Sessismo
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Il sessismo è comunemente considerato una forma di discriminazione tra gli esseri umani basata sul genere sessuale. Un atteggiamento sessista si può manifestare in alcune convinzioni, ad esempio:
- la presunta superiorità o il presunto maggior valore di un genere rispetto all'altro.
- la presunta superiorità o il presunto maggior valore di un sesso rispetto all'altro.
- l'odio per le donne (misoginia) o per gli uomini (misandria).
- l'attitudine ad inquadrare maschi e femmine in base agli stereotipi di genere ed ai relativi pregiudizi.
- assegnare arbitrariamente qualità (positive o negative) in base al sesso.
Indice |
[modifica] Generalizzazione e divisione
Le idee sessiste si manifestano in una sorta di essenzialismo secondo cui gli individui possono essere compresi e giudicati semplicisticamente in base ad alcune caratteristiche fisiche o del gruppo di appartenenza, in questo caso il gruppo maschi o femmine. Anche le persone che in vari luoghi e periodi storici non rientravano "fenotipicamente" in un genere definito (intersessuali, ermafroditi o pseudoermafroditi) o che si rifiutavano di aderire al ruolo loro assegnato in base al sesso (transessuali sia uomini che donne, crossdresser e in alcuni casi gay e lesbiche) sono state oggetto di discriminazioni che si possono leggere come discriminazioni sessiste, in quanto derivanti dalla necessità implicita, nella semplificazione sessista, di dividere nelle due categorie suddette: maschi e femmine. In tutte le società conosciute, maschile e femminile sono definiti prima di tutto come generi sociali ben distinti. Il genere biologico (maschio o femmina) a volte da solo non basta per definire l'appartenenza ad un genere sociale (vedi identità di genere).
All'opposto, l'antisessismo (vedere anche qui ) è l'idea del rifiuto della discriminazione tra i sessi. L'antisessismo sostiene che esiste un diritto alle differenze individuali e si pone delle domande sulla costruzione sociale dell' identità e dei ruoli di genere.
La discriminazione fondata sul sesso è illegale in moltissimi paesi, tuttavia molti hanno leggi che danno diritti o privilegi maggiori ad un genere piuttosto che ad un altro.
[modifica] Discriminazione sessista verso le donne
Il sessismo contro le donne nella sua forma estrema è conosciuto come misoginia, che significa "odio verso le femmine". Tuttavia il termine sessismo viene coniato dalle femministe statunitensi verso la fine degli anni 60 in opposizione al termine misoginia. Laddove infatti il termine misoginia rinvia a motivazioni psicologiche, il termine sessismo (coniato sulla falsariga di razzismo), vuole sottolineare il carattere sociale e politico di questo sistema: degli argomenti di tipo biologico (il sesso per le donne, il colore della pelle per i "non-bianchi" ), sono stati storicamente usati per giustificare sistemi di discriminazione, subordinazione e devalorizzazione.
Come hanno sottolineato Liliane Kandel e Marie-Josèphe Dhavernas [1], coniando questo nuovo termine le militanti femministe intendevano ricusare nella discussione sulla dominazione di sesso (come in precedenza su quella di "razza"), ogni ricorso ad argomenti di tipo essenzialista o naturalista. Se dunque, nell'uso corrente, il termine "sessismo" usualmente indica il "sessismo verso le donne", è perché il temine stesso nasce nell'ambito delle lotte delle donne. Molti gruppi, femministi e non, si sono occupati e si occupano di varie forme di sessismo contro le donne: la violenza di genere, la discriminazione riguardo agli studi[2] e sul lavoro[3], le differenze di retribuzione a parità di competenze[4], l’attribuzione del lavoro casalingo alle donne[5], diritto di voto, la questione delle mutilazioni genitali femminili[6], la delega della genitorialità[7] , lo studio del sessismo nel linguaggio e nell'educazione[8]. Una forma di sessismo meno evidente, ma molto pervasivo, è anche l'elogio della donna (il romantico "eterno femminino") incensata nel suo ruolo di madre, di sposa, di musa ispiratrice o di angelica presenza[9].
| Per approfondire, vedi la voce Femminismo. |
[modifica] Sessismo e razzismo
All'interno degli studi femministi si è sviluppato negli ultimi anni un fondamentale filone di studi che indaga l'articolazione tra sessimo e razzismo. Infatti sessismo e razzismo, pur essendo due specifici sistemi di differenziazione e dominazione, condividono la naturalizzazione di rapporti socialmente costruiti[10].
[modifica] Discriminazione sessista verso gli uomini
Ovviamente si chiama sessismo anche la discriminazione degli uomini in base al sesso e si inizia a tenere in considerazione che i ruoli di genere stereotipati riguardano entrambi i generi, seppure in forme diverse. La forma estrema del sessismo in relazione agli uomini viene chiamata misandria, che significa "odio verso i maschi". Un termine correlato è "androfobia", che significa paura dei maschi o della virilità.
Alcuni gruppi di uomini che s'interessano alla "Questione Maschile" ritengono che una "discriminazione sessista" verso gli uomini si manifesti in vario modo:
- Minori diritti in campo riproduttivo e genitoriale (vedi specifica sezione);
- Propensione della magistratura all’affidamento esclusivo dei figli alle madri che esclude il padre in caso di divorzio[11];
- Propensione ad escludere le donne ai lavori più deterioranti e con alto rischio di incidenti(il 92% dei morti sul lavoro sono uomini).[12]
- Non paritari diritti in termini previdenziali (es.Genere femminile ha 5 anni di contribuzione obbligatoria in meno)
- Propensione ad escludere le donne dal lavoro minorile.[13]
- Esclusione delle donne, talvolta anche tramite legge, del lavoro serale, notturno, festivo, su turni ed in trasferta.[14];
- Elargizione di fondi pubblici a sostegno dell’imprenditoria e dell’occupazione basati su discriminazioni di genere che penalizzano l’uomo[15];
- proposte di leggi sulle cosiddette "discriminazioni positive" e "quote rosa" che escludono gli uomini parimenti meritevoli;
- Istituzione di organismi per le pari opportunità non neutrali rispetto al genere e composti per la quasi totalità dei suoi membri da donne;
- Discriminazione nell’ambito della pubblica amministrazione[16];
- Elargizione di fondi pubblici non equiparata relativamente alla salute (fondi non equiparati per prevenzione tumore al seno/utero rispetto a prevenzione tumore prostata, condizioni di lavoro);
- Differenze di trattamento, a sfavore dell’uomo, nelle carceri;
- Propensione all’esaltazione della violenza femminile contro gli uomini vista in chiave umoristica (media e pubblicità);
- colpevolizzazione degli uomini generalizzando al genere le responsabilità dei singoli;
- propensione della magistratura ad condannare le donne a pene minori a parità di reato;
- propensione della magistratura alla presunzione di colpevolezza degli uomini nei tribunali in caso di controversie tra i sessi. Tale propensione può alimentare false denuncie e pene comminate sulla parola, senza prove;
- Esclusione del genere maschile al diritto dei congedi parentali[17]
- Elargizione di fondi pubblici non equiparata in relazione alle indagini statistiche e sociologiche di genere;
[modifica] Discriminazione sessista in materia di genitorialità
In materia di diritto di famiglia la legislazione specifica e svariate sentenze della magistratura italiana sembrano affermare il principio di “non bilateralità” tra i coniugi in materia di procreazione. In particolare il tribunale di Monza afferma che “non può … attribuirsi alle scelte attinenti la maternità una qualsivoglia valenza ‘bilaterale’”. E pertanto, in questa materia “non possono essere invocati gli inderogabili principi di parità ed uguaglianza dei coniugi” [18]. In materia riproduttiva al genere femminile sono garantiti per legge una serie di diritti “esclusivi”, negati al genere maschile[19]. In particolare:
- Il diritto di conoscere l’esistenza di un proprio figlio naturale. La corte costituzionale arriva a sentenziare che: "la donna potrebbe abortire o procreare senza dover informare il padre; nel caso di filiazione naturale potrebbe dichiarare di non voler essere nominata senza dover chiedere l’assenso al padre naturale" [20];
- Il diritto a sottrarsi ad una paternità/maternità non voluta[21],
- Il diritto a sottrarsi agli obblighi giuridici e di mantenimento dei figli naturali[22];
- Il diritto a rimanere anonimo in caso di paternità/maternità non voluta[23].
I diritti elencati sono garantiti al genere femminile e negati a quello maschile.
[modifica] Differenze naturali o culturali?
| Per approfondire, vedi la voce Ruolo di genere. |
Quando influiscano gli ormoni e altri aspetti anatomico-fisiologici nelle caratteristiche e nei comportamenti dei due sessi è una questione dibattuta e politicizzata (Ruolo di genere, biologia). Non c'è una risposta scientifica univoca.
Alcune teoriche femministe sostengono che le differenze tra i sessi sono in prevalenza culturali e che sono insegnate dalla nostra società e che quelle fisiologiche comunque non giustificano la disparità di trattamento, difatti leggi o comportamenti discriminatori verso le donne si basano sull'attribuzione di ruoli differenti ai due sessi nella società dovuti a differenze supposte naturali. Il ruolo delle donne è stato a lungo giocato tra le mura domestiche, nei lavori di riproduzione e cura, mentre quello degli uomini si è realizzato in società, al di fuori della famiglia. Questo era giustificato dalla convinzione dei più della "predisposizione naturale" delle donne ad accudire i figli e ad occuparsi della casa. Altre teoriche femministe invece tendono a valorizzare una "differenza" tra maschile e femminile, anche in termini di produzione di linguaggio, di stili comunicativi...[24], ma ovviamente concordano nel sostenere che le differenze non giustificano le discriminazioni subite. In ogni caso le posizioni sono molteplici e articolate.
Al contrario alcuni attivisti del "movimento maschile" sostengono che ci sono forti differenze naturali. I sostenitori di questa posizione non negano le differenze individuali o culturali ma sostengono che tra i due gruppi ci sono delle tendenze medie (dovute alla natura) che differiscono di molto e di queste differenze bisogna tenere conto nella società.
[modifica] Le quote rosa
| Per approfondire, vedi le voci Pari opportunità e Affirmative action. |
Una questione molto dibattuta è quella delle quote rosa. Molti sforzi vengono fatti per imporre quote rosa perché, se non ci sono differenze naturali tra i due sessi, una bassa quantità di donne in un certo ambiente lavorativo è giustificata solo da una discriminazione sessuale precedente o da una cultura sessista contro le donne. Altri però sostengono che una differenza di attitudini, forse con fondamenti naturali (le donne potrebbero essere ritenute meno interessate alla politica ed alla vita esterna alla famiglia in generale), spieghi lo status quo e che quindi ogni interferenza per stabilire delle quote sia discriminatoria. A supporto di tale ipotesi, l’Istat riporta che sul totale delle persone che svolgono attività gratuita per un partito politico, le donne sono meno di un quarto[25]. Secondo tali dati, il numero di parlamentari donne in Italia risulta essere coerente con il tasso di partecipazione volontario delle donne alla vita politica del Paese.
[modifica] Bibliografia
- Pierre Bourdieu, Il dominio maschile[26], Feltrinelli, Milano, 1998 (ed.or. La domination masculine, Édition du Seuil, 1998), 151 pg.,ISBN 88-071-0254-4
- Vittoria Haziel, E Dio negò la donna, Sperling & Kupfer, 2007, ISBN 978882004450
[modifica] Note
- ^ Liliane Kandel e Marie-Josèphe Dhavernas, voce Sexisme in Encyclopédie philosophique universelle, tomo II,Paris, Puf, 1990
- ^ ad es.: REGOLAMENTO DEL COMITATO PARI OPPORTUNITA'DELL'UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI FERRARA
- ^ ad es.:a cura delle Consigliere Regionali di parità:"Discriminazione di genere, una ricerca"
- ^ COMMISSIONE DELLE COMUNITA' EUROPEA,"Codice di condotta per l'applicazione della parità retributiva tra uomini e donne per lavoro di pari valore" (introduzione)
- ^ Articolo: "La disparità fra uomo e donna: fatti e cifre" (fonte swissinfo in italiano)
- ^ Amnesty International, "Mutilazioni Genitali Femminili"
- ^ Adrienne Rich,"Nato di donna", Garzanti (Gli Elefanti Saggi), ISBN 881167529-4, in particolare pg 311-313
- ^ Elena Gianini Belotti:"Dalla parte delle bambine,L'influenza dei condizionamenti sociali nella formazione del ruolo femminile nei primi anni di vita", 1°Edizione Feltrinelli, Milano, 1973
- ^ Simone de Beauvoir: "Il secondo sesso", ad es. alle pg 203-205.
- ^ Vincenza Perilli, L'innocenza di Eva, in Altreragioni, n. 8, 1999.
- ^ Istat, Rapporto famiglia e società 2005
- ^ Istat, Rilevazione continua sulle forze di lavoro 2005; Inail
- ^ Istat, Rapporto lavoro minorile, 2000
- ^ Legge 903/7, Nelle aziende manifatturiere, anche artigianali, è vietato adibire le donne al lavoro dalle ore 24 alle ore 6.
- ^ Legge 215- 1992, benefici fiscali al datore di lavoro in caso di assunzione di appartenenti al sesso femminile. Incentivi alla imprenditorialità femminile.
- ^ D.lg. 196 del 18/7/2000, Nell'amministrazione pubblica, qualora venga promosso un uomo, il dirigente che ha assegnato la promozione deve produrre una memoria giustificativa. Se viene promossa una donna, invece, è esentato dal farlo.
- ^ Legge 53/2000, Prevede che I congedi parentali siano preclusi alle forze dell'ordine di solo sesso maschile.
- ^ Sentenza 26 gennaio 2006, n. 388 Tribunale di Monza
- ^ Pubblicazione: Il diritto di aborto e la “non bilateralità” delle scelte genitoriali. Studio legale dell'avvocato Massimiliano Fiorin., Febbraio 2006.
- ^ Sentenza n. 171 del 1994 – corte costituzionale
- ^ art. 570 Codice Penale e Legge 194: Istituto “Madre Segreta”
- ^ art. 570 Codice Penale e Legge 194: Istituto “Madre Segreta”
- ^ art. 570 Codice Penale e Legge 194: Istituto “Madre Segreta”
- ^ "Per una teoria della differenza sessuale", in Diotima. Il pensiero della differenza sessuale, Milano: La Tartaruga 1987, 43-79
- ^ Istat, Rapporto Politica e società anno 2005
- ^ Recensione de "Il dominio maschile"
[modifica] Collegamenti esterni
- "Sito Italiano Anti-Femminista"
- "AltroSenso, filosofia della maschilità"
- "Associazione Cerchio degli Uomini"
- "Associazione culturale 'Identità e Differenza'"
- "Casa delle donne"
- "Comunità filosofica femminile Diotima"
- "Donne e altri"
- "Lavorare fa bene alle donne (e ai loro figli)" (Dossier statistico su donne, lavoro e famiglia - in pdf)
- "Maschile Plurale"
- "Medici per i Diritti Umani", progetto: Maschio per obbligo
- "Merito, pari diritti e pari opportunità"
- "Pari diritti per gli uomini"
- "Server Donne"
- "Unione Donne in Italia"
- "Uomini 3000"
- "Uomini in cammino"
- Sul rapporto sessismo-razzismo:"Femminismi e nazismo"
- Sul rapporto sesismo-razzismo: "La pelle giusta"

