Éric-Emmanuel Schmitt

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Éric-Emmanuel Schmitt

Éric-Emmanuel Schmitt (Sainte-Foy-lès-Lyon, 28 marzo 1960) è un drammaturgo e scrittore belga. Le sue pièces teatrali sono tra le più rappresentate sui palcoscenici di tutta Europa[senza fonte].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origini franco-irlandesi, nonostante i genitori fossero entrambi degli sportivi, ha preferito dedicarsi agli studi letterari, diplomandosi al conservatorio di Lione. Qui ha coltivato i suoi due principali interessi: la musica e la filosofia. Dopodiché, nel 1983, si è laureato con la tesi "Diderot e la metafisica" all'École Normale Supérieure de la rue d'Ulm.

Nel 1991 ha intrapreso la sua attività come drammaturgo, tuttora in corso e a cui, nel frattempo, ha affiancato quelle di saggista e romanziere. La sua commedia Il visitatore ha vinto, nel 1993, tre Premi Molière: "Rivelazione teatrale", "Miglior autore", "Miglior spettacolo di teatro privato".

La prima messa in scena italiana si avrà però tre anni più tardi, ad opera del regista Antonio Calenda, con Turi Ferro e Kim Rossi Stuart. Lo spettacolo è stato poi ripreso in Italia a distanza di ben dieci anni, nel 2006, per iniziativa dell'attore e produttore Marco Predieri, con lo stesso nel ruolo del visitatore e Marcello Allegrini in quello di Freud. Nel 2001, Schmitt ha ricevuto dall'Académie Française anche il prestigioso Gran Premio del Teatro.

Da due sue opere sono stati tratti gli omonimi film: Le libertin (2000) di Gabriel Aghion, con Vincent Perez, Fanny Ardant e Michel Serrault, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (2003) di François Dupeyron, con Omar Sharif, Pierre Boulanger e Isabelle Adjani, Lezioni di felicità, diretto dallo stesso Schmitt.

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

Tema portante delle opere di Schmitt è l'indagine su quanto siano complessi (e per nulla scontati) i rapporti nella vita privata. L'autore, dati anche i suoi studi, dà spesso un taglio filosofico, talvolta religioso, ai suoi romanzi e pièce teatrali; ma ciò che più balza all'occhio è il lato introspettivo, psicologico delle vicende così come dei personaggi.

Schmitt, d'altro canto, predilige un punto di vista inedito, o quantomeno alternativo. Ne Il Vangelo secondo Pilato (che ha almeno un precedente illustre nella rilettura proposta da Jesus Christ Superstar), è Ponzio Pilato a raccontare il mistero incomprensibile di Gesù; qualcosa che va al di là del processo, che Pilato chiama "il caso Jeshua", e persino al di là della Ragione.

«Mi lamento spesso con Claudia [la moglie] - confessa a un certo punto -: prima ero un romano che sapeva; ora sono un romano che dubita. E mia moglie ride e batte le mani come se facessi per lei un numero da giocoliere. "Dubitare e credere sono la stessa cosa, Pilato. Solo l'indifferenza è atea".»

Ne La parte dell'Altro, invece, Schmitt immagina la vita parallela di Hitler se, nel 1908, non fosse stato respinto alla Scuola di Belle Arti di Vienna. Facendo la storia con i "se", l'autore porta avanti una sorta di Sliding Doors sul führer, dipingendo ciò che finora non è stato raccontato. "Dopo la luce, l'ombra", ovvero l'egoismo e la violenza di Hitler non più investiti nella conquista del mondo ma per diventare un artista geniale, ovviamente dionisiaco e nietzschiano. Un testo spregiudicato che ha fatto scalpore, innescato polemiche e discussioni come sempre avviene in questi casi.

L'opera su cui Schmitt ha meditato più a lungo è però, forse, Il libertino. Con Diderot, il protagonista della pièce, l'autore ha infatti un rapporto di lunga data dal momento che su di lui si è anche laureato.

Mentre una sconosciuta pittrice sta ritraendo il filosofo, piomba in casa Rousseau che non ne vuole sapere di scrivere la voce "Morale" per l'Enciclopédie. Peccato che la sterminata opera (che dovrebbe condensare tutto lo scibile umano) sia già in stampa... Ecco allora che i due intellettuali, con l'aiuto dell'intuito e della sensibilità tipicamente femminili, mettono in scena una sorta di simposio sul matrimonio, la fedeltà, la vita da libertini. "Mi fa rabbia essermi impegolato con questa maledetta filosofia che la mia mente non può rifiutare di assecondare e il mio cuore di smentire" afferma nei suoi scritti Diderot, che arriva persino a dire: "i miei pensieri sono le mie puttane". E da un simile personaggio non poteva che prendere vita, prima o poi, una commedia semiseria.

Piuttosto originale, poi, l'occasione di Piccoli crimini coniugali, dove un uomo perde la memoria (e la propria identità) a causa d'un banale incidente, mentre la moglie tenta di ricostruire il suo passato grazie agli effetti personali, le stanze della casa coniugale, i ricordi dei conoscenti e così via. Una situazione che, per una strana coincidenza, ricorda molto da vicino La misteriosa fiamma della regina Loana, il romanzo che Umberto Eco ha scritto un anno dopo la pubblicazione in Francia della commedia di Schmitt.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

  • 1991, La nuit de Valognes
  • 1993, Il visitatore (Le visiteur)
  • 1995, Golden Joe
  • 1996, Variazioni enigmatiche (Variations énigmatiques)
  • 1996, L'École du diable
  • 1997, Il libertino (Le libertin)
  • 1998, Milarepa, adattamento per il teatro del romanzo omonimo
  • 1998, Frederick ou le boulevard du crime
  • 1999, L'hotel dei due mondi (L'hôtel des deux mondes)
  • 1999, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran), adattamento per il teatro del romanzo omonimo
  • 1999, Le Bâillon
  • 2000, Mille et un jours
  • 2003, Oscar e la dama in rosa o Oscar e la Dama Rosa (Oscar et la dame rose), adattamento per il teatro del romanzo omonimo
  • 2003, Piccoli crimini coniugali (Petits crimes conjugaux)
  • 2004, I miei vangeli (Mes Évangiles), adattamento teatrale de Il Vangelo secondo Pilato)
  • 2008, La Tectonique des sentiments
  • 2008, Le Bossu (da un romanzo di Paul Féval)
  • 2010, Milady (da I tre moschettieri di Alexandre Dumas (padre)
  • 2010, Kiki van Beethoven (adattamento per il teatro del romanzo Quand je pense que Beethoven est mort alors que tant de crétins vivent)
  • 2012, Le Journal d'Anne Frank (dal Diario di Anna Frank)
  • 2013, Un homme trop facile
  • 2013, The Guitrys
  • 2014, La trahison d'Einstein
  • 2014, Georges et Georges
  • 2014, Si on recommençait

Narrativa[modifica | modifica wikitesto]

Romanzi
  • 1994, La setta degli egoisti (La secte des egoïstes)
  • 1995, Il Vangelo secondo Pilato (L'Évangile selon Pilate)
  • 1997, Milarepa (Milarepa), Ciclo dell'Invisibile - 1
  • 2001, La parte dell'Altro (La part de l'Autre)
  • 2001, Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano (Monsieur Ibrahim et les fleurs du Coran), Ciclo dell'Invisibile - 2
  • 2002, Oscar e la dama in rosa (Oscar et la dame rose), Ciclo dell'Invisibile - 3
  • 2002, Guignol aux pieds des Alpes
  • 2004, Il bambino di Noè (L'Enfant de Noé), Ciclo dell'Invisibile - 4
  • 2004, Lorsque j'etais un'Oeuvre d'Art
  • 2005, La mia storia con Mozart (Ma vie avec Mozart)
  • 2006, Quando ero un'opera d'arte (Lorsque j'étais une œuvre d'art)
  • 2009, Il lottatore di sumo che non diventava grosso (Le Sumo qui ne pouvait pas grossir), Ciclo dell'Invisibile - 5
  • 2010, Ulisse da Baghdad (Ulysse from Bagdad)
  • 2011, La donna allo specchio (La femme au miroir)
  • 2012, I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto (Les dix enfants que madame Ming n'a jamais eus), Ciclo dell'Invisibile - 6
  • 2013, La giostra del piacere (Les Perroquets de la place d'Arezzo)
  • 2014, L'Élixir d'amour
Raccolte di racconti
  • 2006, Odette Toulemonde (Odette Toulemonde et autres histoires)
  • 2007, La Rêveuse d'Ostende
  • 2010, Concerto à la memoire d'un ange
  • 2012, L'amore invisibile (Les Deux Messieurs de Bruxelles)

Altri scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1983, Diderot e la metafisica (Diderot et la metaphysique), tesi di laurea su Diderot
  • 1997, Diderot, o La filosofia della seduzione (Diderot ou la philosophie de la seduction), saggio su Diderot
  • 1997, Les noces de Figaro, traduzione in francese de Le nozze di Figaro di Mozart
  • 2001, Don Juan, traduzione in francese del Don Giovanni di Mozart
  • 2010, Quando penso che Beethoven è morto mentre tanti cretini ancora vivono (Quand je pense que Beethoven est mort alors que tant de crétins ancore vivent)

Allestimenti teatrali[modifica | modifica wikitesto]

In francese[modifica | modifica wikitesto]

In italiano[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 27196894 LCCN: n93057674