Bernard-Henri Lévy

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Bernard-Henri Lévy, 2011

Bernard-Henri Lévy (Béni-Saf, 5 novembre 1948) è un filosofo, giornalista e imprenditore francese, noto in Francia anche con la sigla BHL, dalle iniziali del suo nome.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Lévy è nato a Béni-Saf, in Algeria, il 5 novembre 1948, da una famiglia ebraica sefardita. La sua famiglia si trasferì a Parigi alcuni mesi dopo la sua nascita. Suo padre, André Lévy, fu il multimiliardario fondatore di una famosa impresa di legname (la Becob).

Dopo aver frequentato il Lycée Louis-le-Grand a Parigi, BHL nel 1968 si iscrive alla rinomata quanto selettiva Ecole Normale Supérieure, dove si laurea in filosofia. I suoi professori sono alcuni tra più importanti intellettuali e filosofi francesi, basti ricordare Jacques Derrida e Louis Althusser. Lévy è anche un giornalista, cominciando la sua carriera come cronista di guerra per il Combat, il giornale fondato in clandestinità da Albert Camus durante l'occupazione nazista della Francia. Nel 1971 Lévy lascia la Francia per recarsi in India, quindi in Bangladesh dove segue con attenzione, la guerra d'indipendenza contro il Pakistan. Sarà quest'esperienza che lo porterà a scrivere il suo primo libro, Bangla-Desh, Nationalisme dans la révolution, pubblicato nel 1973.

Tornato a Parigi, diventa famoso come il giovane fondatore della scuola della nouvelle philosophie (Nuova filosofia), corrente animata da un gruppo di giovani intellettuali che esprimono il rifiuto delle dottrine comuniste e socialiste che animano i tumulti del maggio francese, muovendo un'agguerrita ed inflessibile critica morale.[1] In contrasto anche con le fortissime idee conservatrici abbracciate da alcuni intellettuali americani, sia Lévy che i Nuovi Filosofi rifiutano l'ideologia capitalista. Durante gli anni settanta tiene un corso di epistemologia presso l'Università di Strasburgo e filosofia all'Ecole Normale Supérieure. Nel 1977, durante la trasmissione televisiva Apostrophes, Lévy viene presentato ufficialmente, accanto ad André Glucksmann, come un nouveau philosophe. Nello stesso anno pubblica La barbarie à visage humain, sostenendo la corruzione del marxismo. Nel 1981 pubblica L'Idéologie française, probabilmente il suo lavoro più influente.

Levì è sposato in terze nozze con l'attrice francese Arielle Dombasle. Sua figlia Justine Lévy, avuta dalla primo matrimonio con Isabelle Doutreluigne, è una scrittrice di bestseller, nonché ex moglie di Raphaël Enthoven (filosofo e amico di famiglia dei Lévy, ex compagno di Carla Bruni, la futura moglie di Nicolas Sarkozy per cui Enthoven lasciò la figlia di Lévy). BHL ha avuto anche un figlio, Antonin-Balthazar Lévy, dalla sua seconda moglie Sylvie Bouscasse. È membro del comitato editoriale dell'editore Grasset, e dirige la rivista La règle du Jeu ("La regola del Gioco"). Scrive, inoltre, settimanalmente una colonna per il periodico Le Point. Ha presieduto il consiglio di sorveglianza del canale televisivo culturale franco-tedesco La Sept-Arte.

Dopo la morte di suo padre André, nel 1995, Bernard-Henri dirige l'azienda paterna, la Becob, fino alla sua vendita nel 1997, per 750 milioni di franchi, all'imprenditore francese François Pinault.

Filosofia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nouvelle Philosophie.

Bernard-Henri Lévy è il massimo rapprentante della Nouvelle Philosophie, fondata con altri intellettuali negli anni '70. La gran parte dei "nuovi filosofi" francesi partì dal background del marxismo e del maoismo del Sessantotto, specie di area esistenzialista (Sartre), ripudiando poi le due ideologie comuniste come un sistema totalitario, ma oppose una netta critica di base umanistica anche al capitalismo, al conservatorismo e alla destra nazionalista, sia "vecchia" che "nuova".[2][3] Altri importanti modelli di ispirazione furono Michel Foucault, l'illuminismo, il post-strutturalismo, Friedrich Nietzsche, Martin Heidegger e Albert Camus.[2]

Vedute politiche[modifica | modifica sorgente]

Lévy, amico di Nicolas Sarkozy dal 1983, ne ha però preso le distanze dal 2007 in poi, riavvicinandosi nel 2011.[4] Ha dichiarato di apprezzare molto, come politico ideale per l'Europa, il premier italiano Matteo Renzi.[5]

Il filosofo si dichiara un difensore dei diritti umani, ed è inoltre molto critico nei confronti di dittature, regimi autoritari (come quello di Vladimir Putin) e islamismo; ha difeso le caricature di Maometto sullo Jyllands-Posten, firmato il manifesto Insieme contro il nuovo totalitarismo, essendo anche un difensore dello Stato d'Israele[6], e portato alla ribalta il caso di Sakineh Mohammadi Ashtiani, non senza ricevere critiche.[7]

Opere principali[modifica | modifica sorgente]

  • La barbarie dal volto umano, Marsilio, Venezia, 1978.
  • Il testamento di Dio, SugarCo, Milano, 1979.
  • L'ideologia francese, Spirali, Milano, 1981.
  • Il diavolo in testa, De Agostini, 1985.
  • Elogio degli intellettuali, Spirali, Milano, 1987.
  • Questioni di principio, Spirali, Milano, 1987.
  • Gli ultimi giorni di Charles Baudelaire, De Agostini, 1989.
  • Piero della Francesca e Mondrian, Spirali, Milano, 1992.
  • Le avventure della libertà, Rizzoli, Milano, 1992.
  • Gli uomini e le donne, con Giroud Francoise, Rizzoli, Milano, 1994.
  • I dannati della guerra, Il Saggiatore, Milano, 2004.
  • Chi ha ucciso Daniel Pearl?, Rizzoli, Milano, 2003.
  • Sartre, Blackwell Publishers, 2003.
  • Il secolo di Sartre. L'uomo, il pensiero, l'impegno, Il Saggiatore, Milano, 2004.
  • American vertigo, Rizzoli, Milano, 2007.
  • Nemici pubblici, Bompiani, Milano 2009 (con M. Houellebecq)

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ "...a group who broke away from the Marxist ideology dominating late 1960s France and the hard-line French left typified by Jean-Paul Sartre" Beth R. Alexander, "Commentary: Bernard Henri-Levy takes heat", Washington Times, 10 November 2004 [1]
  2. ^ a b Gayatri Chakravorty Spivak and Michael Ryan (June 1978) "Anarchism Revisited: A New Philosophy". Diacritics, 67-68
  3. ^ Oskar Negt and Jamie O. Daniel (1983) "Reflections on France's 'Nouveaux Philosophes' and the Crisis of Marxism". SubStance 11(4), 56-67
  4. ^ Why Sarkozy went to war?
  5. ^ Bernard-Henri Lévy: «Il futuro d'Europa è Renzi»
  6. ^ Bernard-Henri Levy: I have never seen an army as democratic as the IDF
  7. ^ Le scandal Sakineh

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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