Millenarismo

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Il millenarismo (o chiliasmo - in greco chìlioi significa "mille") è una credenza apocalittica cristiana, peraltro già presente nel giudaismo. È la convinzione che debba realizzarsi una "nuova" alleanza tra Dio e gli uomini, che si concretizzerebbe in un reale rinnovamento di questo mondo.

Il termine deriva dal numero "mille" perché, nelle versioni più diffuse, questa credenza prevede l'inaugurazione e lo svolgimento di un periodo di tempo ben delimitato (mille anni, appunto), in cui il mondo materiale conoscerà una situazione di pace e prosperità, dopo di che avverranno la fine del mondo e il giudizio universale.[1]

Si possono delineare un millenarismo antico e un millenarismo più recente:

  • Il millenarismo antico prevedeva che il regno di Cristo in gloria si verificasse fra una prima resurrezione, che sarebbe solo dei giusti, e una seconda, riservata ai dannati. A questa seguirebbe dunque il giudizio universale con l'assegnazione delle pene e dei godimenti eterni.
  • I millenarismi più recenti vengono a loro volta distinti in premillenarismo e postmillenarismo a seconda del momento in cui viene collocata la nuova venuta di Cristo (parusia). I premillenaristi attendono tale venuta prima del millennio (parusia intermedia), che potrà instaurarsi solo grazie a tale nuovo avvento. Per i postmillenaristi la parusia avrà carattere escatologico e si porrà al termine del periodo di mille anni.[2][3]

Un'altra questione dibattuta si è avuta anche circa la natura del godimento nello stato millenaristico:

  • Il millenarismo carnale, più vicino alla tradizione giudaica, prevede che il mondo duri sei "giorni" (hexaemeron),[4] ognuno di mille anni, più un settimo giorno (heptaemeron della settimana cosmica) anch'esso di mille anni (settemillenarismo), interpretazione letterale del primo capitolo della Genesi);[5][6][7] il settimo e ultimo millennio vedrebbe l'avvento messianico e il godimento di tutti i benefici temporali (trionfo di Israele, abbondanza di ricchezze, ecc.).
  • Il millenarismo spirituale, diffusosi in epoca cristiana con la mediazione di Cerinto (II secolo) e una prima riformulazione di Papia, prevede che il godimento abbia natura principalmente spirituale benché non privo dei benefici temporali. Tale formula trovò fortuna principalmente nel corso del medioevo, ma pure nel XVIII secolo durante la forte ridiscussione sulla patristica e i principi teologici del cristianesimo.

L'idea di millennio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Apocalisse di Giovanni#La fine del mondo: primo e secondo combattimento escatologico. Il regno dei mille anni.

Il termine millennio, su cui ruota tutta la teoria del chiliasmo, ricorre nell'Apocalisse di Giovanni per sei versetti consecutivi (Ap 20, 2-7), e si trova prefigurato in altri due passi biblici: uno dell'Antico Testamento, «Ai tuoi occhi, mille anni / sono come il giorno di ieri che è passato, / come un turno di veglia nella notte.» (Salmo 89, 4), e uno del Nuovo Testamento, «Una cosa però non dovete perdere di vista, carissimi: davanti al Signore un giorno è come mille anni e mille anni come un giorno solo.» (Seconda lettera di Pietro 3, 8). Esso annuncia l'inizio di un'era nuova nel segno della pace universale, conseguente a un temporaneo trionfo di Cristo e dei suoi santi e all'imprigionamento provvisorio di Satana, simbolo della vittoria delle forze del bene su quelle del male.

La mancanza dell’ἔσχατον nelle culture precristiane[modifica | modifica wikitesto]

Nell'insieme delle concezioni cosmogoniche e cosmologiche tipiche dell'antichità classica, non è presente l'istanza escatologica, dato il polarizzarsi dell'attenzione di queste sull'età dell'oro. È proprio da quest’età primordiale che la storia umana si distacca per idealizzare la possibilità di un "ritorno" remoto a quella stessa originaria età della storia umana.

Il millennio nella cultura giudaica[modifica | modifica wikitesto]

Il millennio nella cultura giudaica anticipa l'idea di un momento escatologico che si presenta come "fine", come giudizio e come salvezza, in primis del popolo eletto e, conseguentemente, dell'umanità intera. Il Millennio, non è dunque un'entità cronologica, nella visione giudaica, ma rappresenta una fine temuta o sperata

Il millennio nei Vangeli sinottici[modifica | modifica wikitesto]

La differenza fondamentale del concetto di millennio fra la visione cristiana e quella giudaica, risiede proprio nella collocazione del millennio, rintracciabile nei Vangeli sinottici e nell'Apocalisse giovannea, in una semantica storica e, nel contempo, metastorica. Nella visione cristiana, il millennio diviene un'entità cronologica (quindi databile in qualche modo).

Utopia e millenarismo[modifica | modifica wikitesto]

L'utopia ha in comune con il millenarismo la disaffezione al presente e la forte attesa di un futuro diverso. D'altra parte, l'utopia s'inscrive come speranza messianica nell'immanenza del divenire storico (si evince chiaramente quanto l'utopia faccia parte della cultura moderna). Il chiliasmo, invece, anticipa e prelude il momento escatologico, segnando il passaggio tra storia e metastoria, salto, questo, che prevede la salvezza, ma la prevede solo nella trascendenza (elemento che lega il chiliasmo alla cultura giudaico-cristiana)

Il millenarismo medioevale[modifica | modifica wikitesto]

(LA)
« Est revelatio millenarie pacis propinque, pacificatio orbis tam tribulandi [...], conversio excecati populi Iudeorum et orbis et conversio cunctorum infidelium et illuminatio mundi. [...] Spiritus Sanctus, ut olim in apostolis, tunc fere effundetur, reserabuntur archana scripturarum et dabitur spiritus prophetie, et terra indicibili sanctitate fulgebit, vitia evanescent in populo et amabilis honestas vigebit. [...] Cum autem a die mortis proximi Antichristi septingenti transierint, quod erit quando mundus computabit duo milia annorum vel circa, incipiet sanctitas declinare et hodierne laxationes concrescent tam in populo quam in clero et in religiosis; et, peccatis concrescentibus, fiet interim notabilis apostasia ecclesiarum a Romana Ecclesia, donec Gog veniet, a prefata die mortis Antichristi proximi mille annis completis, quod non multum distabit a tempore in quo a Christo computabuntur anni MMCCCLXV vel circa; post Gog quoque et Magog, seu sub eis, veniet ultimus Antichristus et de paradyso terrestri contra eum occurrent Enoch et Helyas, et signa finis seculi apparebunt. »
(IT)
« È la rivelazione di una pace millenaria ormai vicina: la pacificazione del mondo che sta andando incontro a tante tribolazioni, [...] la conversione del popolo accecato dei Giudei e di tutto il mondo, la conversione di tutti gli infedeli e l’illuminazione del mondo. [...] Lo Spirito Santo sarà effuso quasi nello stesso modo con cui fu effuso sugli apostoli: saranno aperti gli arcani delle scritture e sarà dato uno spirito di profezia; la terra splenderà di una indescrivibile santità, i vizi spariranno nel popolo, e trionferà una amabile onestà. [...] Tuttavia, dopo che saranno passati settecento anni dalla morte dell’anticristo che sta per venire, e cioè quando il mondo arriverà intorno all’anno 2000, questa santità comincerà a diminuire: tornerà a crescere la rilassatezza tanto nel clero quanto nel popolo e nei religiosi; e poiché i peccati cresceranno, ci sarà una terribile apostasia dalla Chiesa romana; finché verrà Gog, dopo che saranno compiuti mille anni dalla morte del prossimo anticristo, cosa che non sarà molto lontano dall’anno 2365, circa; e dopo l’arrivo di Gog e Magog, o contemporaneamente a loro, verrà l’ultimo anticristo: dal paradiso terrestre accorreranno contro di lui Enoc ed Elia, e appariranno i segni della fine del mondo»
(Giovanni di Rupescissa, Vade mecum in tribulatione, 1356)

Per tutto il Medioevo il pensiero utopico, e in generale la filosofia, fu del tutto assorbito dalla dottrina cristiana. Il pensiero cristiano è volto a riconoscere nella storia dell’umanità le tappe del diffondersi del Regno di Dio, e a cercare nella realtà le tracce di un progetto divino, di un disegno.

Dante in special modo vede la storia di Roma e la nascita dell’impero come il compiersi del progetto di Dio, che ha come scopo il diffondersi del cristianesimo nell’impero universale e la venuta del Regno di Dio. In particolare nel canto sesto del Paradiso, in cui Dante incontra l’imperatore Giustiniano, beato nel cielo di Mercurio, si ripercorre la storia dell’aquila, cioè la storia dell’impero, proprio in questa chiave di lettura. L'aquila viene definita il “sacrosanto segno”, per ribadire la vocazione divina dell’impero.[che cosa c'entra con il millenarismo?]

Paradiso, canto VI, 28-36

«Or qui alla queston prima s’appunta
la mia risposta; ma sua condizione
mi stringa a seguitare alcuna giunta,

perché tu veggi con quanta ragione
si move contr’al sacrosanto segno
e chi 'l s'appropria e chi a lui s’oppone.

Vedi quanta virtù l’ha fatto degno
di reverenza; e cominciò dall’ora
che Pallante morì per darli regno.»

Dunque Dante ritiene che il potere discenda direttamente da Dio: da qui nasce la sua concezione dell’organizzazione politica, che vede il potere politico nelle mani dell’imperatore, che ha il compito di unificare tutto il mondo sotto un’unica insegna, e il potere spirituale nelle mani del papa, che è responsabile della cura delle anime.

Purgatorio, canto XVI, 106-108

«Soleva Roma, che 'l buon mondo feo,
due soli aver, che l’una e l’altra strada
facean vedere, e del mondo e di Deo.»

Di fronte al momentaneo fallimento del suo disegno politico, poiché “è giunta la spada col pastorale”, Dante nutre la speranza che sia in procinto di venire un imperatore (probabilmente Arrigo VII) che possa ristabilire l’ordine perduto. Non si accorge che i tempi sono ormai cambiati: l’impero ha fatto la sua storia e sta nascendo ormai l’era delle Nazioni, in cui prende sempre più importanza e ricchezza una nuova classe sociale, la borghesia.

Il millenarismo nell'età moderna e contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Il millenarismo nel secolo XXI si manifesta anche in movimenti religiosi come il Rastafarianesimo e quelli originatisi all'interno del restaurazionismo come i Testimoni di Geova, la Chiesa cristiana millenarista, la Chiesa del Regno di Dio, i Davidiani, la House of Yahweh, la Chiesa Cattolica-Apostolica e la Chiesa Neo-Apostolica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ cf. Voce millenarismo in Treccani.it.
  2. ^ Massimo Introvigne, Mille e non più mille. Millenarismo e nuove religioni alle soglie del Duemila, Milano, Gribaudi, 1995. ISBN 88-7152-383-0; ISBN 978-88-7152-383-5.
  3. ^ Jürgen Moltmann, L'avvento di Dio. Escatologia cristiana, Brescia, Queriniana, ed. or. 1995, 1ª ed. it. 1998, 2ª ed. 2004, pp. 166, 173-4. ISBN 88-399-0400-X; ISBN 978-88-399-0400-3.
  4. ^ (EN) Cf. voce in Catholic Encyclopedia.
  5. ^ A cura di Giovanni Filoramo e Daniele Menozzi, Storia del Cristianesimo, Roma-Bari, Laterza, 1997, vol. I, L'Antichità, pp. 75-9. ISBN 88-420-6558-7; ISBN 978-88-420-6558-6.
  6. ^ Jürgen Moltmann, op. cit., pp. 160, 168.
  7. ^ Cf. ricorrenze in Google Libri.

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