Leonardo Cortese

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Leonardo Cortese

Leonardo Cortese (Roma, 24 maggio 1916Roma, 31 ottobre 1984) è stato un attore, regista e doppiatore italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Figlio dell'impresario napoletano e giornalista Luca e di Beatrice Arena, dopo studi universitari nella facoltà di giurisprudenza diviene allievo dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica e, appena terminati i corsi, ha l'opportunità di esordire sullo schermo, nel 1938.

Sul palcoscenico il suo esordio avviene invece nella stagione 1940-41 quando ottiene una scrittura dalla compagnia di Filippo Scelzo e quando già comincia ad essere uno dei primi divi dello schermo del periodo fascista. Nel 1942 fa parte della compagnia diretta da Ermete Zacconi e nel 1943 ottiene un notevole successo al Teatro delle Arti di Roma insieme a Margherita Bagni, Ermete Zacconi e Camillo Pilotto.

A guerra finita forma compagnia con la Bagni e Luigi Almirante e nella stagione 1946-47 è ancora con la Bagni, Ermes Zacconi e Olga Villi; nel 1947-48 ha accanto a sé Sarah Ferrati e Scelzo e nel 1948-49 ancora la Ferrati (poi sostituita dalla Bagni) e Cimara. Nel 1947 partecipa anche ad una rivista diretta da Adolfo Celi E lui dice... con Alberto Sordi, Olga Villi, Clelia Matania e molti altri.

Nel cinema diviene molto popolare sin dal suo debutto ed è tra i giovani più applauditi e più quotati sia nell'ante che nel dopoguerra, diventando uno dei beniamini del pubblico, soprattutto di quello femminile. Alto, prestante, bello, simpatico, diviene uno dei simboli maschili più popolari del cinema. Colto e preparato, si cimenta anche nella regia con risultati non disprezzabili dirigendo il documentario Chi è di scena? che vince il primo premio alla Mostra di Venezia 1952 e due film Art. 519 codice penale (1952) e Violenza sul lago (1954).

Verso i primi anni cinquanta comincia a rallentare la sua presenza nel cinema per dedicarsi alla nascente televisione sia come attore sia come regista. L'ultima sua regia cinematografica è datata 1962 in collaborazione con Romolo Marcellini e Tamara Lisizian per Russia sotto inchiesta. Come attore televisivo appare nell'originale Vacanze ai quartieri alti diretto da Daniele D'Anza (1956), Capitan Fracassa (1958) e L'isola del tesoro (1959) diretti entrambi da Anton Giulio Majano e nelle commedie ridotte per il piccolo schermo L'osteria della posta di Goldoni (1954), Il delitto di Lord Arthur Savile di Wilde (1954), Il bacio davanti allo specchio e Romeo e Giulietta anche queste nel 1954, e L'ex alunno di Mosca nel 1957 per la regia di D'Anza.

Più intensa e più significativa è invece la sua attività di regista televisivo, che Cortese inizia sin dai primi anni sessanta a cominciare dall'originale La ragazza di Tucnah (1961) cui fa seguito a pochi mesi di distanza Sera d'autunno. Altri originali televisivi da lui diretti sono Mezzanotte con l'eroe (1962), La maestra di canto e L'arma segreta entrambi del 1963 e quindi La lepre finta e Indesiderabile nel 1964.

Nel 1965 per conto della RadioTelevisione Italiana gira un documentario portando con sé la sua famiglia con una Roulotte in giro per l' Europa e visita e descrive varie località del Belgio,Germania e Olanda e ancora oggi si può vedere questo documentario su Rai Storia.

Si cimenta nel biennio 1965-66 anche nella regia degli sceneggiati La figlia del capitano da Puškin e Luisa Sanfelice di Pirro e Talarico, trasmessi entrambi in sette puntate, cogliendo un notevole successo di pubblico e di critica. Ritorna nel 1967 a dirigere l'originale Oltre il buio e ottiene eccellenti consensi con i cinque episodi della serie Sheridan, squadra omicidi con Ubaldo Lay.

Ma i successi maggiori e le lodi della critica gli giungono soprattutto dalla regia di tre originali televisivi di Casacci e Ciambricco che ottengono notevoli indici di gradimento: La donna di quadri (1968), La donna di cuori (1969) e La donna di picche (1972), sempre con Ubaldo Lay e tutti trasmessi in cinque puntate.

Nel 1968 dirige inoltre Intermezzo domenicale di Norma Edwards, nel 1969 Il diritto dell'uomo e nel 1970 lo sceneggiato Un certo Harry Brent da Durbridge. E, sempre di Casacci e Ciambricco, l'originale Così, per gioco (1979) prima di approdare negli ultimi anni a Gelosia da Alfredo Oriani (1980) e L'Andreana di Marino Moretti (1982).

Con lo pseudonimo di Leo Passatore ha fatto critica teatrale su riviste specializzate come, ad esempio il settimanale "Idea" e su giornali.

È autore anche di un romanzo "Papà magnifico" (Milano, 1950).

Nell'ottobre 1977 rimase vedovo di Margherita Ligios, sposata nel 1941, nel pieno della notorietà cinematografica. Dello stesso anno è Traffico d'armi nel golfo, miniserie per la TV, con Renato De Carmine e Lorenza Guerrieri.

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica sorgente]

  • Nel 1957 ha interpretato Il club dei suicidi con Paolo Carlini. sceneggiato Rai in due puntate, tratto dal racconto di Robert Louis Stevenson.

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