Pierre Janet

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pierre Janet.

Pierre Marie Félix Janet (Parigi, 30 maggio 1859Parigi, 27 febbraio 1947) è stato uno psicologo e filosofo francese.

Pierre Janet fu uno dei più importanti ed influenti psicologi francesi tra la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo.

I suoi studi sulla dissociazione ed il trauma psicologico sono considerati fondamentali per la comprensione clinica di tali tematiche, ed hanno profondamente influenzato la nascita della psicologia dinamica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi all'École Normale Supérieure di Parigi, dove fu amico di Henri Bergson, fu poi allievo di Jean-Martin Charcot alla Salpêtrière di Parigi, dove iniziò ad interessarsi, sotto la guida del maestro, ai processi psicologici legati agli stati isterici; espanse poi i suoi interessi agli stati dissociativi, all'ipnosi clinica ed ai problemi legati alle memorie traumatiche.

Nel 1889 pubblicò la sua prima Tesi di Dottorato (in Filosofia), che divenne in seguito un testo classico per gli studi sul trauma e la dissociazione: L'Automatisme Psychologique. Nel 1893 conseguì il suo secondo Dottorato, in Medicina, con la tesi L'État Mental des Hystériques.

Dal 1890 al 1898 diresse il Laboratorio di Psicologia Patologica della Salpêtrière. Nel 1898 divenne docente alla Sorbona, e nel 1902 fu nominato responsabile del Laboratorio di Psicologia Sperimentale e Comparata del Collège de France (prendendo il posto di Ribot), posizione che tenne fino al 1934.

Nel 1903 fondò il Journal de psychologie normale et pathologique, una delle più importanti riviste scientifiche francesi di settore. Fu membro dell'Institut de France dal 1913.

Nel 1913, infastidito dal comportamento di Freud che utilizzava alcuni concetti da lui elaborati, come quello di subconscio e di analisi psicologica senza riconoscerne la sua paternità, colse l'occasione della conferenza che doveva tenere al Congresso di psicologia di Londra per rivendicare la primogenitura di diversi concetti e presentare un esame critico della psicoanalisi alla presenza dei maggiori psicoanalisti del tempo. La sua relazione fu pubblicata con il titolo "La psicoanalisi"[1]

Nel 1923 uscì il suo fondamentale testo sull'ipnosi e la suggestione, La Médecine Psychologique, e negli anni successivi pubblicò una serie di articoli di sintesi sul tema delle memorie traumatiche. Dagli anni venti in poi si occupò di definire ed aggiornare il suo modello metapsicologico, sviluppato a partire dagli anni ottanta del XIX secolo, e definito di Psicologia della Condotta.

Nel 1936 ricevette un dottorato onorario dall'Università di Harvard. Morì nel 1947 per una congestione polmonare, e fu sepolto nella tomba di famiglia a Bourg-la-Reine.

Contributi scientifici[modifica | modifica wikitesto]

Fu uno dei primi ricercatori ad evidenziare una connessione diretta tra gli eventi nella vita passata di un soggetto e la sintomatologia traumatica da essi derivante; coniò i concetti ed i termini di dissociazione e subconscio, e sviluppò un'importante teoria della mente basata sul concetto di livelli funzionali, destinata a risultare di grande importanza nella psicotraumatologia del XX secolo. Il suo modello è ad esempio considerato un precursore importante delle attuali teorie psicotraumatologiche sul "dual processing" degli stimoli traumatici.

Fu tra i primi ad evidenziare come la sintomatologia psicopatologica possa essere un'espressione simbolica del materiale inconscio “dissociato” (quello che in seguito Sigmund Freud avrebbe definito come materiale rimosso), e propose al riguardo un approccio terapeutico definito di analisi psicologica. Le prime esposizioni organiche di tale modello psicopatologico sono presentate nel 1898, nel classico testo in due volumi Névroses et Idées Fixes, e nell'ampio capitolo Traitement Psychologique de l'Hystérie pubblicato all'interno del Traité de Thérapeutique Appliquée di Albert Robin.

Henri Ellenberger, nella sua celebre opera storiografica The Discovery of the Unconscious, valutò che il vero merito di aver fondato la psicoterapia psicodinamica dovesse essere attribuito a Janet più che a Freud, definendo la sottovalutata influenza dell'opera di Janet sulla nascita della psicoanalisi come "una grande città sepolta sotto le ceneri, come Pompei (...) la sua opera fu una delle fonti principali per Freud, Jung e Adler".

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carroy, J. & Plas, R. (2000). How Pierre Janet used pathological psychology to save the philosophical self. Journal of the History of the Behavioral Sciences, 36, 231-240.
  • Henri Ellenberger, The Discovery of the Unconscious, Basic Books, New York (Ed. It, La Scoperta dell'Inconscio, Bollati Boringhieri, 1976).
  • Pierre Janet, L'Automatisme Psychologique (1889). L'Harmattan, Paris, 2005 (Ed. It, L'automatismo psicologico, a cura di Francesca Ortu, Milano, Raffaello Cortina, 2013, ISBN 978-88-6030-561-9).
  • Pierre Janet, Névroses et Idées Fixes. Alcan, Paris, 1898. Reprint: Société Pierre Janet, 1990.
  • Pierre Janet, La Psychanalyse de Freud (1914). L'Harmattan, Paris, 2004 (Ed. It, La psicoanalisi, a cura di Maurilio Orbecchi, Torino, Bollati Boringhieri, 2014, ISBN 978-8833924946).
  • Pierre Janet, La Médecine Psychologique (1923). L'Harmattan, 2005.
  • Pierre Janet, Leçons au Collège de France. L'Harmattan, 2004.
  • Foschi, R. (2003) 'La Psicologia Sperimentale e Patologica di Pierre Janet e la Nozione di Personalità (1885-1900)', Medicina & Storia, 5, 45-68.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2014/03/05SIJ3049.PDF

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: 37053006 LCCN: n50036704