Cyrano de Bergerac (Rostand)

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Cyrano de Bergerac
di Edmond Rostand.
Commedia in 5 atti

Cyrano de Bergerac, spadaccino e guascone
Titolo originale Cyrano de Bergerac
Lingua originale Francese
Versioni dell'autore in altre lingue {{{Lingua2}}}
Genere Commedia eroica
Fonti letterarie {{{Soggetto}}}
Ambientazione Francia, 1640-1655
Composto nel 1897
Pubblicato nel {{{Primapubblicazione}}}
Prima assoluta 28 dicembre 1897
Teatro: Théàtre de la Porte-Sain-Martin, Parigi
Prima rappresentazione italiana
Teatro:
Premi
Versioni successive
Personaggi:
Autografo: {{{Autografo}}}
Trasposizioni operistiche
Riduzioni cinematografiche
« "Amante - non per sé - molto eloquente
Qui riposa Cirano
Ercole Saviniano
Signor di Bergerac
Che in vita sua fu tutto e lo fu invano!"
...
"Io me ne vo... Scusate: non può essa aspettarmi.
Il raggio della luna, ecco, viene a chiamarmi
»
(La morte di Cyrano de Bergerac. Edmond Rostand)

Cyrano de Bergerac è una celebre opera teatrale pubblicata nel 1897 dal poeta drammatico francese Edmond Rostand (1868-1918) e ispirata alla figura storica di Savinien Cyrano de Bergerac, uno dei più estrosi scrittori del seicento francese, precursore della letteratura fantascientifica.

Indice

[modifica] L'opera

Il "Cyrano" di Rostand, commedia in cinque atti, fu rappresentato per la prima volta il 28 dicembre di quello stesso 1897 al Théàtre de la Porte-Sain-Martin di Parigi, avendo come protagonista un celebre attore del tempo, Coquelin Aîné, lo stesso che glielo aveva commissionato. Rostand lo scrisse a cinque anni di distanza dalla clamorosa bocciatura, avvenuta appunto nel 1892, di un suo precedente (e primo in assoluto) lavoro in versi, "Le deux Pierrots", espressamente scritto per la Comédie-Française.

Grazie all'eccezionale trionfo di pubblico e critica che salutò questo dramma post-romantico - vera e propria summa delle potenzialità espressive nella sfera dei sentimenti e delle passioni umane - Rostand (anch'egli attore a sua volta, sebbene di scarso successo) venne poi insignito della Legion d'onore ed eletto membro dell'Académie française.

[modifica] Trama

Cyrano de Bergerac (conosciuto in Italia anche come Cirano di Bergerac) è uno scontroso spadaccino dal lunghissimo naso, scrittore e poeta in bolletta dall'irresistibile vitalità. Leggendaria la sua abilità con la spada, almeno quanto la sua passione per la poesia e per i giochi di parole, con i quali ama mettere in ridicolo i suoi nemici, sempre più numerosi grazie al suo carattere poco incline al compromesso e al suo disprezzo verso potenti e prepotenti.

Spaventoso e inarrestabile con una spada in mano, egli, però, nutre segretamente un candido ed impossibile amore per la bella Rossana, sua cugina.

Quando però sta per rivelarsi alla sua amata, viene a scoprire che lei è innamorata di Cristiano, un giovane cadetto, bello ma non molto intelligente. Cyrano decide allora di allearsi con lui per fargli conquistare proprio il cuore di Rossana, e si improvvisa così "suggeritore" per l'altrui passione, scrivendo lettere e poesie per conto dell'amico, ma covando comunque dentro di sé l'amore per la cugina.

Cristiano riesce infine a conquistare la sua amata, ma l'unione tra i due giovani è osteggiata dal potente di turno, De Guiche, invaghitosi della bella. La guerra costituisce dunque una perfetta occasione per allontanare i due innamorati: Cristiano e Cirano finiranno insieme al fronte, con la loro compagnia di cadetti...

Sfortunatamente Cristiano muore e Rossana decide di ritirarsi in convento.

Solo al termine della propria vita, trascorsi molti anni, Cirano, seppur involontariamente, confesserà all'amata il suo sentimento, ma quando lei ricambierà sarà ormai troppo tardi.

[modifica] La figura "teatrale" di Cyrano

Statua di Cyrano a Bergerac (Dordogna)

L'opera di Rostand è stata tradotta, adattata e interpretata innumerevoli volte: Cyrano è uno dei personaggi più conosciuti e amati del teatro. La sua geniale temerarietà, la drammaticità della sua fiera esistenza, vissuta pericolosamente all'insegna del non piegarsi mai alla mediocrità e alle convenienze, costi quel che costi, ne fanno un autentico eroe romantico e al contempo un personaggio straordinariamente moderno. Tanto che il singolare spadaccino guascone continua con successo a calcare le scene teatrali.

Per il teatro italiano memorabili sono rimasti, nella classica traduzione in versi martelliani di Mario Giobbe, gli allestimenti del 1953 (portati in scena dal regista francese Raymond Rouleau), con l'attore Gino Cervi nel ruolo del titolo, e del 1977 (per la regia di Maurizio Scaparro, che si avvalse di una nuova traduzione in prosa ad opera di Franco Cuomo), con Pino Micol nel ruolo protagonista dello spadaccino-poeta, affiancato da un'esordiente Maria Evelina Nazzari quale Rossana.

Sempre per il palcoscenico celebri Cyrano sono stati Gigi Proietti, Franco Branciaroli e, in chiave musicale, Domenico Modugno.

[modifica] Cyrano per il cinema

Il cinema si è ispirato alla figura dello spadaccino guascone per numerose pellicole, tra le quali Cyrano del 1950 di Michael Gordon (che valse al suo interprete José Ferrer il premio Oscar), una versione in francese del 1990 diretta da Jean-Paul Rappeneau ed interpretata da Gerard Depardieu dal titolo Cyrano de Bergerac ed una commedia hollywoodiana, Roxanne, con Steve Martin, regia di Fred Schepisi, che al popolare personaggio si richiama in maniera evidente.

Il tentativo di mettere in scena quest'opera è parte della trama del film Chiedimi se sono felice di Aldo, Giovanni & Giacomo.

[modifica] Cyrano e la musica

Neppure la musica poteva evitare di occuparsi di una figura eclatante come quella del guascone spadaccino. Il compositore italiano Franco Alfano compose l'opera lirica Cyrano de Bergerac su libretto di H. Cain, che venne rappresentata la prima volta a Roma nel 1936 e che è stata ripresa nel 2005 al Metropolitan Opera di New York con Plácido Domingo nel ruolo principale.

Nel 1978 Modugno torna a teatro con lo spettacolo musicale Cyrano, per la regia di Daniele D'Anza, insieme a Catherine Spaak (che interpreta Rossana, ed è sostituita poi da Alida Chelli a causa degli impegni dell'attrice belga): per l'allestimento scrive alcune canzoni, tra cui ricordiamo Canzone di Cyrano e I cadetti di Guascogna, racchiuse nell'album omonimo, Cyrano, pubblicato in quello stesso anno.

A Cyrano è intitolata anche una canzone di Beppe Dati (autore del testo) e di Giancarlo Bigazzi (autore della musica), interpretata (con qualche piccola modifica nelle parole) da Francesco Guccini, contenuta nell'albo D'amore di morte e di altre sciocchezze: anche in questo caso si è davanti ad un personaggio agguerrito e pronto ad esprimersi senza mezzi termini contro l'ipocrisia e il perbenismo consolidato: "Venite pure avanti / voi con il naso corto / signori imbellettati / io più non vi sopporto...". In questa canzone vi è il parallelismo tra l'animo anticonformista e indistruttibile e l'animo innamorato e romantico di Cirano (Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo / tu sola puoi salvarmi / tu sola e te lo scrivo / dev'esserci, lo sento / in terra o in cielo un posto / dove non soffriremo e tutto sarà giusto).

Di stampo decisamente più romantico il brano di Roberto Vecchioni, intitolato Rossana Rossana e contenuto in Blumun. La canzone di Vecchioni parla dell'amore per Rossana visto da Cyrano prima e dal suo alter ego bello Cristiano poi; Vecchioni ci racconta un Cyrano che ha "nelle mani soltanto stelle rotte: / l'ombra perduta tra i rami che non potevi mai vedere / mentre quell'altro saliva / e ti faceva l'amore.." ma ci parla di un Cristiano altrettanto frustrato perché "non cantava nella notte / aprivo solo la bocca / facevo finta forte..".

Leggendo i due testi risulta evidente come l'opera di Rostand colpisca proprio grazie alle due anime che l'autore ha donato al personaggio.

Intitolata Cyrano è anche la canzone di Pietro Ratto nell'album "il Folle" con cui il leader storico degli Aton's dà voce al poeta ormai morente ("sento il cuore sollevarsi dentro quando penso agli anni miei"), che ricorda con dolcezza e nostalgia il suo sentimento per Rossana e il proprio sacrificio per favorire l'amore tra la cugina ed il bel Cristiano ("E pazzo a lei parlai, pazzo al punto che amai che amasse gli occhi tuoi")...

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