Walter Hampden

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Walter Hampden nel film Notre Dame (1939)

Walter Hampden, nome d'arte di Walter Hampden Dougherty (Brooklyn, 30 giugno 1879Los Angeles, 11 giugno 1955), è stato un attore teatrale e cinematografico statunitense.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Fratello del pittore Paul Dougherty (1877-1947), Walter Hampden fece il suo apprendistato come attore teatrale in Inghilterra per sei anni, rientrando quindi negli Stati Uniti nei primi anni del Novecento, diventando uno dei più acclamati attori di Broadway. Eccellente interprete del repertorio shakespeariano, Hampden ne portò ripetutamente sulle scene i personaggi più noti, da Amleto, a Otello ed Enrico V, ma ottenne il suo maggior trionfo sul palcoscenico grazie al ruolo di Cyrano de Bergerac, nato dalla penna di Edmond Rostand, personaggio che interpretò in innumerevoli allestimenti teatrali in un arco di tempo compreso tra il 1923 e il 1936.

nel ruolo di Lucenzio in La bisbetica domata di Shakespeare (Londra, Adelphi Theatre, 1904)

Nominato direttore del Colonial Theatre di Broadway nel 1925, Hampden aveva già interpretato alcuni film muti ma la sua carriera sul grande schermo non ebbe inizio che nel 1939, quando, già sessantenne, gli venne offerto il ruolo dell'Arcivescovo di Parigi (fratello del giudice Frollo) nella versione cinematografica di Notre Dame (1939) di William Dieterle, accanto a Charles Laughton. Pur continuando a rimanere un protagonista assoluto delle scene teatrali americane, l'attore ottenne successivamente altri ruoli cinematografici da caratterista in film come Paradiso proibito (1940) di Anatole Litvak, Giubbe rosse (1940) di Cecil B. DeMille, La storia del generale Custer (1942) di Michael Curtiz, Vento selvaggio (1942), ancora diretto da DeMille, e Il pilota del Mississippi (1944), in cui interpretò il ruolo di Jervis Langdon.

Nel 1950 apparve in un ruolo minore ma significativo nel film Eva contro Eva (1950) di Joseph L. Mankiewicz, nelle vesti del veterano attore di teatro che, nell'incipit della pellicola, consegna il premio Sarah Siddons a Eve Harrington (Anne Baxter), dando il via alla trama del film. Successivamente prese parte al film di spionaggio Operazione Cicero (1952), nel ruolo di Sir Frederic Taylor accanto a James Mason, e alla celebre commedia Sabrina (1954) di Billy Wilder, nei panni dell'anziano e autorevole Oliver Larrabee, padre dei protagonisti Linus (Humphrey Bogart) e David (William Holden), entrambi impegnati a contendersi l'amore di Sabrina Fairchild (Audrey Hepburn). Hampden diede un'interpretazione vivace e gustosa del vecchio milionario impertinente, che fuma il sigaro di nascosto dalla moglie e tenta di bere un Martini eludendo la sorveglianza dell'inflessibile consorte[1]. Nello stesso anno interpretò il personaggio di Giuseppe d'Arimatea nel kolossal Il calice d'argento (1954), film d'esordio sugli schermi di Paul Newman.

Senza mai abbandonare la propria prestigiosa carriera teatrale, Hampden ebbe modo di prestare il suo talento anche alla radio, ove riprese il ruolo di Cyrano de Bergerac nell'adattamento radiofonico Great Scenes from Great Plays, trasmesso nella stagione 1948-1949, e interpretò inoltre la serie The Adventures of Leonidas Whiterhall. Per il piccolo schermo, l'attore si produsse in numerosi drammi televisivi, debuttando nel 1949 e interpretando per la prima volta nella sua carriera il ruolo di Macbeth, all'età di 69 anni.

L'ultima apparizione di Hampden sui palcoscenici di Broadway risale al 1953, quando interpretò il ruolo del governatore Danforth ne Il crogiuolo, celebre dramma teatrale di Arthur Miller, mentre per il grande schermo si calò ancora una volta nei panni di un severo e autorevole personaggio, quello di re Luigi XI di Francia ne Il re vagabondo (1956), omonimo adattamento dell'operetta di Rudolf Friml, che viene considerata una delle sue migliori interpretazioni. Il film uscì sugli schermi solo dopo la morte di Hampden, avvenuta a Los Angeles l'11 giugno 1955, all'età di 75 anni.

Sposato dal 1905 con Mabel Moore, dalla quale ebbe due figli, per ventisette anni Walter Hampden fu presidente del Player's Club, prestigioso circolo newyorkese di artisti e intellettuali, la cui biblioteca è stata intitolata a suo nome.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Doppiatori italiani[modifica | modifica sorgente]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Walter Hampden è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Billy Wilder - Un viennese a Hollywood, Arnoldo Mondadori Editore, 1993, pag. 312-313

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