Luigi Almirante

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La Compagnia Niccodemi, dopo una rappresentazione di Fuochi d'artificio. Da sinistra a destra, il Marini, la Rissone, Vera Vergani, Luigi Chiarelli, l'Armani, Luigi Almirante, la Puccini, Luigi Cimara, il Brizzolari e Dario Niccodemi. Gli attori vestono ancora i panni di scena.

Luigi Almirante (Tunisi, 31 agosto 1884Roma, 6 maggio 1963) è stato un attore e comico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio dell'attore Nunzio Almirante, fratello degli attori Ernesto e Giacomo Almirante e del regista Mario Almirante e cugino dell'attrice del cinema muto Italia Almirante Manzini, iniziò la sua carriera sul palcoscenico a 15 anni recitando particine nella Compagnia di Angelo Pezzaglia insieme alla giovanissima nipote di questi Paola Pezzaglia, con cui avrebbe lavorato in seguito anche nella Compagnia di Dina Galli. Ottenne uno strepitoso successo con le opere pirandelliane, in particolar modo con il personaggio del Padre nel dramma Sei personaggi in cerca d'autore, nella sua prima rappresentazione al Teatro Valle di Roma, il 9 maggio 1921.

A partire dal 1926, con la pellicola muta La bellezza del mondo, diretta dal padre ed interpretata al fianco della zia, si dedicò anche al cinema, dove poi, con l'avvento del sonoro, cominciò ad emergere in ruoli brillanti, favoriti dal suo fisico asciutto e dal suo viso segaligno, che lo resero un attore comico incisivo.

Dotato di una voce stridula e perfetta per provocare degli effetti ironici irresistibili, fu considerato come uno dei caratteristi più bravi del suo tempo, come è dimostrato nella commedia Il presidente della Ba. Ce. Cre. Mi. di Gennaro Righelli (1933), con Andreina Pagnani ed Eva Magni.

Negli anni trenta recitò spesso al fianco di Eduardo e Peppino De Filippo, Assia Noris, Vivi Gioi, Franco Coop ed Anna Magnani e s'impose nell'ambiente cinematografico di una Cinecittà stretta nella produzione fascista dei film sui telefoni bianchi, dove fece amicizia con i più grandi registi italiani dell'epoca, come Carlo Ludovico Bragaglia, Mario Camerini, Mario Bonnard, Guido Brignone, Alberto Lattuada, Carmine Gallone e Mario Mattoli.

Alla fine della Seconda guerra mondiale, continuò a lavorare con i grandi nomi del cinema italiano, come Delia Scala, Camillo Pilotto, Ave e Carlo Ninchi, Silvana Jachino, Totò Mignone, Alida Valli, Giuditta Rissone, Umberto Spadaro, Totò, Isa Barzizza, Galeazzo Benti, Franca Marzi e Raimondo Vianello.

L'ultimo film che interpretò fu Gli ultimi cinque minuti di Giuseppe Amato (1955), per poi ritirarsi dalle scene l'anno successivo.

Era lo zio di Giorgio Almirante.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Prosa televisiva RAI[modifica | modifica wikitesto]

Prosa radiofonica RAI[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Le teche Rai.
  • Gli attori, Gremese editore, Roma 2003.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 90343003 SBN: IT\ICCU\SBLV\242803