Vincenzo Talarico

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Vincenzo Talarico (Acri, 28 aprile 1909Fiuggi, 16 agosto 1972) è stato un attore, sceneggiatore e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato ad Acri (CS) nel 1909, Talarico intorno agli anni trenta si trasferisce a Roma dove esordisce nella professione di giornalista. In questa veste fu redattore, critico teatrale, collaboratore ed inviato speciale di numerosi quotidiani, tra i quali Il Resto del Carlino, Il Messaggero, La Stampa, e soprattutto il Momento sera dove è curatore della rubrica Il Gazzettino romano. Collaborò inoltre alle riviste Tempo Illustrato, Settimo Giorno, Epoca, L'Europeo, Vie Nuove, Le Ore e Il Travaso. Nel 1952 assunse la direzione del settimanale Il Cantachiaro. Si cimentò anche come scrittore satirico, pubblicando diversi romanzi che a partire dal 2003, su iniziativa della Fondazione Vincenzo Padula, iniziano ad essere ristampati. Nel 2008 è stata inoltre pubblicata una sua biografia, Vincenzo Talarico, un calabrese a Roma.

Nel cinema esordì come sceneggiatore nel 1940 con il film Senza cielo, diretto da Alfredo Guarini. Nel 1953, si guadagnò un prezioso Nastro d'argento con Anni facili, (1953), di Luigi Zampa, appunto per la sceneggiatura. Parallelamente, avviò la sua carriera d'attore cinematografico, prestandosi per ruoli grotteschi ai limiti dell'assurdo che ricalcavano la sua personalità e la sua parlantina a valanga infarcita di retorica provinciale e di toni irrimediabilmente divertenti.

Affetto da strabismo, affrontò molto spesso il ruolo dell'indemoniato avvocato difensore, convinto di abbindolare la giuria con toni enfatici e facondi, decisamente accesi e sopra le righe tuttavia il suo linguaggio tecnico forense era considerato talmente valido che molti credevano che avesse fatto studi di giurisprudenza..

Fra i suoi film figurano: Mio figlio professore (1946) di Renato Castellani, Dov'è la libertà? (1954) di Roberto Rossellini, Il vigile (1960) di Luigi Zampa, Il mattatore (1960) di Dino Risi, I complessi (1965) nel 3º episodio diretto da Luigi Filippo D'Amico. Si ricordano anche Il bigamo (1955) con Marcello Mastroianni, Un giorno in pretura (1953) di Steno, ma soprattutto Un americano a Roma (1954), il primo film di vero grande successo di Alberto Sordi, nel quale Talarico è un deputato, presso cui lavora come cameriera la fidanzata di Nando Moriconi, l'"americano".

Attivo anche alla radio, come sceneggiatore dell'originale Lo Scialle di Lady Hamilton, e in televisione, quando scrive con Ugo Pirro lo sceneggiato Luisa Sanfelice e appare nel 1967 in Il Circolo Pickwick di Ugo Gregoretti. Nel 1963 gli venne assegnato il Premio Saint Vincent per il giornalismo.

Scomparso prematuramente all'età di 63 anni, Talarico ha lasciato il ricordo di uno dei più simpatici caratteristi del cinema italiano, che seppe divertire il pubblico negli anni '50 e '60 con i suoi modi decisamente ironici e fuori dal comune, e che riesce a farlo sorridere ancora oggi. Subito dopo la sua morte il quotidiano Momento Sera aveva indetto un "Premio Nazionale Vincenzo Talarico" che era composto da amici del giornalista scomparso, tra i quali Eduardo De Filippo, Vittorio Gassman, Ercole Patti e Giancarlo Vigorelli.

Curiosità[modifica | modifica sorgente]

Una vicenda alquanto peculiare e sconosciuta ai più riguarda l'attività di Talarico come giornalista a Roma: nel 1943, fu proprio lui a divulgare prematuramente la notizia dell'armistizio di Cassibile con gli Alleati, firmato l'8 settembre di quell'anno; una data che ebbe poi, nel bene e nel male, conseguenze drammatiche per l'Italia.[1].

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Attore[modifica | modifica sorgente]

Sceneggiatore[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ riportato in Arrigo Petacco :"La nostra guerra 1940-45"

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vita romanzata di mio nonno, Roma (1932)
  • Mussolini in pantofole, Roma (1944)
  • Vita di Scanderbeg, Roma (1944)
  • Otto settembre letterati in fuga, ediz. Canesi (1965), ristampa ediz. Rubettino (2003)
  • I Passi Perduti, Roma (1967)

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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