Alain Delon

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Alain Delon al Festival di Cannes 2010

Alain Delon (Sceaux, 8 novembre 1935) è un attore, regista e cantante francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

A soli 4 anni i genitori si separano e finisce in un collegio di suore. Ha un carattere ribelle e per questo motivo è costretto a cambiare diversi istituti. A 14 anni lascia la scuola lavorando per qualche tempo nella macelleria del patrigno. A 17 anni si arruola nella marina francese, in un battaglione di paracadutisti della fanteria di marina, e viene destinato nel sud est asiatico, nell'ambito del corpo di spedizione militare francese in Indocina. Al momento del congedo, dopo 5 anni, ha totalizzato ben 11 mesi complessivi di prigione per indisciplina.

Tornato in Francia deve affrontare una situazione di ristrettezza economica svolgendo i lavori più disparati quali il facchino, il commesso, il cameriere, finché la sua bellezza candida e al tempo stesso glaciale viene notata da Yves Allegret.

Uno dei suoi quattro figli è Anthony Delon (1964), attore, che gli ha dato tre nipoti tra cui la modella Alyson Le Borges[1].

Nel settembre 2013 suscita molte polemiche una sua intervista al canale televisivo francese France 5 in cui afferma che l'omosessualità è contro natura.[2]

Carriera di attore[modifica | modifica wikitesto]

Il successo di Alain Delon negli anni cinquanta e settanta fa nascere in Francia una rivalità mediatica con l'altra stella transalpina emergente: Jean Paul Belmondo.

Anni cinquanta - Esordi nel cinema e primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Il regista e sceneggiatore francese Yves Allegret fa esordire Alain nel film Godot (1958). Nello stesso anno entra nel film Fatti bella e taci, duetta per la prima volta con Jean-Paul Belmondo, e gira L'amante pura (Christine), grazie al quale conosce Romy Schneider con cui avrà una lunga relazione sentimentale.

Anni sessanta - La consacrazione[modifica | modifica wikitesto]

Alain Delon (1966)

L'incontro con Luchino Visconti è una tappa fondamentale per la consacrazione internazionale. Nel 1960 infatti è uno dei protagonisti del capolavoro del regista italiano Rocco e i suoi fratelli, ove incarna un personaggio puro e tollerante, così lontano da quelli che diventeranno i suoi ruoli tipici.

In questo periodo partecipa a opere di grande spessore artistico, lavorando con Michelangelo Antonioni ne L'eclisse (1961), René Clément nella commedia Che gioia vivere (1961) e nuovamente con Visconti nei panni di Tancredi ne Il Gattopardo (1964).
Seguiranno Colpo grosso al casinò (1963) di Henri Verneuil al fianco di Jean Gabin, Il tulipano nero di Christian Jaque e Crisantemi per un delitto (1964) di Clément.

Ulteriori pellicole negli stessi anni sono: Tre passi nel delirio nell'episodio William Wilson diretto da Louis Malle (1967), e il kolossal Parigi brucia? (1966) ancora di Clément.

Intanto, lasciata la Schneider, nel 1964 sposa l'attrice Francine Canovas che prenderà il nome d'arte di Nathalie Delon; da lei avrà il figlio Anthony, prima del divorzio avvenuto nel 1968.

Polar e film d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Ormai affermato e molto popolare, Delon comincia a girare quasi esclusivamente film "polar" (un genere ibrido fra poliziesco e noir), ritagliandosi il classico personaggio di duro hard boiled, affascinante e dal destino spesso segnato, indipendentemente dall'appartenenza ora alla malavita ora alla polizia.

Offre così una delle sue migliori interpretazioni nel capolavoro di Melville, Frank Costello faccia d'angelo (1967) e notevoli sono le prove ne Il clan dei Siciliani di Verneuil (1969). Non mancano di contro recitazioni di maniera, come Addio Jeff (1968) e La piscina (1969).

Nello stesso anno è coinvolto nelle indagini sul misterioso omicidio della sua guardia del corpo. Una storia che svela retroscena di sesso e droga nel suo entourage e che finisce per accrescerne la fama di attore difficile.

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

È il momento di Borsalino (1970), di Jacques Deray, film che incontra il favore del pubblico grazie all'accoppiata con Belmondo; il noir I senza nome (1970) di Melville, opera riscoperta dalla critica negli anni novanta.

Con Daniele Dominici in La prima notte di quiete (1972) di Valerio Zurlini, Delon ritrova interesse per il cinema d'autore, impersonando ruoli complessi ne L'assassinio di Trotsky (1972) e Mr. Klein (1976), entrambi di Joseph Losey.

Il poliziesco[modifica | modifica wikitesto]

Dalla metà degli anni settanta l'attore francese recita quasi esclusivamente o in polizieschi violenti, in cui i caratteri divengono sempre più stereotipati e monocordi (Morte di una carogna del 1977), oppure in produzioni internazionali di minore rilievo (Airport '80 1979).

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni ottanta prende parte a Notre Histoire (1985) di Bertrand Blier, per cui riceve l'unico e tardivo premio César in carriera come miglior attore protagonista.

Gira insieme all'attrice italiana Dalila Di Lazzaro il film Tre uomini da abbattere per la regia di Jacques Deray.

Seguono le partecipazioni in Nouvelle vague di Jean-Luc Godard (1991), e l'ironico Uno dei due (1998) di Patrice Leconte, nuovamente al fianco di Belmondo.

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni novanta Delon lavora soprattutto per il teatro e la televisione.

Anni duemila[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, in concomitanza con la crisi sentimentale e la separazione dalla compagna da cui ha avuto due figli, Delon rivela alla stampa la sua lotta contro la depressione, malattia che lo ha portato sull'orlo del suicidio.

Nel medesimo anno riceve la Legione d'onore dalle mani del presidente Jacques Chirac, per il suo contributo all'arte cinematografica mondiale.

Nel 2008 torna al cinema interpretando con autoironia Giulio Cesare in Asterix alle Olimpiadi.

Il 9 ottobre 2009, ospite su RaiUno in una puntata del varietà I migliori anni, è intervistato da Carlo Conti. All'attore, 74 anni, viene proposto di commentare una sequenza di baci dati sul set alle famose attrici con cui ha lavorato, e al termine dell'intervista si esibisce in un valzer con le vallette del programma, tra calorosi applausi del pubblico. Nel corso dell'intervista dichiara di aver sconfitto la depressione che lo aveva afflitto; afferma di conservare un grandissimo ricordo degli attori e dei registi italiani con cui ha lavorato; e in particolare cita come suo grande amico lo scomparso attore Renato Salvatori.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film, Alain Delon è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alyson Le Borges, nuova testimonial Intimissimi: le foto qnm.it
  2. ^ La Stampa

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Premio César per il migliore attore Successore
Coluche
per Ciao amico
1985
per Notre histoire
Christopher Lambert
per Subway

Controllo di autorità VIAF: 69115231 LCCN: n83011368