Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

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Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
M Ibrahim e i fiori del corano.jpg
Monsieur Ibrahim (Omar Sharif), Momo (Pierre Boulanger) e la Star (Isabelle Adjani) in una scena del film
Titolo originale Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran
Paese di produzione Francia
Anno 2003
Durata 94 min
Colore colore
Audio sonoro
Genere drammatico
Regia François Dupeyron
Soggetto Éric-Emmanuel Schmitt
Sceneggiatura François Dupeyron, Éric-Emmanuel Schmitt
Produttore Laurent Pétin, Michèle Pétin
Fotografia Rémy Chevrin
Montaggio Dominique Faysse
Effetti speciali Fabien Coupez
Scenografia Katia Wyszkop
Interpreti e personaggi
Premi

Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran) è un film del 2003 diretto da François Dupeyron, tratto dal romanzo omonimo di Éric-Emmanuel Schmitt.

Il film è stato presentato fuori concorso alla 60ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Parigi, anni sessanta. Moїse Schmidt è un sedicenne di origine ebraica, che abita nella rue Bleue, in un quartiere della classe operaia della capitale, insieme ad un padre assente e scostante, perso nel mito del figlio maggiore, Popol, andato via insieme alla madre. Moїse spende tutti i suoi risparmi per andare con una delle giovani prostitute che lavorano in pieno giorno nella via.

Il ragazzino fa la spesa nel negozio di alimentari dell’arabo, Monsieur Ibrahim, dove ogni tanto ruba cibo in scatola per riuscire a arrivare a fine giornata con i pochi soldi che gli passa il padre.

Un giorno nella rue Bleue arriva una troupe per girare un film con una bellissima attrice bionda che sembra Brigitte Bardot; tutti sono affascinati, durante una pausa lei entra nel negozio di M. Ibrahim per una bottiglia d’acqua che lui le fa pagare caro. “Per ripagarmi di quello che mi rubi tu”, confida poi a Moїse, che lui chiama Momo. Tuttavia non gli serba rancore, anzi gli regala bottiglie e scatolette, gli dispensa preziosi consigli su come amministrare il denaro e su come ricercare la felicità. La loro amicizia si sviluppa e presto Moїse si sente più vicino a Ibrahim che al padre.

Le esperienze di Momo con le prostitute continuano, le ragazze l’hanno preso a benvolere, ma gli piace anche la coetanea Myriam. Lei si lascia baciare, però qualche giorno dopo lo lascia per un altro ragazzino.

Mentre Momo prende sempre più confidenza con M. Ibrahim, che rivela di non essere un arabo bensì un sufi originario della Mezzaluna d’oro, in Mesopotamia, il padre perde il lavoro. Qualche giorno dopo se ne va di casa lasciandogli tutti i soldi e un biglietto d’addio in cui confessa la propria inadeguatezza. Si suiciderà gettandosi sotto un treno. L’amicizia con Ibrahim si consolida, Momo gli chiede di adottarlo, l’uomo ci riesce con qualche difficoltà.

Ibrahim ha deciso di tornare in visita al suo lontano Paese, da dove manca da molti anni. Acquista un’automobile nuova e prende lezioni di guida, poi parte con Momo per un viaggio via terra attraverso l’Europa. A Istanbul cominciano a entrare in contatto con l’Oriente. Ibrahim porta il ragazzo a una cerimonia di danza dei dervisci, poi attraversano l’Anatolia. Purtroppo, quando è già in vista del villaggio, Ibrahim rimane vittima di un incidente automobilistico.

Tornato a Parigi, Momo scoprirà che il padre adottivo gli ha lasciato tutto. Sarà lui a gestire adesso il negozio di alimentari, e malgrado sia ebreo diventerà l’arabo della rue Bleue.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Venice Film Festival 2003, whosdatedwho.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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