Doppiatore

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Il doppiatore (al femminile doppiatrice) è un attore che, in fase di doppiaggio di un film, telefilm e in generale qualunque contenuto audio/video che necessiti di una voce attoriale, presta la propria voce ad attori stranieri per le edizioni in lingua non originale. Il doppiatore presta la propria voce anche a personaggi non rappresentati con attori reali, o fa da "voce fuori campo", come messaggi radiofonici o cartoni animati e videogiochi di produzione nazionale a cui va attribuita una voce ex novo (vedi Recitazione vocale).

Talvolta si ricorre al doppiatore anche per attori della stessa madrelingua, quando questi non raggiungono una qualità accettabile nella recitazione o nella dizione. Infatti molti grandi attori italiani (come ad esempio Marcello Mastroianni, Vittorio Gassman, Sophia Loren ed Anna Magnani), nei primi anni della loro carriera, sono stati doppiati.

Il doppiaggio inoltre può essere una necessità tecnica, quando le condizioni ambientali (rumori di fondo, forti riverberi) durante le riprese non consentono di registrare un parlato chiaro. In questo caso però sono gli stessi attori ad auto-doppiarsi.

Il doppiaggio nella cinematografia è l'alternativa ai sottotitoli.

Strumento principale di lavoro del doppiatore è il microfono, con cui si deve saper rapportare per valorizzare sempre al massimo la sua interpretazione.

Come l'attore nella sua attività viene diretto da un regista, così il doppiatore viene diretto da un direttore del doppiaggio. Questa figura (di solito un doppiatore con maggiore esperienza) si occupa di scegliere i doppiatori e distribuire le parti, di coordinare il lavoro, di cui mantiene sempre una visione globale. Rispetto a un regista però, il direttore del doppiaggio è molto più vincolato a esigenze tecniche produttive che non proiettato verso uno sviluppo artistico del lavoro, comunque presente anche se in misura estremamente ridotta.

Il mestiere del doppiatore è dunque molto tecnico e potrebbe sembrare simile a quello di un imitatore, ma credere ciò sarebbe un grosso errore; il mestiere del doppiatore richiede infatti molto occhio, poiché la sua capacità interpretativa deve sempre avere come riferimento la recitazione dell'interprete originario (che però non deve essere parodiata) e di conseguenza non è mai completamente libera, ma sempre vincolata da tempi, intenzioni recitative (da non confondersi con le "intonazioni" che variano da lingua a lingua) e ritmi ben definiti dal visivo.

Il doppiatore deve inoltre usare una dizione italiana impeccabile; non è infatti ammissibile che si possa localizzare la regione dalla quale proviene il doppiatore; un personaggio straniero non può parlare con inflessione romanesca, napoletana, siciliana, toscana, milanese o veneta, a meno che non lo preveda la caratterizzazione del singolo personaggio (ad esempio se si interpreta un italiano appena emigrato in America). Il riferimento più consueto è il DOP (Dizionario di ortografia e pronunzia), ma rispetto a esso si sono sviluppate delle consuetudini che modificano il DOP rendendolo più simile alla lingua corrente (il cosiddetto doppiaggese).

Per fare il doppiatore sono dunque necessarie doti particolari, e bravi attori di teatro, cinema, televisione o radio non è detto che riescano a essere anche bravi doppiatori e viceversa.

Esistono doppiatori di ogni età, dai 4 ad oltre 80 anni; talvolta i personaggi bambini sono doppiati da donne (cosiddette bambiniste) che hanno l'attitudine a fare la voce da bambino.

Tipologie[modifica | modifica wikitesto]

Esistono due principali tipi di doppiaggio:

  • doppiaggio in sincrono
  • doppiaggio in oversound

Doppiaggio in sincrono[modifica | modifica wikitesto]

Questo tipo di doppiaggio prevede che la voce del doppiatore si sostituisca completamente a quella dell'attore originale; per ottenere questo si deve mantenere una maggiore coincidenza possibile dei movimenti labiali dell'attore con la voce prestata, al punto che lo spettatore possa identificare senza fatica la voce del doppiatore col volto dell'attore originale. Per ottenere un buon risultato è necessario che i dialoghi non vengano soltanto tradotti, ma anche adattati, in modo che coincida la lunghezza delle espressioni della lingua originale con quella tradotta e coincidano persino i movimenti labiali di alcune parole chiave; di qui il concetto di sincronizzazione. Inoltre è importante che il doppiatore abbia una voce adatta al personaggio che dovrà doppiare, al punto che negli ultimi anni si privilegiano doppiatori che abbiano anche una vaga rassomiglianza vocale con l'attore originale. Per il doppiaggio in sincrono è inoltre fondamentale che il doppiatore rispetti il più possibile le pause recitative e l'intensità interpretativa dell'attore a cui presta la voce.

Quando si ottiene un buon risultato, si dice che la voce è ben incollata al volto. Un doppiaggio ben fatto può valorizzare se non addirittura migliorare la prestazione dell'attore originale, e allo stesso modo un doppiaggio mal interpretato o scollato può penalizzarla gravemente.

Doppiaggio in oversound[modifica | modifica wikitesto]

A differenza del precedente, il doppiaggio in oversound è realizzato con la voce del doppiatore che si sovrappone a quella del personaggio che appare in video, la cui voce in lingua originale rimane udibile in sottofondo. Questa tecnica in Italia è limitata di norma alle interviste e ai documentari. In questo caso non è necessario che la voce sia perfettamente incollata al volto né che vi sia una corrispondenza di intensità interpretativa o equalizzazione adeguata del microfono, tanto che a volte il doppiatore è addirittura di sesso diverso rispetto al personaggio in video. La voce del doppiatore è considerata fuori campo ed è dichiaratamente diversa da quella originale, nei confronti dello spettatore deve quindi sostituire idealmente la voce di un interprete simultaneo.

Recitazione vocale[modifica | modifica wikitesto]

Nel mondo anglosassone si definisce voice actor (al femminile voice actress) un attore che presta la propria voce a personaggi dell'animazione, dei videogiochi ed in generale a tutti quei prodotti che hanno bisogno di una voce ex novo. In Italia anche questo ruolo è attribuito ai doppiatori, anche se secondo la lingua italiana il doppiatore si occupa solo del doppiaggio e non della voce ex novo.[1]

Solitamente i voice actor si occupano anche di programmi radiofonici, come commedie radiofoniche, e di spot pubblicitari, ma lavorano soprattutto nel mondo del doppiaggio, specialmente in film e in opere d'animazione. In alcuni casi, quando viene richiesta una parte cantata, è comune affidarla ad un secondo voice actor, specializzato nel canto.

Nord America[modifica | modifica wikitesto]

Nella storia dell'animazione nordamericana, solitamente i voice actor non hanno mai avuto un ruolo riconosciuto pubblicamente, con l'unica eccezione di Mel Blanc, noto per l'eccezionale lavoro svolto nel creare le moltissime voci dei personaggi animati della Warner Bros e della Hanna-Barbera.

Oggigiorno molte star hollywoodiane hanno prestato le loro voci per film d'animazione, ma il primo caso fu nel 1967 con Il libro della giungla, in cui parteciparono Phil Harris, Sebastian Cabot e Louis Prima. Questo film, insieme ad Aladdin (in cui si prestò come voice actor Robin Williams), portò una svolta al voice acting americano, in cui diverse star cinematografiche iniziarono a prestare le loro voci, piuttosto che promuovere la carriere del voice actor.

Diversi voice actor, tra cui Billy West, sono stati criticati per la loro scelta nell'utilizzo di attori cinematografici per film d'animazione.[2] I voice actor più esperti (in grado di alterare la loro voce per creare personaggi più realistici o particolari), vengono spesso chiamati per seguire gli attori cinematografici nel loro ruolo, soprattutto leggendo le parti ad essi e facendogliele ripetere. In questo caso, anche se è l'attore a dare la voce al personaggio, è il voice actor colui che lo ha creato e ha sviluppato la sua personalità attraverso una particolare rappresentazione vocale.

Giappone[modifica | modifica wikitesto]

La seiyū e cantante Maria Yamamoto.

I voice actor giapponesi sono comunemente chiamati seiyū (声優?) e lavorano in radio, televisione e film, ma soprattutto in anime e videogiochi. Il Giappone produce infatti il 60% delle serie animate nel mondo, rendendo tale lavoro molto proficuo. I seiyū lavorano anche come doppiatori per film o documentari che non sono in lingua giapponese.

Grazie alla popolarità dell'industria degli anime e dei videogiochi, molti seiyū vengono riconosciuti con fama nazionale, e sono in grado di perseguire questa professione senza il bisogno di praticarne altre. Il Giappone ha diverse istituzioni per preservare questo lavoro, e sono circa 130 le scuole che seguono ed istruiscono i nuovi seiyū.

Molto spesso i seiyū devono anche lavorare su parti canore, come le sigle iniziali e finali degli anime a cui lavorano, e spesso proseguono con la creazione di drama CD oppure image song. Molti seiyū, grazie a queste attività, seguono anche la carriera di cantante.

Non sono rare poi le Idol che si dedicano, anche solo in parte, a questa carriera.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ De Mauro - doppiatore. URL consultato l'8 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2008).
  2. ^ (EN) Kyle Ryan, The A.V. Club interview with Billy West, The A.V. Club, 14 giugno 2005. URL consultato il 18 giugno 2007.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gerardo Di Cola, Le voci del tempo perduto, Chieti, Edicola Editrice, 2004. ISBN 8882670236.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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