Dalida

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Dalida
Dalida durante un concerto al Palasport di Torino (ottobre 1970)
Dalida durante un concerto al Palasport di Torino (ottobre 1970)
Nazionalità Francia Francia
(italiana)
Genere Musica leggera
Periodo di attività 1954 – 1987
Album pubblicati 38
Studio 34
Live 4
Sito web

Dalida (pseudonimo di Iolanda Cristina Gigliotti; Il Cairo, 17 gennaio 1933Parigi, 3 maggio 1987) è stata una cantante e attrice francese di origine italiana, che ebbe il suo momento di maggior successo dalla fine degli anni cinquanta sino alla sua scomparsa. Tuttavia, a causa di una depressione che da lungo tempo la accompagnava, si tolse la vita il 3 maggio 1987 con un'overdose di barbiturici, a distanza di dieci anni da un secondo tentativo di suicidio e a venti dal primo, in concomitanza con la tragica fine del suo amore di allora, Luigi Tenco.

Dalida ha venduto oltre 170 milioni di dischi in tutto il mondo. [[1]].

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nacque a Choubrah (alle porte del Cairo) in una grande comunità italiana, da genitori calabresi originari di Serrastretta, in provincia di Catanzaro. Il padre, Pietro, era primo violino all'Opera del Cairo.

Fu affetta da uno strabismo per cui si sottopose a diverse operazioni chirurgiche. A diciassette anni vinse il concorso di bellezza Miss Ondine e, poi, Miss Egitto che le aprì le porte del mondo del cinema. In La regina delle piramidi, girato nel 1954, fu controfigura di Joan Collins[1]; nel 1954 entrò a far parte del cast di Le Masque de Toutankhamon (La maschera di Tutankhamon) e di Sigarah wa kas (Un bicchiere, una sigaretta).

Dalida, Miss Egitto nel 1954.

1954-1987: Gli anni del successo[modifica | modifica sorgente]

Per affermarsi nel mondo dello spettacolo decise di lasciare l'Egitto e tentare la fortuna come attrice in Europa. Alla fine del 1954 si trasferì a Parigi dove prese dimora in un appartamento di Rue Ponthieu, vicino agli Champs Elysées.

Nel 1956, ispirandosi al film del 1949 Sansone e Dalila, adottò il nome d'arte Dalila, che cambiò in seguito in Dalida (poco dopo il suo arrivo a Parigi su consiglio dello scrittore Albert Machard; "d come Dio Padre", dirà lui)[2] e registrò il suo primo disco su vinile con Madona, versione francese di Barco negro di Amalia Rodrigues a cui seguì Bambino (traduzione della canzone napoletana Guaglione), che ebbe grande successo, tant'è che Dalida fu soprannominata mademoiselle Bambino. Con Bambino Dalida[3] vince il suo primo disco d'oro.

Recitò in Rapt au Deuxième Bureau (Rapimento al secondo ufficio) di Jean Stelli, con Frank Villarde e cominciò a esibirsi in un récital al Cairo; interpretò Come prima, Piove di Domenico Modugno e Gli zingari (Les Gitans), canzone creata da Hubert Giraud per il Coq d'Or de la chanson française del 1958 e che cantò in Italia nella trasmissione Il Musichiere, condotta da Mario Riva; seguirono La canzone di Orfeo e Milord, cantata poi in italiano anche da Milva, le incisioni di Les Enfants du Pirée, incisa in italiano come I Ragazzi del Pireo (Uno a te, uno a me), 'O sole mio, L'arlecchino gitano, T'aimer follement (T'amerò dolcemente), Garde-moi la dernière danse (Chiudi il ballo con me).

Nel 1961 Dalida sposò Lucien Morisse, direttore di Radio Europe 1, conosciuto qualche anno prima ai tempi di Bambino; ma pochi mesi dopo il matrimonio incontrò a Cannes Jean Sobieski, giovane pittore e attore alle prime armi, di cui si innamorò e con cui convisse a Neuilly per pochi mesi. Con il matrimonio Iolanda fu naturalizzata francese con il nome di Yolanda Gigliotti, mantenendo comunque la cittadinanza italiana.

Nel 1961 e nel 1962 vinse l'Oscar per la canzone. Nel 1964 fu la prima donna a vincere il disco di platino per aver venduto oltre 10 milioni di dischi; sempre nel 1964, seguì il Tour de France (vinto da Jacques Anquetil), cantando più di duemila canzoni lungo i 2900 km percorsi. Nel 1965 recitò in Ménage all'italiana (con Ugo Tognazzi, Paola Borboni), e incise La danse de Zorba (La danza di Zorba), su una base di sirtaki, Amore scusami, Cominciamo ad amarci e La vie en rose, cavallo di battaglia di Piaf, scomparsa due anni prima.

L'incontro con Tenco e i tentativi di suicidio[modifica | modifica sorgente]

Dopo una storia di tre anni con Christian de la Mazière, nel 1966 instaurò una relazione con Luigi Tenco, anche se per alcuni si trattò invece di una trovata pubblicitaria della casa discografica. In coppia con Tenco, Dalida partecipò al Festival di Sanremo del 1967 con la canzone Ciao amore ciao, scritta dallo stesso Tenco. La giuria eliminò dalla finale la canzone; Dalida entrando nella stanza d'albergo di Tenco, lo trovò morto. Il 26 febbraio dello stesso anno, in seguito a quanto accaduto a Tenco[4], tentò di togliersi la vita in un albergo a Parigi, dove aveva soggiornato con lo stesso Tenco prima di Sanremo; fu salvata dall'intervento di una cameriera.

Nel 1968 Dalida partecipò a Partitissima (ex Canzonissima) dove vinse con la canzone Dan dan dan. Sempre nel 1968 recitò sul set del film italiano Io ti amo di Antonio Margheriti con Alberto Lupo. Il 18 giugno ottenne il titolo di Commendatore delle Arti, delle Scienze e delle Lettere, conferitole dal presidente francese Charles De Gaulle, e il 5 dicembre ricevette, prima donna, la medaglia della Presidenza della Repubblica.

Tra la fine degli anni sessanta e l'inizio degli anni settanta, intraprese una serie di viaggi in Nepal come percorso di ricerca interiore. La carriera è sempre più trionfale, ma il male di vivere si ripresenta nel 1977 e spinge nuovamente Dalida a pensare al suicidio.[4]

Il suicidio: 3 maggio 1987[modifica | modifica sorgente]

Nel 1981 le fu consegnato un disco di diamante.

Nel 1986, in Egitto recitò nel film Le sixième jour (Il sesto giorno, di Youssef Chahine) per la prima volta in un ruolo di drammatico e come protagonista.

Sabato 2 maggio 1987[5]dopo aver chiamato il fratello-manager Bruno (Orlando) annunciandogli il rinvio di un previsto servizio fotografico a causa del freddo, e dopo aver detto alla cameriera che sarebbe andata a teatro, uscì con la vettura, fece il giro dell'isolato, imbucò una lettera per il fratello e si recò nella sua casa in Rue d'Orchampt sulla Butte di Montmartre e ingerì dei barbiturici. Morì il 3 maggio, a vent'anni dal primo tentativo ed a dieci dal secondo tentativo di suicidio. Accanto al corpo fu trovato un biglietto: Pardonnez-moi, la vie m'est insupportable (Perdonatemi, la vita mi è insopportabile).

Dalida è sepolta nel cimitero di Montmartre a Parigi, e di fronte alla sua tomba si trova una statua commemorativa che la mostra con gli occhi chiusi rivolti allo spettatore.

In ricordo[modifica | modifica sorgente]

Nel 1997 è stata inaugurata a Montmartre una piazza in suo onore, Place Dalida[6], dove è stato posto un busto di bronzo dello scultore-disegnatore Aslan che la raffigura.

Nel 2005 Sabrina Ferilli interpreta Dalida nella omonima mini serie televisiva, curata dalla Mediaset. La mini serie è prodotta anche in altri paesi come Svizzera, Francia e Belgio[7]

In occasione del ventennale della morte il 2007, il sindaco di Parigi Bertrand Delanoë ha predisposto una mostra commemorativa della figura di Dalida nei locali del Comune di Parigi (Mairie de Paris). Il ciclo di manifestazioni commemorative ha compreso la realizzazione di un cofanetto di otto DVD con alcuni tra i filmati televisivi e documentaristici riguardanti l'artista, una compilation di cinque CD con le "cento più belle canzoni di Dalida", il DVD dal titolo Le sixième jour, e una versione per collezionisti del film di Joyce Bunuel Dalida, oltre a una versione rimasterizzata del film Io ti amo, mai pubblicato per il mercato dell'home video.

In Italia, a Serrastretta, paese delle radici italiane di Iolanda Cristina Gigliotti, a cura dell'Associazione Dalida l'artista viene ricordata con l'apertura della Casa Museo Dalida, la posa di un'opera bronzea "Dalida vista da Inis", l'intitolazione di un anfiteatro, la pubblicazione di un opuscolo intitolato "Da Serrastretta a Dalida 1962/2007", e l'uscita di un DVD frutto di un progetto didattico della locale scuola media in collaborazione con la stessa Associazione Dalida.

A ricordo di Dalida, Patty Pravo ha inciso l'album Spero che ti piaccia...Pour toi..., in cui interpreta alcuni successi di Dalida.

Il 17 novembre 2008 è uscito l'album Fleurs 2 di Franco Battiato che contiene, in omaggio a Dalida, la reinterpretazione di Il venait d'avoir 18 ans, interpretata con la partecipazione di Sepideh Raissadat.

Nel maggio 2009 esce l'album, Toutes les femmes en moi di Lara Fabian, contenente un omaggio a Dalida: la reinterpretazione del brano Il venait d'avoir 18 ans.

Riconoscimenti[modifica | modifica sorgente]

Insieme a Edith Piaf, Dalida è tra le cantanti che hanno maggiormente contrassegnato la musica leggera transalpina del XX secolo. È stata tête d'affiche (nome di maggior richiamo) all'Olympia, tempio della musica leggera parigina, negli anni 1961, 1964, 1967, 1971, 1974, 1977 e 1981 (si prospettava un suo ritorno per il 1987, anno della sua morte).

Vinse due Oscar mondiali della canzone nel 1963 e nel 1974 per Gigi l'amoroso; nel 1975 vinse il Premio dell'Académie du Disque français per il brano Il venait d'avoir 18 ans (ispirato al romanzo di Colette Le Blé en herbe, è stato uno fra i suoi brani più conosciuti in Italia con il titolo 18 anni). Nel 1975 il Québec l'ha indicata come personaggio più popolare, dopo Elvis Presley, e donna dell'anno insieme a Jackie Kennedy (cfr. bibliografia).

Dalida e la musica italiana[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda il repertorio in lingua italiana, Dalida ha interpretato brani firmati da Paolo Conte ("La speranza è una stanza", 1968), Herbert Pagani, Bruno Lauzi ("Uomo di sabbia"), Gino Paoli ("Un uomo vivo", 1960), Umberto Bindi ("Non mi dire chi sei", 1960), Piero Ciampi ("La colpa è tua", 1970), Luigi Tenco ("Vedrai Vedrai", 1979, Ciao amore ciao, 1967).

Fra gli altri autori italiani che Dalida ha interpretato in francese: Lucio Dalla (Jésus Bambino, 1970), Ivano Fossati (Dédié à toi, 1980), Pino Donaggio (Comme symphonie, 1960), oltre ai già citati Paoli, Bindi, Tenco (Loin dans le temps, ovvero: Lontano lontano, 1967) e le reinterpretazioni dei brani di Mina, (Tintarella di Luna, in Francia con titolo Le petit clair de Luna, Un anno d'amore in versione francese col titolo C'est irreparable e il brano Parole Parole con testo in francese, in coppia con l'amico Alain Delon, quest'ultimo pezzo nel 1973). Tutte le reinterpretazioni sono contemporanee ai successi di Mina, in Italia.

Discografia[modifica | modifica sorgente]

Album[modifica | modifica sorgente]

(in ordine cronologico)

Singoli (1956-1987)[modifica | modifica sorgente]

In cronologia:

  • 18 anni-Per non vivere soli (1974)
  • 24 mila baci – Non mi dire chi se (1961)
  • À ma manière (1980)
  • À qui (1967)
  • Aghani Aghani (1982)
  • Am tag als der Regen Kam (1959/1982)
  • Americana (1981)
  • Amore Scusami (1964)
  • Amoureuse de la vie (1977)
  • Anima Mia (1974)
  • Aranjuez la tua voce (1967)
  • Ascoltami / Devo imparare (Barclay BN 6078 - 1965)
  • Avant de te connaître (1970)
  • Avec le temps (1971)
  • Bambino (1956)
  • Bang Bang (1966)
  • Besame Mucho (Embrasse-moi) (1976)
  • Buenas Noches mi Amor (1957)
  • C'est mieux comme ça (Le Parrain 2) (1975)
  • C'était mon ami (1984)
  • Cammina cammina – Credo nell'amore (1972)
  • Captain Sky (1977)
  • Chanteur des années 80 (1980)
  • Chaque instant de chaque jour (1964)
  • Che mai faro – Non lo sai (1962)
  • Chi mai lo sa – Piccolo elefante (1962)
  • Chiudi il ballo con me – Gli inesorabili (1961)
  • Ciao Amore, Ciao (1967)
  • Ciao, Ciao Bambina (1959)
  • Come Prima (Tu me donnes) (1958)
  • Comme disait Mistinguett (1979)
  • Comprami un juke-box – Twistin' the twist (1962)
  • Concerto pour une voix (1970)
  • Confidences sur la fréquence (1982)
  • Ça me fait rêver (1978) - con Bruno Guillain
  • Dan Dan Dan (1968)
  • Dans le bleu du ciel bleu (1958)
  • Danza (1982)
  • Darla Dirladada (1970)
  • Devo imparare / Ascoltami (Barclay BN 6078 - 1965)
  • El Cordobes (1966)
  • Et de l'amour... de l'amour (1975) - con Richard Chanfrey come St-Germain
  • Eux (1963)
  • Femme (1983)
  • Femme est la nuit (1977)
  • Fini, la comédie (1981)
  • Flamenco-Pensiamoci ogni sera (1966)
  • Gamil El Soura (1983)
  • Garde-moi la dernière danse (1961)
  • Génération 78 (1978) - con Bruno Guillain
  • Gigi l'amoroso (1974)
  • Gigi in paradiso (1980)
  • Gli zingari – Du moment qu'on s'aime (1959)
  • Gondolier (1958)
  • Guitare et tambourin (1958)
  • Hava Naguila (1958)
  • Helwa Ya Baladi (1979)
  • Hene Ma Tov (1965)
  • Histoire d'un amour (1957)
  • Il faut danser reggae (1979)
  • Il piccolo amore-Ciao come stai
  • Il pleut sur Bruxelles (1981)
  • Il silenzio (Bonsoir mon amour) (1965)
  • Il venait d'avoir 18 ans / 18 Anni / He must have been eighteen (1973)
  • Il venditore di felicità – Non giocarti dell'amore (1960)
  • Ils ont changé ma chanson (1970)
  • Itsi bitsi petit bikini (1960)
  • J'ai rêvé (1959)
  • J'attendrai / Tornerai (1975)
  • Je l'attends (1962)
  • Je m'endors dans tes bras (1968)
  • Je pars (1958)
  • Je reviens te chercher (1967)
  • Je suis malade (1973)
  • Je suis toutes les femmes (1980)
  • Jouez Bouzouki (1982)
  • Kalimba de Luna (1984)
  • L'amour et moi (1981)
  • L'An 2005 (1969)
  • L'Arlequin de Tolède / Arlecchino (1960)
  • L'Innamorata (1984)
  • L'ultimo valzer (1967)
  • La chanson du Mundial '82 (1982)
  • La colpa è tua (1971)
  • La Danse de Zorba / La Danza di Zorba (1965/1986)
  • La leçon de Twist (1962)
  • La Mamma (1975, inedito 1996)
  • La mia vita è una giostra – Il colore dell'amore (1970)
  • La pioggia cadrà/Gli zingari (1959)
  • La Sainte Totoche (1965)
  • La vie en rose (1965/1976)
  • Lady d'Arbanville (1970)
  • Le Flamenco (1965)
  • Le jour du retour (1963)
  • Le jour le plus long (1962)
  • Le jour où la pluie viendra (1958/1982)
  • Le Lambeth Walk / The Lambeth Walk (1978)
  • Le petit bonheur (1976)
  • Le petit Gonzalès (1962)
  • Le promesse d'amore (1968)
  • Le restaurant italien (1983)
  • Le sixième jour (1986)
  • Le temps d'aimer (1985)
  • Le temps des fleurs (1968)
  • Le Vénitien de Levallois (1985)
  • Lei lei – Solo un uomo in più (1975)
  • Les anges noirs (1968)
  • Les choses de l'amour (1971)
  • Les enfants du Pirée (1960)
  • Les Gitans (1958)
  • Les hommes de ma vie (1986)
  • Les grilles de ma maison (1967)
  • Les p'tits mots (1983)
  • Love in Portofino (1959)
  • Lucas (1983)
  • Ma vie je la chante (1974)
  • Mama (1967)
  • Maman, la plus belle du monde (1957)
  • Mamy blue – Prigioniera (1971)
  • Marjolaine (1981)
  • Mediterraneo-Le parole di ogni giorni (1984)
  • Mein Lieber Herr (1975)
  • Milord (1960)
  • Monday, Tuesday... Laissez-moi danser / Let me dance tonight (1979)
  • Mourir sur scène (1983)
  • Ne lui dis pas (1975)
  • Nel 2023 – Ci sono fiori (1970)
  • No dico no – Harlem spagnolo (1961)
  • Non è più la mia canzone – Lady d'Arbanville (1970)
  • Nuits d'Espagne (1961)
  • Nostlagie (1981)
  • Oh! Lady Mary (1969)
  • Ô Sole Mio/Pezzettini di bikini (1960)
  • Parce que je ne t'aime plus (1986)
  • Parle plus bas (Le Parrain) (1972)
  • Parlez-moi de lui (1966)
  • Paroles.. Paroles.. (1973) duo con Alain Delon, cover del brano Parole parole di Mina con Alberto Lupo del (1972).
  • Pepe – La strada dei sogni (1961)
  • Petit homme (1966)
  • Pour ne pas vivre seul (1972)
  • Pour te dire je t'aime (1984)
  • Problemorama (L'argent.. l'argent..) (1979)
  • Quand je n'aime plus je m'en vais (1981)
  • Quand on n'a que l'amour (1957/1979)
  • Quand s'arrêtent les violons (1977)
  • Quando dormirai-Parlez-moi d'amour (1961)
  • Que sont devenues les fleurs? (1962)
  • Quelli erano giorni – Lacrime e pioggia (1968)
  • Remember... c'était loin (1977) - con Richard Chanfrey come St-Germain
  • Remember – 18 anni (1977)
  • Reviens-moi (1985)
  • Rio do Brasil (1980)
  • Romantica (1960)
  • Salma Ya Salama (1977)
  • Si j'avais des millions (1968)
  • Soleil / Mediterraneo (1984)
  • T'aimer follement (1960)
  • Ta femme (1974)
  • Ti Amo (Je t'aime) (1977)
  • Tony (1982)
  • Tornerai – Tua moglie (1975)
  • Tu croiras (1963)
  • Tu n'as pas très bon caractère (1957)
  • Un enfant (1965)
  • Un po' d'amore-L'aquilone (1968)
  • Un uomo vivo – Pozzanghere (1961)
  • Une femme à quarante ans (1981)
  • Uno a te uno a me/L'arlecchino gitano (1960)
  • Uomo di sabbia – Manuel (1977)
  • Vado Via (1973)
  • Vedrai Vedrai (1979)
  • Viva la pappa (1965)
  • Voilà pourquoi je chante (1978)

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

in lingua francese[modifica | modifica sorgente]

in lingua italiana[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

  • Sulla vita della cantante, nel 2006 è stato girato e trasmesso il film italo-francese Dalida con Sabrina Ferilli nel ruolo di Dalida e andato in onda in Italia su Canale 5.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ in Catherine Rihoit, Dalida, Plon, 2005. La Rihoit nel libro sbaglia però l'attrice e nomina Rita Hayworth (che in origine avrebbe dovuto avere il ruolo di Joan Collins), ma il film è Terre des pharaons, cioè La regina delle piramidi. Dalida in un'intervista dichiara di essere stata la controfigura di Joan Collins, ma sbaglia film nominando Joseph et ses frères (Giuseppe e i suoi fratelli). Sempre nella stessa intervista, Dalida afferma che Omar Sharif fu la controfigura del primo ruolo maschile nello stesso film.
  2. ^ Catherine Rihoit, Dalida, Plon, 2005
  3. ^ http://www.dalida.com/biographies/italie.htm
  4. ^ a b Voci spezzate Mia Martini Dalida Gabriella Ferri (2ª parte dedicata a Dalida) - YouTube
  5. ^ Dalida: quando la gloria e la fama non bastano
  6. ^ Dalida :: Voci Divine :: Index
  7. ^ Dalida - film 2005 - Movieplayer.it

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Alessandro Bolli, Dizionario dei Nomi Rock, Padova, Arcana Editrice, 1998. ISBN 978-88-7966-172-0.
  • Catherine Rihoit, Dalida, Plon, 1998, 2005.
  • Henry-Jean Servat, Dalida, Albin Michel, 2003, 2007.
  • Daniel Lesueur, Hit-Parades, 1950-1998, Editions Alternatives et Parallèles, 1999, e L'argus Dalida: Discographie mondiale et cotations, Editions Alternatives, 2004.
  • David Lelait, Dalida, d'une rive à l'autre, Payot, 2004.
  • Bernard Pascuito, Dalida, une vie brûlée, L'Archipel, 2007.
  • Jacques Pessis, Dalida: une vie…, Dargaud, 2007.
  • Colette Fellous, Dalida, Flammarion
  • Isaline, Dalida, entre violon et amour, Editions Publibook, 2002.
  • A. Gallimard - Orlando, Dalida, mon amour, Edition NRJ, 1989
  • M. Rheault, Dalida, une oeuvre en soi, Editions Va bene, 2002.
  • C. Daccache - I. Salmon, Dalida, Editions Vade Retro
  • E. Bonini, La véritable Dalida, Editions Pygmalion, 2004
  • J. Barnel, Dalida, la femme de coeur, Editions du Rocher, 2005.
  • A. Ravier, Dalida passionnément, Editions Favre, 2006
  • J. Pitchal, Dalida, tu m'appelais petite soeur..., Editions Carpentier, 2007
  • L. Rioux, 50 ans de chanson française, de Trenet à Bruel, Editions L'Archipel, 1992.
  • P. Saka - Y. Plougastel, La Chanson française et francophone, Editions Larousse, 1999.
  • M. Gilbert Carpentier, Merci les artistes, Editions Anne Carrère, 2001.
  • J. Peigné, Salut les Sixties, Editions de Fallois, 2003.
  • J.-M. Boris - J.-F. Brieu - E. Didi, Olympia. Bruno Coquatrix, 50 ans de Music-Hall, Editions Hors Collection, 2003.
  • G. Verlant, L'odyssée de la chanson française, Editions Hors Collection, 2006.
  • M. Luzzatto Fegiz, Morte di un cantautore. Biografia di Luigi Tenco, Gammalibri, 1977.
  • Gianni Borgna, L'Italia di Sanremo, A. Mondadori, 1999.
  • A. Fegatelli Colonna, Luigi Tenco. Vita breve e morte di un genio musicale, A. Mondadori, 2002.
  • A. Montellanico, Quasi sera: una storia di Tenco, Stampa Alternativa/NuoviEquilibri, 2005.
  • R. Tortarolo - G. Carozzi, Luigi Tenco: ed ora avrei mille cose da fare, Arcana, 2007.
  • C. Nérac - C. Naïmi, Dalida. Ses fans, ses amis ont la parole, Éditions du Rocher, 2008.
  • S. Julienne - L. Gigliotti, Mia zia, ma tante Dalida, Ramsay, 2009.
  • F. Quinonero, Les années 60. Rêves et Révolutions, Carpentier, 2010 (libro in cui Dalida è molto presente).
  • Catherine Rihoit, Dalida, Plon, 2005 (biografia autorizzata da Orlando)
  • Siti Internet: Hit-Parade France, Hit Parade Italia, Infodisc, Dalida.Show (Site officiel).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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Antigone Costanda 1955 Gladys Leopardi

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