Apocatastasi

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Apocatastasi (greco: αποκατάστασις) è un termine greco dai molteplici significati a seconda degli ambiti (principalmente religiosi e filosofici) in cui è usato. Letteralmente significa "ritorno allo stato originario", "reintegrazione".

Nello stoicismo l'Apocatastasi indica il "ristabilimento" dell'universo nel suo stato originario, e si collega alla dottrina dell'Eterno ritorno: quando gli astri assumeranno la stessa posizione che avevano all'inizio dell'universo, avverrà una grande conflagrazione (ecpirosi: ἐκπύρωσις), e il tempo e il mondo ricominceranno un nuovo ciclo (palingenesi: πάλινγένεσις), ovvero "che nasce di nuovo". Secondo alcuni stoici tale ciclo sarà identico al precedente, secondo altri non necessariamente uguale.

Nel neoplatonismo con Apocatastasi si indica il ritorno dei singoli enti all'unità originaria, all'Uno indifferenziato da cui l'intera realtà proviene, un ritorno possibile tramite l'ascesi filosofica.

Così definito, il concetto di Apocatastasi si ritrova nel cristianesimo dei primi secoli. In particolare, anche se permangono alcune incertezze, il principale sostenitore dell'Apocatastasi, elaborata in senso cristiano, è considerato Origene. Secondo Origene alla fine dei tempi avverrà la redenzione universale e tutte le creature saranno reintegrate nella pienezza del divino, compresi Satana e la Morte: in tal senso, dunque, le pene infernali, per quanto lunghe, avrebbero un carattere non definitivo ma purificatorio. Base scritturale è il seguente passaggio: "E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti" (1 Corinzî, 15,28).Il problema per Origene non è tanto la misericordia di Dio, quanto un problema teologico in quanto Dio avrebbe "fatto tutte le cose perché esistessero, non per non esistere". L'inferno quindi ed i dannati per Origene esistono, ma non per sempre. Ad un certo punto esso sarà distrutto non per non esistere, bensì per non essere più un nemico; il disegno divino non si può compiere se manca una sola creatura.

La dottrina dell'Apocatastasi venne accolta da diversi padri orientali, tra cui Gregorio di Nissa, finché non fu condannata come eresia nel Concilio di Costantinopoli del 553.

In seguito si ritrova comunque in diversi teologi e pensatori, tra cui Giovanni Scoto Eriugena o, in tempi molto più recenti, Friedrich Schleiermacher e Adriana Zarri.

[modifica] Bibliografia

  • Origene, "De principiis"
  • Vito Mancuso, "L'anima ed il suo destino", Raffaello Cortina Editore, 2007
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