Ghostwriter

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Il ghostwriter (in inglese «scrittore fantasma») o scrittore ombra[1][2] è un autore professionista pagato per scrivere libri, articoli, storie, pubblicazioni scientifiche o, in campo musicale, composizioni, ufficialmente attribuiti a un'altra persona.

Celebrità e leader politici assumono spesso ghostwriters per scrivere o sistemare autobiografie, articoli, discorsi, o altro materiale. Nella musica, i ghostwriter sono usati nella musica classica, nella musica pop, come il country e l'hip-hop o nelle colonne sonore dei film.

Il ruolo del ghostwriter[modifica | modifica wikitesto]

La divisione del lavoro tra il ghostwriter e l'autore accreditato può variare di molto. In alcuni casi, il primo è assunto per riordinare una bozza o un manoscritto quasi completato. In questo caso, la linea generale, le idee e molto del linguaggio usato nel libro o dell'articolo sono quelli dell'autore. In altri casi, il ghostwriter svolge il ruolo più rilevante, elaborando e ampliando concetti ed idee di base fornite dall'autore accreditato. In questo caso un ghostwriter dovrà eseguire ricerche approfondite sull'autore o sulla sua area di competenza. È comunque raro che un ghostwriter prepari un libro o un articolo senza nessuna informazione da parte dell'autore; nel caso minimo quest'ultimo fornisce una struttura di base di idee o commenti sulla bozza finale del ghostwriter.

Per un'autobiografia, uno scrittore ombra solitamente intervista l'autore accreditato, i suoi colleghi, i membri della famiglia e ricerca articoli, interviste e filmati (talvolta "fuori onda") sullo stesso autore, per assimilare le sue argomentazioni e i punti di vista.

I ghostwriter vengono assunti per diverse ragioni; in molti casi le celebrità o le figure pubbliche non hanno il tempo, la preparazione o l'abilità di scrittura per scrivere un'autobiografia di diverse centinaia di pagine o un intero libro. Anche se una celebrità ha le capacità per scrivere e per fare un breve articolo, potrebbe non sapere come strutturare e scrivere un lungo libro in modo che sia commercialmente valido. In altri casi, le case editrici usano i ghostwriter per aumentare il numero di libri che possono essere pubblicati con il nome di autori ben conosciuti sul mercato.

Un famoso esempio di scrittore che lavorò molto come ghostwriter è quello di Howard Phillips Lovecraft.

Remunerazione e crediti[modifica | modifica wikitesto]

Gli scrittori ombra spendono spesso mesi o interi anni nella ricerca, nella scrittura e nel montaggio di lavori per un cliente e vengono pagati in diverse maniere: per pagina, con un forfettario, con una percentuale delle royalties delle vendite o con una combinazione di questi. Farsi scrivere un articolo può costare 4 dollari per parola o più, in base alla complessità dell'articolo.[3] L'agente letterario Madeline Morel afferma che la media degli anticipi richiesti dai ghostwriter per un lavoro varia "tra 30.000$ e 100.000$"[4] Nel 2001, il New York Times affermò che la parcella che riceverà il ghostwriter per le memorie di Hillary Clinton è probabilmente di 500.000$ dell'anticipo di 8 milioni di dollari per il suo libro, che "è quasi la più alta parcella pagata a dei collaboratori".[5] Secondo la Ghostwriters Inc, un'azienda di ghostwriting professionale, questa parcella fissa è solitamente vicina a una media che va da 12.000$ a 28.000$ per libro. Assumendo il ghostwriter per questi prezzi fissi, i clienti tengono per sé tutte le royalities post-pubblicazione e i profitti.[6]

In Canada, la Writer's Union (un'associazione di scrittori) ha stabilito un tariffario minimo per il ghostwriting. Il pagamento minimo per un libro di 200-300 pagine è di 25.000$, pagati a vari stadi della bozza del libro. Le tariffe per la ricerca sono un extra, al di fuori di questo minimo.[7] In Germania, la tariffa media per un servizio di scrittura ombra confidenziale è di circa 100$ per pagina.[8]

Recentemente si tende a usare il ghostwriting di nazioni orientali, come l'India, per risparmiare sino all'80% del "costo occidentale". I ghostwriter di questi stati, le cui qualità sono alla pari rispetto a quelli statunitensi, inglesi o canadesi, completano libri di 200 pagine per tariffe che vanno dai 3000$ ai 5000$ o dai 12$ ai 18$ per pagina.[9] Questo grosso taglio nei prezzi dei ghostwriter sta incoraggiando un ulteriore outsourcing.

A volte lo scrittore ombra riceve un parziale credito su un libro, espresso dalla frase "con ..." sulla copertina. Tale credito può anche essere fornito come "ringraziamento" nella prefazione o nell'introduzione. Per i libri non di finzione, il ghostwriter potrebbe essere menzionato come "contributore" o "assistente alla ricerca". In altri casi, il ghostwriter non riceve crediti ufficiali per la scrittura di libri o articoli; nei casi in cui l'autore accreditato o l'editore o entrambi desiderano occultare il ruolo del ghostwriter, potrebbero chiedergli di firmare un accordo di non divulgazione che gli vieta di rivelare il proprio ruolo di scrittore fantasma.

Ghostwriter e diritto d'autore[modifica | modifica wikitesto]

La questione riguardante il diritto d'autore italiano e il fenomeno del ghostwriting è molto complessa. Il ghostwriting è una forma di "plagio autorizzato": il committente si appropria della paternità dell'opera senza esserne l'autore originale grazie ad un patto che viene concordato tra le due parti. Lo scrittore ombra accetta una somma di denaro in cambio del suo lavoro e del suo silenzio e permette al committente di far liberamente uso dell'opera. Più precisamente "essendo titolare del copyright, il committente è l'unico proprietario dei diritti d'autore. Suoi, pertanto, sono gli eventuali guadagni derivanti dalla pubblicazione dell'opera, dalla vendita della sceneggiatura e da quant'altro connesso alla paternità del lavoro. Lo scrittore ombra non ha nulla a pretendere, come da specifica clausola contrattuale".[10]

I diritti morali, definiti illimitati, irrinunciabili ed inalienabili (art. 22 L. 633/41), appartengono però allo scrittore ombra, non all'autore fittizio, e inoltre "l'accordo con cui si conviene di attribuire la paternità di un'opera a persona diversa dal vero autore è da ritenersi nullo".[11]

Vi sono quindi evidenti contraddizioni, che vengono risolte in questo modo: il patto viene considerato valido e lo scrittore ombra ha il diritto di rivendicare la paternità dell'opera, secondo l'art. 20 L. 633/41, ma con l'obbligo di risarcire il committente per non aver rispettato i vincoli contrattuali.

Il ghostwriting inoltre solleva anche un'altra questione: i fruitori dell'opera dovrebbero avere il diritto di sapere chi è il vero autore. Il diritto di paternità dell'opera mira infatti a tutelare anche l'interesse pubblico "in quanto evita alla collettività ogni inganno nell'attribuzione della paternità intellettuale".[12]

Eticità del ghostwriting[modifica | modifica wikitesto]

Al di là delle leggi sul diritto d'autore, esistono pareri contrastanti per quel che concerne il ghostwriting. In particolare: si tratta di un concetto eticamente corretto oppure, al contrario, va considerato moralmente inaccettabile?

Gli esperti di comunicazione Cheryl Conner e David Gruder hanno studiato a fondo la questione del ghostwriting dal punto di vita etico, partendo dall'importanza che la “scrittura fantasma” assume nella politica. Malgrado l'ambiguità e l'apparente carattere negativo della professione, essa è entrata a far parte della società in cui viviamo in modo tanto radicale che il fenomeno che ha provocato ci sembra ormai del tutto naturale.

Per alcuni, tuttavia, l'utilizzo di uno scrittore assunto ad hoc risulta essere un segreto per le masse.

La Conner considera il duplice aspetto di questo fenomeno: da un lato, gli scrittori ombra fanno parte di un'idea brillante, poiché essi possono rendere gradevole alla lettura o all'ascolto ciò che i leader vogliono trasmettere; dall'altro lato, però, c'è il rischio di scrivere materiale senza la partecipazione dell'autore rappresentato. Ad ogni modo, la questione etica nasce nel momento in cui il materiale creato da uno scrittore fantasma viene erroneamente attribuito alla persona per la quale tale scrittore ha lavorato.

A questo proposito, molti giornalisti professionisti e molte community adottano criteri standard e rigidi: il ghostwriting può, a volte, essere vietato.[13]

Domande da porsi[modifica | modifica wikitesto]

Nel libro “Ethics in Human Communications” di Richard L. Johannesen[14], l'autore enumera una breve serie di linee guida utili per stabilire l'eticità del ghostwriting.

  1. Qual è l'intento di chi comunica e qual è il grado di consapevolezza del pubblico?
  2. Chi comunica si serve dello scrittore ombra per fingere di avere qualità comunicative che, in realtà, non possiede?
  3. Chi comunica è obbligato ad utilizzare questo processo a causa di circostanze precise?
  4. In quale proporzione chi comunica partecipa attivamente nella scrittura dei propri messaggi?
  5. Chi comunica si fa carico del messaggio che presenta?

Infine, chi comunica il discorso creato dallo scrittore ombra dovrebbe prendersi la responsabilità della veridicità delle informazioni che condivide.

In conclusione, l'etica della “scrittura fantasma” è una questione delicata: in linea generale, è sempre moralmente corretto, da parte di chi comunicherà il discorso, dare credito agli altri scrittori coinvolti.

Tipi di ghostwriter[modifica | modifica wikitesto]

Storiografia[modifica | modifica wikitesto]

I ghostwriter sono ampiamente usati dalle celebrità e dalle figure pubbliche che desiderano pubblicare la propria autobiografia o le memorie. Il grado di coinvolgimento dello scrittore fantasma in questo tipo di progetti varia da minimo a sostanziale. In alcuni casi un ghostwriter potrebbe essere richiesto soltanto per ripulire, correggere e sistemare una bozza grezza di un'autobiografia o di un manuale, mentre, in altri, scriverà un intero libro o articolo basandosi su informazioni, storie, note e una outline fornite dal richiedente. L'autore accreditato potrebbe anche indicare al ghostwriter che tipo di stile o di tono vuole nel libro.

In alcuni manuali, guide per la dieta o libri di cucina, il libro potrebbe venire interamente scritto dal ghostwriter e la celebrità (per esempio un musicista famoso o una star dello sport) verrà accreditata come l'autore. Le case editrici usano questa strategia per aumentare la vendibilità di un libro per l'associazione con il personaggio famoso. In diversi paesi, prima delle elezioni, i candidati commissionano ad alcuni scrittori ombra la produzione di autobiografie per aumentare la loro visibilità.

Un consulente o una persona in carriera potrebbe pagare per avere un libro scritto da un ghostwriter su un argomento della propria area professionale, per stabilire o aumentare la propria credibilità come esperto nel proprio campo. Per esempio, un venditore di successo che spera di diventare uno annunciatore di vendite potrebbe pagare uno scrittore ombra per scrivere un libro sulle tecniche di vendita. Spesso questo tipo di libro viene pubblicato da editori a pagamento e dato ai clienti come strumento di promozione, piuttosto che venduto nelle librerie.

Fiction[modifica | modifica wikitesto]

I ghostwriter vengono assunti dagli editori di romanzi di finzione per diverse ragioni. In alcuni casi li usano per aumentare il numero di libri che possono essere pubblicati ogni anno da un autore ben conosciuto e con un buono spazio sul mercato. Essi sono usati principalmente per scrivere lavori di finzione per autori dal nome ben conosciuto in generi come gialli, misteri e storie per ragazzi.

Inoltre gli editori usano gli scrittori fantasma per scrivere nuovi libri per serie conosciute dove l'autore è uno pseudonimo. Per esempio l'autore della serie di storie del mistero Nancy Drew, "Carolyn Keene" è effettivamente uno pseudonimo di una serie di ghostwriter che scrivono libri con lo stesso stile usando un modello di informazioni di base sui personaggi del libro e il loro universo inventato (nomi, date, strutture di dialogo) e sul tono e lo stile che ci si aspetta di trovare nel libro. Per questa ragione, vengono spesso dati ai ghostwriter diversi libri precedenti della serie, per aiutarli ad adattare lo stile.

La fondazione della scrittrice romantica V. C. Andrews ha assunto uno scrittore ombra per continuare a scrivere storie dopo la sua morte, sotto il suo nome e con uno stile simile a quello dei suoi libri originali. Molti dei libri di azione di Tom Clancy, dal 2000, portano il nome di due persone sulle loro copertine, con il nome di Clancy stampato in grande e il nome dell'altro autore più in piccolo. Vari libri che portano il nome di Clancy sono stati scritti da diversi autori sotto lo stesso pseudonimo. I primi due libri nella serie di Splinter Cell sono stati scritti da Raymond Benson con lo pseudonimo di David Michaels.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Robotham, lo scrittore-ombra azzecca il bestseller. Il Corriere della Sera. 29/06/2004
  2. ^ Bartali-Malaparte, la strana coppia. La Stampa. 02/01/2011
  3. ^ "Marketing Yourself via Ghostwriting" di R.A. Burnham. Agosto 2003, Certification Magazine (un manuale tecnico e pubblicazione certificata sugli eventi industriali, i problemi e l'andamento) http://www.certmag.com/articles/templates/CM_COMM_Ind_article.asp?articleid=344&zoneid=148
  4. ^ Ghost Stories. An agent for writers who stay behind the scenes—and off the jacket, by Lynn Andriani -- Publishers Weekly, 5/29/2006 [1]
  5. ^ Media Talk; Mrs. Clinton Seeks Ghostwriter for Memoirs By DAVID D. KIRKPATRICK 8 gennaio 2001 [2]
  6. ^ Ghostwriters Ink, Sito web di servizio di ghostwriting
  7. ^ The Writers' Union of Canada website, Writers and Writing, Ghost Writing
  8. ^ Akademische Ghostwriter, ghostwriting service
  9. ^ How Much Do Ghostwriters Get Paid?
  10. ^ Ghostwriting Italia - Agenzia di ghost writer - Professionisti della scrittura al servizio di top manager, uomini politici, vip, sportivi. Cerca qui il tuo ghostwriter di fidu...
  11. ^ Paolo Auteri, Diritto d'autore, in AAVV, Diritto industriale. Proprietà e concorrenza, Giappichelli, 2001
  12. ^ Dirittodautore.it - Il primo portale italiano sul diritto d'autore
  13. ^ Is ghostwriting ethical?.
  14. ^ Richard Johannesen, Ethics in Human Communication.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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