Vittorio Gassman

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« Mi disturba la morte, è vero. Credo che sia un errore del Padreterno. Io non mi ritengo per niente indispensabile, ma immaginare il mondo senza di me... che farete da soli? »
(Vittorio Gassman)
Vittorio Gassman

Vittorio Gassman, nato Gassmann (Genova, 1º settembre 1922Roma, 29 giugno 2000), è stato un attore, regista, sceneggiatore e scrittore italiano, attivo in campo teatrale, cinematografico e televisivo.

Soprannominato "Il mattatore" (dall'omonimo spettacolo televisivo del 1959), è considerato uno dei migliori e più rappresentativi attori italiani, ricordato per l'assoluta professionalità (al limite del maniacale), per la versatilità e il magnetismo. Artista con profonde radici nel mondo del teatro più "impegnato", fu fondatore e direttore del Teatro d'Arte Italiano.

La lunga carriera in Italia e all'estero comprende produzioni importanti, così come dozzine di divertissement che gli diedero una vasta popolarità. Nel 1977 recitò nel ruolo dell' alienato zio di Tino, nel film drammatico-familiare Anima Persa.

Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni e Nino Manfredi è stato definito uno dei "mattatori"[1], o anche uno dei "mostri"[2] della commedia all'italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Genova, comune autonomo fino al 1926, quando insieme ad altri comuni limitrofi venne accorpato alla città di Genova per formare la Grande Genova (attualmente quartiere del capoluogo ligure), il 1º settembre del 1922, figlio di Heinrich Gassmann[3], un ingegnere civile tedesco, e di Luisa Ambron, nativa di Pisa e di origini ebraiche da parte di padre.

All'età di 5 anni visse un anno a Palmi, in provincia di Reggio Calabria, dove il padre era impegnato nella costruzione del nuovo quartiere abitativo "Ferrobeton"[4]. Gassman raccontò spesso di ricordi legati a quella breve esperienza vissuta nella cittadina calabrese e di come ne rimase legato, tanto da citarla nel film Il Mattatore.

Anni quaranta[modifica | modifica sorgente]

Il primo grande successo cinematografico, Riso amaro (1949), di Giuseppe De Santis

Ancora molto giovane si trasferì a Roma, dove ottenne la maturità classica al Liceo Torquato Tasso nello stesso periodo da studente di Giulio Andreotti, e frequentò l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica, nella quale studiavano anche altre importanti figure del cinema e del teatro italiano, come Paolo Stoppa, Rina Morelli, Adolfo Celi, Luigi Squarzina, Elio Pandolfi, Rossella Falk, Lea Padovani e, successivamente, Paolo Panelli, Nino Manfredi, Tino Buazzelli, Gianrico Tedeschi, Monica Vitti, Luca Ronconi e molti altri.

In questi anni si distinse anche come giocatore di pallacanestro tesserato per la S.S. Parioli[5], arrivando a far parte della nazionale universitaria: l'attività sportiva contribuì a dotarlo di un fisico atletico.

Il suo debutto teatrale avvenne a Milano nel 1943, con Alda Borelli, nella Nemica di Dario Niccodemi. Si spostò quindi a Roma, al Teatro Eliseo, unendosi a Tino Carraro ed Ernesto Calindri in un trio che rimase celebre: con loro recitò in diverse opere, dalla commedia borghese al teatro intellettuale sofisticato, senza nessuna difficoltà apparente nel passare da uno stile all'altro.

Fu con la compagnia di Luchino Visconti che Gassman ottenne i successi della maturità, assieme a Stoppa, Rina Morelli e Paola Borboni. Gassman interpretò Kowalski in Un tram che si chiama desiderio di Tennessee Williams, quindi recitò in Rosalinda di Shakespeare e nell'Oreste di Vittorio Alfieri. Successivamente entrò nel Teatro Nazionale con Massimo Girotti e Arnoldo Foà, per un Peer Gynt (Ibsen) di successo.

Del 1945 è il suo debutto cinematografico, in Incontro con Laura, di Carlo Alberto Felice: la pellicola è però andata perduta, pertanto il suo primo film distribuito nelle sale rimane Preludio d'amore (1946), di Giovanni Paolucci. Ma il successo e l'apprezzamento del pubblico dovevano ancora arrivare.

Nel 1949 recita in Una voce nel tuo cuore, film di Alberto D'Aversa, dove interpreta il ruolo di un giornalista. Nel film recitano anche, tra gli altri, Constance Dowling, Nino Pavese e Beniamino Gigli.

Anni cinquanta[modifica | modifica sorgente]

Nel 1952, assieme a Luigi Squarzina, fondò e diresse il Teatro d'Arte Italiano, producendo la prima versione completa dell'Amleto in Italia, oltre a opere rare come il Tieste di Seneca o I Persiani di Eschilo.

Nel 1956, anno chiave della sua carriera artistica, Gassman interpretò l'Otello con il grande attore Salvo Randone, con il quale si scambiava nei ruoli del Moro e di Iago. Poco dopo, in un programma televisivo intitolato Il Mattatore, ottenne un inaspettato successo, e il Mattatore divenne ben presto il soprannome che lo avrebbe accompagnato per il resto della vita.

Vittorio Gassman (a destra) e Jean-Louis Trintignant nel capolavoro di Dino Risi Il sorpasso (1962)

Anni sessanta[modifica | modifica sorgente]

Gli anni sessanta si rivelarono molto gratificanti per la carriera cinematografica di Vittorio Gassman, sulla scia del grande successo ottenuto nel 1958 con I soliti ignoti di Mario Monicelli.

Il cinema lo aveva impegnato sino ad allora, in Italia e a Hollywood, in ruoli cinematografici atletici e di seducenti villain (dopo il trionfo di Riso amaro, 1949).

Monicelli lo rivelò anche ottimo attore di ruoli comici ed egli acquistò in breve una vasta notorietà con prodotti più popolari come: Audace colpo dei soliti ignoti (1960), Fantasmi a Roma (1961), Crimen (1961), il colossal Barabba con attori come Anthony Quinn, Jack Palance e Ernest Borgnine del (1961), Il giudizio universale (1961), Il sorpasso (1962), Anima nera (1962), La marcia su Roma (1962), e poi ancora I mostri con Ugo Tognazzi del (1963), Il gaucho (1965), La guerra segreta (1965), Una vergine per il principe (1965), L'armata Brancaleone del (1966) che vinse 3 nastri d'argento, e la commedia diretta sempre da Risi Il tigre del (1967). Nel cast di questo film c'è la partecipazione di Eleonora Brown, l'indimenticabile Rosetta nel film La ciociara di Vittorio De Sica con Sophia Loren.

Nel 1968 affianca la Loren in Questi fantasmi, Oreste Lionello ne Il profeta, Sharon Tate e Orson Welles in Una su 13 (1969). Inoltre, insieme a Adolfo Celi e Luciano Lucignani dirige l'alibi di cui sarà anche interprete. Gli anni sessanta si conclusero con ben 34 film girati: molti dei quali diretti da Dino Risi, con il quale Vittorio Gassman lavorò anche negli anni successivi.

Anni settanta e ottanta[modifica | modifica sorgente]

In questo periodo, Gassman partecipa ad alcune edizioni di Canzonissima. Sempre per gli schermi, Gassman ha interpretato [6]In nome del popolo italiano (1971), C'eravamo tanto amati (1974), Profumo di donna (1974), Anima persa (1977), Caro papà (1979), La famiglia (1987), Lo zio indegno (1989) e Tolgo il disturbo (1990) in Italia; all'estero si è fatto invece apprezzare in Un matrimonio di Altman (1978), La tempesta di Mazursky (1982), Benvenuta di Delvaux (1983), La vita è un romanzo di Resnais (1983).

Anni novanta[modifica | modifica sorgente]

Nell'ultimo decennio di vita ha continuato a lavorare per il cinema in Il lungo inverno di Jaime Camino (1992), Sleepers di Barry Levinson (1996), regalando una splendida caratterizzazione del vecchio mafioso King Benny, e La cena di Ettore Scola (1998). Memorabili anche le sue interpretazioni nell'opera diretta da Rubino Rubini, Gassman legge Dante. Ha anche prestato la voce al re Mufasa nel classico Disney Il re Leone.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Vittorio Gassman sposò soltanto attrici:

Fu praticamente un secondo padre per Emanuele Salce, figlio di Diletta e del suo primo marito, il regista Luciano Salce.

Ebbe una lunga e tumultuosa relazione con Annamaria Ferrero tra il 1953 ed il 1960, periodo nel quale i due fecero spessissimo coppia anche nel lavoro.

Venne talvolta criticato a causa della sua vita privata, specie per i suoi divorzi (che suscitarono scandalo negli anni cinquanta e sessanta) e per il suo iniziale ateismo, che in seguito lasciò il posto a una fede molto personale. Inoltre espresse sovente commenti schietti e poco convenzionali, talvolta con il chiaro intento di sferzare le posizioni moderate, guadagnandosi vari nemici nel mondo dello spettacolo e della cultura.

Salute e morte[modifica | modifica sorgente]

Tomba di Vittorio Gassmann al Cimitero del Verano, a Roma

Gassman fu probabilmente a lungo vittima della sindrome bipolare[7]. Morì a 77 anni nella sua casa di Roma per un improvviso attacco cardiaco nel sonno. È sepolto nel Cimitero del Verano. La lapide riporta il seguente epitaffio: Non fu mai impallato![8]

Ritorno al teatro[modifica | modifica sorgente]

Nonostante i suoi successi cinematografici Gassman non abbandonò mai il teatro. Nell'ultima parte della sua carriera aggiunse la poesia al suo repertorio, aiutando a far conoscere in Italia alcune opere straniere.

Vero perfezionista, aveva in odio la dizione imperfetta o le inflessioni dialettali, pur essendo in grado di rendere perfettamente, quando richiesto, la maggior parte dei dialetti italiani. In modo abbastanza coraggioso, accettò la sfida di dirigere l'Adelchi, una delle opere meno note e meno "facili" di Alessandro Manzoni. La tournée di questo spettacolo raccolse mezzo milione di spettatori, attraversando l'Italia con il suo Teatro Popolare Itinerante (una nuova edizione del famoso Carro di Tespi).

Le sue produzioni teatrali comprendono molti dei più famosi autori del XX secolo, oltre a frequenti ritorni ai classici come Shakespeare, Dostoevskij e i grandi drammaturghi greci.

Fondò inoltre una scuola di teatro a Firenze, quella Bottega Teatrale che diresse personalmente dal 1979 al 1991 e che è stata una protagonista del mondo culturale fiorentino, richiamando a Firenze moltissimi dei nomi più noti del teatro e del cinema italiano e mondiale: da Giorgio Albertazzi (per molti anni vicedirettore) a Orazio Costa, da Adolfo Celi a Anthony Quinn, da Antonella Daviso a Ettore Scola, da Yves Le Bretton a Siro Ferrone, solo per ricordarne alcuni.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Con Paolo Ferrari nel programma televisivo Il Mattatore (1959)

In televisione dosò le sue apparizioni nei programmi popolari, tuttavia partecipò alle trasmissioni di Mina, Corrado e Pippo Baudo soprattutto, coinvolgendo i conduttori in scenette memorabili. Nel campo della pubblicità, interpretò Nostradamus in uno spot dell'Istituto Bancario San Paolo di Torino nel 1997 di cui si ricorda il "tormentone": «Questo lo ignoro!».

Gassman fu uomo di intense emozioni e di grande onestà intellettuale; la sua autoironia e il suo notevole senso dell'umorismo lo portarono negli anni novanta a prendere parte a un programma televisivo (Avanzi) nel quale, in maniera molto formale e seria, recitava documenti come la bolletta del gas, il menù del ristorante o gli annunci economici; "letture" che, con autoironia, venivano eseguite con la stessa abilità professionale e il tono elevato che lo rese famoso recitando la Divina Commedia di Dante.

Altre attività[modifica | modifica sorgente]

Regista cinematografico[modifica | modifica sorgente]

Per il cinema Gassman è stato anche regista di Kean: genio e sregolatezza (1956), L'alibi (1969) e Senza famiglia, nullatenenti cercano affetto (1972).

Scrittore[modifica | modifica sorgente]

Ha coltivato anche una sua attività letteraria, esordendo nel 1965 col romanzo Luca dei numeri, pubblicato dalla casa editrice milanese Lerici, e pubblicando successivamente sia volumi autobiografici come Un grande avvenire dietro le spalle (1981) e Memorie del sottoscala (1990), sia opere come Ulisse e la balena bianca (1992), Mal di parola (1992) e Lettere d'amore sulla bellezza (1996) con Giorgio Soavi.

Doppiatore[modifica | modifica sorgente]

Ha avuto una parentesi come doppiatore nel 1968 come voce fuori campo del film Romeo e Giulietta di Franco Zeffirelli e nel 1994, dando la voce al commovente personaggio di Mufasa nel film della Disney Il Re Leone (interpretato nella versione americana da James Earl Jones).

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Vittorio Gassman al Festival di Cannes 1997

Premi cinematografici[modifica | modifica sorgente]

Mostra del cinema di Venezia
Festival di Cannes
Festival di San Sebastian
David di Donatello
Nastri d'argento

Premi teatrali[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 16 marzo 1994[9]
Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— Roma, 27 aprile 1987[10]
Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della cultura e dell'arte
— Roma, 2 marzo 1999[11]
Premio Principe delle Asturie per l'arte - nastrino per uniforme ordinaria Premio Principe delle Asturie per l'arte
— 1997
Cittadinanza onoraria della città di Palmi - nastrino per uniforme ordinaria Cittadinanza onoraria della città di Palmi
— 1997[12]

Tributi[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Roma ha dedicato a Gassman ben due toponimi in due diverse zone della capitale: Largo Vittorio Gassman all'interno di Villa Borghese, nel quartiere Pinciano, nel 2003[13], e Lungotevere Vittorio Gassman in un'area industriale nel quartiere Portuense, nel 2006 (la denominazione precedente era Lungotevere dei Papareschi)[14][15]. Gassman, Anna Magnani e Marcello Mastroianni sono così gli unici attori a essere ricordati da due diverse aree di circolazione nel comune di Roma.

Sempre a Roma, nel 2004 lo storico Teatro Quirino fu denominato in suo onore Teatro Quirino - Vittorio Gassman. Durante l'inaugurazione ufficiale del 23 settembre 2004 il figlio Alessandro Gassman commentò che avere un "suo" teatro rappresentava l'unico sogno che durante la sua prestigiosa carriera Vittorio non era mai riuscito a realizzare[16].

In occasione del decennale della scomparsa dell'attore, il 29 giugno 2010 il Comune di Milano ha intitolato in suo nome una via del quartiere periferico Adriano - Marelli, il Comune di Narni ha intitolato in suo nome una piazza in una zona residenziale di nuova costruzione mentre il 1º settembre dello stesso anno la Mostra del Cinema di Venezia si è aperta col documentario a lui dedicato Vittorio racconta Gassman, realizzato da Giancarlo Scarchilli insieme ad Alessandro Gassman.

A partire dal 2010 il Bif&st di Bari assegna un Premio intitolato a Vittorio Gassman per il giovane attore rivelazione (dal 2011 al miglior attore protagonista) tra i film del festival.

Gallarate intitola a suo nome il teatro Condominio.

Teatrografia[modifica | modifica sorgente]

Gassman interpreta Amleto
Gassman con Anna Proclemer in una scena di Kean: genio e sregolatezza (1955)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Vittorio Gassman con Audrey Hepburn in una scena di Guerra e pace di King Vidor (1956)
I soliti ignoti di Mario Monicelli (1958). Sono presenti nella scena, in senso orario a partire da sinistra: Marcello Mastroianni, Renato Salvatori con dinanzi a lui Carlo Pisacane (seduto), Vittorio Gassman, Totò e Tiberio Murgia (inquadrato di spalle)
Vittorio Gassman con Alberto Sordi ne La grande guerra di Mario Monicelli (1959)
Vittorio Gassman in una scena de Il mattatore di Dino Risi (1960)
Vittorio Gassman (a sinistra) con Alberto Sordi e Nino Manfredi nel film Crimen di Mario Camerini (1961)
Vittorio Gassman nel film I mostri di Dino Risi (1963), nell'episodio Che vitaccia!
Vittorio Gassman insieme a Catherine Spaak ne L'armata Brancaleone di Mario Monicelli (1966)
Vittorio Gassman con Agostina Belli in Profumo di donna di Dino Risi (1974)
Vittorio Gassman (a sinistra) con Nino Manfredi e Stefano Satta Flores in un fotogramma del film C'eravamo tanto amati di Ettore Scola (1974)
Vittorio Gassman interpreta il Marchese Felipe de Aragona nel film I picari di Mario Monicelli (1987)

Regista[modifica | modifica sorgente]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica sorgente]

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica sorgente]

Discografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

Singoli[modifica | modifica sorgente]

Partecipazioni[modifica | modifica sorgente]

  • Irma la dolce (Cetra, CLV 0607, 7")

Doppiatori[modifica | modifica sorgente]

In alcuni film, anche italiani, Vittorio Gassman venne doppiato. Gli attori che gli prestarono la voce furono:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ http://www.retididedalus.it/Archivi/2013/luglio/SPAZIO_LIBERO/2_commedia.htm.
  2. ^ 90 anni di "Italie": Appunti del decano dei giornalisti medici, di Bruno P. Pieroni, pag. 6
  3. ^ Vittorio eliminò all'anagrafe la 'n' finale
  4. ^ Biografia di Vittorio Gassman
  5. ^ In Serie A nella S.S. Parioli da Il Littoriale del 16 dicembre 1940.
  6. ^ Il divorzio, 1970
  7. ^ Università di Pisa, Il giornale d'ateneo: Disturbo bipolare, una malattia che fa tendenza
  8. ^ Immagine della tomba dell'attore Cimiteridiroma.it.
  9. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  10. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  11. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  12. ^ Premi ed onorificenze dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Palmi, anno 1997
  13. ^ Comune di Roma | Sito Istituzionale | Sistema Informativo Toponomastica
  14. ^ Comune di Roma | Sito Istituzionale | Sistema Informativo Toponomastica
  15. ^ Comune di Roma | Sito Istituzionale | Sistema Informativo Toponomastica
  16. ^ Vittorio Gassman - Sito ufficiale

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Gambetti, Vittorio Gassmann, Gremese Editore, 1999.
  • Enzo Siciliano, Gassman, Vittorio, « Enciclopedia del Cinema Treccani », 2003.
  • Paola Trivero, Oreste di Alfieri per Vittorio Gassman, ETS Editore, 2010.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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