Michel Onfray

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« Dio non è morto perché non è mortale. Una finzione non muore. »
(M. Onfray, Trattato di ateologia[1])
Michel Onfray al Theatre Rond Point di Parigi nel 2010

Michel Onfray (Chambois, 1º gennaio 1959) è un filosofo francese, appartenente alla moderna corrente anarchica ed edonista[2].

I suoi scritti celebrano i sensi, l'ateismo filosofico, l'edonismo e il piacere (senza rinunciare a una decisa impronta etica e politica), e la figura del "filosofo-artista" nella tradizione dei pensatori greci, che affermarono l'autonomia della vita e del pensiero. Ostentando un ateismo senza concessioni, egli sostiene che le religioni sono indifendibili in quanto strumenti d'oppressione e di frattura con la realtà o di elusione da essa.

Michel Onfray ritiene che la filosofia non possa esistere senza l'ausilio apportato dalle scienze naturali, dalla psicoanalisi (sebbene abbia successivamente rifiutato Freud) e dalla sociologia in una coniugazione del sapere scientifico con quello filosofico. Secondo lui, un filosofo pensa in modo coerente solo se dispone di adeguati strumenti del sapere, altrimenti le sue analisi si collocano al di fuori della realtà. Grazie ad un linguaggio ricco e fluente, riesce a spiegare efficacemente le sue teorie nel corso di trasmissioni televisive o radiofoniche. Non sorprende quindi che anche emittenti di stampo conservatore lo invitino sovente, perché egli ricopre il ruolo di "ateo di servizio" (athée de service, secondo una definizione da lui coniata).

Onfray appartiene a una classe di intellettuali vicina a correnti di pensiero individualiste e libertarie, di cui tenta il recupero dell'afflato originario attraverso lo studio dei filosofi cinici (come Diogene di Sinope) ed epicurei (principalmente Epicuro e Diogene di Enoanda), ma anche tramite tutta la storia della filosofia, dai pensatori libertini come Michel de Montaigne e Baruch Spinoza, illuministi radicali come d'Holbach, utilitaristi, anarchici come Bakunin, alcuni esponenti della Scuola di Francoforte, ma anche Nietzsche, con cui condivide la "rivolta dionisiaca", e alcuni esistenzialisti come Albert Camus. Egli, è, alla maniera di questi predecessori, un materialista abbastanza ottimista, senza gli eccessi di pessimismo che alcune correnti irreligiose hanno manifestato.

È stato avvicinato alla corrente del "Nuovo ateismo", gruppo assai eterogeneo a cui sono stati associati vari pensatori e scrittori, come Richard Dawkins, Sam Harris, Daniel Dennett, Christopher Hitchens e Piergiorgio Odifreddi.[3]

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Nato da una famiglia di contadini normanni, rimase orfano del padre e la madre, donna con problemi caratteriali, che spesso diventava violenta (riflesso dell'educazione ricevuta da lei stessa), lo abbandonò a sé stesso[4], e quindi, a dieci anni, fu affidato ad un orfanotrofio cattolico gestito da preti salesiani.[5] In questo luogo egli racconta di aver ripudiato definitivamente la religione e di essersi interessato alla filosofia, anche in seguito al fatto di aver subito un «regime carcerario» di «maltrattamenti e [...] molestie» da parte dei sacerdoti che avrebbero dovuto accudirlo.[6] Rimase dai salesiani per circa quattro anni, e successivamente ne passò tre in un altro istituto cattolico, uscendo dalla tutela dei salesiani quasi alla maggiore età, e in seguito si riconciliò con la madre.[7]

In seguitò conseguì la laurea in Filosofia all'Università statale e, dal 1983 al 2002, insegnò questa materia agli studenti dell'ultimo anno di un istituto tecnico a Caen, una scuola di proprietà cattolica, contrastato dai dirigenti. Lo fa in contrasto con il programma didattico nazionale che, secondo lui, prevede solo l'insegnamento della storia della filosofia del passato, trascurando la pratica della stessa nella vita quotidiana e i più recenti sviluppi del pensiero in rapporto alle scienze. Nel 1987, a 28 anni, fu colpito da un infarto cardiaco, al quale sopravvisse riprendendosi molto bene.[8] Michel Onfray si dimette dall'incarico di insegnante nel 2002 (l'anno in cui Luc Ferry diventa Ministro dell'Istruzione), per impegnarsi attivamente contro un'eventuale vittoria, al ballottaggio presidenziale, del candidato di ultradestra Jean-Marie Le Pen.

Nel corso dello stesso anno crea l’Université populaire de Caen e, nel 2004, ne scrive il manifesto (La communauté philosophique, La comunità filosofica). Da allora è docente nella stessa università da lui fondata, e, quando non viaggia per promuovere la sua attività, risiede stabilmente in Normandia. Anche in Italia Onfray è noto, oltre che per i suoi libri (specialmente il Trattato di ateologia), per i suoi significativi interventi in convegni internazionali concernenti il pensiero filosofico, la religione e la spiritualità.

Idee politiche[modifica | modifica sorgente]

Il filosofo francese, che si definisce post-anarchico, è attivo nell'area della sinistra libertaria e alternativa, sostenendo l'utilità del voto per contrastare le forze conservatrici. Come per il suo ateismo, le sue posizioni politiche, estremamente personali e difficilmente inquadrabili in una precisa ideologia, hanno provocato spesso polemiche. All'elezione per il presidente della repubblica francese svoltasi nel 2002, ha dichiarato di aver votato per Olivier Besancenot, candidato presentato dalla LCR (Ligue communiste révolutionnaire, Lega Comunista Rivoluzionaria), un partito troskista e marxista, sostenendo che «la sinistra deve essere di sinistra» per combattere ciò che egli chiama «la misère sale» (la sporca miseria). Si veda anche il suo libro Politique du rebelle (politica del ribelle).

In alcune delle sue dichiarazioni pubbliche Michel Onfray delinea il progetto di un «capitalismo libertario» e auspica una «gestione libertaria» dell'economia, in contrapposizione ad una "gestione liberista" della stessa. Il 22 marzo 2006, invitato da Stéphane Paoli negli studi di France Inter, Michel Onfray ha sostenuto di non essere contro il capitalismo e la proprietà privata. Lo stesso anno, in un dibattito, ha appoggiato l'opportunità di un candidato unico della sinistra alternativa alle elezioni presidenziali del 2007 in opposizione a Ségolène Royal e, a dicembre, nel corso di un'intervista a Le Monde, ha dichiarato di considerare "catastrofico" il fatto che la "sinistra della sinistra" ("gauche de la gauche") non presenti un candidato unitario (riferimento ai rapporti tesi fra LCR e PCF) che avrebbe favorito, a suo dire, la candidata socialista moderata (da lui definita «il trionfo del vuoto di fondo»[9]).

Dopo aver appoggiato il no global José Bové[10], ha dichiarato che avrebbe votato scheda bianca al ballottaggio tra la Royal e Sarkozy.[11] Ha anche appoggiato la lista italiana Sinistra Critica, manifestando sempre posizioni di sinistra negli anni. Il filosofo ha anche espresso opinioni anticlericali rivolte sia al cristianesimo, sia all'Islam. Esponenti di sinistra radicale e anarchici lo hanno criticato per alcuni attacchi rivolti alla religione musulmana, accusandolo di intolleranza. In un’intervista al quotidiano algerino el Watan, Onfray disse infatti che "dopo secoli di cultura musulmana non c'è stata nessuna invenzione, nessuna ricerca... sul terreno della scienza laica"; e, interpellato sulla Guerra d'Algeria, ha aggiunto che "i militanti dell'indipendenza nazionale si sono preclusi tutto ciò che è dalla parte della pace... la diplomazia, l'intelligenza, la ragione... Questi sono gli algerini che hanno scelto la strada della violenza e sono quelli all’origine del maggior numero di morti nella parte algerina".[12] Inoltre, ha dichiarato anche il suo moderato appoggio allo stato d'Israele, sempre in funzione antislamista, chiarendo di essere sionista nel senso originario del termine - in quanto ritiene utile e lecita l'esistenza di un "focolare nazionale ebraico" - ma allo stesso tempo filo-palestinese e contrario all'espansionismo portato avanti da molti governi israeliani ai danni degli arabi, che considera una forma di colonialismo.[13]

Filosofia[modifica | modifica sorgente]

Michel Onfray propone un pensiero risolutamente materialista che è al tempo stesso elogio e rappresentazione di tutti i temi che concernono la cultura materialista e laicistica. Ciò comporta: etica del vivere in sé, politica libertaria, uso del corpo, rapporti d'amore, ecc. Per Onfray l'onestà intellettuale e la conoscenza del mondo sono strumenti ineludibili per costruire una filosofia liberata dalla metafisica e dalla religione: «Bisogna partire dal reale e costruirci sopra» è uno degli assunti fondamentali di Onfray. La metafisica e religione sono infatti alleate nella mistificazione ontologica e gnoseologica della cultura sin dall'antichità, ma col Cristianesimo le cose sono diventate intollerabili. Così Onfray lavora alla decostruzione dei miti teologici che continuano a riproporre il rifiuto del mondo profano e materialistico con la filosofia dell'esistenza che esso comporta, col risultato di ripiegare sulla mistificazione e sull'estraniamento dalla realtà esistenziale dell'uomo.

Per questo pensatore la metafisica e la teologia si contrappongono alla visione del mondo materialistica ed atea usando espedienti e mezzi mistificatori. Essa è la sola filosoficamente plausibile e difendibile, mentre esse operano sulla base di fantasticherie e leggende prive di fondamento, ma sempre riproposte in maniera accattivante sì da essere efficaci sulle coscienze deboli. Una posizione che lo conduce a professare un «ateismo non cristiano» (un ateismo che non conserva gli usi del Cristianesimo nella vita quotidiana) in una prospettiva di esistenza più autentica e senza mistificazioni ideologiche.

L'edonismo[modifica | modifica sorgente]

Egli propone un'arte del vivere edonista, fondata sull'esistenza reale, sulla valorizzazione della cultura laicistica, sull'interesse verso le arti e verso la scienza, su un sapere liberato da lacci metafisici. Di conseguenza si profila una nuova Weltanschauung dove l'emozionalità e la sessualità sono liberate, dove il piacere personale si inquadra in liberi rapporti collettivi improntati al suo conseguimento. Nel criticare le forme di alienazione e di dolore attribuibili alle religioni e ai dogmi politici ed economici, egli ricolloca l'individuo al centro della propria esistenza e lo invita a «pensare alla sua vita e vivere il suo pensiero»: «principio di un'etica solare e sovrana».

Per Onfray il corpo e la corporeità non vanno mortificati ma esaltati, in contrasto con la cultura spiritualizzante e anticorporea dell'episteme ebraico-cristiana che permea la società occidentale. Il filosofo non rifiuta la spiritualità in sé, anzi la propone come valore, ma in maniera del tutto differente da quella tradizionale legata e assoggettata al divino. Quella di Onfray è una spiritualità in sé, non religiosa, che nasce da una filosofia priva di scorie metafisiche e religiose, collegata alle scienze della mente, rivolta positivamente a ciò che ci fa sentire bene, cioè il piacere stesso inteso in tutte le sue espressioni, da quelle più corporee a quelle più spirituali.

Michel Onfray ad un dibattito

Per lui, lavorare sul terreno del rifiuto delle leggende, sulla valorizzazione del piacere, sull'uso del proprio corpo senza pregiudizi e sul rapporto col prossimo, sono altrettanti punti fermi ed essenziali. Essi permettono all'uomo di non soccombere sotto il giogo del pensare idealistico e religioso, che «prefigurano un futuro radioso» di pretese esistenze post mortem e per altro verso persino di valori consumistici.

Per Michel Onfray proporre tale prospettiva consolatoria che posticipa la felicità costituisce una deriva umana pericolosa e devastante, per cui contro di essa ci vogliono degli antidoti intellettuali. Né la fortuna è dietro l'angolo del destino, ma sempre solo nelle nostre mani, qui e adesso, imponendo decisioni e azioni conseguenti e immediate. Per procurarsi una possibile fortuna occorre sconfiggere la "pulsione di morte" (espressione mutuata da Sigmund Freud) implicata nelle dottrine religiose. Essa è una vera e propria malattia morale, forse la più grave, perché arriva a compromettere la salute mentale di individui e di masse.

L'ateismo[modifica | modifica sorgente]

Il naturale approdo di Onfray, che critica sia certi pensatori agnostici o atei deboli, che però approvano a volte il trascendente, sia (soprattutto) il pensiero magico-religioso-filosofico che pervade la società senza che questa ne abbia coscienza e quindi cerchi di liberarsene, è l'ateismo forte che lo caratterizza. Raccomandando egli, appunto, un ateismo irriducibile, nel corso delle sue conferenze presso l'Université populaire de Caen, scardina inoltre e mette a nudo il meccanismo attraverso cui l'idealismo ascetico platoniano e poi cristiano hanno esercitato ed esercitano un'influenza continua sul nostro modo di pensare e di concepire il mondo.

Da questa «controstoria della filosofia» Michel Onfray trae degli insegnamenti e propone una strada attraverso idee atte a consentire la costruzione di una quotidianità felice ed edonistica. Egli peraltro non tratta in maniera uguale ai monoteismi le religioni antiche, in quanto ritiene che esse avessero criteri morali molto differenti e migliori. Infatti in esse non era rifiutata la corporeità, né le sue forme, né i differenti modi di gestirla. In buona parte delle religioni antiche l'aldilà, se pure era posto, non comportava particolari aspettative, essendo visto come un'esistenza neutra, senza la luce del giorno né alcuna possibilità di vera gioia, ragion per cui la vita era considerata preziosa e di essa si doveva raccogliere quanto di buono poteva offrire.

Al contrario, la prospettiva cristiana la vede come il fine dello stesso esistere umano. Relativamente ai filosofi antichi più famosi (Socrate, Platone, Aristotele, la scuola stoica) egli prende solo le idee che considera valide fuori del loro orizzonte temporale e contestuale. Le preferenze di Onfray vanno ovviamente ai materialisti puri e semplici, come Democrito e suoi discepoli, ma anche ad Epicuro. La celebrazione della ragione, del razionalismo e dell'ateismo, portano così all'opera più importante di Onfray, il Trattato di ateologia.

Il "Trattato di Ateologia"[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trattato di ateologia.

Nel 2005 esce, con questo titolo, un saggio destinato a suscitare un enorme interesse - e forti polemiche - non solo tra gli intellettuali ma, grazie allo stile adottato, semplice e chiaro, anche tra un più ampio pubblico. Oggetto della critica del Trattato non sono "i credenti" quanto piuttosto le persone e le Istituzioni che rappresentano e diffondono la religione: l'obiettivo fondamentale consiste nello "smontare" le basi etiche e filosofiche della teologia per ricostruire una visione del mondo e della vita. Ma ciò coniugato con una morale che poggia solo sulla ragione e sulla pura immanenza, emancipata da ogni condizionamemto fideistico.

Per Onfray, una volta decostruiti i fondamenti dottrinari della religione, occorre poi "lavorare a un nuovo progetto etico per creare in Occidente le condizioni di una vera morale post-cristiana. Una morale in cui il corpo cessi di essere una punizione, la terra una valle di lacrime, la vita una catastrofe, il piacere un peccato, le donne una maledizione, l'intelligenza una presunzione, la volontà una dannazione". E, sotto il profilo politico, l'Altro non sarebbe più visto "come un nemico, un avversario, una differenza da sopprimere, costringere e sottomettere, ma come l'occasione di un'intersoggetività da costruire qui ed ora".

L'opera ha scatenato una polemica nei circoli intellettuali francesi, alimentata dalla pubblicazione di molteplici articoli sull'argomento e di due libri (L’anti-traité d’athéologie, Le système Onfray mis à nu di Matthieu Baumier, e Dieu avec esprit: Réponse à Michel Onfray di Irène Fernandez) dove i loro autori confutano ciò che ritengono gli errori storici e le confusioni del Traité. (vedi i collegamenti esterni in francese). Ma il saggio di Onfray ha attiratto interesse e dibattito anche in molti altri paesi, Italia compresa, e continua il suo percorso raccogliendo un interesse sempre più profondo e diffuso.

La filosofia in pratica[modifica | modifica sorgente]

Per Onfray la filosofia serve per migliorare la vita reale e l'approccio cognitivo alla realtà, e non è mai solo fine a sé stessa. La filosofia deve uscire allo scoperto per entrare nella cultura della società in generale ed anche nella politica, al fine di mirare, per quanto possibile, alla felicità dell'umanità. Quindi occorre ottenere, dopo la secolarizzazione, la "scristianizzazione ideologica"; quest'intento pragmatico relativo al tessuto sociale porta Onfray ad agire anche a livello politico e ad impegnarsi attivamente.[14] Politica, estetica, etica, bioetica, medicina devono prescindere dal dualismo materiale/immateriale, nobile/non nobile; il dolore non deve più essere considerato utile e purificante, ma solo un'esperienza fisica, un segnale d'allarme che, una volta percepito è inutile. La ricerca scientifica e l'etica devono prescindere da teorie religiose e guardare se mai alla filosofia antica e soprattutto all'epicureismo.

Da quanto sopra deriva un sostegno incondizionato alla cosiddetta terapia del dolore, all'eutanasia, alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, al sostegno all'aborto terapeutico, ecc. Il concetto stesso di "famiglia" va per Onfray ripensato, separando la sessualità dalla riproduzione ed adottando la contraccezione e la "libertà dei celibi". Questi devono potere scegliere ogni giorno il partner opportuno, con cui sia possibile un rapporto affettivo-sessuale soddisfacente per entrambi. Al posto della coppia fissa, richiesta per regola dalla società, occorre aprire anche alle adozioni per gli omosessuali e lasciare libera la procreazione assistita ove unica possibilità.

Anche l'etica del lavoro è investita dalla filosofia laicistica di Onfray; il lavoro in se stesso non può essere considerato "eticamente" come un mezzo per il conseguimento e la realizzazione della propria personalità morale. Ancora meno ovviamente come mezzo sacrificale per offrire alla Divinità le proprie sofferenze in espiazione delle proprie presunte colpe, così da avvicinarsi a Dio tramite la fatica. Il lavoro, nella sua miglior accezione, è esclusivamente il mezzo per migliorare la propria esistenza, se e quando ciò si riveli possibile, in senso esclusivamente edonistico.[14]

La politica del ribelle[modifica | modifica sorgente]

Indagando la filosofia edonista, Michel Onfray illustra nella Politica del ribelle la parte politica del suo pensiero. Celebra in questo libro la figura del ribelle alla società, il portatore di un desiderio di rivoluzione. Quasi una mistica della sinistra con i suoi retroterra anarchici, con la sua volontà di riconquistare un mondo sottomesso all'economia, che oppone il piacere all'ascetismo della destra. Onfray riprende la storia dal 1968, proponendo un completamento del maggio francese che egli riconsidera alla luce di una fine del secolo convinta della morte delle ideologie, che invece si ripresentano in ogni tempo.

Controstoria della filosofia[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un ciclo di libri, non ancora completato, in cui Onfray rielabora con il suo pensiero e illustra nelle vesti di divulgatore i filosofi materialisti e atei a partire dall'antichità. Convinzione del filosofo è che l'episteme ebraico-cristiana che permea la società e costringe molti atei ad attuare comportamenti cristiani, sia originata dalla diffusione e celebrazione fatta dalla Chiesa e dalla cultura occidentale di filosofi spiritualisti. Pertanto nel ridisegnare la storia filosofica, Michel Onfray spiega non Platone e Aristotele, fortemente compromessi a posteriori con la dottrina cristiana, ma pensatori materialisti come Democrito ed Epicuro, dando spazio anche a veri atei posteriori, come D'Holbach e successivi.

Il ciclo, nel progetto di Onfray, doveva comporsi di sei volumi, con i seguenti titoli così tradotti: Le saggezze antiche, Il cristianesimo edonista, L'età dei libertini, Illuminismo estremo, Politiche della felicità e L'esistenzialismo radicale. Fanno parte del ciclo anche le lezioni audiovisive di Onfray su particolari filosofi o periodi. Successivamente ha ampliato il ciclo con tre ulteriori volumi: La costruzione dell'Oltreuomo, I freudiani eretici e Le coscienze refrattarie.

Teoria del corpo amoroso[modifica | modifica sorgente]

Teoria del corpo amoroso. Per un'erotica solare è pubblicato in Francia nel 2000 e in Italia da Fazi nel 2006 (sotto la spinta del successo del Traité). Nell'opera Onfray ridefinisce, rifacendosi ai filosofi materialisti e "sensualisti" dell'epoca greco-romana, il rapporto d'amore e la sessualità in senso contrattualistico, come l'incontro di due celibi liberi, non obbligati dalla fedeltà, e perciò liberi di scegliere la loro felicità, in nome dell'edonismo e della secolarizzazione dell'etica, o meglio della sua scristianizzazione. Il libro è una delle applicazioni pratiche delle idee esposte nel Trattato, una celebrazione della libera scelta di ogni uomo o donna, al posto dell'idea classica di coppia come famiglia fatta per la procreazione e la necessaria coabitazione, separando completamente l'aspetto procreativo dalla sessualità. Quest'ultima è da intendere in senso ludico e ricreativo.

Commenti sull'opera in Italia[modifica | modifica sorgente]

Un articolo anonimo pubblicato da Il Foglio, quotidiano diretto dal giornalista Giuliano Ferrara, ha recensito questo libro: in esso Onfray, come già detto, tratta in particolare il tema della morale sessuale, indirizzandosi verso un'etica libertina ed edonista che individua, sulla scorta della filosofia di Epicuro e di altre correnti minori della filosofia greca, nelle istituzioni tradizionali della coppia, della famiglia, del matrimonio etc., una negazione dell'energia vitale e delle potenzialità liberatorie proprie del corpo e della sessualità umane.

L'editorialista esprime la sua netta contrarietà: il libro di Onfray è considerato privo di valore e, alla fine, viene idealmente collocato negli scaffali di un grande magazzino. L'autore dell'articolo, con massiccia ironia, nega al lavoro di Onfray lo status di opera filosofica: «Le ricette "epicuree" di Michel Onfray... più apparentabili a certi consigli su Cosmopolitan che alle nobili fonti antiche che l'ateologo-erotologo va citando e maltrattando pagina dopo pagina...». Sempre a proposito di Teoria del corpo amoroso, il filosofo ha rilasciato interviste a giornali italiani ed è stato invitato ad una trasmissione di Maurizio Costanzo, Tutte le mattine, una delle rare apparizioni televisive italiane di Onfray. Il filosofo ha preso parte a un dibattito con lo storico Franco Cardini e lo psichiatra Raffaele Morelli.

Altre controversie[modifica | modifica sorgente]

Contro la setta raeliana[modifica | modifica sorgente]

Il movimento raeliano, una setta creazionista non cristiana, che crede che gli extraterrestri abbiano creato l'uomo, e che proclama la necessità di clonare gli esseri umani in una visione edonistica del mondo, ha insignito Onfray del titolo di "sacerdote onorario", ma il filosofo ha rifiutato con sdegno, affermando di non aver nulla a che fare con loro.[15]

La polemica su Freud[modifica | modifica sorgente]

Nell'aprile del 2010 esce il suo libro Il crepuscolo di un idolo. L'affabulazione freudiana, nel quale attacca duramente il fondatore della psicanalisi, Sigmund Freud[16], accusandolo – tra le altre cose – di essere «bugiardo», «cocainomane», «onanista», «incestuoso», di avere «ammassa[to] una fortuna in contanti per sottrarla al fisco», di essere «omofobo», «misogino», antisemita nonostante fosse ebreo, e di «appoggia[re] il fascismo».[17] Subito dopo l'uscita del saggio, numerosi intellettuali francesi hanno criticato aspramente l'opera e il suo autore, arrivando, secondo quanto affermato da Onfray, ad offendere la sua persona e la sua vita privata. Tra di essi, il principale attacco è venuto dal filosofo ed editore Bernard-Henri Lévy, a cui è seguita una dura e sarcastica risposta dello stesso Onfray.

In risposta al libro di Onfray, Élisabeth Roudinesco pubblica nello stesso anno il libro Mais pourquoi tant de haine? in cui l'autrice spiega in che modo la maggior parte delle tesi sostenute da Onfray contro Freud siano del tutto infondate e la sua documentazione sia o non attendibile oppure oggetta ad arbitrarie forzature.

Opere[modifica | modifica sorgente]

  • Il ventre dei filosofi. Critica della ragione dietetica (Le ventre des philosophes, critique de la raison diététique) (1989) Rizzoli, 1991. ISBN 8817840882 (poi ripubblicato come I filosofi in cucina nel 2001)
  • Physiologie de Georges Palante, portrait d’un nietzschéen de gauche (1989)
  • Cinismo (Cynismes, portrait du philosophe en chien) (1990) Rizzoli, 1992. ISBN 8817841757
  • Il post-anarchismo spiegato a mia nonna Elèuthera editrice, 2013. ISBN 9788896904312
  • L'arte di gioire. Per un materialismo edonista (L'art de jouir: pour un matérialisme hédoniste) (1991) Fazi, 2009. ISBN 9788864110141
  • La scultura di sé. Per una morale estetica (La sculpture de soi: la morale esthétique) (1991) Fazi, 2007. ISBN 9788881128297
  • L’œil nomade: la peinture de Jacques Pasquier (1992)
  • La raison gourmande, philosophie du goût (1995)
  • Ars moriendi: cent petits tableaux sur les avantages et les inconvénients de la mort (1995)
  • Métaphysique des ruines: la peinture de Monsu Désidério (1995)
  • Les formes du temps: théorie du Sauternes (1996)
  • La politica del ribelle. Trattato di resistenza e insubordinazione (Politique du rebelle : traité de résistance et d’insoumission) (1997) Ponte alle Grazie, 1998. ISBN 887928424X
  • À côté du désir d’éternité: fragments d’Égypte (1998)
  • Teoria del corpo amoroso. Per un'erotica solare (Théorie du corps amoureux: pour une érotique solaire) (2000) Fazi, 2006. ISBN 8881127458
  • Prêter un livre n'est pas voler son auteur (2000)
  • Antimanuel de philosophie: leçons socratiques et alternatives (2001)
  • Célébration du génie colérique: tombeau de Pierre Bourdieu (2002)
  • L’invention du plaisir: fragments cyrénaïques (2002)
  • Estetica del Polo Nord. Stele iperboree (Esthétique du Pôle nord: stèles hyperboréennes) (2002) Ponte alle Grazie, 2011. ISBN 978-88-6220-021-9
  • Splendeur de la catastrophe: la peinture de Vladimir Vélikovic (2002)
  • Les icônes païennes: variations sur Ernest Pignon-Ernest (2003)
  • Archéologie du présent, manifeste pour l'art contemporain (2003)
  • Féeries anatomiques (2003)
  • La philosophie féroce (2004)
  • La communauté philosophique (2004)
  • Trattato di ateologia. Fisica della metafisica (Traité d’athéologie) (2005) Fazi, 2005. ISBN 8881126788
  • La sagesse tragique: du bon usage de Nietzsche (2006)
  • Traces de feux furieux: la philosophie féroce II (2006)
  • La potenza di esistere. Manifesto edonista (La puissance d'exister: manifeste hedoniste) (2006) Ponte alle Grazie, 2009. ISBN 9788862200202
  • Filosofia del viaggio (Théorie du voyage: poétique de la géographie) (2007) Ponte alle Grazie, 2010. ISBN 9788862200943
  • Fixer des vertiges: les photographies de Willy Ronis (2007)
  • La pensée de midi: archéologie d'une gauche libertaire (2007)
  • Atei o credenti? Filosofia, politica, etica, scienza (con Gianni Vattimo e Paolo Flores d'Arcais), Fazi Editore, 2007.
  • Le songe d'Eichmann (2008)
  • L'innocence du devenir: la vie de Frédéric Nietzsche (2008)
  • Le chiffre de la peinture: l'Œuvre de Valerio Adami (2008)
  • La cura dei piaceri. Costruzione di un'erotica solare (Le soucis des plaisirs: construction d'une érotique solaire) (2008) Ponte alle Grazie, 2009. ISBN 9788862200844
  • La religion du poignard: éloge de Charlotte Corday (2009)
  • L'apiculteur et les Indiens: la peinture de Gérard Garouste (2009)
  • Le recours aux forêts: la tentation de Démocrite (2009)
  • Les Bûchers de Bénarès. Cosmos, Éros et Thanatos, Galilée, (2009)
  • Il crepuscolo di un idolo. L'affabulazione freudiana (2010)
  • Apostille au Crépuscule. Pour une psychanalyse non freudienne (2010) Grasset
  • Manifeste hédoniste, éd. Autrement (2011)
  • La Sagesse des abeilles. Première leçon de Démocrite, Galilée (2012)
  • Abrégé hédoniste, extraits du Manifeste hédoniste, Librio (2012)
  • Il post-anarchismo spiegato a mia nonna (Le postanarchisme expliqué à ma grand-mère. Le principe de Gulliver, Galilée 2012), Eleuthera, Milano (2013)
  • Rendre la raison populaire. Université populaire, mode d'emploi, Autrement (2012)
  • L'Ordre libertaire. La vie philosophique d'Albert Camus, Flammarion, (2012)
  • Journal hédoniste
  1. Le désir d'être un volcan (1996)
  2. Les vertus de la foudre (1998)
  3. L'archipel des comètes (2001)
  4. La lueur des orages désirés (2007)
  • Controstoria della filosofia (Contre-histoire de la philosophie)
  1. Le saggezze antiche. Controstoria della filosofia I (Les sagesses antiques - de Leucippe à Diogène d'Oenanda) (2006) Fazi, 2006. ISBN 8881127946
  2. Il Cristianesimo edonista. Controstoria della filosofia II (Le christianisme hédoniste - de Simon le magicien à Montaigne) (2006) Fazi, 2007. ISBN 9788881128938
  3. L'età dei libertini. Controstoria della filosofia III (Les libertins baroques) (2007) Fazi, 2009. ISBN 9788881123421
  4. Illuminismo estremo. Controstoria della filosofia IV (Les ultras des Lumières) (2007) Ponte alle grazie, 2010. ISBN 9788862201575
  5. Politiche della felicità. Controstoria della filosofia V (L'eudémonisme social) (2008) Ponte alle grazie, 2012. ISBN 9788862202855
  6. Schopenhauer, Thoreau, Stirner. Le radicalità esistenziali. Controstoria della filosofia VI (Les radicalités existentielles) (2009) Ponte alle grazie, 2013. ISBN 9788862207409
  7. La costruzione dell'Oltreuomo. Controstoria della filosofia VII ( La construction du surhomme), Grasset, (2011)
  8. I freudiani eretici. Controstoria della filosofia VIII (Les freudiens hérétiques), Grasset, (2013)
  9. Le coscienze refrattarie. Controstoria della filosofia IX (Les consciences réfractaires), (2013)

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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In francese[modifica | modifica sorgente]

In italiano[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Riprende chiaramente l'affermazione "Dio è morto" di Nietzsche
  2. ^ "He is a self-described hedonist, atheist, libertarian, and left-wing anarchist".(en) France, Media, Michel Onfray, A self labeled Anarchist Philosopher
  3. ^ Dall'ex Sant'Uffizio bordate contro neo-ateismo "disumano e intollerante". UAAR Ultimissime, 14 novembre 2012
  4. ^ Le fregole edoniste di Onfray
  5. ^ come egli racconta nel capitolo introduttivo del suo libro La potenza di esistere. Manifesto edonista, intitolato Autobiografia con bambino
  6. ^ Sono ateo grazie a Don Bosco
  7. ^ La dedica della Potenza di esistere è appunto "A mia madre ritrovata"
  8. ^ Recensione de I filosofi in cucina di Michel Onfray
  9. ^ http://www.altrenotizie.org/alt/modules.php?op=modload&name=News&file=article&sid=19472&theme=AutoPrint
  10. ^ Carta
  11. ^ Intervista al Corriere della Sera
  12. ^ L'Onfray anti-Islam non si porta più
  13. ^ Michel Onfray, Sioniste et pro-palestinien
  14. ^ a b Filosofia.it
  15. ^ Infos sectes
  16. ^ Freud impostore, l' accusa di Onfray archiviostorico.corriere.it
  17. ^ Onfray: quelli che difendono Freud sono i teorici ammuffiti del ' 68 archiviostorico.corriere.it

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