Peter Singer

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Peter Singer

Peter Albert David Singer (Melbourne, 6 luglio 1946) è un filosofo australiano.

Vita e opere[modifica | modifica wikitesto]

Singer è nato a Melbourne da una famiglia di ebrei viennesi scappati durante la seconda guerra mondiale. Dopo gli studi in legge, storia e filosofia presso l'Università di Melbourne, nel 1969 ottiene una borsa di studio presso l'Università di Oxford dove otterrà il bachelor in filosofia. Inizierà la sua carriera accademica presso La Trobe University, per poi insegnare all'Università di Monash. Dal 1999 insegna presso l'Università di Princeton e dal 2005 presso la Melbourne University. Noto soprattutto per essere stato il pioniere del movimento per i diritti degli animali, di cui è tuttora uno degli attivisti più influenti, Singer può essere considerato uno dei pensatori contemporanei più importanti nel campo dell’etica e con le sue tesi, sempre polemiche e al centro di dibattiti, ha incrinato le certezze morali dell’uomo occidentale mettendo pericolosamente in crisi la “vecchia morale”.[senza fonte]

Il suo testo più famoso è Liberazione animale (1975), in cui ha esposto le sue tesi contro lo specismo (il termine coniato da Richard Ryder sul calco di razzismo e sessismo per riferirsi alla minore considerazione attribuita dagli esseri umani, sul piano morale, alle altre specie animali).

La filosofia morale[modifica | modifica wikitesto]

L'antispecismo[modifica | modifica wikitesto]

La filosofia morale di Singer è di stampo consequenzialista ed è impostata come una forma di utilitarismo, secondo la quale l'azione moralmente giusta è quella che massimizza la soddisfazione delle preferenze del maggior numero di esseri senzienti; categoria in cui Singer include anche gli animali dotati, al pari della specie umana, della capacità di soffrire (e quindi della preferenza a non soffrire).

Secondo Singer, la differenza di specie quindi non è in sé una differenza moralmente rilevante, sebbene possa esserlo indirettamente nella misura in cui si traduce in una differenza di preferenze o nell'intensità delle stesse. Considerare la differenza di specie come moralmente rilevante in sé, è una forma di indebito pregiudizio al pari del razzismo o del sessismo, in cui si considerano differenze moralmente neutre, come la razza o il genere sessuale, come fondanti differenze di trattamento o di considerazione morale.

Altri temi morali[modifica | modifica wikitesto]

Le sue riflessioni non si fermano, però, ai diritti degli animali ma abbracciano ampie problematiche nel campo dell’etica e in particolare dell’etica applicata: dal rispetto per l’ambiente, all’etica politica, dalla squilibrata distribuzione della ricchezza, alla responsabilità dei paesi ricchi verso il Terzo mondo fino agli scottanti temi di etica biomedica come l’aborto[1], l’eutanasia e la ricerca che coinvolge la sperimentazione animale. Tra le sue tesi che hanno fatto più discutere vi è la "Tesi della sostituibilità" in cui Singer sostiene l'eutanasia neonatale, affermando che "è preferibile sopprimere un bambino malato in fase neonatale e sostituirlo con un nuovo progetto creativo".

I quattro assiomi del suo pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Le sue tesi derivano principalmente da quattro premesse:

  1. Il dolore, inteso come qualsiasi tipo di sofferenza fisica o psicologica, è negativo a prescindere da chi lo provi.
  2. La specie umana non è l'unica in grado di provare sofferenza o dolore. Ed è innegabile che ciò succede anche a tutti gli animali di specie non umana, molti dei quali sono in grado di provare anche forme di sofferenza che vanno al di là di quella fisica (l’angoscia di una madre separata dai suoi piccoli, la noia dell’essere rinchiusi in una gabbia senza aver nulla da fare). È proprio questo che ci rende uguali agli animali non-umani e che porta a ritenere la sperimentazione scientifica sugli animali e il consumo di carne atti ingiustificabili, dettati unicamente dalla nostra concezione specista, profondamente radicata nella civiltà occidentale odierna.
  3. Nel soppesare la gravità dell’atto di togliere una vita, bisogna prescindere da specie, razza e sesso, ma guardare ad altre caratteristiche dell’essere che verrebbe ucciso, come il suo desiderio di continuare o meno a vivere, la qualità della vita che sarebbe in grado di condurre, ecc.
  4. Tutti noi non siamo responsabili solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire o che abbiamo deciso di non fare.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Compagno dell'Ordine dell'Australia - nastrino per uniforme ordinaria Compagno dell'Ordine dell'Australia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Abortion 1995

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Diritti animali, obblighi umani, Gruppo Abele, 1987
  • Etica pratica, Liguori, 1989
  • Liberazione animale, Arnoldo Mondadori Editore, 1991
  • Il progetto grande scimmia, Theoria, 1994
  • Ripensare la vita, la vecchia morale non serve più, il Saggiatore, 1996
  • Una sinistra darwiniana, Comunità, 2000
  • La vita come si dovrebbe, il Saggiatore, 2001
  • One World. L'etica della globalizzazione, Einaudi, 2003
  • "Scritti su un vita etica, le idee che hanno messo in discussione la nostra morale", 2000, Net
  • Perché studiare le etiche dell'ambiente? (2012) in Matteo Andreozzi (a cura di), Etiche dell'ambiente. Voci e prospettive, LED: edizioni universitarie, 2012, pp. 75-78, ISBN 978-88-7916-612-6

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