Carmine Gallone

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Carmine Gallone

Carmine Gallone, nato Carmelo Camillo Gallone (Taggia, 18 settembre 1886Frascati, 4 aprile 1973), è stato un regista italiano, conosciuto soprattutto per i suoi film musicali e storici. Questi ultimi erano improntati all'esaltazione della romanità, e, con essa, del regime fascista.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gallone nacque a Taggia (in provincia di Imperia), ma crebbe a Napoli, il 18 settembre del 1886 da padre italiano originario di Sorrento, in provincia di Napoli, e da madre francese originaria di Nizza[1]. Iniziò a soli quindici anni come commediografo, e nel 1911 vinse, ex aequo, il Concorso drammatico nazionale bandito dal comitato per l'Esposizione per il suo dramma dal titolo Britannico.

Successivamente si trasferì a Roma dove nel 1912 fu assunto come «generico» dalla compagnia del Teatro Argentina, proseguendo ugualmente l'attività di autore drammatico. Nello stesso anno ebbe le sue prime esperienze cinematografiche alla Cines, conobbe e sposò l'attrice polacca Stanislava Winaver più nota al pubblico come Soava Gallone, che diresse in molti suoi film.

Promosso a regista, soltanto nel 1914 diresse ben tredici titoli, tra questi Amore senza veli, Il romanzo di un torero, La donna nuda e Le campane di Sorrento. Nel 1915 si segnalò alla regia del film Avatar.

Nel 1918 girò il suo primo film di maggior successo, Redenzione per la Medusa Film, che ebbe un ottimo successo di pubblico e di critica. Nel 1924 assieme ad Augusto Genina diresse Il corsaro. L'anno seguente, a causa della crisi dell'industria cinematografica italiana, Gallone si trasferì all'estero dove vi lavorò per lunghi anni, in Francia, Germania, Inghilterra e Austria.

Per la sua predilezione nei rifacimenti storici fu paragonato a Cecil B. De Mille e di lui si ricordano film come Gli ultimi giorni di Pompei del 1926 e molti anni più tardi, Scipione l'Africano del 1937, che furono utilizzati per esaltare i destini imperiali del regime mussoliniano, attraverso la riscoperta della grandezza dell'antica Roma. Del film Scipione l'Africano (1937), dichiarò: «Se il film non piace al Duce mi sparo». Il film in effetti non entusiasmò Mussolini, ma fu ugualmente premiato al Festival di Venezia ed ebbe un buon successo.

Gallone fu anche molto impegnato a girare film che avevano come ispirazione soggetti legati al teatro d'opera, come Casta Diva del 1935, Il sogno di Butterfly del 1939, (col remake del 1954) e Puccini del 1953.

Dopo la parentesi italiana del film Scipione l'Africano, Gallone tornò a lavorare in patria nel 1940. Diresse ancora film storici come Messalina (1951) e Cartagine in fiamme (1960), ma anche alcuni film della serie Don Camillo interpretati da Fernandel e Gino Cervi.

La Carmen di Trastevere del 1963 fu l'ultimo film della sua lunghissima carriera, caratterizzata da oltre un centinaio di pellicole che lo resero uno dei registi più prolifici della storia del cinema italiano, attivo sia in epoca muta che sonora.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ G. Martini, Patchwork: 100 anni di cinema in Italia : un viaggio attraverso le regioni, Finzioni, 1997, p. 168

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pasquale Iaccio, Non solo Scipione. Il cinema di Carmine Gallone, Liguori, Napoli, 2003, ISBN 978-88-207-3313-1.
  • Riccardo F. Esposito - Duvivier passa la mano e Il Don Camillo degli anni '60, in Don Camillo e Peppone. Cronache cinematografiche dalla Bassa Padana 1951-1965 - Le Mani - Microart's, Recco, 2008 (ISBN 9788880124559), pp. 51–65.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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