Lara Croft

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Lara Croft
Immagine dal primo trailer di Tomb Raider: Anniversary
Immagine dal primo trailer di Tomb Raider: Anniversary
Lingua orig. Inglese
Autore Toby Gard
1ª app. in Tomb Raider
Interpretato da Angelina Jolie
Voci orig.
Voci italiane
Specie Umano
Sesso Femminile
Etnia Caucasica
Luogo di nascita Inghilterra
Data di nascita 14 febbraio 1968 (tuttavia, si sta prendendo in considerazione di rinnovare la serie e pertanto, i dati anagrafici del personaggio potrebbero essere modificati)
Abilità
  • Ginnastica
  • Eccezionali riflessi
  • Ottima escapologa
  • Esperta in campo tecnologico
  • Abilità nel combattimento all'arma bianca
  • Abilità nel combattimento con le armi da fuoco
  • Abilità nel combattimento corpo a corpo
Parenti
  • Henshingly Croft (padre; Universo Core Design)
  • Richard James Croft (padre; Universo trilogia e reboot Crystal Dynamics; deceduto)
  • Amelia De Mornay Croft (madre; Universo trilogia Crystal Dynamics; deceduta)
  • Errol Croft (zio; Universo trilogia Crystal Dynamics)
  • Reginald Joseph Croft (nonno; Universo trilogia Crystal Dynamics; deceduto)

Lara Croft è un personaggio immaginario, protagonista della serie di videogiochi Tomb Raider, da cui sono stati tratti film e fumetti.

Nel 2006 le fu assegnata una stella nella "Walk of Game", e fu inserita anche nel "Guinness World Record" come "L'eroina dei videogame più famosa al mondo".

In Inghilterra, il tratto di circonvallazione interna tra Osmaston Road e Burton Road a Derby, è stato chiamato "Lara Croft Way". La cittadina inglese di Derby, in cui è situata la via, è stata sede della Core Design, software house che creò i primi capitoli della serie Tomb Raider. Secondo un sondaggio online, nel 2009, ben l'89% dei votanti era favorevole a dare alla via il nome della famosa eroina videoludica.

Storie e universi paralleli[modifica | modifica sorgente]

Nel corso degli anni la saga ha spesso cambiato casa sviluppatrice e ha pertanto subito diverse rivisitazioni, che hanno spesso portato a una radicale riscrittura della trama generando una sorta di universi paralleli dedicati all'archeologa virtuale, sui quali sono state create tre differenti versioni della sua biografia.

Esistono ben quattro universi paralleli, ciascuno dei quali narra una storia diversa sulla protagonista.

Storia dell'universo Core Design[modifica | modifica sorgente]

Biografia

Lara Croft nasce in Inghilterra il 14 febbraio 1968. Sin dall'età di tre anni, Lara riceve un'istruzione privata dentro le mura di casa, seguita da un precettore, e a undici frequenta l'istituto femminile di Wimbledon.

All'età di sedici anni, a Gordonstoun, Lara nota una copia del National Geographic con un rispettabile archeologo in prima pagina: Werner Von Croy, il quale teneva anche delle conferenze nella scuola di Lara. L'interesse di Lara verso l'archeologia sorprende Von Croy al punto che decide di fare un'escursione con lei in Cambogia. Il padre di Lara non era molto propenso a spedirla in quei luoghi, ma alla fine decide di accettare e scrive una lettera all'archeologo, sotto insistenza dalla giovane ragazza. La spedizione, purtroppo, si conclude con un tragico incidente che coinvolge Von Croy, che rimane zoppo.

All'età di ventun'anni, Lara ha un incidente aereo sulle montagne dell'Himalaya, che la vede costretta a sopravvivere alle più ostili condizioni, per poi giungere due settimane dopo nel villaggio di Tokakeriby. La sua esperienza la trasforma radicalmente, divenendo la rinomata archeologa avventuriera attualmente conosciuta.

Negli otto anni seguenti, Lara inizia a girare il mondo, e acquisisce una conoscenza da autodidatta sulle antiche civiltà intorno ad esso. La sua famiglia, però, essendo contraria al suo nuovo stile di vita, la disereda, sperando invano che Lara tornasse sotto il talamo familiare e sposasse un aristocratico suo coetaneo, il conte di Farrington. Lara continua a scrivere per finanziare i suoi viaggi, ma non mostra il minimo interesse nel ricoprire e svolgere il suo rango di aristocratica.

Ella diviene famosa per aver scoperto diversi siti archeologici di profondo interesse e conosciuta per aver sconfitto un vero e proprio Bigfoot nel Nord America, si costruisce da sola la propria fama pubblicando libri di viaggio e dettagliate riviste sulle sue spedizioni.

Capitoli

Storia dell'universo Crystal Dynamics[modifica | modifica sorgente]

Biografia

Lara Croft è una Contessa inglese di undicesima generazione. Alla famiglia Croft sono stati concessi sia il titolo che i diritti delle immaginarie Abbingdon e Surrey, dal Re Edoardo VI nel 1547. Le tenute Croft sono composte da tre differenti manieri, due dei quali sono mantenuti dal National Trust; il terzo è la casa di Lady Lara Croft.

Ella è un'aristocratica molto riservata che a dispetto di molti esponenti del suo ceto sociale, non ha nulla a che fare con la vita mondana, ed è spesso al centro di intensi dibattiti sia sul campo scientifico che politico, inclusa la stampa popolare. Idealizzata e disprezzata in egual misura, i viaggi intrapresi dalla donna sono oggetto d'interesse da parte del pubblico.

Lara Croft nasce a Buckinghamshire nel 1968 presso il Surrey's Parkside Hospital, ed è la figlia unigenita dell'archeologo Lord Richard James Croft, il conte di Abbingdon, e della contessa Amelia De Mornay. Tra i tre e sei anni frequenta un collegio femminile, dove si osservano subito le doti della bambina.

A nove anni, Lara viene coinvolta in un incidente aereo nell'Himalaya, durante il quale sua madre scompare in circostanze misteriose. La bambina rimane nel luogo per dieci giorni attraversando i monti dell'Himalaya, considerati tra i più ostili ambienti del pianeta. Giunta a Katmandu, Lara arriva presso una locanda dove contatta il padre e lo informa dell'accaduto. Nei sei anni seguenti, Lara segue suo padre viaggiando intorno al mondo da uno scavo archeologico a un altro. Durante questo periodo, apprende in prima persona il mestiere dell'archeologo.

All'età di diciassette anni, anche Richard scompare durante una spedizione in Thailandia. Ricerche più estese sia dalle autorità che da Lara stessa ritrovano resti umani che tuttavia non potevano essere identificati. Dal momento che il corpo di Lord Croft non viene mai ufficialmente ritrovato, Lara non poteva ereditare il titolo Croft direttamente, e divenuta maggiorenne, la ragazza disputa una battaglia legale contro lo zio paterno, Errol Croft, sul controllo delle tenute di Abbingdon.

Alla fine, Lara vince la causa e prende possesso della sua eredità, che la porta tuttavia ad essere ufficiosamente estraniata dai restanti parenti prossimi della sua famiglia paterna, ma la cosa non sembra preoccupare Lara, che può finalmente condurre una vita libera ed indipendente. Negli anni a seguire, Lara organizza numerose spedizioni.

Riguardo ai numerosi viaggi della giovane contessa sono state scritte numerose biografie e libri, alla quale attribuiscono delle folli e fantastiche prodezze alle sue gesta, che vanno dalla scoperta di dinosauri viventi nel Congo all'infiltrarsi nell'Area 51 nel Nevada. La versione ufficiale dalla tenuta Croft su queste opere è stata semplicemente la seguente: "...questi libri sono delle totali sciocchezze: sono degli sgraziati trash, racconti di totale finzione."

Capitoli

Storia dell'universo dello spin-off Lara Croft[modifica | modifica sorgente]

In quest'universo si sa ben poco su di Lara. È uscito un solo capitolo videoludico, non è stata pubblicata alcuna biografia e non è chiaro quindi se sia da considerarsi una saga a sé stante o un seguito di uno degli episodi degli universi Core Design o Crystal Dynamics. Si sa solo che è un'archeologa-avventuriera che affianca l'antico guerriero azteco Totec per impedire al mostro Xolotl di dominare il mondo.

Capitoli

Storia dell'universo Crystal Dynamics e Square Enix[modifica | modifica sorgente]

In questa nuova storia, Crystal Dynamics opera un riavvio (reboot) della celebre saga con l'intento di mostrare le avventure di Lara prima che lei si trasformi nell'invincibile eroina sempre mostrata.

La nuova Lara è quindi una ragazza più giovane, ancora dubbiosa ed inesperta, con una grande passione per l'ignoto ed il mistero, che la spingono a cercare delle spiegazioni razionali su ogni cosa. Estremamente affascinata dal mondo dell'archeologia, la ragazza decide di andar oltre le semplici fantasie e di concretizzare il suo segno nel mondo dell'archeologia.

Come nelle precedenti biografie, dovrà spesso far fronte alla fama dei suoi genitori, e al suo titolo nobiliare, verso il quale la ragazza ha degli obblighi. Lara sogna sì di affermarsi, ma vuole dedicarsi alla sua passione nel mondo che le è più congeniale. A tal fine, Lara respinge l'invito di prescrizione inviatole da Cambridge e s'iscrive ad un'università meno prestigiosa per immergersi in una esperienze di vita più essenziale e meno agiata. Tale esperienza accresce interiormente la ragazza, molto di più di quanto lo sarebbe stata se avesse percorso il più agevole e proficuo itinerario scolastico scelto dai genitori, oltre che a rafforzare il forte senso già instillatole di impegno personale.

Compiuti ventuno anni, Lara finisce gli studi universitari e s'imbarca sulla nave di salvataggio Endurance, capitanata da Conrad Roth, un ex-soldato della marina britannica noto per la sua propensione ad interpretare a proprio favore, o anche violare, la legge pur di intraprendere le sue spedizioni ed accaparrarsi le rarità su cui ha posato gli occhi.

Lara si integra presto e bene con la maggior parte della ciurma, e la posizione di ragazza più giovane ed inesperta le fa guadagnare l'affetto, ricambiato, di più di una persona. Questa prima avventura, il cui oggetto è la ricerca del reame perduto degli Yamatai - guidato dalla leggendaria regina Himiko - doveva essere un momento determinante nella nascente carriera di Lara, un'occasione per la ragazza di lasciare il proprio segno con una scoperta memorabile. Tuttavia, prima di giungere fino alle coste giapponesi, la spedizione viene bruscamente portata fuori rotta da una violenta tempesta che spezza letteralmente in due la Endurance, lasciando la giovane Croft, impreparata ad un simile evento, alla deriva di un'isola all'interno del Triangolo del Drago, una misteriosa regione situata agli antipodi del Triangolo delle Bermuda. Lara si ritrova inevitabilmente ad affrontare situazioni estreme, così come a dover maturare forzatamente ed in fretta per fronteggiare al meglio quelle avversità che più di una volta la opprimeranno fisicamente e psicologicamente.

Capitoli

Dai bozzetti del 1995 alla Lara Croft di oggi[modifica | modifica sorgente]

Core Design ed Eidos Interactive, nel 1995, avevano bisogno di creare un videogame tutto nuovo con un personaggio ben distante dallo stereotipo del "macho" tipico di quel periodo. Toby Gard ideò allora per la prima volta una protagonista femminile, un'archeologa armata di due pistole, dall'aspetto accattivante caratterizzato da una lunga treccia ed un body in lycra color verde acqua. Il nome originale era Laura Cruz, poi modificato in Lara Croft.

Il fisico maggiorato di Lara fu un errore del disegnatore, che aumentò del 150% il volume del seno del personaggio. Il team di sviluppo però, vedendo il bozzetto, rimase positivamente impressionati dalle nuove misure, tanto che esse diventarono quelle definitive. Esse però a partire dal titolo Legend, saranno rese meno prorompenti e più umane.

Quando uscì, il primo videogioco della serie fece scalpore. Del tutto imprevedibile fu l'abbandono di Toby Gard dal progetto subito dopo l'uscita del primo episodio. L'apice della serie si ebbe con il terzo episodio, dal quarto in poi le vendite iniziarono a calare, mantenendosi comunque alte.

Il crollo si ebbe con l'uscita del sesto episodio (Tomb Raider: The Angel of Darkness, 2003) che deluse le aspettative di molti giocatori. Secondo il documentario della GameTap (contenuto nel DvD extra del videogame Tomb Raider: Anniversary), Core Design cominciava ad essere stanca di produrre videogiochi sempre nuovi di Lara Croft sin da Tomb Raider III, perché ciò comportava uno stressante ed incessante impegno dei team creativi, mentre i fan diventavano sempre più esigenti. Infatti era stato deciso di farla morire definitivamente in Tomb Raider: The Last Revelation (quarto episodio), ma Eidos li costrinse a continuare, nonostante tutto. Nel quinto episodio il logorio creativo si avverte pesantemente, e durante la produzione del sesto (The angel of Darkness) non vennero rispettate le scadenze. Il crollo finanziario e l'atteggiamento degli sviluppatori portarono Eidos Interactive ad affidare il marchio di Tomb Raider alla Crystal Dynamics, già ideatori delle due saghe parallele di Legacy of Kain e di molti altri videogiochi, licenziando definitivamente la Core Design da ogni progetto.

Il recente Tomb Raider: Legend (2006) vede il ritorno di Toby Gard nel team di sviluppo dell'ultima avventura videoludica di Lara Croft.

Per celebrare, poi, il decimo anniversario di Tomb Raider, la Crystal Dynamics ha realizzato un remake del primo episodio della saga, sotto il nome di Tomb Raider: Anniversary, uscito in tutta Europa il 1º giugno 2007. Il nuovo capitolo, Tomb Raider: Underworld, è uscito il 18 novembre 2008 in America e il 21 dello stesso mese in Europa.[1] Per testimonial del nuovo capitolo è stata scelta la ex ginnasta professionista Alison Carroll.

Verso la fine dell'estate del 2009 hanno iniziato a girare per il web immagini di un nuovo capitolo della saga, che vede una più giovane Lara impegnata a combattere contro una sorta di non morti, che sempre stando ad alcune dicerie sul network, il gioco dovrebbe essere ambientato in una remota regione del Giappone. Tuttavia, la Crystal Dynamics non ha ne confermato o smentito nulla al riguardo, ma si parla comunque della partecipazione di Toby Gard al progetto.

Nella fine del 2010 sono state svelate ulteriori notizie al riguardo, ed è stato reso ufficiale che il brand di Tomb Raider subirà un secondo reboot (riavvio della saga), e che il progetto passerà ad un'altra casa produttrice, la Square Enix, già famosa per la saga videoludica di successo Final Fantasy, che mira, a differenza della Crystal Dynamics, a dare svolta decisamente più tetra e cupa alla saga.

Successo e riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Sin dal 1996, Tomb Raider fece subito successo in tutto il mondo già il primo giorno di vendita; il successo della serie non è dovuto solamente al forte senso di avventura e di azione, ma grazie anche alle fattezze della protagonista.

Dal 1996 ad oggi Tomb Raider ha sempre suscitato curiosità nei confronti dei media, anche al di fuori di riviste di console e pc, ma soprattutto quando la rivista "The Face" (gossip & moda) mise in copertina Lara Croft.

Insomma si è creato un intero brand intorno a Tomb Raider & Lara Croft, anche quando Visa & Lucozade (che poi cambiò in Larazade), usarono il volto di Lara Croft per pubblicizzare Carte di Credito & Bevande. Anche gli U2 si interessarono a Lara e commissionarono a Eidos del materiale esclusivo da proiettare sui maxischermi durante il loro PopMart Tour.

Fino ad oggi, Lara Croft è la protagonista assoluta dei videogame e soprattutto del franchise.

Inoltre nel 2006 il Guinness dei primati ha riconosciuto Lara Croft come "l'eroina dei videogiochi più famosa del mondo".[2]

Elenco dei videogames[modifica | modifica sorgente]

Spin-off[modifica | modifica sorgente]

Informazioni di base[modifica | modifica sorgente]

Qui di seguito, l'elenco dei videogiochi rilasciati sinora con abbinata la descrizione della trama.

Tomb Raider[modifica | modifica sorgente]

Lara intraprende la sua prima grande avventura nel 1996, quando la proprietaria di un'importante società industriale, Jacqueline Natla, incarica Lara di ritrovare lo Scion, un artefatto che pare avere un nesso con il leggendario regno di Atlantide. Lara abbandona le sue ricerche in Himalaya e si reca in Perù, dove secondo alcune indagini sarebbe situata, tra le montagne, la tomba del Qualopec (primo regnante di Atlantide), nella quale è custodito lo Scion. Quando lo recupera, Lara si imbatte in Larson, subordinato di Natla, che cerca di ucciderla nel tentativo di sottrarle l'artefatto. Lara lo neutralizza e si accorge del doppio gioco della donna. Si infiltra nel suo ufficio, dove trova un manoscritto medievale e, esaminandolo, apprende di avere solo una parte dello Scion e che il secondo pezzo era stato sepolto nelle fondamenta del monastero di St. Francis Folly, in Grecia.

Giunta sul luogo, Lara capisce di non essere sola. Questa volta a farle compagnia c'è Pierre Dupont, un archeologo rivale francese in cerca dell'artefatto, anch'egli al soldo di Natla. Raggiunto il mausoleo di Tihocan (secondo regnante), Lara apre il sarcofago ma lo trova vuoto. Appare Pierre che, in possesso del secondo pezzo, cerca di prendere quello che ha Lara. Tra i due avviene una colluttazione, Pierre cerca di scappare ma all'uscita del mausoleo trova due centauri di pietra animati che senza battere ciglio lo uccidono brutalmente. Lara si ritrova a fronteggiarli e, una volta sconfitti, congiunge i due pezzi dello Scion. In seguito alla ricongiunzione dei pezzi Lara ha una sorta di sogno nella quale appare la valle dei re, il luogo in cui si trova il terzo pezzo. Seguendo questo indizio Lara si reca dunque in Egitto.

Giunge nel tempio di Khamoon nel quale trova il terzo pezzo dello Scion. La ricongiunzione di tutti e tre i pezzi scaturisce un'altra visione, nel quale Lara vede il dio Tihocan condannare all'eterno imprigionamento la terza regnante di Atlantide, Natla, per avere mutilato il figlio Qualopec ed aver cercato, attraverso l'utilizzo delle armate atlantidee, di sopraffare gli altri dei e far nascere una nuova era. Quando Lara rinviene dalla visione, viene derubata dello Scion da Natla stessa, che lascia ai suoi subordinati, Kold e Kid, il compito di ucciderla. Lara scappa e li pedina furtivamente fino ad un'imbarcazione, entro cui si infiltra. Lo yacht attracca su quella che e conosciuta come "L'isola perduta" (sulla quale Natla ha organizzato una spedizione), che custodisce all'interno di un vulcano le rovine di una piramide atlantidea. Lara si imbatte nuovamente in Larson e avviene uno scontro a fuoco nel quale Lara ha la meglio e lo uccide. Avviene un secondo scontro con Kold e Kid che termina con la morte dei due.

Appena Lara è quasi arrivata sulla cima incontra un'alter ego (creato probabilmente da Natla) che ripete le sue stesse mosse. Lara attiva una leva che apre un meccanismo dove c'è la lava dunque l'alter ego cade proprio lì e affonda nelle fiamme, mentre Lara raggiunge una sala dove è stato messo lo Scion. Giunta lì Lara dà un'occhiata al bulbo sotto la sporgenza e lì incontra Natla che cerca di convincerla ad aiutarla nel suo progetto. Però Lara rifiuta distruggendo lo Scion e facendo cascare la dea nella lava. Mentre Lara pensa che sia morta uccide il torso che è uscito dal bulbo e si prepara a fuggire perché senza il potere dello Scion la piramide esploderà. Lara raggiunge una stanza ed ha una sorpresa: ritrova Natla tramutatasi in una creatura avvolta dalle fiamme. Lara cerca di uccidere la dea immortale e ci riesce, stordendola, e riesce a fuggire dall'isola che esplode.

In Tomb Raider Unfinished Business, Lara ritornerà in Egitto per scoprire il segreto della Dea Gatto Bastet e tornerà ad Atlantide per distruggere un alveare che potrebbe infestare il mondo.

Tomb Raider II[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997, Lara si mette sulle tracce del Pugnale di Xian, e si reca in Cina, presso la Grande Muraglia. Giunta in una sorta di tempio nascosto in una montagna, Lara si imbatte in alcuni uomini armati che l'attaccano a vista. Lara estrae le sue pistole senza battere ciglio e si difende dall'attacco, poi chiede all'unico sopravvissuto cosa essi vogliano da lei. L'uomo spiega di essere al servizio del boss mafioso Marco Bartoli, anch'egli in cerca del pugnale, e detto ciò l'uomo ingerisce del veleno e muore.

Lara decide quindi di incontrare di persona Bartoli e parte per Venezia, dove l'uomo si è rifugiato. Presso un teatro abbandonato, luogo in cui si nasconde Bartoli, Lara ha modo di trovare le informazioni circa gli spostamenti dell'uomo nelle sue ricerche sul Pugnale, secondo le quali il manufatto si trova nel relitto di una nave, situato nel mezzo del Mare Adriatico.

Lara si infiltra quindi in un aereo diretto nel luogo, ma viene scoperta e stordita dagli uomini di Bartoli. Quando si sveglia, Lara si accorge di essere disarmata ed imprigionata nell'impianto Offshore, una petroliera di proprietà del mafioso situata in mare aperto. Liberatasi dalla sua prigione e recuperato il suo equipaggiamento, Lara esplora l'impianto e vi trova un monaco anch'egli imprigionato, che le rivela alcune cose sull'artefatto che cerca, ma poco prima che possa dargli ulteriori indicazioni, sopraggiunge Bartoli, che uccide il monaco, e costringe Lara alla fuga in un piccolo sottomarino, con il quale si reca in profondità nei mari del luogo, dove trova il relitto della nave delle ricerche di Bartoli, il relitto della Maria Doria, affondata decenni addietro. Lara vi trova il Serafo, un manufatto che consente l'accesso alla camera che custodisce il Talion, che è la chiave per aprire il meccanismo del Pugnale di Xian.

Lara attraversa le pendici del Tibet e giunge presso il monastero dei Barkhang, che da secoli proteggono il Talion. Una volta ottenuta la chiave, Lara ritorna in Cina, grazie al Talion riesce ad estrarre il pugnale, ma il pavimento sotto di lei collassa facendola scivolare nelle catacombe della Muraglia. Ritornata in superficie, Lara affronta Bartoli, tramutatosi in un dragone dopo essersi trafitto con il Pugnale. Lara approfitta di un suo momento di debolezza per estrarglielo dal petto e lo uccide. Ritornata a casa, Lara riceve una visita inaspettata da parte dei membri superstiti del clan Bartoli e li uccide uno ad uno a colpi di fucile.

Sempre nello stesso anno, Lara si dirige in Alaska in cerca della Maschera di Turnasuk, che secondo una leggenda è dotata di poteri rigeneratori (Tomb Raider 2 Gold, un'edizione speciale del gioco in esclusiva per pc, con cinque livelli bonus). Anche questa volta gli imprevisti non mancano e l'archeologa si ritrova a fare i conti con dei mercenari anch'essi interessati alla reliquia. La caccia alla Maschera è incalzante e trascina Lara dalle fondamenta di alcune miniere russe fino alla città di Las Vegas, dove infine la ottiene.

Tomb Raider III: Adventures of Lara Croft[modifica | modifica sorgente]

Nel 1998 uno scienziato scozzese, Mark Willard, raggiunge Lara in India e le propone di aiutarlo a cercare gli altri artefatti simili a quello che lei ha appena trovato, la pietra Infada. La sua prima meta è un atollo sconosciuto dell'Oceano Pacifico, dove trova ciò che resta di una squadra di mercenari ed ottiene, dopo aver sconfitto uno stregone di nome Puna, il Pugnale Ora.

Si reca allora in Inghilterra, in cerca dell'Occhio di Iside, in possesso di una spietata donna d'affari, Sophia Leigh, che provvede a impegnare Lara con alcuni dei suoi sicari. Per i bassifondi della città, Lara conosce dei reietti che vivono nelle fogne, auto proclamatisi "I Dannati". Il loro capo, spiega a Lara che essi erano una volta dei dipendenti della multinazionale della signora Leigh, sottoposti ad esperimenti illegali ed infine gettati nelle fogne, dopo essere stati dati per morti. Lara viene aiutata dai Dannati, in cambio di un piccolo favore, e raggiunge così l'ufficio di Leigh, con la quale cerca di contrattare per l'artefatto, ma invano e tra le due inizia uno scontro mortale. Lara ha la meglio ed ottiene l'artefatto.

Prosegue il suo viaggio nel Nevada, dove nella base militare dell'Area 51, sono in corso delle ricerche sul terzo artefatto ambito da Lara, chiamato dagli scienziati l'"Elemento 115". Servendosi di un quad, Lara riesce a superare la barriera elettrificata che confina la base, ma il brusco impatto con il suolo la fa cadere dal veicolo e perde i sensi. Dei militari che passano da quelle parti la trovano, e convinti che si tratti di una terrorista (visto che è armata), la portano in un centro di reclusione annesso alla base. Lara si risveglia in una cella dalla quale esce con uno stratagemma, recupera le sue armi e, furtivamente, scappa dalla prigione. Va allora verso i laboratori, dove all'interno di una sottospecie di Ufo trova l'artefatto.

Si reca allora nell'Antartide, dove un fenomeno misterioso trasforma alcuni ricercatori in mutanti dall'alito tossico. Lara raggiunge la baita nel quale alloggia Willard, che improvvisamente l'attacca e le sottrae la valigia contenente gli artefatti, poi scappa. Senza perdere un istante, Lara lo insegue e lo raggiunge nelle viscere di un cratere, dove grazie agli artefatti, Willard si trasforma in un gigantesco mostro. Lara lo affronta e lo sconfigge, mentre recupera uno ad uno gli artefatti, risale in superficie e fugge a bordo di un elicottero.

Viene poi a conoscenza dell'esistenza di un quinto artefatto, la Mano di Rathmore e si infiltra del castello del defunto Willard in Scozia, per ricavare delle informazioni (Tomb Raider 3 The Lost artifact, altra edizione speciale in esclusiva per pc). Segue una pista che la porta in alcune catacombe a Parigi, dove con sua sorpresa trova la signora Leigh con cui ha un'altra lotta, per poi recuperare l'artefatto.

Tomb Raider: The Last Revelation[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 Lara parte per l'Egitto dove aveva appena scoperto il presunto luogo di sepoltura del dio egizio Seth. Giunta in una camera mortuaria situata all'interno di una sfinge, Lara trova un sarcofago con le sembianze del dio, dal quale estrae l'Amuleto di Horus. Nell'istante seguente del liquame rosso fuoriesce dal sarcofago e scorre lungo dei solchi. Lara apprende soltanto poco tempo dopo di aver commesso un grave errore: estraendo l'Amuleto dal sarcofago, che fungeva da talismano protettivo, aveva liberato Seth dal suo sonno eterno, scatenando così una sorta di apocalisse sulla Terra.

Scopre successivamente che l'unico modo per fermarlo è quello di assemblare l'armatura di Horus, sparsa per le varie parti di Egitto, ed invocarlo per far sì che egli combatta Seth e lo riconfini nell'aldilà. Per Lara inizia dunque una disperata corsa contro il tempo alla ricerca dei pezzi dell'armatura. Ma ad ostacolarla è il suo ex mentore Von Croy, anch'egli alla ricerca del manufatto in possesso di Lara, che posseduto dal dio malefico la pedina scagliandole contro i suoi mercenari.

Lara stringe i denti e uno ad uno recupera tutti i pezzi dell'armatura, poi si dirige verso una piramide dove dovrà effettuare il rituale d'invocazione. Giunta sul luogo, Lara riassembla l'armatura e posiziona l'Amuleto. Poco prima che lei riesca ad invocare il dio arriva Seth, che manda in frantumi l'armatura e getta l'Amuleto nell'acqua. Lara tempestivamente si tuffa e lo recupera e non potendo affrontare Seth in quanto egli è un dio e dunque immortale, fugge. Arriva verso un cancello che reca una cavità della sagoma dell'Amuleto, e avvalendosi di esso riesce ad imprigionare Seth nella piramide. Scatta dopo un paio di secondi una sorta di meccanismo di auto distruzione della piramide e Lara affretta il passo.

Stanca e stremata, Lara si dirige verso l'uscita, ma in prossimità della soglia il pavimento cede ai suoi piedi e per non precipitare si aggrappa a una sporgenza. All'esterno della piramide appare Von Croy che le tende la mano per afferrarla ma Lara, convinta che sia ancora posseduto da Seth, rifiuta il suo aiuto e, ormai senza più forze, lascia la presa e precipita nel vuoto. Von Croy, sentendosi responsabile dell'accaduto, avvia delle ricerche sul luogo nel tentativo di liberarla o, eventualmente, ritrovarne il corpo.

Tomb Raider: Chronicles - La leggenda di Lara Croft[modifica | modifica sorgente]

A una settimana dalla scomparsa di Lara, nella sua residenza si tiene un ricevimento funerario in onore dell'archeologa, data ormai definitivamente per morta. All'esterno della magione viene persino installato un monumento commemorativo che la raffigura. Al ricevimento prendono parte alcuni degli amici più intimi di Lara, tra i quali il prete Dunstan e Charles Kane che, riuniti da Winston, iniziano a discorrere sulle imprese compiute dalla donna.

Il primo racconto inizia da Kane, che parla di una delle prime imprese della donna, la ricerca della Pietra Filosofale, nella quale Lara viene braccata per le strade di Roma dai suoi soliti acerrimi rivali, i predoni Larson e Dupont, anche essi interessati al manufatto. Seguono poi gli altri aneddoti.

Un secondo di Kane, che assisté Lara durante l'inseguimento del boss mafioso russo Sergei Mikahilov, e del ammiraglio Yarofev, diretti presso un'imprecisata meta nelle profondità del Oceano Atlantico alla ricerca del relitto di un sottomarino tedesco risalente alla seconda guerra mondiale, dove vi è un particolare artefatto conosciuto come Lancia del Destino.

Quello di Padre Dunstan, che diretto presso il villaggio abbandonato di un'isola della costa irlandese per compiere un esorcismo, si ritrovò come "assistente clandestina" una diciassettenne Lara, da poco rimasta orfana e temporaneamente residente insieme a Winston.

Infine, quello di Winston, che narra dell'incursione di Lara presso il grattacielo della corporazione di Von Croy, per sottrargli l'artefatto Iride, che era già stato anni addietro motivo di astio tra i due.

Nel frattempo, in Egitto, Von Croy rinviene dalle macerie lo zaino di Lara.

Tomb Raider: The Angel of Darkness[modifica | modifica sorgente]

Sebbene ancora oggi non sia ancora chiaro il come, Lara sopravvive all'incidente in Egitto e nel 2003 si reca a Parigi dove riluttante accetta un appuntamento da parte di Von Croy, che disperato la supplica di raggiungerlo. Tra i due avviene un'accesa discussione e subito dopo, nella confusione si sente un colpo di pistola. Lara si accorge che il suo ex mentore giace al suolo in un lago di sangue e subito dopo riecheggia l'altoparlante di un elicottero che la invita a uscire allo scoperto.

Lara, braccata dalle autorità francesi, è costretta a fuggire, e sulle istruzioni lasciategli da Von Croy prima della sua morte si reca da un'amica dell'uomo, Margot Carvier, curatrice del Museo del Louvre che, nonostante la sua diffidenza nei confronti di Lara, le dà il diario di Von Croy su istruzione di quest'ultimo stesso, che le aveva lasciato questo compito nel caso gli fosse accaduto qualcosa.

Leggendo il diario Lara apprende di un complotto di natura esoterica da parte di una misteriosa setta di alchimisti, l'ordine dei Cabal, che attraverso dei dipinti mistici, i dipinti Obscura, intendono far risorgere i nephilim, creature per metà umane e per metà angeliche, ma in questo caso malvagie.

Costretta a mantenere un basso profilo in quanto è ricercata dalla polizia, Lara si aggira per i ghetti parigini in cerca di informazioni. Si imbatte nel mafioso Louis Bouchard che gli spiega di un susseguirsi di strani avvenimenti che negli ultimi tempi hanno portato alla morte di diverse persone. A Lara non rimane che recarsi al Louvre e attingere informazioni dagli studi di madame Carvier, anch'essa morta di recente in circostanze misteriose.

Viene a conoscenza dell'esecuzione di alcuni scavi archeologici che si svolgono in prossimità del museo, che sembrano avere un nesso con le tavole, e si reca sul posto. Rinviene da questi scavi uno dei dipinti e seguendo alcuni indizi si dirige a Praga.

Qui Lara conosce il misterioso Kurtis Trent, membro della setta Lux Veritatis, nemici giurati dell'ordine dei Cabal, e, a seguire, diversi membri di quest'ultima che cercano di ostacolare i due. Tuttavia alla fine, onde porre un fine alle loro azioni, non le resta che eliminare il loro leader, Pieter Van Eckhardt. Dopo un duro scontro con questi, Eckhardt viene definitivamente eliminato da Joachim Karel, suo braccio destro. Karel inizia una conversazione con Lara, rivelando la sua vera natura: egli è l'ultimo superstite della razza dei Nephilim ed è stato lui stesso ad uccidere Werner, sotto le sembianze di Eckhardt, controllandolo segretamente per far rivivere la propria razza. Karel, infine, propone a Lara di far parte del suo progetto, la quale rifiuta prontamente per poi iniziare una dura battaglia con il Nephilim. Lara esce vincitrice dallo scontro e riesce anche ad eliminare il Dormiente, il Nephilim che il Cabal voleva far tornare in vita.

Dopo essere riuscita in questa impresa, Lara torna indietro a controllare lo stato di Kurtis, impegnato nella lotta contro il mostro Boaz, ma rinviene solamente il Chirugai, la sua speciale arma, in una pozza di sangue. Raccogliendolo, lo strano congegno si attiva, e Lara si incammina verso la zona che indica.

Tomb Raider: Legend[modifica | modifica sorgente]

Lara inizia ad interessarsi al mito di Re Artù relativo alla leggendaria lama Excalibur, e si reca in Bolivia, presso delle misteriose rovine di un tempio. Ad attenderla ci sono dei mercenari, che a quanto pare sono incaricati di eliminarla. Lara si fa strada verso il tempio a colpi di pistola. Nel tempio sono presenti le stesse iscrizioni rinvenute diversi anni prima durante una spedizione in Perù, e, raggiunto un misterioso altare a lei familiare, trova James W. Ruthland, il mandante della sua eliminazione che lei conosce di fama. Fallito l'intento di eliminarla, l'uomo fugge a bordo del suo elicottero. Rutland accenna ad Amanda Evert, che Lara credeva e ancora crede morta nella tragedia di Paraìso. Lara capisce dunque di non essere l'unica persona interessata a trovare la spada, e decide di proseguire le sue ricerche con più cautela. Si dà appuntamento con Anya Imanu, sua amica dai tempi dell'università e si dirige a Paraiso.

Anche qui la donna trova un particolare "comitato di accoglienza" sempre al soldo di Rutland, che la tiene impegnata per diverso tempo. Liberatasi dei mercenari, Lara raggiunge quel che rimane del sito archeologico nel quale molti anni addietro, alcuni dei suoi amici avevano trovato la morte, e vi si addentra. All'interno di esse, scopre con sua grande sorpresa che non vi è alcuna traccia dei resti della sua amica Amanda Evert, il che porta Lara a convincersi del fatto che questa non fosse morta, e che abbia taciuto la sua sopravvivenza in quanto aveva scoperto qualcosa che non voleva rivelare a nessuno. Lara continua ad esaminare in luogo, e trova all'interno di un intricato enigma un frammento della lama dell'ipotetica Excalibur. Intanto, Alister e Zip scoprono che un altro frammento della medesima lama è in possesso di un certo Shogo Takamoto, un noto esponente della Yakuza con il quale Lara aveva già avuto a che fare in passato. A lei non resta dunque che recarsi a Tokio, dove tra l'altro è stata invitata ad un party organizzato dal suo amico, uno storico d'arte locale chiamato Nishimura.

Dopo un breve colloquio tra Lara e Nishimura, la festa viene bruscamente interrotta dall'arrivo di Takamoto stesso e delle sue guardie, che venuto a conoscenza dell'arrivo della donna e delle sue intenzioni, si mobilita per ucciderla. Lara si fa strada tra le guardie del corpo che occupano la struttura e raggiunge Takamoto, con il quale ha uno scontro a fuoco, ma nonostante egli si avvale dei poteri di un pezzo di Excalibur, Lara lo uccide e recupera la punta della lama. Nel frattempo Alister e Zip svolgono altre ricerche e trovano delle informazioni su un incidente avvenuto in Kazakistan durante gli anni '40, presso un laboratorio segreto russo che svolgeva alcuni esperimenti su un misterioso materiale, probabilmente un pezzo di Excalibur.

Lara raggiunge il luogo, ma ancora una volta è preceduta da Rutland ed i suoi mercenari. Lo scontro con questi ultimi è inevitabile, ma essendo i mercenari in netta maggioranza Lara è costretta ad escogitare un espediente per seminarli, e con l'ausilio di una moto, raggiunge un treno diretto nella vecchia base dove si erano tenuti gli esperimenti. È in una delle aree del luogo che Lara si ritrova a faccia a faccia con la vecchia amica Amanda, anch'essa interessata ad Excalibur. Tra le due avviene un breve dialogo, nel quale riemergono vecchi dissapori. Lara cerca di far ragionare Amanda, ma la donna non ha alcuna intenzione di ascoltarla, raggiunge la sala degli esperimenti ed evoca una strana entità da un misterioso artefatto trovato anni prima durante l'incidente a Paraìso, che distrugge il ponte conducente alla suddetta sala ed impedisce a Lara di raggiungerla. La donna è costretta dunque a trovare una via secondaria, che la porta, durante il tragitto, a scoprire molte più cose circa il misterioso materiale ivi custodito, che si tratta effettivamente di un pezzo di Excalibur. Riuscita finalmente a raggiungere la sala, Lara viene attaccata dall'entità di Amanda, che cerca di recuperare l'artefatto. Avvalendosi di alcune bobine di Tesla, Lara riesce a neutralizzare temporaneamente l'entità e a recuperare un'altra parte di Excalibur, per poi fuggire. Seguendo le istruzioni trovate nella vecchia base, Lara si reca presso un vecchio museo abbandonato in Inghilterra, dentro il quale si cela l'ipotetica tomba di Rè Artù e dei cavalieri della tavola rotonda.

Il luogo, fatiscente e pericolante, cela nelle sue fondamenta le rovine di una necropoli medievale, dove Lara trova presso una cava semi-sommersa sotterranea un mausoleo, dentro il quale sono tumulati quelli che sembrano i suddetti cavalieri e Rè Artù stesso, che impugna tra le mani l'elsa di Excalibur. Lara lo recupera e ritorna nella sua magione, dove insieme ad Alister analizza i vari frammenti, e si accorge che ne manca un ennesimo pezzo, la cosiddetta chiave di Ghalali, che si scopre essere la spilla che la madre indossava il giorno in cui scomparve nel incidente aereo. Il che comporta dover ritornare sul luogo dell'incidente.

Recatasi di nuovo in Nepal, nel punto in cui giacciono i rottami del jet, Lara ritrova il pezzo mancante, e giunta presso un tempio ricompone la spada, e fatto ciò, fa ritorno in Bolivia presso l'altare visto in precedenza e cerca di inserirvi Excalibur, ma in quel preciso istante fanno irruzione i mercenari di Ruthland e Ruthland stesso. Lara ha la meglio su di lui e il suo esercito, e si confronta contro Amanda e la sua entità, dopodiché inserisce la spada nell'altare, che, una volta attivata, genera un portale temporale nel quale vede la madre. Lara capisce che ciò che sta accadendo al di là del portale non è altro che l'episodio vissuto da piccola, nel quale la madre scomparve. Cercando di evitare di fare ciò di nuovo, intima alla madre di non toccare la spada ma Amanda, grazie ad una falsa premessa, riesce a farla estrarre, facendo esplodere il portale. Lara inizia una furiosa conversazione con Amanda, la quale le rivela che la madre si trova ad Avalon, per poi stordirla. Contattati Zip e Alister, Lara si prepara alla ricerca di Avalon e della madre.

Tomb Raider: Anniversary[modifica | modifica sorgente]

Tomb Raider: Anniversary è un remake del primo Tomb Raider, il quale era stato sviluppato da Core Design, con diverse aggiunte e modifiche al gameplay e grafica migliorata.

Nuovo Messico. Una struttura cristallina si apre e fa volare via una sconosciuta creatura alata racchiusa all'interno. Nel 1996 in India Lara Croft viene assunta da Jacqueline Natla attraverso una presentazione di Larson, un archeologo. Natla ha trovato la posizione di Vilcabamba, la leggendaria città dove si sarebbero rifugiati gli ultimi Inca in fuga dagli Spagnoli ed in cui si celerebbe la tomba di Qualopec, re degli Inca, nonché membro del trimumvirato di Atlantide, e che, nella sua tomba si dovrebbe trovare uno dei tre pezzi del leggendario Scion, un mistico artefatto i cui frammenti erano condivisi dai tre leggendari sovrani dell'antica città; vuole che Lara lo ritrovi per lei.

La protagonista accetta sia per il desiderio di riscattare suo padre (che aveva passato la vita a cercare Vilcabamba), sia per quello di comprendere il mistero dello Scion. Accompagnato da un guida peruviana, si reca sulle montagne del Perù, dove dovrebbe trovarsi l'ingresso alla città. L'uomo che l'accompagna, però, fa crollare il ponte e Lara prende un'altra strada per raggiungere la porta di Vilcabamba. Arrivata sul posto lo aspetta la guida che gli dice che in qualche modo dovrà aprire la porta tramite un marchingegno che riesce a sbloccare.

Purtroppo però dalla porta escono dei lupi che sbranano l'uomo e che stanno per attaccare Lara, ma vengono uccisi. Entrata all'interno della grotta scopre qualcosa di incredibile: la leggendaria "valle perduta" dove affronta le più spaventose creature mai esistite sulla terra: il maestoso T-Rex insieme a dei temibili Velociraptor. Dopo aver affrontato dinosauri e numerosi trabocchetti di astuzia letale, raggiunge Vilcabamba dove trova la salma di Qualopec e nella sua tomba trova il primo pezzo di Scion. Recuperato l'artefatto, Lara fugge dalla tomba che inizia a crollare. Fuori trova Larson pronto a rubarle il frammento del manufatto guadagnato con fatica.

Dopo avergli dato una sonora lezione, Lara riesce a prelevargli preziose informazioni e scopre che un altro archeologo è stato assunto e mandato da Natla a cercare il secondo pezzo. Questo stimola Lara a fare una retata all'ufficio della Natla's Technologies per cercare più informazioni, dove una breve visione di un filmato sul proseguimento delle ricerche la dirige a St. Francis' Folly, un monastero che si trova in Grecia; qui gareggia contro Pierre DuPont, il rivale conosciuto come cacciatore di tesori senza scrupoli. Superate strutture architettoniche come il Palazzo di Mida e il Colosseo, arriva nella Tomba di Tihocan, il secondo membro del triumvirato, e recupera anche il secondo manufatto, ma le viene sottratto da Pierre che, furbescamente, per non incorrere nei pericoli da Lara affrontati aveva atteso che lo reperisse.

Tuttavia, la profanazione dell'antica tomba desta alcune guardie simili a centauri, che uccideranno facilmente Pierre e fronteggeranno la protagonista. Lara, dopo aver trovato il frammento di Tihocan ed avere avuto una strana visione causata dal tentativo di unire le due reliquie, parte alla ricerca del terzo manufatto, nascosto in Egitto. Dopo essere entrati nientemeno che nella sfinge ed in un santuario al suo interno, ottiene l'ultimo pezzo, unisce i frammenti ed ha una visione (finalmente chiara e comprensibile) che la porta indietro nel tempo. Qui vede i re di Atlantide riunirsi in consiglio e condannare il terzo sovrano, ovvero Natla stessa. Quest'ultima venne punita ed espulsa dal sacro ordine per aver scatenato gli eserciti di Atlantide contro gli altri sovrani nel tentativo di far iniziare la cosiddetta Settima Era, utilizzando i poteri dello Scion; fu per questo imprigionata nella struttura cristallina da cui sarebbe stata poi liberata dall'esplosione di Los Alamos.

Appena termina la visione, Lara, prima di poter reagire, vede Natla rubarle dalle mani l'artefatto completo. La protagonista le domanda che cosa sia la Settima Era, ma Natla taglia corto ed ordina ai suoi scagnozzi di ucciderla. Lara riesce a scappare tuffandosi in un fiume, dunque segue a ruota Natla con la sua moto. Questa cambia mezzo e parte con i suoi gorilla in barca, ma Lara riesce a raggiungerla e ad entrarci furtivamente. L'imbarcazione attracca nei pressi di una piccola isola montuosa, che nasconde rovine di un'antica piramide Atlantidea, dove Natla sta praticando degli scavi. All'interno Lara incontra Larson che le impedisce di proseguire tra le miniere. In un crescendo di contrasti interiori, lui viene infine assassinato (primo uomo ucciso da Lara).

Alle porte della Grande Piramide affronta gli ultimi due scagnozzi di Natla, Kid e Kold, che muoiono nel combattimento e il suo alter ego. Infine, dopo essere arrivata nella cima della piramide superando marchingegni tanto elaborati quanto mortali, raggiunge Natla che è riuscita, grazie al potere dello Scion, a riattivare la piramide e riportarla alla luce; grazie ad essa Natla ha inoltre intenzione di ricostruire le armate di Atlantide (creature senza pelle generati dalla struttura stessa) causando l'estinzione della razza umana e l'inizio della Settima Era, e propone a Lara di unirsi a lei, diventando così una dei nuovi immortali alla guida di Atlantide ed accedendo alla conoscenza contenuta nello Scion (scopo principale che ha portato sia Lara che suo padre a cercarlo). L'archeologa però rifiuta distruggendo l'artefatto e sconfiggendo (apparentemente) Natla.

Alla fine Lara fugge dalla piramide che, senza il potere del manufatto, crolla su se stessa ed inizia ad eruttare lava (la quale sembra essere una delle fonti di energia che le permettono di funzionare), tuffandosi in mare e salendo sulla barca: osservando l’esplosione Lara guarda le sue mani (prima oggetto di rimorsi per avere ucciso un essere umano, poi di gratificazione personale per aver distrutto un oggetto che avrebbe potuto porre fine all'umanità intera); quindi si mette al timone e si lascia alle spalle l'isola in rovina.

Tomb Raider: Underworld[modifica | modifica sorgente]

Lara si reca nel Mediterraneo per trovare il guanto della divinità scandinava Thor, che dovrebbe consentirle di raggiungere Avalon e ritrovare la madre. Appena preso l'artefatto però, alcuni mercenari glielo sottraggono e cercano di intrappolarla nei fondali, ma Lara riesce a scappare e raggiunge la nave dalla quale sono venuti. Qui Lara rivede Amanda Evert e inaspettatamente, Jacqueline Natla, in combutta con Amanda per ottenere gli artefatti di Thor. Natla le rivela che la madre fu condotta a Helheim, dove tuttora è relegata, dopodiché, le due fuggono a bordo di un elicottero. Su indicazioni di Natla, si reca in Thailandia. Lara presso il sito archeologico distrutto dal padre, e nel quale perse la vita, dove scopre che egli, riuscì a trovare uno degli artefatti, e lo nascose presso la sua abitazione.

Una settimana dopo, Lara torna presso la sua magione e scopre l'ufficio segreto del padre nascosto nelle fondamenta del edificio, dove rinviene il secondo guanto di Thor. Appena risalita presso il piano principale però, Lara sente un'esplosione e la sua residenza va in fiamme. Una volta nel salone Lara vede Zip e Winston sulla porta principale. Zip cerca di sparare a Lara, confondendola con una persona, che ha fatto esplodere la villa e ha rubato la pietra spettrale di Amanda. Fa allora irruzione il suo "alter ego", che la colpisce e spara ad Alister, uccidendolo.

Non potendo fare altro, Lara si reca a sud del Messico per trovare il Mejingjord, la cintura di Thor, per trovare poi il martello Mjöllnir nell'Isola di Jan Mayen. Si reca successivamente nel Mar Andman, dove hanno trasferito Natla, che infine raggiunge. Ma per progredire, Lara è costretta a fare un patto con Natla: se lei gli dà il martello in cambio Natla darà i rituali a Lara per Helheim. Lei accetta e la libera. Recatasi presso il Mar Glaciale Artico alla ricerca di Natla, vi trova il Mejingjord, che consente a Lara di impugnare il Mjöllnir ed eseguire il rituale per Helheim, dove infine, apparentemente, trova sua madre, e la chiama urlando commossa a squarciagola.

Sfortunatamente, nel istante in cui la madre si gira, si rivela essere diventata una sorta di creatura non morta priva di senno, che si avventa su di Lara per attaccarla. A Lara ormai non resta che difendersi e sconvolta, le spara, facendola cascare in un pozzo colmo di Eitr, un liquame luminescente mortale. Poco dopo, arriva l'alter ego che cerca di attaccarla, e in quell'istante arriva Amanda (costretta ad una temporanea alleanza), che la neutralizza gettandola nel Eitr, e aiuta Lara per consentirle di uccidere Natla, prima che distrugga il mondo tramite la Serpe di Midgar, un canale vulcanico sotterraneo che attraversa tutto il pianeta. Lara raggiunge la dea, le scaglia contro il martello e Natla cade nell'Eitr con la Serpe di Midgar.

Intanto Lara e Amanda fuggono da Helheim e si ritrovano in Nepal, presso l'altare che anni prima, intrappolò sua madre. Lara raccoglie Excalibur, ritrova i suoi disegni da bambina, si gira verso l'altare e dà un ultimo saluto alla madre, per poi tornare a casa.

Tomb Raider (2013)[modifica | modifica sorgente]

Dopo l'acquisizione della Eidos da Square Enix, è stato ufficializzato il nono capitolo della serie.

Il nono capitolo della serie è stato sviluppato della software house Crystal Dynamics.

Il videogioco è stato rilasciato il 5 marzo 2013 per le console Xbox 360, Playstation 3 e Pc.

Nel luglio 2010, in un'intervista al sito Eurogamer.net, Karl Stewart, uno sviluppatore della software house, intervistato sullo spin-off Lara Croft and the Guardian of Light, afferma che i concept art trapelati nell'estate 2009 sono appartenenti a Tomb Raider 9, che è in sviluppo, ma per il suo annuncio bisognerà ancora attendere un po' di tempo.

Nel dicembre 2010, Square Enix registra il marchio "A Survivor Is Born" di cui apre anche un sito.

La rivista Games Master nel numero dello stesso mese, annuncia che Tomb Raider 9 sarà rivelato sul numero di gennaio 2011.

Sempre a dicembre, sulle pagine di GameInformer, viene annunciato ufficialmente il nono capitolo, chiamato semplicemente Tomb Raider e come spiegato dagli stessi sviluppatori, è un reboot, ovvero la serie di Tomb Raider ripartirà da capo con questo nono capitolo che mostra una giovane Lara Croft sperduta all'interno del Triangolo del Drago, a sud del Giappone.

La trama è ancora una volta incentrata sul passato di Lara: non ci sarà una Lara matura e forte, poiché dovrà ancora maturare la sua esperienza di spericolata archeologa-avventuriera. Lara, ormai ventunenne e laureata, decide di imbarcarsi sulla nave Endurance, capitanata dal cacciatore di tesori freelance Conrad Roth, per portare a termine una scoperta archeologica che potrebbe rivelarsi sensazionale. Sulle tracce del mitico impero perduto di Yamatai, la nave ed il suo equipaggio vengono colti nottetempo da una terribile tempesta. La Endurance si spezza letteralmente in due e Lara finisce in preda alle onde che la porteranno sull'inospitale e sconosciuta isola.

Galleria delle armi[modifica | modifica sorgente]

Arco

(Tomb Raider 2013). Un canonico arco in legno armato di frecce.

Mjöllnir

(Tomb Raider Underworld). Arma dalle potenzialità devastanti, capace di effettuare colpi singoli o di mischia. Utilizzabile solo con i due guanti, e la cintura, il suo potere è simile a Excalibur, anche se Lara non potrà portarlo a casa, perché lo utilizzerà per uccidere Natla una volta per tutte.

Balestra

(Tomb Raider 4). Una balestra armata di frecce normali, velenose ed esplosive. In Tomb Raider 4 si rivelerà l'unica arma efficace per eliminare gli scheletri.

Desert Eagle

(Tomb Raider 3) Una pistola calibro 50 dalla potenza di fuoco devastante.

Rivoltella

(Tomb Raider 4) Potente pistola a tamburo di calibro 357 magnum.

Excalibur

(Tomb Raider Legend). Una spada leggendaria componibile soltanto con l'ausilio di un amuleto da posizionare sull'elsa. È investita di un potere misterioso che le consente di generare potenti onde d'urto. In Tomb Raider Underworld è presente ma non si può usare visto che appare nel finale.

Fiocina

(Tomb Raider 2). Un fucile subacqueo armato con dardi metallici.

Fucile a pompa

(Tomb Raider, Tomb Raider 2013). Un fucile armato di cartucce, a corto raggio di azione.

Fucile M 16

(Tomb Raider 2). Un fucile d'assalto comunemente tipico dei Marines.

Fucile HK

(Tomb Raider Chronicles). Un particolare fucile d'assalto dotato di tre modalità di fuoco: a colpo singolo per le operazioni di cecchinaggio, intermedia per gli scontri a fuoco ravvicinato ed a fuoco rapido per gli scontri particolarmente difficili.

Lancia-rampino

(Tomb Raider Chronicles). Un fucile con il quale si può fissare un rampino, che si spara come un proiettile.

Lanciarazzi

(Tomb Raider 3). Delle volte appare come una vera e propria arma anti carro. Nel terzo episodio della saga è una comoda pistola in grado di sparare potenti colpi esplosivi.

Lanciagranate

(Tomb Raider 2, Tomb Raider 4 e Tomb Raider 2013). Un piccolo fucile armato di proiettili al vetriolo.

Magnum

(Tomb Raider) Un coppia di pistole poco più potenti delle normali pistole di Lara

Pistole varie

(Tomb Raider: The Angel of darkness e Tomb Raider 2013) sono varie pistole che sostituiscono quelle doppie visto che non appaiono.

Mitragliatrici

(Tomb Raider Chronicles). Una coppia di pistole mitragliatrici.

Pistole

Le canoniche pistole di Lara, dalla modesta potenza di fuoco, ma dotate di munizioni illimitate. Dal primo al quinto episodio si trattava di un paio di pistole calibro 45, sostituite poi in Legend (NB: nel sesto episodio non appaiono) da una coppia di USP Match, e da un paio di pistole sperimentali in Underworld.

Soul Reaver o Mietitrice d'Anime

(Tomb Raider Legend). Direttamente da Legacy of Kain, una extra d'eccezione da sbloccare. Si tratta di una profetica spada adorata dai vampiri e dotata di una coscienza propria, che si nutre delle anime di chi soccombe alla sua lama serpentina.

Uzi

(Tomb Raider 1, 2, 3, 5). Una coppia di mitragliatrici israeliane, famose per la loro incredibile rapidità di fuoco.

Le voci di Lara[modifica | modifica sorgente]

Parte importante della caratterizzazione di Lara Croft è dovuta al suo accento inglese, utilizzato dalle doppiatrici che l'hanno interpretata nelle sue avventure.

In italiano invece Lara Croft è sempre stata doppiata da Elda Olivieri, dal secondo episodio in poi (essendo il primo rimasto in lingua inglese anche nella versione distribuita in Italia). Dal 2013, in onore del reboot della serie, Lara Croft viene doppiata da una nuova doppiatrice italiana: Benedetta Ponticelli.

Takako Honda Atsuko Tanaka Megumi Ogata Benedetta Ponticelli Elda Maria Olivieri Keeley Hawes Jonell Elliott Shelley Blond

Nella sua incarnazione cinematografica interpretata da Angelina Jolie, Lara Croft è doppiata da Silvia Tognoloni.

Karima Adebibe nel 2006

Dal primo episodio di Tomb Raider ad oggi, si sono susseguite molte modelle che, tramite servizi fotografici, interviste e ospitate in programmi televisivi, hanno pubblicizzato ogni capitolo del gioco.

I volti di Lara[modifica | modifica sorgente]

Videogiochi[modifica | modifica sorgente]

Spot Commerciali[modifica | modifica sorgente]

Film[modifica | modifica sorgente]

Il personaggio ha avuto due trasposizioni cinematografiche, con interprete Angelina Jolie.

Il primo film, Lara Croft: Tomb Raider, diretto da Simon West, ebbe successo, con un incasso di 275 milioni di dollari, ma non fu comunque esente dalle critiche.

Il secondo film, Tomb Raider: La culla della vita, diretto da Jan de Bont, è considerato invece un flop, con 156 milioni di dollari di incasso a fronte di un budget di 95 milioni.

La Jolie aveva dichiarato di non voler più vestire i panni dell'intrepida archeologa.

Nel terzo film, una giovane Lara verrà interpretata da un'altra attrice. La terza pellicola ritornerà alle origini di Lara Croft e proporrà, a grandi linee, la stessa trama del nuovo Tomb Raider, la quale uscita è avvenuta il 5 marzo 2013.

Altri media[modifica | modifica sorgente]

Lara sulla copertina di un album Panini Comics

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Tomb Raider Underworld - Anteprima - Anteprima del 07 marzo 2008 | Multiplayer.it
  2. ^ Guy Cocker, Lara Croft earns Guinness World Record in GameSpot, 7 aprile 2006. URL consultato il 12-01-2008.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]