Atlantide

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Mappa immaginaria di Atlantide dal Mundus Subterraneus di Athanasius Kircher, pubblicato ad Amsterdam nel 1665 (la mappa è orientata con il Nord verso il basso).

Atlantide (in greco Ἀτλαντὶς νῆσος, "isola di Atlante") è un'isola leggendaria, il cui mito è menzionato per la prima volta[1] da Platone nei dialoghi Timeo e Crizia nel IV secolo a.C..

Secondo il racconto di Platone Atlantide sarebbe stata una potenza navale situata "oltre le Colonne d'Ercole", che avrebbe conquistato molte parti dell'Europa occidentale e dell'Africa novemila anni prima del tempo di Solone (approssimativamente nel 9600 a.C.). Dopo avere fallito l'invasione di Atene, Atlantide sarebbe sprofondata "in un singolo giorno e notte di disgrazia" per opera di Poseidone.

Il nome dell'isola deriva da quello di Atlante, leggendario governatore dell'Oceano Atlantico, figlio di Poseidone, che sarebbe stato anche, secondo Platone, il primo re dell'isola.[2]

Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide è generalmente vista come un mito concepito dal filosofo greco per illustrare le proprie idee politiche. Benché la funzione di Atlantide sembri chiara alla maggior parte degli studiosi, essi disputano su quanto e come il racconto di Platone possa essere ispirato da eventuali tradizioni più antiche. Alcuni argomentano che Platone si basò sulla memoria di eventi passati come l'eruzione vulcanica di Thera o la Guerra di Troia, mentre altri insistono che egli trasse ispirazione da eventi contemporanei come la distruzione di Elice nel 373 a.C. o la fallita invasione ateniese della Sicilia nel 415413 a.C.

La possibile esistenza di un'autentica Atlantide venne attivamente discussa durante l'antichità classica, ma fu generalmente rigettata e occasionalmente parodiata da autori posteriori. Mentre si conosce poco durante il Medioevo, la storia di Atlantide fu riscoperta dagli umanisti nell'era moderna. La descrizione di Platone ha ispirato le opere utopiche di numerosi scrittori rinascimentali, come La nuova Atlantide di Bacone. Al tema sono state dedicate alcune migliaia di libri e saggi.[3] Atlantide ispira la letteratura contemporanea, soprattutto quella fantasy, ma anche la fantascienza, i fumetti, i film, essendo divenuta sinonimo di ogni e qualsiasi ipotetica civiltà perduta nel remoto passato.

I dialoghi di Platone[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Timeo (dialogo) e Crizia (dialogo).
Platone dipinto da Raffaello, Stanza della Segnatura, Palazzi Pontifici, Vaticano
De Atlantide ad Timaeum atque Critiam Platonis (Johann Christian Bock, 1685)

I dialoghi di Platone Timeo e Crizia, scritti intorno al 360 a.C., contengono i primi riferimenti ad Atlantide. Platone introduce Atlantide nel Timeo:

« Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d'Ercole, c'era un'isola. E quest'isola era più grande della Libia e dell'Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. [...] In tempi posteriori [...], essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte [...] tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l'isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve. »
(Platone, Timeo, Capitolo III.)

I quattro personaggi che compaiono in entrambi i dialoghi di Platone sono due filosofi, Socrate e Timeo di Locri, e due politici, Ermocrate e Crizia,[4] benché il solo Crizia parli di Atlantide. Nelle sue opere Platone fa ampio uso dei dialoghi socratici per discutere di posizioni contrarie nel contesto di una supposizione.

Nel Timeo all'introduzione segue un resoconto della creazione e della struttura dell'universo e delle antiche civiltà. Nell'introduzione Socrate riflette sulla società perfetta, già descritta in Platone nella Repubblica (c. 380 a.C.), chiedendo se lui e i suoi ospiti possano ricordare una storia che esemplifica tale società. Crizia menziona un racconto storico che presumibilmente avrebbe costituito l'esempio perfetto e prosegue descrivendo Atlantide, come riportato nel Crizia. Nel suo racconto, l'antica Atene sembra costituire la "società perfetta" e Atlantide la sua avversaria, che rappresentano l'antitesi dei tratti "perfetti" descritti nella Repubblica.

Secondo Crizia, le antiche divinità divisero la terra in modo che ogni dio potesse avere un lotto; a Poseidone fu lasciata, secondo i suoi desideri, l'isola di Atlantide. L'isola era più grande dell'antica Libia (Nord Africa) e dell'Asia Minore (Anatolia) messe assieme,[5][6] ma in seguito venne affondata da un terremoto e diventò un banco di fango impraticabile, impedendo di viaggiare in qualsiasi parte dell'oceano. Gli egiziani, affermava Platone, descrivevano Atlantide come un'isola composta per lo più di montagne nella parte settentrionale e lungo la costa, "mentre tutt'intorno alla città vi era una pianura, che abbracciava la città ed era essa stessa circondata da monti che discendevano fino al mare, piana e uniforme, tutta allungata, lunga tremila stadi [circa 555 km] sui due lati e al centro duemila stadi [circa 370 km] dal mare fin giù. [...] a una distanza di circa cinquanta stadi [9 km], c'era un monte, di modeste dimensioni da ogni lato[7] [...] L'isola, nella quale si trovava la dimora dei re, aveva un diametro di cinque stadi"[8] [circa 0,92 km].

Nel Timeo si racconta di come Solone, giunto in Egitto, fosse venuto a conoscenza da alcuni sacerdoti egizi di un'antica battaglia avvenuta tra gli Atlantidei e gli antenati degli Ateniesi, che avrebbe visto vincenti i secondi. Secondo i sacerdoti, Atlantide era una monarchia assai potente, con enormi mire espansionistiche. Situata geograficamente oltre le Colonne d'Ercole, politicamente controllava l'Africa fino all'Egitto e l'Europa fino all'Italia. Proprio nel periodo della guerra con gli Ateniesi un immenso cataclisma fece sprofondare l'isola nell'Oceano, distruggendo per sempre la civiltà di Atlantide.

Pianta schematica della capitale di Atlantide basata sulla descrizione di Platone

Nel dialogo successivo, il Crizia, rimasto incompiuto, Platone descrive più nel dettaglio la situazione geopolitica di Atlantide, collocando il tutto novemila anni prima.

Crizia racconta che il dio Poseidone s'innamorò di Clito, una fanciulla dell'isola, e «recinse la collina dove ella viveva, alternando tre zone di mare e di terra in cerchi concentrici di diversa ampiezza, due erano fatti di terra e tre d'acqua»,[9] rendendola inaccessibile agli uomini, che all'epoca non conoscevano la navigazione. Rese inoltre rigogliosa la parte centrale, occupata da una vasta pianura, facendovi sgorgare due fonti, una di acqua calda e l'altra di acqua fredda. Poseidone e Clito ebbero dieci figli, il primo dei quali, Atlante, sarebbe divenuto in seguito il governatore dell'impero.[2] La civiltà atlantidea divenne una monarchia ricca e potente e l'isola fu divisa in dieci zone, ognuna governata da un figlio del dio del mare e dai relativi discendenti. La terra generava beni e prodotti in abbondanza, e sull'isola sorgevano porti, palazzi reali, templi e altre maestose opere. Al centro della città vi era il santuario di Poseidone e Clito, lungo uno stadio (177 metri), largo tre plettri ed alto in proporzione, rivestito di argento al di fuori e di oricalco, oro e avorio all'interno, con al centro una statua d'oro di Poseidone sul suo cocchio di destrieri alati, che arrivava a toccare la volta del tempio.[10]

Ognuno dei dieci re governava la propria regione di competenza, e tutti erano legati gli uni agli altri dalle disposizioni previste da Poseidone e incise su una lastra di oricalco posta al centro dell'isola, attorno a cui si riunivano per prendere decisioni che riguardavano tutti. Crizia descrive anche il rituale da eseguire prima di deliberare, che prevedeva una caccia al toro armati solo di bastoni e una libagione con il sangue dell'animale ucciso, seguita da un giuramento e da una preghiera.[11] La virtù e la sobrietà dei governanti durò per molte generazioni, finché il carattere umano ebbe il sopravvento sulla loro natura divina. Caduti preda della bramosia e della cupidigia, gli abitanti di Atlantide si guadagnarono l'ira di Zeus, il quale chiamò a raccolta gli dèi per deliberare sulla loro sorte.[12]

Per ragioni sconosciute il dialogo Crizia non fu mai completato.

L'utopia di Atlantide secondo Platone[modifica | modifica wikitesto]

Le notizie che Platone narra di Atlantide provengono molto probabilmente dalla tradizione greca, da Creta e forse dall'Egitto e da altre fonti a noi perdute, il tutto reinterpretato letterariamente dal filosofo.[13]

È anzitutto evidente il punto di vista da cui viene narrato il mito, che pone al centro la città di Atene, simbolo di sobrietà e rigore. Ma oltre all'immediato paragone con la polis corrotta dell'epoca di Platone, è riscontrabile nel dialogo una proposta utopica, che si esprime nella contrapposizione delle due città, a cui corrispondono due diverse concezioni del modello divino.

Sia l'Atene primitiva, suddivisa in aree da coltivare e abitata da contadini e artigiani, sia la ricca e potente Atlantide sono infatti rappresentazioni del modello divino tratteggiato nel Timeo,[14] a cui la città "storica" deve guardare nella sua organizzazione politica ed economica;[15] la loro decadenza invece, sentenziata da cataclismi naturali e, nel caso di Atlantide, dovuta alla cupidigia degli uomini, è un palese richiamo alla corruzione degli Stati già descritta nella Repubblica.[16] In analogia con la struttura del Timeo, la seconda parte del Crizia avrebbe dovuto descrivere la realtà intermedia tra il logos e il disordine, con un chiaro riferimento alla situazione delle poleis nel decennio tra il 360 e il 350 a.C., caratterizzata da scontri tra un centro e l'altro per il controllo dei traffici commerciali: decaduta anch'essa dopo la scomparsa della città rivale, l'Atene del mito avrebbe potuto salvarsi dall'inesorabile declino solo rivolgendosi a leggi ispirate al Bene.[15]

Ricezione e teorie[modifica | modifica wikitesto]

Antichità[modifica | modifica wikitesto]

Al di fuori dei dialoghi Timeo e Crizia di Platone non vi è alcun riferimento antico di prima mano su Atlantide, il che significa che tutti gli altri riferimenti paiono rifarsi, in una maniera o nell'altra, a Platone.[1][17]

Per quanto alcuni nell'antichità avessero ritenuto un fatto storico il racconto riportato da Platone, già il suo allievo Aristotele non diede molta importanza alla cosa, liquidandola come un'invenzione del maestro. Ad Aristotele è infatti attribuita la frase "L'uomo che l'ha sognata, l'ha anche fatta scomparire."[18]

Alcuni autori antichi videro Atlantide come frutto dell'immaginazione mentre altri credettero fosse reale.[19] Il primo commentatore di Platone, il filosofo Crantore da Soli, allievo di Senocrate, a sua volta allievo di Platone, è spesso citato come esempio di autore che ritenne la storia un fatto storico.[20] La sua opera, un commento al Timeo di Platone, è perduta, ma essa è riferita da Proclo, uno storico classico che scrisse sette secoli dopo.[21] Un altro studioso dell'antichità che credette nell'esistenza del luogo mitico citato da Platone fu Posidonio di Rodi (II-I secolo a.C.), secondo quanto riferisce Strabone.[22]

Il racconto di Platone sull'Atlantide può inoltre avere ispirato imitazioni parodiche: scrivendo solo poche decadi dopo il Timeo e Crizia, lo storico Teopompo di Chio narrò di una terra in mezzo all'oceano conosciuta come Meropide (ovvero terra di Merope). Questa descrizione era inclusa nel libro VIII della sua voluminosa Filippica, che contiene un dialogo tra re Mida e Sileno, un compagno di Dioniso. Sileno descrive i Meropidi, una razza di uomini che crescevano al doppio dell'altezza normale e abitavano due città sull'isola di Meropis (Cos?): Eusebes (Εὐσεβής, "città pia") e Machimos (Μάχιμος, "città combattente"). Egli inoltre scrive che un'armata di dieci milioni di soldati attraversarono l'oceano per conquistare Iperborea, ma abbandonarono tale proposito quando si resero conto che gli Iperborei erano il popolo più fortunato del mondo. Heinz-Günther Nesselrath ha argomentato che questi e altri dettagli della storia di Sileno sono intesi come imitazioni ed esagerazioni della storia di Atlantide, allo scopo di esporre al ridicolo le idee di Platone.[23]

Zotico, un filosofo neoplatonico del III secolo a.C., scrisse un poema epico basato sul racconto di Platone.[24]

Diodoro Siculo (I secolo a.C.)[25] - confermato sostanzialmente da Plinio il Vecchio (I secolo d.C.) - collocava la capitale di Atlantide a Kerne, avamposto cartaginese sulla costa atlantica dell'Africa fondato da Annone il Navigatore: probabilmente nel Rio de Oro, ex Sahara spagnolo.[26]

Lo storico romano del IV secolo d.C. Ammiano Marcellino, dissertando sulle perdute opere di Timagene, uno storico attivo nel I secolo a.C., scrive che i Druidi della Gallia riferirono che parte degli abitanti di quella terra erano migrati lì da isole lontane. Alcuni hanno inteso che si parlasse di sopravvissuti di Atlantide giunti via mare nell'Europa occidentale, ma Ammiano in realtà parla di "isole e terre oltre il Reno"[27], un'indicazione che gli immigrati in Gallia vennero dal Nord (Britannia, Olanda o Germania).[28] Secondo Diodoro Siculo, comunque, i Celti che venivano dall'oceano adoravano gli dei gemelli Dioscuri che apparvero loro provenienti dall'oceano.[29]

Un trattato ebraico sull'astronomia computazionale datato al 1378-1379, apparentemente una parafrasi di una precedente opera islamica a noi ignota, allude al mito di Atlantide in una discussione concernente la determinazione dei punti zero per il calcolo della longitudine.[30]

Epoca moderna[modifica | modifica wikitesto]

Olaus Rudbeck (1630 – 1702) svela la "verità" su Atlantide ai suoi "predecessori" Esiodo, Platone, Aristotele, Apollodoro, Tacito, Odisseo, Tolomeo, Plutarco e Orfeo. Da Atland eller Manheim, 1679-89.

Riscoperta dagli umanisti nell'era moderna, la storia di Platone ha ispirato le opere utopiche di numerosi scrittori dal Rinascimento in poi. La scoperta dell'America, inoltre, pose subito il problema di una qualche sua conoscenza previa, e dunque anche il problema della discendenza e dell'origine della umanità americana del tutto inaspettata nella cultura europea dell'epoca. Così, la prima Atlantide moderna è stato il Nuovo Mondo.[31]

La nuova Atlantide di Francesco Bacone del 1627 descrive una società utopica, chiamata Bensalem, collocata al largo della costa occidentale americana. Un personaggio del libro sostiene che la popolazione proveniva da Atlantide, fornendo una storia simile a quella di Platone e collocando Atlantide in America. Non è chiaro se Bacone intendesse l'America settentrionale o quella meridionale.

Lo scienziato Olaus Rudbeck (16301702) scrisse nel 1679-1702 Atlantica (Atland eller Manheim), un lungo trattato dove sostenne che la propria patria, la Svezia, era la perduta Atlantide, la culla della civiltà, e lo svedese era la lingua di Adamo da cui si sarebbero evoluti latino ed ebraico.[32]

The Chronology of the Ancient Kingdoms Amended (1728, postumo) di Isaac Newton studia una varietà di collegamenti mitologici con Atlantide.[33]

Alla metà e nel tardo Ottocento numerosi rinomati studiosi mesoamericani, a partire da Charles-Etienne Brasseur de Bourbourg, tra i quali Edward Herbert Thompson e Augustus Le Plongeon[34] proposero l'idea che Atlantide fosse in qualche maniera correlata alla civiltà Maya e alla cultura azteca. La pubblicazione nel 1882 di Atlantis: the Antediluvian World[35] di Ignatius L. Donnelly stimolò un notevole interesse popolare per Atlantide. Donnelly prese seriamente il resoconto di Platone su Atlantide e tentò di stabilire che tutte le antiche civiltà conosciute discendessero da questa progredita cultura del Neolitico.

Una mappa che mostra l'ipotetica estensione dell'impero di Atlantide; da Atlantis: the Antediluvian World di Ignatius Donnelly, 1882
Ignatius L. Donnelly (1831 – 1901)

Nel corso della fine dell'Ottocento le idee sulla natura leggendaria di Atlantide si combinarono con storie di altre terre perdute come Mu e Lemuria.[36] Helena Blavatsky scrisse nel suo libro La dottrina segreta (1888) che gli Atlantiani erano eroi culturali (contrariamente a Platone, che li descrive dediti principalmente alle cose militari), e che erano la quarta "Razza radicale" (Root Race), a cui successe la "razza ariana". Rudolf Steiner scrisse dell'evoluzione culturale di Mu o Atlantide. Il sensitivo americano Edgar Cayce menzionò Atlantide per la prima volta nel 1923,[37] asserendo in seguito che essa era collocata nei Caraibi e proponendo che fosse un'antica civiltà, altamente evoluta, ora sommersa, dotata di forze navali e aeree mosse da una misteriosa forma di cristallo di energia. Egli predisse inoltre che delle parti di Atlantide sarebbero riemerse nel 1968 o 1969. La Bimini Road, una formazione rocciosa sommersa con pietre rettangolari appena al largo di North Bimini Island, è stata descritta come una possibile prova di questa civiltà.[38]

Si è sostenuto che prima del tempo di Eratostene (250 a.C. circa), autori greci avessero collocato le Colonne d'Ercole nello Stretto di Sicilia, ma non ci sono prove di tale ipotesi.[39] Secondo Erodoto (c. 430 a.C.) una spedizione fenicia circumnavigò l'Africa con il benestare del faraone Necho II, navigando a sud sotto il Mar Rosso e l'Oceano Indiano e verso nord nell'Atlantico, facendo ritorno nel Mediterraneo attraverso le Colonne d'Ercole.[40] La sua descrizione dell'Africa nord-occidentale rende molto chiaro che localizzò le Colonne d'Ercole precisamente dove sono oggi. Malgrado questo, la credenza che le Colonne fossero collocate nello Stretto di Sicilia prima di Eratostene è stata citata in alcune ipotesi sulla collocazione di Atlantide.

Il sensitivo americano Edgar Cayce (1877 – 1945)

Il concetto di Atlantide attrasse anche i teorici nazisti.[41] La teoria del ghiaccio cosmico (1913) di Hanns Hörbiger (1860-1931) aveva infatti conquistato un vasto appoggio popolare in Germania e venne promossa dal regime nazista per le sue implicazioni razziali. Hörbiger riteneva che la Terra fosse soggetta a periodici cataclismi provocati della caduta di una serie corpi celesti che da comete erano diventati satelliti; la sommersione di Atlantide e di Lemuria sarebbero state provocate dalla cattura dell'attuale satellite della Terra, la Luna. I periodi di avvicinamento dei satelliti avrebbero provocato (per diminuzione della gravità) la nascita di stirpi di giganti di cui parlano la varie mitologie.[42] Alfred Rosenberg (Mito del XX secolo, 1930) parlò di una razza dominante "nordico-atlantiana" o "ariano-nordica". Nel 1938 l'alto ufficiale Heinrich Himmler (allora capo supremo delle forze dell'ordine del Terzo Reich) organizzò una ricerca in Tibet allo scopo di trovare le spoglie degli Atlantidei bianchi.[43] Julius Evola, in Rivolta contro il mondo moderno (1934), identifica in Atlantide uno dei molti riferimenti presenti nelle opere antiche alla sede iporborea, luogo d'origine degli essere "più che umani" regnanti durante l'età dell'oro, a sua volta ritenuta essere il polo nord, ancora non colpito da un clima rigido, ma anzi regione definita "solare".

Da quando la deriva dei continenti divenne largamente accettata nel corso degli anni sessanta, la popolarità di buona parte delle teorie sul "continente perduto" di Atlantide iniziò a svanire, mentre si cominciava ad accettare ampiamente la natura immaginaria degli elementi della storia di Platone.

La studiosa di Platone Julia Annas (Regents Professor of Philosophy alla University of Arizona), ha avuto modo di dire al riguardo:

« La continua industria della scoperta di Atlantide illustra il pericolo di leggere Platone. Perché egli sta chiaramente usando quello che divenne un meccanismo narrativo tipico nelle opere di fantasia: stirare la storicità di un evento (e la scoperta di autorità fino ad ora sconosciute) come un'indicazione di ciò che segue nell'opera d'immaginazione. L'idea è che dovremmo utilizzare la storia per esaminare le nostre idee sul governo e sul potere. Abbiamo sbagliato sulla questione se invece di pensare a questi temi usciamo ad esplorare il fondo marino. Il continuo fraintendimento di Platone come storico ci permette qui di vedere perché la sua diffidenza sulla scrittura d'immaginazione è talvolta giustificata.[44] »

Kenneth Feder fa notare che la storia di Crizia nel Timeo fornisce un indizio importante. Nel dialogo, Crizia dice, riferendosi alla società ipotetica di Socrate:

« (...) mentre ieri tu parlavi dello Stato e degli uomini che delineavi, rimanevo meravigliato richiamando alla memoria proprio le cose che ora ho raccontato e osservando che per una incredibile coincidenza avevi in gran parte perfettamente aderito con quelle cose che disse Solone.[45] »

Feder cita A. E. Taylor, che scrive, "Non ci potrebbe essere detto in modo più chiaro che l'intera narrazione della conversazione di Solone con i sacerdoti e la sua intenzione di scrivere il poema su Atlantide sono un'invenzione dell'immaginazione di Platone".[46]

Gunnar Rudberg ha ipotizzato che Platone si fosse fortemente ispirato nel modellare Atlantide alle sue esperienze a Siracusa nell'isola di Sicilia.[47] Anche Massimo Pallottino (1952) e Carlo Corbato (1953) hanno ravvisato allusioni a Siracusa.

Le ipotesi sulla collocazione[modifica | modifica wikitesto]

« La ricerca di Atlantide colpisce le corde più profonde del cuore per il senso della malinconica perdita di una cosa meravigliosa, una perfezione felice che un tempo apparteneva al genere umano. E così risveglia quella speranza che quasi tutti noi portiamo dentro: la speranza tante volte accarezzata e tante volte delusa che certamente chissà dove, chissà quando, possa esistere una terra di pace e di abbondanza, di bellezza e di giustizia, dove noi, da quelle povere creature che siamo, potremmo essere felici... »
(L. Sprague de Camp[17])
Mappa congetturale di Atlantide di Bory de Saint-Vincent del 1803 che situa l'isola verso le Azzorre, le Canarie e Madera
Mappa immaginaria di Atlantide di Patroclus Kampanakis. Originariamente disegnata nel 1891[48]

Sulla scorta di Aristotele e per la mancanza di fonti prima di Platone, si ritiene in genere che il mito di Atlantide sia solo una finzione letteraria, interamente elaborata dal filosofo greco a partire da riferimenti mitologici e dalle proprie idee politiche e filosofiche.[17] Seppure Atlantide in quanto tale appaia solo raramente nei testi greci o latini (e solo come rielaborazione a partire dal racconto di Platone), miti e leggende di continenti o città sommersi sono ricorrenti e, come quello del Diluvio universale, appartengono a numerose antiche civiltà e culture.

Alcuni tuttavia hanno cercato di immaginare Atlantide come un luogo realmente esistito, o quantomeno di identificare gli elementi storici e geografici che possono avere originato il racconto di Platone.

Dai tempi di Donnelly, ci sono state dozzine - o meglio centinaia - di proposte di localizzazione per Atlantide, al punto che il suo nome è divenuto un concetto generico, indipendente dal racconto di Platone. Questo è riflesso dal fatto che, in effetti, molti dei siti proposti non sono affatto nell'ambito dell'Oceano Atlantico. Si tratta a volte di ipotesi di accademici o archeologi, mentre altre si devono a sensitivi o ad altri ambiti parascientifici. Molti dei siti proposti condividono alcune delle caratteristiche della storia originale di Atlantide (acque, fine catastrofica, periodo di tempo rilevante), ma nessuno è stato (e non avrebbe potuto o mai potrebbe essere) dimostrato come la "vera" Atlantide storica o platonica.[17][49]

Le ipotesi sull'effettiva collocazione di Atlantide sono le più svariate. Se è vero che Platone nei suoi due dialoghi parla esplicitamente di "un'isola più grande della Libia e dell'Asia Minore messe insieme" (cioè il Nord Africa conosciuto al tempo e l'Anatolia) oltre le Colonne d'Ercole (che si suppone fossero sullo Stretto di Gibilterra), alcuni studiosi, vista l'effettiva difficoltà nell'immaginarsi un'isola-continente nell'Atlantico scomparsa in breve tempo senza lasciare pressoché nessuna traccia, hanno scelto collocazioni alternative.

America[modifica | modifica wikitesto]

Dapprima si è pensato all'America, che in effetti è un continente in mezzo all'Oceano (Atlantico) che però ai tempi di Platone non era per nulla conosciuto e che, per quanto se ne sappia, non ha conosciuto cataclismi recenti.

Alcuni hanno voluto vedere, male interpretando le mappe turche dell'America meridionale del primo Cinquecento come la mappa di Piri Reìs, la rappresentazione di Atlantide nell'estremo Sud, proprio dopo la Terra del Fuoco, fra l'America meridionale e l'Antartide. Secondo costoro infatti è probabile che l'Antartide, un tempo terra fertile e rigogliosa, sia stata la sede di Atlantide. I sostenitori di questa ipotesi parlano di resti di vegetazione datati all'analisi al carbonio 14 come risalenti a 50.000 anni fa, lasciando supporre che l'Antartide fosse sgombro dai ghiacci, ma questi dati sono riconosciuti come pseudoscientifici e mai replicati, anche perché tutta la ricerca sull'Antartide (e in particolare i carotaggi nei depositi glaciali) conferma come 50.000 anni fa il continente di ghiaccio fosse prossimo al picco glaciale, e quindi notevolmente più freddo di oggi. Tutta la ricerca storico-scientifica ha visto nelle stesse mappe solo delle rappresentazioni dell'America Meridionale, con alcuni errori (anche voluti) assai ben spiegabili nella prassi dell'epoca. Infine altri ancora identificherebbero Atlantide con un altro ipotetico continente perduto, Lemuria, situato fra l'Africa e l'India.

Alcuni[50], sulla base dell'assonanza dei nomi e di una somiglianza etimologica, hanno accostato Aztlán, la leggendaria terra d'origine degli Aztechi, all'Atlantide narrata da Platone. Il Codice Boturini descrive Aztlán come "un'isola in mezzo a una distesa d'acqua".[51] La teoria, come molte altre analoghe, non ha avuto alcun riscontro scientifico.

Altra ipotetica collocazione è, secondo alcuni tra cui il sensitivo Edgar Cayce, nel Mar dei Sargassi[52]: i fenici, secondo lui, conoscevano le Azzorre e lungo la faglia atlantica non sono sconosciuti casi di emersione e affondamento di isole, anche in tempi storici recenti; si tratta comunque di piccole isole e non di continenti che potessero ospitare fiumi navigabili come nel racconto di Platone.

Il geologo inglese Jim Allen sostiene che Atlantide si trovasse in Bolivia, nell'area dell'Altiplano, basandosi sulla presenza di una piana rettangolare corrispondente alle dimensioni specificate da Platone e di depressioni concentriche ad arco di cerchio subito a est della città di Pampa Aullagas, da lui identificate con i canali della capitale.[53] In Brasile l'archeologo e antropologo francese Marcel Homet indagò sui resti di un antico popolo che egli riteneva discendere dalla civiltà di Atlantide.[54]

Nel Mediterraneo[modifica | modifica wikitesto]

Mappa che riassume diverse ipotesi sulla collocazione di Atlantide nel mar Mediterraneo
Ipotesi sulla diffusione delle ceneri dell'esplosione dell'isola di Thera[55]
Foto da satellite dell'isola di Santorini, uno dei molti luoghi in cui si è ipotizzata la collocazione di Atlantide

La maggior parte delle ipotesi avanzate di recente indicano la collocazione della mitica isola non più nell'Oceano o in altri luoghi troppo remoti (ormai scartati per motivi geologici, cronologici e storici), ma più vicino, nel Mediterraneo o nei suoi immediati dintorni, dove Platone più probabilmente poteva avere tratto i vari elementi per costruire il suo racconto. Le conoscenze geografiche dei greci all'epoca di Platone erano infatti molto vaghe e limitate al bacino del Mediterraneo, ed erano in realtà sufficientemente precise solo nell'ambito dell'Egeo.[17]

Altri hanno pensato al deserto del Sahara, che in un periodo passato potrebbe essere stato fertile ed aver ospitato molte persone, ma la descrizione di Platone non trova molte corrispondenze.

Creta[modifica | modifica wikitesto]

Una tra le teorie più singolari, studiata e approfondita nella prima metà del Novecento, sostiene che il mito di Atlantide non sarebbe altro che la memoria, deformata e ingigantita, della Civiltà minoica (civiltà cretese dell'età del bronzo), che ebbe fine intorno al 1450 a.C., in circostanze non ancora ben chiarite. La causa potrebbe essere l'esplosione del vulcano dell'isola di Thera, attualmente Santorini, che provocò lo sprofondamento parziale dell'isola e giganteschi terremoti: l'esplosione di Thera avrebbe propagato nel Mediterraneo una terrificante onda anomala in grado di spazzare via gli insediamenti lungo le coste (le onde si sarebbero diffuse in tutto il bacino dell'Egeo in sole due ore, raggiungendo un'altezza di circa trenta metri), a cui sarebbero seguite entro due-tre giorni le ceneri riversate dall'esplosione vulcanica.[56] Uno studio recente[57] ha inoltre evidenziato delle analogie letterarie tra il testo platonico su Atlantide e alcuni canti dell'Odissea di Omero.

Sardegna[modifica | modifica wikitesto]

Una teoria analoga è stata avanzata anch'essa recentemente dal giornalista italiano Sergio Frau nel suo libro Le colonne d'Ercole (2002): le "colonne" di cui parla Platone andrebbero identificate con il canale di Sicilia (che è assai turbinoso, come descrive Platone le Colonne), dunque l'isola di Atlantide sarebbe in realtà la Sardegna[58]: il popolo che edificò i nuraghi coinciderebbe allora con il misterioso popolo dei Shardana o Šerden (dai quali appunto si vorrebbe che la Sardegna abbia preso il nome), citati tra i "popoli del mare" che secondo le cronache degli antichi egizi tentarono di invadere il Regno d'Egitto. Alcuni Šhardana sarebbero quindi emigrati nella penisola italica, dove avrebbero dato origine alla civiltà etrusca. Un passo della descrizione platonica si vuole coincida con la forma della Sardegna: "Una pianura (il Campidano) che attraversa l'isola in senso longitudinale (ha coste ad est e ad ovest), situata tra due zone montuose a nord e a sud; le coste sono alte e rocciose, scoscese". Del resto, la Sardegna possiede ancora oggi zone pianeggianti situate alcuni metri sotto il livello del mare e ciò fa pensare che, essendo una terra geologicamente troppo antica per subire o aver subito catastrofi naturali di dimensioni troppo elevate, possa invece esser stata soggetta in passato a cataclismi legati al mare, il cui territorio probabilmente non avrebbe potuto respingere a causa appunto dell'altezza della sua superficie rispetto a quella marina. Oltretutto la mancanza di terremoti avrebbe permesso una grande espansione edilizia all'interno dell'isola, che all'epoca sarebbe potuta apparire in maniera notevolmente diversa. La "fine" di Atlantide in questo caso viene interpretata con la diffusione della malaria nell'isola.

Cipro[modifica | modifica wikitesto]

Alcuni identificano con l'isola di Cipro i resti del continente di Atlantide.[59]

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

Una tra le molte teorie recenti collocherebbe Atlantide in Spagna, precisamente in Andalusia, vicino Cadice. È l'opinione dello studioso tedesco Rainer Kuehne che si avvale di rilevazioni satellitari, attribuite però a Georgeos Dìaz-Montexano. Qualcosa combacia, come la forma delle strutture rilevate e l'ambientazione vicino a montagne (in questo caso la Sierra Morena e la Sierra Nevada), come le descrizioni di Platone, in cui sono anche presenti ricche miniere di rame. Tuttavia, se avesse ragione Kuehne, non si tratterebbe di un'isola, come vuole la tradizione, e le dimensioni rilevate dal satellite non combaciano con quelle di Platone.

Comunque sia, ovunque la si voglia situare, Atlantide affascina soprattutto per i miti che avvolgono il suo popolo e la sua fine.

Atlantide nei media[modifica | modifica wikitesto]

Le rovine di Atlantide in un'illustrazione di Alphonse de Neuville e Edouard Riou, dall'edizione di Hetzel di Ventimila leghe sotto i mari di Jules Verne

Ad Atlantide sono state dedicate alcune migliaia di libri e saggi. Un catalogo bibliografico incompleto della letteratura sull'Atlantide, compilato nel 1926 da J. Gattefossé e C. Roux,[60] comprendeva 1700 titoli.[3] La breve narrazione di Platone (di circa una decina delle attuali pagine) dunque ha fatto probabilmente scorrere più inchiostro del resto del suo intero corpus filosofico.[61]

Una lista completa delle apparizioni di Atlantide nei mass media moderni potrebbe essere troppo estesa per poterla inserire qui. Eccone solo alcune.

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Atlantide al cinema[modifica | modifica wikitesto]

Descrizione della caduta di Atlantide di Monsù Desiderio (inizi XVII secolo)

Ad Atlantide si è ispirato numerose volte il cinema, soprattutto quello di fantascienza e il filone fanta-mitologico:

Serie TV[modifica | modifica wikitesto]

Fumetti e animazione[modifica | modifica wikitesto]

  • Nell'universo Dc, sia Aquaman che Lori Lemaris proverrebbero da un'Atlantide sommersa; nel caso di Lori Lemaris il suo popolo sopravvisse trasformandosi in sirene e tritoni.
  • Nell'universo Marvel un popolo analogo, dalla pelle blu e branchiato, viene governato dal principe Namor il Sub-Mariner.
  • Atlantide ha un ruolo centrale nelle avventure di Martin Mystère, il detective dell'impossibile ideato dall'italiano Alfredo Castelli nel 1982 per Sergio Bonelli Editore. Secondo le ricerche del prof. Mystère, Atlantide e Mu erano due imperi o civiltà rivali, tecnologicamente molto avanzate e in cui parte della popolazione era dotata di poteri telepatici o magici, che si autodistrussero a causa di un'arma muviana impazzita, dopo secoli di convivenza caratterizzati da periodi alterni di conflitto aperto e guerra fredda, ricacciando l'umanità nella barbarie. La capitale di Atlantide era Poseidonia, la "città dei cinque anelli", mentre la capitale di Mu era Corinna,"perla d'oriente". Resti della stessa Atlantide compaiono, con importanza secondaria, anche in storie facenti parte dello stesso universo narrativo, ma su collane dedicate a differenti personaggi bonelliani (Zagor, Mister No e Nathan Never). La cosiddetta saga di Atlantide di Nathan Never (1996) narra dello scontro finale tra l'Agenzia Alfa e i signori di Atlantide, che stanno tentando di riportare sulla Terra da un limbo al di fuori dello spazio e del tempo il centro del perduto continente, unica zona sopravvissuta alla distruzione totale delle antiche civiltà di Mu e di Atlantide.
  • In Topolino e l'Atlantide continente perduto (sceneggiatura di Giorgio Pezzin, disegni di Massimo De Vita, 1987), facente parte del filone di storie sulla macchina del tempo del professor Zapotec, Topolino e Pippo assistono alla distruzione di Atlantide causata da un meteorite. Papersera.net - La ricerca I.N.D.U.C.K.S. - Dettaglio della storia
  • Anche Hugo Pratt, col suo Corto Maltese affronta il tema, correlandolo al mito di Mu. In Mu la città perduta (1988), l'ultima storia del ciclo di Corto, Atlantide sarebbe stata la potente colonia orientale ribellata all'impero di Mu.
  • Nella serie animata italiana Huntik - Secrets & Seekers (2009-2011), ad Atlantide si trova l'Amuleto della Volontà, un talismano che può richiamre il Titano dell'Immortalità Overlos. Nell'episodio in cui appare Atlantide è una città sommersa nel mar Mediterraneo, a cui si può accedere attraverso un passaggio segreto situato tra le rovine del tempio di Poseidone a Capo Sounion.
  • Atlantis - C'Sir, Principessa Shardana e il mistero della Cassa Nuziale trafugata (2007), romanzo grafico di Enzo Marciante, riprende la teoria di Sergio Frau. Narra di un'isola meravigliosa in mezzo al Mediterraneo d'Occidente e delle peripezie di una principessa sfortunata, in un sogno-avventura nel mondo Shardana.
Anime e manga
  • Nel manga (e poi anche anime) Fantaman (1964) il personaggio omonimo è un eroe atlantideo "resuscitato".
  • In Nadia - Il mistero della pietra azzurra (1990-1991), serie anime della Gainax liberamente ispirata a Ventimila leghe sotto i mari di Verne, la civiltà di Atlantide era una colonia fondata da alcuni alieni giunti sulla Terra, di cui alcuni dei protagonisti della storia sono gli ultimi discendenti.
  • Nell'anime tratto dal manga Yu-Gi-Oh! (poiché la storia nel manga originale è assente), Atlantide era un regno leggendario di pace e giustizia, dedito alla scienza e alla pacifica convivenza tra gli esseri umani e il regno ultraterreno dove dimoravano i ka generati dagli uomini. Questo fino al giorno in cui gli abitanti di Atlantide conobbero le emozioni negative, tramutandosi a loro volta in ka maligni divorati dall'oscurità. Dartz, il sovrano di Atlantide, tentò allora di risvegliare Leviathan, un dio caduto che sperava potesse purificare nuovamente il suo regno distruggendo tutti i ka (ma in realtà era stato proprio lui a portare l'oscurità su Atlantide), ricorrendo al potere proibito del Sigillo di Orichalcos. Suo padre e sua figlia tentarono di fermarlo radunando un esercito di ka benigni, ma pur venendo sconfitti riuscirono a far sì che i tre Cavalieri di Atlantide potessero sigillare Leviathan e far sprofondare la città nell'oceano. 10.000 anni dopo Darz ritorna con un nuovo seguito di servitori per tentare nuovamente di risvegliare il Leviathan, ma viene sconfitto da Yami Yugi.
  • I cieli di Escaflowne (天空のエスカフローネ Tenkū no Esukafurōne?, in inglese The vision of Escaflowne) (1996), anime da cui sono stati tratti due manga. Il protagonista maschile, principe Van Fanel, è discendente da parte di madre dai draconiani, discendenti a loro volta dai popoli di Atlantide, popolo per altro considerato funesto e dotato di ali bianche da angelo che all'avvicinarsi della morte diventano nere (come accade infatti a Folken Fanel, fratello maggiore di Van).
  • Aquarion (創聖のアクエリオン Sōsei no Akuerion?, Aquarion della Sacra Genesi) è una serie anime del 2005 ideata da Shoji Kawamori, tra l'altro anche creatore de I cieli di Escaflowne, dove i nemici dell'umanità sono gli Angeli delle Tenebre, residenti nella città di Atlandia (indicata in un episodio come Atlantis)
  • Nel manga e anime One Piece di Eichiiro Oda l'Isola degli Uomini Pesce ricorda molto Atlantide; Infatti vi è anche la presenza di Re Nettuno, ispirato alla divinità Romana.
  • Nel manga I Cavalieri dello zodiaco - The Lost Canvas (2006-2011) parte della storia si svolge ad Atlantide.

Videogiochi e giochi di ruolo[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel gioco di ruolo Dungeons & Dragons, precisamente nell'ambientazione Mystara (1980-1995), l'impero di Alphatia è ispirato al mito di Atlantide. Nell'avventura La prova dei signori della guerra (CM1 - Test of the Warlords di Douglas Niles (1984) - Cod. TSR9117) ci si riferisce ad esso addirittura con il nome di Atlantide, e il continente su cui è situato subisce infine la stessa sorte della leggendaria città, sprofondando nell'oceano. Sempre in Dungeons & Dragons, l'ambientazione Blackmoor, inizialmente stand-alone, venne poi integrata nell'ambientazione Mystara, assumendo l'identità di un'antica civiltà tecnologicamente molto avanzata, distrutta poi dalla furia degli dei, proprio come Atlantide.
  • Il gioco di ruolo Rifts (1990).
  • Atlantide è il soggetto di un videogioco d'avventura, Indiana Jones e il destino di Atlantide (Indiana Jones and The Fate of Atlantis, 1992) della LucasArts. Nel gioco, il protagonista lotta contro i nazisti per ritrovare Atlantide e per fermare la loro scoperta dei segreti del mitico oricalco.
  • In Eternal Champions (1993), della SEGA, il personaggio di Trident era stato creato dagli scienziati di Atlantide per combattere una guerra contro i Romani.
  • Nel primo episodio della saga di videogiochi di avventura di Tomb Raider (1996), la protagonista archeologa Lara Croft deve svelare un mistero riguardo ad un oggetto magico che si trova in Atlantide, dove nell'ultima parte del gioco si recherà alla ricerca dell'artefatto (anche se, in effetti, arriva qui per distruggere il manufatto, lo Scion di Atlantide, pronuncia Schìon, rubatole da una ex-regina del regno perduto, Natla).
  • Nell'espansione del gioco strategico in tempo reale Signore dell'Olimpo - Zeus intitolata Signore di Atlantide - Poseidon (2001) il giocatore ha la possibilità di intraprendere delle missioni atte ad espandere i domini atlantidei dalle Americhe sino al medio-oriente. Il gioco s'ispira all'ipotesi fantastica per cui lo sviluppo culturale mondiale sia dovuto alle interazioni fra le popolazioni indigene e gli atlantidei, ed alla volontà di questi ultimi di rendere disponibili le proprie conoscenze, secondo intenzioni pacifiche.
  • Atlantide è il luogo d'origine di Arkantos, protagonista del videogame di strategia in tempo reale Age of Mythology (2002); gli Atlantidei sono inoltre una delle quattro civiltà utilizzabili nell'espansione Age of Mythology: The Titans (2003): qui gli abitanti dell'isola vengono rappresentati come i protetti dei titani greci Gaia, Crono e Urano, in seguito ad un'alleanza stretta fra Titani e popolo di Atlantide.
  • Il gioco di ruolo Maghi: il risveglio (2005).
  • In Marvel: La Grande Alleanza (2006), un episodio prevede un viaggio del team in Atlantide, per soccorrere Namor dalle grinfie del ribelle Attuma che ha preso il potere.
  • In God of War: Ghost of Sparta (2010) per PlayStation Portable, il protagonista Kratos si reca ad Atlantide per trovare spiegazione ai sogni premonitori sulla madre scomparsa. Successivamente, uccidendo il mostro Scilla, viene compromesso il meccanismo che tiene a galla il continente, il quale affonda.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Altre isole perdute[modifica | modifica wikitesto]

Francobollo emesso dalle Isole Fær Øer (2004)

Tra le altre ipotetiche terre perdute, le più famose sono le isole di Avalon e Thule, oltre agli ipotetici continenti di Lemuria e di Mu (entrambi "nati" nella seconda metà dell'Ottocento).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Pietro Janni, p. 72, 2004.
  2. ^ a b Nella leggenda raccontata da Platone, Atlante non è rappresentato come il mitologico Titano, figlio di Giapeto e di Climene, che regge sulle sue spalle il mondo intero, bensì come un semidio, figlio di Poseidone e di Clito.
  3. ^ a b R. Fondi, introduzione in Lyon Sprague De Camp. Il mito di Atlantide e dei continenti scomparsi, Fanucci, 1980
  4. ^ L'interpretazione tradizionale, che identifica questo Crizia con il politico leader dei Trenta Tiranni e zio materno di Platone, viene messa in dubbio da recenti studi. Cercando di stabilire l'ipotetica data drammatica del dialogo basandosi sugli anni di nascita e morte dei personaggi citati (Crizia il vecchio, Crizia il giovane, Solone, Dropide), sorgono infatti non poche difficoltà e contraddizioni, che porterebbero a pensare che il Crizia citato qui e nel Timeo non sia il celebre tiranno e sofista, ma un omonimo, più anziano. Cfr. Platone, Timeo, a cura di F. Fronterotta, Milano 2003, p. 16, il quale sua volta cita: W. Welliver, Character, plot and thought in Plato's Timaeus-Critias, Brill, Leiden 1977.
  5. ^ Atlantis—Britannica Online Encyclopedia, Britannica.com. URL consultato il 27 novembre 2010.
  6. ^ Inoltre è stato interpretato che Platone, o qualcuno prima di lui nella catena della tradizione orale o scritta del resoconto, potrebbe avere accidentalmente cambiato le parole molto simili in greco "più grande di" ("meson") e "tra" ("mezon") - J.V. Luce, The End of Atlantis - New Light on an Old Legend, Londra, Thames and Hudson, 1969, p. 224.
  7. ^ Crizia 113. ebook Crizia Platone
  8. ^ Crizia 116a. ebook Crizia Platone
  9. ^ Crizia 113d.
  10. ^ Crizia 116c-116e.
  11. ^ Crizia 119c-120c.
  12. ^ Crizia 120d-121c.
  13. ^ Platone, Tutte le opere, a cura E.V. Maltese, Roma 2009, p. 2293.
  14. ^ Timeo 27d ss.
  15. ^ a b F. Adorno, Introduzione a Platone, Bari 1978, p. 213.
  16. ^ F. Adorno, Introduzione a Platone, Bari 1978, pp. 214-215.
  17. ^ a b c d e Lyon Sprague de Camp, 1980.
  18. ^ Bruno Martinis, M1 Atlantide: mito o realtà, Edizioni Dedalo, 1989, pp. 11-12, ISBN 88-220-0527-9. URL consultato il 24 settembre 2011.
  19. ^ H. G. Nesselrath, pp. 161–171, 2005.
  20. ^ Proclo scrive: "con tutto il rispetto per l'intero racconto di Atlantide, alcuni affermano che è storia vera: questa è l'opinione di Crantore, il primo commentatore di Platone, il quale sostiene che il filosofo venne deriso dai suoi contemporanei per non essere lui l'inventore della Repubblica, essendosi sempre limitato a trascrivere ciò che gli Egiziani avevano scritto sull'argomento... Crantore aggiunge che questo è confermato dai profeti degli Egiziani, i quali affermano che i particolari, così come li ha narrati Platone, sono incisi su alcune colonne che si conservano ancora". Riportato in Alessandro Greco, Atlantide Ritrovata, 2010, p. 16, ISBN 1-4461-7545-6.
  21. ^ Timeo 24a: τὰ γράμματα λαβόντες.
  22. ^ Strabone 2.3.6
  23. ^ H. G. Nesselrath, pp. 1–8, 1998.
  24. ^ Porfirio, Vita di Plotino, 7=35.
  25. ^ Diodoro Siculo, le Amazzoni e Atlantide
  26. ^ Vedi: Danilo Re, Atlantis. Storia dell'Atlantide per scettici, 2013.
  27. ^ Ammiano Marcellino, Res Gestae 15.9
  28. ^ Keith Fitzpatrick-Matthews, Lost Continents: Atlantis, Bad Archaeology, badarchaeology.com. URL consultato il 24 settembre 2011.
  29. ^ "And the writers even offer proofs of these things, pointing out that the Celts who dwell along the ocean venerate the Dioscori above any of the gods, since they have a tradition handed down from ancient times that these gods appeared among them coming from the ocean. Moreover, the country which skirts the ocean bears, they say, not a few names which are derived from the Argonauts and the Dioscori." Diodoro Siculo 4.56.4. Testo da Bibliotheca historica.
  30. ^ "Some say that they [the inhabited regions] begin at the beginning of the western ocean [the Atlantic] and beyond. For in the earliest times [literally: the first days] there was an island in the middle of the ocean. There were scholars there, who isolated themselves in [the pursuit of] philosophy. In their day, that was the [beginning for measuring] the longitude[s] of the inhabited world. Today, it has become [covered by the?] sea, and it is ten degrees into the sea; and they reckon the beginning of longitude from the beginning of the western sea." Selin, Helaine 2000, Astronomy Across Cultures: The History of Non-Western Astronomy, Kluwer Academic Publishers, Netherlands, pg 574. ISBN 0-7923-6363-9
  31. ^ Giuliano Gliozzi, Adamo e il nuovo mondo. La nascita dell'antropologia come ideologia coloniale: dalle genealogie bibliche alle teorie razziali (1500-1700), Firenze, La Nuova Italia, 1977, ISBN 8820442566
  32. ^ Auroux, Sylvain, ed. (2006). History of the Language Sciences: An International Handbook on the Evolution of Language Sciences. Walter de Gruyter, ISBN 3110167352, pp. 1125-1126.
  33. ^ Isaac Newton, 1728.
  34. ^ Ian Graham, Alfred Maudslay and the Maya: a biography, University of Oklahoma Press, 2002, p. 161, ISBN 0-8061-3450-X.
  35. ^ Atlantis: the Antediluvian World in Progetto Gutenberg.
  36. ^ Pietro Janni, p. 101, 2004.
  37. ^ Robinson, Lytle, 1972, Edgar Cayce's Story of the Origin and Destiny of Man, Berkeley Books, New York, pg 51.
  38. ^ Frank Joseph, The Atlantis Encyclopedia, Career Press, 2005, p. 71-74, ISBN 1-56414-795-9.
  39. ^ Sergio Frau, 2002.
  40. ^ Erodoto, Storie, Libro IV, 42. URL consultato il 26 settembre 2011.
  41. ^ Franz Wegener, Il Terzo Reich e il sogno di Atlantide, collana I leoni, Lindau, 2006, ISBN 88-7180-581-X.
  42. ^ Hanns Hörbiger, Glazial-Kosmogonie, 1913.
  43. ^ ISBN 978-88-11-68137-3 Christopher Hale, La crociata di Himmler. La spedizione nazista in Tibet nel 1938, Gli elefanti. Storia, Garzanti, 2009.
  44. ^ J.Annas, Plato: A Very Short Introduction (OUP 2003), p.42 (corsivo non presente nell'originale)
  45. ^ Timeo 25e.
  46. ^ Kenneth L. Feder, Frauds, Myths and Mysteries: Science and Pseudoscience in Archaeology, Mayfield Publishing, 1999, p. 164.
  47. ^ Rudberg G. (1917/2012): Atlantis and Syracuse.
  48. ^ Patroclus Kampanakis, Communication des deux continents par l'Atlantide aux époques préhistoriques (C. r. de la Société de Géographie de Paris, 1892). Citato in Les Civilisations inconnues: mythes ou réalités. Serge Hutin - Serge Hutin - Google Libri
  49. ^ Paul Jordan, op.cit., 2011.
  50. ^ Il Mito di Atlantide
  51. ^ Essay on precolumbian Mexican [Aztec] Codex Boturini by Karl Young
  52. ^ Atlantide secondo Edgar Cayce, Edgar Cayce Italia. URL consultato il 26 settembre 2011.
  53. ^ Allen, Jim (2009). Atlantis: Lost Kingdom of the Andes. ISBN 9780863156977
  54. ^ Marcel Homet, I figli del sole (Les fils du soleil), 1972.
  55. ^ Basata su Friedrich, Walter (2000): Fire in the Sea: Natural History and the Legend of Atlantis, Cambridge: Cambridge University Press. ISBN 0-521-65290-1
  56. ^ Sette tracce di onde anomale di 1600 anni fa in Ulisse, 27 agosto 2004. URL consultato il 24 settembre 2011.
  57. ^ Fabio Truppi, 2004.
  58. ^ Fabrizio Frongia, Le torri di Atlantide: identità e suggestioni preistoriche in Sardegna, Nuoro, Il Maestrale, 2012; Giulio Angioni, Atlantide, poco bene nostro, in Il dito alzato, Palermo, Sellerio, 2012. Cfr. www.colonnedercole.it e R. Vieni su internet
  59. ^ Quante volte è stata scoperta Atlantide?, antikitera.net, 16 novembre 2004. URL consultato il 24 settembre 2011.
  60. ^ J. Gattefossé e C. Roux, Bibliographie l'Atlantide et des questions connexes, 1926; citato in Worlds in Collision - Immanuel Velikovsky - Google Libri
  61. ^ Stelio Calabresi, I misteri di Atlantide, Edicolaweb. URL consultato il 24 settembre 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito si elencano solo alcune opere, a partire da quelle reperibili in italiano o consultabili online.

Testi in italiano
  • Flavio Barbiero (1974/2000). Una civiltà sotto ghiaccio. ISBN 9788842911685 (il primo testo che ipotizza che Atlantide sia da identificarsi con l'Antartide)
  • Charles Berlitz 1976. Il mistero dell'Atlantide (The mystery of Atlantis), Sperling & Kupfer, ISBN 9788878248991; un classico testo dell'archeologia misteriosa
  • Corbato, C. (1953). In Margine Alla Questione Atlantidea - Platone e Cartagine, Archeologia Classica 5 / 1953; 232-237.
  • Marcello Cosci (2007). Dai satelliti le prime immagini della mitica Atlantide, Felici. Una teoria basata sulla fotointerpretazione di immagini satellitari.
  • Gennaro D'Amato (1980/1988). Il processo all'Atlantide di Platone, Genova, Il Basilisco, poi, Genova, I Dioscuri.
  • Lyon Sprague De Camp (1954/1980). Il mito di Atlantide e dei continenti scomparsi (Lost Continents- The Atlantis Theme, 1954), Fanucci, 1980; con una certa dose di ironia e di spirito critico, in questo testo si esaminano tutti i casi di terre "leggendarie", apparse nella vastissima letteratura sull'argomento; con elenchi dei testi classici e delle diverse interpretazioni.
  • Ignatius Donnelly (1882/2005). Platone, l'Atlantide e il Diluvio ( Atlantis: the Antediluvian World in Progetto Gutenberg., 1882), Profondo Rosso Edizioni, 2005, ISBN 8889084456
  • Richard Ellis (1999). Atlantide, Corbaccio. Recente e accurata analisi critica della leggenda di Atlantide.
  • Rand e Rose Flem-Ath (1997). La fine di Atlantide, Edizioni Piemme, ISBN 9788838447860. In questo saggio s'ipotizza, sulla scia di Flavio Barbiero, che Atlantide sia l'Antartide; il testo si basa su teorie sulla dislocazione della crosta terrestre.
  • Sergio Frau (2002). Le Colonne d'Ercole: un'inchiesta, NurNeon. ISBN 9788890074004
  • Pietro Janni (2004). Miti e falsi miti: luoghi comuni, leggende, errori sui greci e sui romani, vol. 55 di Storia e civiltà cap. terzo, pag. 63-110, Dedalo. ISBN 8822005554
  • Paul Jordan (1994/2011). La sindrome di Atlantide (The Atlantis Syndrome, 1994), Newton Compton, collana Saggistica contemporanea tascabili Newton, 2011. Analisi delle varie ipotesi e teorie che si sono accumulate fin dai tempi di Platone, tracciando un quadro di ciò che Atlantide ormai rappresenta.
  • Peter Kolosimo (1957). Il pianeta sconosciuto, Sugarco, Torino. Il punto di vista di uno degli inventori dell'archeologia misteriosa.
  • Peter Kolosimo (1964). Terra senza tempo, Sugarco, Torino.
  • Peter Kolosimo (1972). Astronavi sulla preistoria, Sugarco, Milano.
  • Chiara Lombardi (2006). La sacra isola sotto il sole. Il mito di Atlantide in Platone, Casti, Foscolo, Leopardi, Edizioni Prospettiva, 2006
  • Demetrio Merezkovski (1987). L'Atlantide, Genova, I Dioscuri, 1987
  • Gianfranco Mosconi (2008). Topografia e regime politico nell'Atlantide di Platone: per un'analisi strutturale e semiotica, Lo scudo di Achille - Idee e forme di città nel mondo antico, Laterza, Roma-Bari; 155-195.
  • Gianfranco Mosconi (2009). I peccaminosi frutti di Atlantide – iperalimentazione e corruzione: Rivista di Cultura Classica e Medioevale, anno 51 / no. 2 / 2009; 331-360.
  • Gianfranco Mosconi (2010). I numeri dell'Atlantide: Platone fra esigenze narrative e memorie storiche: Rivista di Cultura Classica e Medioevale, anno 55 / no. 1 / 2010; 331-360.
  • Otto Muck (1976). I segreti di Atlantide (Alles über Atlantis, Econ Verlag GmbH, Düsseldorf-Wien, 1976), SIAD, 1979
  • Ernesto Paleani (a cura di) (2007). Atlantide. Alla ricerca di Atlantide. Dalla descrizione di Platone alle molteplici ipotesi attraverso ricostruzioni cartografiche, geologiche ed archeologiche, atti del convegno, Centro internazionale di studi geocartografici storici (Apecchio, PU), 2007 (su CD-ROM) ISBN 88-7658-149-9
  • Pallottino M. (1952). Atlantide, Archeologia classica 4 / 1952; 229-240.
  • Fabio Truppi (2004). Atlantide tra mito e archeologia, Bardi Roma. ISBN 88-88620-12-5 Nato come tesi di laurea in archeologia, analizza il mito dalle origini alle recenti ipotesi, evidenziando corrispondenze testuali tra Platone e Omero.
  • Pierre Vidal-Naquet (2006). Atlantide. Breve storia di un mito, collana Saggi, Einaudi.
  • Ivar Zapp e George Erikson (2002). Le strade di Atlantide, Edizioni Piemme, 2002.
Testi non in italiano
  • Julia Annas (1982). Plato's Myths of Judgement,Phronesis Vol. 27 No. 2; 119-143.
  • Reinhold Bichler (1986). Athen besiegt Atlantis. Eine Studie über den Ursprung der Staatsutopie, Canopus Vol. 20 No.51 71–88.
  • Wilhelm Brandenstein (1951). Atlantis – Größe und Untergang eines geheimnisvollen Inselreiches, Gerold & Co. Vienna.
  • Luc Brisson (1982/1998). Platon - Les mots et les mythes: Comment et pourquoi Platon nomma le mythe?, Éditions La Découverte, Paris. Inglese 1998: Plato the Myth Maker.
  • Alan Cameron (1983). Crantor and Posidonius on Atlantis, The Classical Quarterly, New Series Vol. 33 No. 1 81-91.
  • Rodney Castleden (2001). Atlantis Destroyed, London, Routledge
  • Edgar Cayce (1968). Edgar Cayce's Atlantis. ISBN 9780876045121
  • Jacques Collina-Girard (2001). L'Atlantide devant le Detroit de Gibraltar? mythe et géologie, Comptes Rendus de l'Académie des Sciences de Paris, Sciences de la Terre et des Planètes, 2001, 333 (2001) 233-240
  • Jacques Collina-Girard (2004). La transgression finiglaciaire, l'archéologie et les textes (exemples de la grotte Cosquer et du mythe de l'Atlantide) in: Human records of recent geological evolution in the Mediterranean Basin-historical and archaeological evidence, CIESM Workshop Monographs, nº 24, Monaco, 2004, pagg. 63-70. (documento pdf)
  • Jacques Collina-Girard (2009).-L'Atlantide retrouvée ? Enquête scientifique autour d'un mythe. 221 pages, Editions Belin. Pour la Science.Collection Regard, ISBN 978-2-7011-4608-9
  • Richard Ellis (1998). Imaging Atlantis, New York: Knopf. ISBN 0-679-44602-8
  • Ulf Erlingsson (2004). Atlantis from a Geographer's Perspective: Mapping the Fairy Land, Miami: Lindorm. ISBN 0-9755946-0-5
  • Rose Flem-Ath, C. Wilson (2001). The Atlantis Blueprint: Unlocking the Ancient Mysteries of a Long-Lost Civilization, Delacorte Press
  • Phyllis Young Forsyth (1980). Atlantis - The Making of Myth, McGill-Queen's University Press.
  • Thorwald C. Franke (2006). Mit Herodot auf den Spuren von Atlantis - Könnte Atlantis doch ein realer Ort gewesen sein?, Bod Norderstedt.
  • Thorwald C. Franke (2010/2012). Aristotle and Atlantis - What did the philosopher really think about Plato's island empire?, Bod Norderstedt. Tedesco 2010.
  • Christopher Gill (1976). The origin of the Atlantis myth, Trivium Vol. 11. 8-9.
  • J. S. Gordon (2008). The Rise and Fall of Atlantis: and the mysterious origins of human civilization, Watkins Publishing, London. ISBN 978-1-905857-24-1
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