro incidente. I pessimisti invocano il principio di precauzione e contrastano l'adozione indiscriminata delle nuove tecnologie; nelle posizioni più estreme si giunge ad una totale opposizione verso l'innovazione tecnologica.

[modifica] Psicologia e filosofia della religione

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Bibbia, vissuto fetale e utopia.

[modifica] Proto-comunismo

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Proto-comunismo.

Con questa espressione si suole indicare quelle filosofie che in qualche maniera anticipano uno o più temi tipici del comunismo. È specialmente nel Settecento che nascono questi tipi di impostazioni politico-sociologiche che preludono il comunismo ottocentesco. A parte Rousseau che nel Contratto sociale ha avanzato idee di uguaglianza nei diritti e una certa centralizzazione del potere, vi sono altri tre personaggi che si distinguono per aver sostenuto in maniera forte l'abolizione della proprietà privata: Jean Meslier, Étienne-Gabriel Morelly e Dom Deschamps.

[modifica] Critiche all'utopia

« Chi cerca di realizzare il paradiso in terra, sta in effetti preparando per gli altri un molto rispettabile inferno. »

Nel corso del XX secolo, sono state portate alcune critiche al modello utopista da parte di alcuni pensatori e filosofi liberali, fra i quali Karl Popper[4] e Dario Antiseri[5]. La prima delle obiezioni riguarda il fatto che non esiste un criterio razionale attraverso il quale determinare che cosa renda una società utopica e perfetta; oltretutto, la società perfetta - o presunta tale - viene ritenuta esattamente l'opposto della società aperta.[6] L'inconsistenza attribuita all'utopia e agli utopisti viene espressa sottolineando come innanzitutto ogni utopista sia totalitario e come l'utopia si fondi su tre presupposti gnoseologici insostenibili, quali: conoscere il tutto (inteso come insieme della società), conoscere cosa è il bene e cosa è il male, conoscere una definizione oggettiva di uomo perfetto.[6] Ritenendo di conoscere ciò, all'utopista viene attribuito di credere che il mondo del suo tempo sia interamente errato e pertanto che sia necessario sviluppare un cambiamento totale dello stesso secondo regole e principi stabiliti dall'utopista stesso.[6]

Per i critici dell'utopia, coloro che intendono realizzarla sono fermamente avversi ad ogni pratica gradualista e riformista, poiché, dovendo cambiare il mondo nella sua interezza, non pensano che ci sia alcun bisogno di intervenire sui problemi e le questioni attuali. Ciò viene ritenuto dai critici in forte contrasto con la moderna prassi politica, secondo la quale, ammesso che si possa cambiare tutto, ciò non può non essere realizzato che attraverso la risoluzione delle singole parti che costituiscono il tutto stesso.[5] In realtà, la possibilità di ripartire dal principio per riedificare un nuovo mondo utopico viene considerata irrealizzabile in termini pratici, poiché non è mai possibile ricominciare da capo: la tradizione da cui si discende e le facoltà intellettuali dell'individuo sono valori acquisiti dall'uomo nel corso della propria vita e non si può in alcun modo liberarsene; la stessa ragione ideale dell'utopista è inevitabilmente frutto di una tradizione precedente.[5]

[modifica] Utopie leggendarie

[modifica] Utopie letterarie e cinematografiche

[modifica] Note

  1. ^ "Possibilità di pensiero utopico" di G. Mayos (trad. Cristiano Procetense).
  2. ^ Oscar Wilde - Citazioni da "L'anima dell'uomo sotto il socialismo" @ Aforismario
  3. ^ Citato in Fernando Palazzi, Dizionario degli aneddoti, I Nani, Baldini Castoldi Dalai, 2000, pag. 99. ISBN 8880896016, ISBN 9788880896012
  4. ^ "Non permettere che i sogni di un mondo perfetto ti distolgano dalle rivendicazioni degli uomini che soffrono qui ed ora. I nostri simili hanno il diritto ad essere aiutati; nessuna generazione deve essere sacrificata per il bene di quelle future, in vista di un ideale di felicità che può non realizzarsi mai." (Citazione estratta dal capitolo XII del libro Principi liberali, di Dario Antiseri, Rubettino, 2003, ISBN 88-498-0492-X)
  5. ^ a b c Principi liberali, di Dario Antiseri, Rubettino, 2003, ISBN 88-498-0492-X, capitolo XI e XII.
  6. ^ a b c Principi liberali, di Dario Antiseri, Rubettino, 2003, ISBN 88-498-0492-X, capitolo XI

[modifica] Bibliografia

  • Giuliano F. Commito, "Iuxta Propria Principia - Libertà e giustizia nell'assolutismo moderno. Tra realismo e utopia", Aracne, Roma, 2009.
  • Massimo Baldini, "La storia delle utopie", Armando Editore, Roma, 1996.
Per approfondimenti

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti
Altre lingue