Alberto Lupo
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Da sinistra Alberto Lupo, il regista Antonello Falqui e Domenico Modugno nel 1971 durante una pausa delle registrazioni del programma tv Teatro 10
Alberto Lupo nome d'arte di Alberto Zoboli (Genova, 19 dicembre 1924 – San Felice Circeo, 13 agosto 1984) è stato un attore italiano del teatro, del cinema e della televisione.
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[modifica] Biografia
[modifica] Origini
Di famiglia borghese (il padre dirigeva un istituto scolastico privato) dimostra fin dalla prima gioventù trascorsa a Pegli dove è nato (una targa posta al civico 1 della Via Amerigo Vespucci ne ricorda la dimora) un vivo interesse per la recitazione, frequentando a vent'anni corsi impartiti da Andrea Miano e prendendo successivamente lezioni da Lea Zanzi. Si iscrive alla facoltà di giurisprudenza per assecondare il desiderio del padre, ma continua a nutrire la passione per il teatro, al punto da costituire una filodrammatica nella fabbrica di elettrodomestici San Giorgio dove nel frattempo era stato assunto come impiegato. Con i suoi compagni d'avventura mette in scena Piccola città di Thornton Wilder, riscuotendo un lusinghiero successo.
Nel 1946 fa il suo esordio al Centro Sperimentale Universitario di Genova Luigi Pirandello, successivamente denominato Teatro d'Arte Città di Genova, lavorandovi fino al 1952, in seguito reciterà al Piccolo Teatro di Milano ed al Teatro Nuovo, dove nella stagione 1953-54 reciterà accanto a Gino Cervi nel Cyrano de Bergerac di Edmond Rostand.
[modifica] Esordio nel cinema
Attore affascinante, dotato di una rilevante presenza scenica e soprattutto di una voce sensuale che suscita l'affetto del pubblico femminile, approda nei fotoromanzi e al cinema nel 1954 con un ruolo nel film Ulisse di Mario Camerini. Perlopiù ottiene parti secondarie in film di genere tipici dell'epoca. Forse la sua interpretazione migliore di questo periodo è nel film Il sicario, diretto nel 1960 da Damiano Damiani.
[modifica] Successo in televisione
Nel 1955 avviene anche la sua prima apparizione sul piccolo schermo, nel romanzo sceneggiato Piccole donne diretto da Anton Giulio Majano.
Da allora Alberto Lupo divenne protagonista di molti altri sceneggiati televisivi come La Cittadella del 1964, tratto dall'omonimo romanzo di Archibald Joseph Cronin, nel quale interpreta il ruolo del protagonista dottor Manson.
A questo faranno seguito diversi altri romanzi sceneggiati, tra i quali Resurrezione, del 1965, tratto dal romanzo di Lev Tolstoj, Un certo Harry Brent del 1970 e Come un uragano del 1971, entrambi tratti da romanzi dell'inglese Francis Durnbridge e programmi televisivi di intrattenimento ai quali, ormai celebre e famoso, presterà la sua figura di impeccabile presentatore.
[modifica] Parole, parole
La voce suadente di Alberto Lupo è stata una delle sue qualità più notevoli durante tutta la sua carriera, consentendogli anche di lavorare nel doppiaggio di film stranieri, ed aveva anche attratto l'attenzione dei produttori discografici, che gli chiesero di incidere dei brani recitativi quali Io ti amo nel 1967 e Una telefonata nel 1971. Dal primo di questi brani venne tratto nel 1968 un film diretto da Antonio Margheriti (regista più noto in seguito con lo pseudonimo di Anthony M. Dawson), che non viene certo considerato tra le sue opere migliori.
Il successo arriva inaspettatamente nel 1972, quando viene scritturato per presentare insieme a Mina il programma televisivo di varietà della RAI Teatro 10. Gli autori della trasmissione Leo Chiosso e Giancarlo Del Re desiderano che entrambi incidano la sigla finale del programma e, per adattarla alle corde interpretative dell'attore ligure, decidono insieme al direttore d'orchestra Gianni Ferrio di scrivere una canzone che comprenda una parte recitata da una voce maschile a complemento della melodia cantata da Mina. Nasce così Parole, parole, brano che porterà Alberto Lupo alla notorietà anche in campo discografico, salendo al primo posto della hit parade e rimanendovi per diverse settimane. Di questa canzone, che ancora oggi conserva una grande popolarità, verranno anche incise versioni in svariate lingue straniere, la più famosa delle quali è quella francese interpretata da Dalida e Alain Delon. Parimenti, in quello stesso periodo fu testimonial della pubblicità di un noto bagnoschiuma (con il sottofondo musicale proprio di "Parole parole"), con una bellissima ragazza (dal nome inconsueto "Pàmela") immersa in una vasca trasparente a forma di bicchiere da champagne.
[modifica] Malattia e declino
Nell'autunno 1976 è uno dei protagonisti, insieme a Nino Castelnuovo, di una serie di gialli polizieschi abbinati alla trasmissione televisiva Chi?, che fu il secondo spettacolo sostitutivo della soppressa Canzonissima (l'anno precedente fu la volta di Un colpo di fortuna) dove interpreta la parte del commissario Serra, anche con un pizzico di comicità (in ogni episodio non mancava mai una scena nella quale, al momento di fumare una sigaretta, il filtro della stessa era sempre rivolto erroneamente verso l'accendino). Fu inoltre l'ultimo presentatore del popolare show televisivo Senza Rete.
Nel 1977, all'apice della sua carriera, accetta di interpretare in teatro il dramma Chi ha paura di Virginia Woolf?, ma durante le prove viene colpito da una trombosi cerebrale. Ricoverato d'urgenza, rimane in coma per un lungo periodo, ed al suo risveglio si ritroverà afono e con una metà del corpo paralizzata. Dovrà in seguito sottoporsi ad una lunga e penosa riabilitazione per recuperare la voce e le facoltà motorie, aiutato in maniera determinante dalle cure solerti e amorevoli della moglie Lyla Rocco, che aveva sposato nel 1964.
Fortemente provato, riappare in televisione il 12 novembre 1979 con la trasmissione Buonasera con... Alberto Lupo, un programma giornaliero del tardo pomeriggio dell'allora Secondo Canale, che rileva un certo successo soprattutto perché al suo interno viene trasmesso il telefilm Mork & Mindy. Nello stesso anno torna sul grande schermo con una parte nel film Action diretto da Tinto Brass, e tornerà ad interpretare gli sceneggiati televisivi L'eredità della priora nel 1980, e L'amante dell'Orsa Maggiore nel 1983, entrambi diretti dal fedele Anton Giulio Majano, ma dell'attore tenebroso e affascinante di un tempo non rimane, purtroppo, che un lontano ricordo.
Si spegne all'età di quasi 60 anni nella cittadina balneare di San Felice Circeo, dove aveva trascorso gli anni della convalescenza dopo l'incidente che pose fine alla sua per certi versi sfolgorante carriera. È sepolto nel cimitero comunale della cittadina laziale, dove riposa un'altra grande del cinema italiano, Anna Magnani.
[modifica] Prosa radiofonica
- Il destino di chiamarsi Zadig, di Antonio Passaro, con Ubaldo Lay, Adriana Innocenti, Jolanda Verdirosi, Paolo Panelli, Alberto Lupo, Lydia Alfonsi, Cesare Polacco, Lauro Gazzolo, Vinicio Sofia, Isa Bellini, Edoardo Toniolo, Riccardo Cucciolla, Manlio Busoni, Nino Dal Fabbro, Zoe Incrocci, Wanna Polverosi, Silvio Spaccesi, musiche Riz Ortolani, regia di Anton Giulio Majano, lunedì 18 giugno 1956, secondo programma.
[modifica] Varietà televisivi
- (1975) Senza rete, spettacolo musicale condotto da Alberto Lupo, orchestra di Tony De Vita, regia di Gian Carlo Nicotra, programma nazionale.
- (1979) Buonasera con... Alberto Lupo, varietà televisivo in 20 puntate condotto da Alberto Lupo, regia Adriana Borgonovo, secondo canale.
[modifica] Sceneggiati e fiction televisive
- RAI
- (1955) Piccole donne dal romanzo di Louise May Alcott, sceneggiato televisivo, regia di Anton Giulio Majano
- (1957) Tessa la ninfa fedele di Margaret Kennedy, regia di Mario Ferrero
- (1958) Padri e figli da Ivan Turgheniev, regia di Guglielmo Morandi
- (1959) Il vicario di Wakefield di Oliver Goldsmith, regia di Guglielmo Morandi
- (1961) Il caso Mauritius di Jacob Wassermann, regia di Anton Giulio Majano
- (1962) I Giacobini, dramma di Federico Zardi, regia di Edmo Fenoglio
- (1963) La bella addormentata, fiction televisiva, regia di Eros Macchi
- (1964) La Cittadella di Archibald Joseph Cronin, regia di Anton Giulio Majano
- (1965) "La figlia del capitano" di Aleksandr Puskin, regia di Leonardo Cortese
- (1965) Resurrezione da Lev Tolstoi, regia di Franco Enriquez
- (1967) "Breve gloria di mister Miffin" di Allan Prior, regia di Anton Giulio Majano
- (1970) "Un certo Harry Brent" di Francis Durbridge, regia di Leonardo Cortese
- (1971) "Come un uragano" di Francis Durbridge, regia di Silverio Blasi
- (1980) "L'eredità della priora" di Carlo Alianello, regia di Anton Giulio Majano
- (1983) "L'amante dell'Orsa Maggiore" di Sergjusz Piasecki, regia di Anton Giulio Majano
[modifica] Prosa televisiva
Per la RAI:
- Una tragedia americana , di Theodore Dreiser, con Warner Bentivegna, Virna Lisi, Giuliana Lojodice, Lilla Brignone, Alberto Lupo, Luigi Vannucchi, Gianni Santuccio, Roldano Lupi, Fosco Giachetti, regia di Anton Giulio Majano, sceneggiato di 7 puntate da domenica 11 novembre 1962 al 23 dicembre 1962, programma nazionale ore 21,05.
[modifica] Filmografia
- Ulisse (1954), regia di Mario Camerini
- Erode il Grande (1958), regia di Arnaldo Genoino
- Il sicario (1960), regia di Damiano Damiani
- Spiaggia libera (1965), regia di Marino Girolami
- Il tormento e l'estasi (1965), regia di Carol Reed
- Io ti amo (1968), regia di Antonio Margheriti
[modifica] Influenza nei media
- Da Alberto Lupo, il fumettista Silver ha preso il nome per il suo fumetto Lupo Alberto.
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
- Scheda su MyMovies
- Scheda su Alberto Lupo dell'Internet Movie Database
- Teche RAI

