Suffragio femminile

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Sfilata a sostegno del suffragio femminile a New York, 1912

Il termine suffragio femminile indica un movimento di riforma economico e politico avente come obiettivo quello di estendere il suffragio — cioè il diritto di voto — alle donne. Le origini moderne del movimento vanno ricercate nella Francia del XVIII secolo.[1] Dei Paesi attualmente indipendenti, la Nuova Zelanda fu la prima a riconoscere alle donne il diritto di voto. Tuttavia, quando ciò avvenne, nel 1893, la Nuova Zelanda non era una "Nazione", nel senso che non era uno stato indipendente, ma una colonia per lo più autogovernantesi.[1] Luoghi con uno status simile che concessero alle donne il voto comprendono il Territorio del Wyoming (1869). Altri possibili candidati alla carica di primo "stato" a riconoscere il suffragio femminile comprendono la Repubblica Corsa, l'Isola di Man (1881), le Isole Pitcairn, Franceville e Tavolara, ma alcuni di questi stati hanno avuto una breve esistenza e altri non sono mai stati chiaramente indipendenti. Una candidata a prima nazione indipendente a concedere il diritto di voto fu la Svezia, dove ad alcune donne fu concesso il diritto di voto durante l'età della libertà (1718-1771), anche se questo diritto fu lungi dall'essere concesso a tutte le donne.

Il diritto di voto alle donne fu introdotto nella legislazione internazionale nel 1948 quando le Nazioni Unite adottarono la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo. come stabilito dall'articolo 21 “(1)Chiunque ha il diritto di prendere parte al governo del proprio paese, direttamente o attraverso rappresentanti liberamente scelti. (3)La volontà del popolo dovrà costituire la base dell'autorità di governo; questa sarà espressa mediante elezioni periodiche e genuine che si svolgeranno a suffragio universale e paritario e che saranno tenute mediante voto segreto o mediante procedure libere di voto equivalenti.”

Il suffragio femminile viene anche esplicitamente considerato un diritto sotto la Convenzione sull'eliminazione di ogni forma di discriminazione della donna, adottata dalle Nazioni Unite nel 1979.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime donne elette al parlamento finlandese nel 1907

Il suffragio femminile è stato concesso nei vari paesi del mondo in tempi diversi. In molti paesi il suffragio femminile fu riconosciuto prima del suffragio universale, così a donne di certe razze e classi sociali non fu concesso il diritto di voto.

Nella Francia medievale e altri paesi Europei, il voto per assemblee e riunioni di città e paesi era aperto ai capi delle famiglie, indipendentemente dal sesso. Il suffragio femminile fu concesso dalla Repubblica Corsa del 1755 la cui Costituzione prevedeva un'assemblea rappresentativa nazionale eletta da tutti gli abitanti sopra i 25 anni d'età, sia donne (se nubili o vedove) che uomini.[senza fonte] Il suffragio femminile fu revocato quando la Francia annesse l'isola nel 1769. Le origini del moderno movimento a favore del suffragio femminile vanno ricercate nella Francia degli anni tra il 1780 e il 1790 negli scritti di Antoine Condorcet e Olympe de Gouges, che lo sostennero come un diritto nelle elezioni nazionali.

Nel 1756, Lydia Chapin Taft, nota anche come Lydia Taft, divenne la prima donna votante legale in America.[2] Ella votò in almeno tre occasioni in una Assemblea Cittadina del New England, ad Uxbridge (Massachusetts), con il consenso dell'elettorato. Ciò si verificava tra il 1756 e il 1768, durante il periodo coloniale americano.[3] Il New Jersey concesse il voto alle donne (con le stesse qualifiche proprietarie degli uomini, benché, dato che le donne sposate non possedevano proprietà per loro diritto, solo le donne nubili e le vedove avevano questo diritto) sotto la Storia della Costituzione dello Stato del New Jersey del 1776, nella quale la parola "abitanti" fu usata senza distinzioni di sesso o razza. Le donne del New Jersey, insieme a "persone di diverso colore, o negri", persero il diritto di voto nel 1807, quando la franchigia fu ristretta a maschi bianchi, in parte, dichiaratamente almeno, per combattere le frodi elettorali semplificando le condizioni di eleggibilità.

Francobollo emesso nel cinquantesimo anniversario del voto alle donne USA

Le Isole Pitcairn concessero il suffragio alle donne nel 1838, cui fece seguito Norfolk nel 1856. Diversi paesi, colonie e stati concessero un suffragio limitato alle donne nella seconda metà del XIX secolo, iniziando con l'Australia Meridionale nel 1861. La Comune di Parigi del 1871 riconobbe il diritto di voto alle donne, ma esso venne ritirato con la caduta della Comune e sarebbe stato concesso nuovamente nel luglio del 1944 da Charles de Gaulle. Nel 1886 il piccolo regno di Tavolara divenne una repubblica ed introdusse il suffragio femminile.[4][5] Tuttavia, nel 1899 la monarchia fu ristabilita, ed il regno fu qualche anno dopo annesso dall'Italia. La colonia di Franceville, dichiarando l'indipendenza nel 1889, divenne la prima nazione autogovernantesi ad introdurre il suffragio universale senza distinzione di sesso o colore,[6] tuttavia, essa tornò presto sotto il dominio coloniale di Francia e Regno Unito.

Il suffragio femminile illimitato in termini di diritti di voto (alle donne inizialmente non fu permesso di presentarsi come candidate alle elezioni) in una colonia autogovernantesi fu concesso dalla Nuova Zelanda nei primi anni novanta del XIX secolo. A seguito di un movimento condotto da Kate Sheppard, l'editto per il suffragio femminile fu adottato appena qualche mese prima delle elezioni generali del 1893.

La colonia autogovernantesi dell'Australia Meridionale concesse sia il suffragio universale e concesse alle donne di presentarsi come candidate al parlamento coloniale nel 1895.[7] Il Commonwealth d'Australia garantì questo stato di cose per le donne nelle elezioni Federali dal 1902 (tranne le donne Aborigene). Il primo paese europeo ad introdurre il suffragio femminile fu il Granducato di Finlandia. Le riforme amministrative successive all'insurrezione del 1905 concessero alle donne finniche il diritto di votare (suffragio universale e egualitario) e di presentarsi come candidate alle elezioni del 1906. I primi membri femminili di un parlamento furono anch'esse finniche, quando nel 1907, 19 donne presero il loro posto al Parlamento di Finlandia come risultato delle elezioni parlamentari del 1907.

Negli anni precedenti la Prima guerra mondiale, la Norvegia (1913) e la Danimarca diedero anch'esse il voto alle donne, ed esso venne esteso a tutti gli altri stati dell'Australia. La Russia Sovietica concesse il diritto nel 1918 così come il Canada (tranne il Québec, dove esso venne posposto al 1940). Le donne britanniche di oltre 30 anni d'età e tutte le donne tedesche e polacche ebbero il voto nel 1918, le donne olandesi nel 1919, e alle donne statunitensi negli stati che precedentemente si erano visto rifiutare il suffragio fu concesso il voto nel 1920. Le donne in Turchia ebbero il diritto di voto nel 1926. Nel 1928, il suffragio fu esteso a tutte le donne britanniche con gli stessi diritti degli uomini, cioè, per a tutte le persone con almeno 21 anni d'età. Una delle più recenti giurisdizioni a concedere alle donne uguali diritti è stato il Bhutan nel 2008. In Italia il suffragio universale venne istituito dall'effimera Repubblica Romana del 1849: non venne escluso il voto alle donne, che però ne restarono fuori per consuetudine. Furono fatti diversi tentativi di introduzione tra il 1861 e il 1919. Il voto femminile fu altresì legittimato nel 1920, durante la Reggenza Italiana del Carnaro, la città stato di breve durata fondata da Gabriele D'Annunzio a Fiume.[8] Nel 1925 una legge fascista concesse il suffragio femminile alle sole elezioni amministrative, che verranno però abolite nel 1926, senza che la norma avesse applicazione.[9] Nel 1945 il Regno d'Italia istituì il suffragio femminile e le donne votarono alle amministrative. Nel 1946 avvenne il primo voto su scala nazionale, al referendum istituzioneale che sancì la nascita della Repubblica italiana e alle contemporanee elezioni politiche dell'Assemblea costituente.

Movimenti pro-suffragio[modifica | modifica sorgente]

Nessun movimento pro-suffragio fu così ampio da comprendere uomini e donne. Una grossa suddivisione, specialmente in Gran Bretagna, fu tra suffragisti, che cercavano una via costituzionale al mutamento, e le suffragette, che erano invece più militanti. Esisteva anche una diversità di vedute sul "posto della donna". Alcuni che portavano avanti campagne a favore del suffragio femminile, ritenevano che le donne fossero naturalmente più buone, gentili e più comprensive verso i membri più deboli della società, specialmente i bambini. si riteneva spesso che le donne votanti potessero esercitare un potere civilizzante sulla politica e tendessero a sostenere il controllo sull'alcool, per esempio. Si riteneva che benché il posto della donna fosse in casa, ella potesse influenzare le leggi che avevano effetto su quella casa. Altri fautori di queste campagne ritenevano che uomini e donne dovessero essere uguali sotto ogni aspetto e che non esistesse il cosiddetto "ruolo naturale" delle donne.

Esistevano altresì differenze d'opinione circa gli altri votanti. Alcuni propugnatori di campagne sociali ritenevano che tutti gli adulti avessero diritto al voto, ricchi e poveri, maschi e femmine, e indipendentemente dalla razza. Altri vedevano il suffragio femminile come un modo di cancellare i voti delle classi basse e dei non-bianchi. Il più attuale movimento attivo a favore del suffragio femminile opera in Arabia Saudita. L'argomento si intreccia con il complesso ruolo delle donne saudite moderne. (Vedi Diritti delle donne in Arabia Saudita e Diritti Umani in Arabia Saudita)

Quadro sinottico del suffragio femminile[modifica | modifica sorgente]

La data indicata indica l'anno in cui per la prima volta alle donne fu concesso di partecipare (come votanti) alle elezioni, non la data in cui alle donne fu concesso il suffragio universale senza restrizioni.

Paese Anno Età di voto

Afghanistan

1963

12 anni

Albania

1909

18 anni

Algeria

1962

18 anni

Andorra

1970

18 anni

Angola

1975

18 anni

Anguilla

1951

18 anni

Antigua e Barbuda

1951

18 anni

Antille Olandesi

N/D

18 anni

Argentina

1947

18 anni

Armenia

1921

18 anni

Aruba

N/D

18 anni

Australia

1902

18 anni

Austria

1918

18 anni

Azerbaigian

1921

18 anni

Bahamas

1960

18 anni

Bahrain

2002

18 anni

Bangladesh

1972

18 anni

Barbados

1950

18 anni

Belgio

1919

18 anni

Belize

1954

18 anni

Benin

1956

18 anni

Bermuda

1944

18 anni

Bhutan

1953

18 anni

Bielorussia

1919

18 anni

Birmania

1922

18 anni

Bolivia

1938

18 anni

Bosnia-Erzegovina

1949

18 anni

Botswana

1965

18 anni

Brasile

1932

16 anni

Brunei

1959

18 anni (solo elezioni locali)

Bulgaria

1938

18 anni

Burkina Faso

1958

universali

Burundi

1961

N/D

Cambogia

1955

18 anni

Camerun

1946

20 anni

Canada

1917

18 anni

Capo Verde

1975

18 anni

Cayman, Isole

N/D

18 anni

Ciad

1958

18 anni

Cile

1931

18 anni

Cina

1949

18 anni

Cipro

1960

18 anni

Cocos (Keeling), Isole

N/D

ND

Colombia

1954

18 anni

Comore

1956

18 anni

Congo, Repubblica del

1963

18 anni

Congo, Repubblica Democratica del

1967

18 anni

Cook, Isole

1893

ND

Corea del Nord

1946

17 anni

Corea del Sud

1948

19 anni

Costa d'Avorio

1952

19 anni

Costa Rica

1949

18 anni

Croazia

1945

18 anni (16 anni, se lavoratrici)

Cuba

1934

16 anni

Danimarca

1915

18 anni

Dominica

1951

18 anni

Ecuador

1929

18 anni (facoltativo a partire dai 16, obbligatorio dai 18)

Egitto

1956

18 anni

El Salvador

1939

18 anni

Emirati Arabi Uniti

2006

N/D

Eritrea

1955

18 anni

Estonia

1918

18 anni

Etiopia

1955

18 anni

Fær Øer, Isole

N/D

18 anni

Falkland (Malvine), Isole

N/D

18 anni

Figi

1963

21 anni

Filippine

1937

18 anni

Finlandia

1906

18 anni

Francia

1944

18 anni

Gabon

1956

21 anni

Gambia

1960

18 anni

Georgia

1918

18 anni

Germania

1918

18 anni

Ghana

1954

18 anni

Giamaica

1944

18 anni

Giappone

1945

20 anni

Gibilterra

N/D

18 anni

Gibuti

1946

18 anni

Giordania

1974

18 anni

Grecia

1952

18 anni

Grenada

1951

18 anni

Groenlandia

N/D

18 anni

Guam

N/D

18 anni

Guatemala

1946

18 anni

Guernsey

a

18 anni

Guinea

1958

18 anni

Guinea-Bissau

1977

18 anni

Guinea Equatoriale

1963

18 anni

Guyana

1953

18 anni

Haiti

1950

18 anni

Honduras

1955

18 anni

Hong Kong

1949

18 anni

India

1947

18 anni

Indonesia

1945

17 anni (persone coniugate indipendentemente dall'età)

Iran

1963

16 anni

Iraq

1980

18 anni

Irlanda

1918

18 anni

Islanda

1915

18 anni

Israele

1948

18 anni

Italia

1946

18 anni (tranne che nelle elezioni per il Senato, dove l'età minima è di 25 anni)

Jersey

N/D

16 anni

Kazakistan

1924

18 anni

Kenya

1963

18 anni

Kirghizistan

1918

18 anni

Kiribati

1967

18 anni

Kosovo

1945

18 anni

Kuwait

2005

NArs

Laos

1958

18 anni

Lesotho

1965

18 anni

Lettonia

1918

18 anni

Libano

1952

21 anni (donne a 21 anni con educazione elementare)

Liberia

1946

18 anni

Libia

1964

18 anni

Liechtenstein

1984

18 anni

Lituania

1918

18 anni

Lussemburgo

1919

18 anni

Macao

N/D

18 anni

Macedonia

1946

18 anni

Madagascar

1959

18 anni

Malawi

1961

18 anni

Maldive

1932

21 anni

Malesia

1957

21 anni

Mali

1956

18 anni

Malta

1947

18 anni

Man, Isola di

1881

16 anni

Marianne Settentrionali, Isole

N/D

18 anni

Marocco

1963

18 anni

Marshall, Isole

1979

18 anni

Mauritania

1961

18 anni

Mauritius

1956

18 anni

Mayotte

N/D

18 anni

Messico

1947

18 anni

Micronesia

1979

18 anni

Moldavia

1978

18 anni

Monaco, Principato di

1962

18 anni

Mongolia

1924

18 anni

Montenegro

a

18 anni

Montserrat

N/D

18 anni

Mozambico

1975

18 anni

Namibia

1989

18 anni

Nauru

1968

20 anni

Nepal

1951

18 anni

Nuova Caledonia

a

18 anni

Nuova Zelanda

1893

18 anni

Nicaragua

1955

16 anni

Niger

1948

18 anni

Nigeria

1958

18 anni

Niue

a

18 anni

Norfolk, Isole

N/D

18 anni

Norvegia

1913

18 anni

Oman

2003

21 anni

Paesi Bassi

1919

18 anni

Pakistan

1947

18 anni

Palau

1979

18 anni

Panama

1941

18 anni

Papua-Nuova Guinea

1964

18 anni

Paraguay

1961

18 anni

Perù

1955

18 anni

Pitcairn, Isole

1838

18 anni

Polinesia Francese

N/D

18 anni

Polonia

1918

18 anni

Portogallo

1976

18 anni

Porto Rico

1929

18 anni

Qatar

1997

18 anni

Regno Unito

1918

18 anni (era di 30 anni per donne sposate fino al 1928)

Repubblica Ceca

1920

18 anni

Repubblica Centrafricana

1986

21 anni

Repubblica Dominicana

1942

18 anni

Repubblica Slovacca

1920

18 anni

Romania

1929

18 anni

Ruanda

1961

18 anni

Russia

1918

18 anni

Saint-Barthélemy

a

18 anni

Saint Kitts e Nevis

1951

18 anni

Saint Lucia

1924

18 anni

Saint-Martin

N/D

18 anni

Saint-Pierre e Miquelon

N/D

18 anni

Saint Vincent e Grenadine

1951

18 anni

Salomone, Isole

1974

21 anni

Samoa

1990

21 anni

Samoa Americane

1990

18 anni

San Marino

1959

18 anni

Sant'Elena

N/D

ND

São Tomé e Príncipe

1975

18 anni

Seychelles

1948

17 anni

Senegal

1945

18 anni

Serbia

1945

18 anni

Sierra Leone

1961

18 anni

Singapore

1947

21 anni

Siria

1949

18 anni

Slovenia

1945

18 anni

Somalia

1956

18 anni

Spagna

1931

18 anni

Sri Lanka

1931

18 anni

Stati Uniti d'America

1920

18 anni

Sudafrica

1930 (donne bianche) 1994 (donne nere)

18 anni

Sudan

1964

17 anni

Suriname

1948

18 anni

Svezia

1919

18 anni

Svizzera

1971

18 anni

Swaziland

1968

18 anni

Tagikistan

1924

18 anni

Tailandia

1932

18 anni

Taiwan

1947

20 anni

Tanzania

1959

18 anni

Timor Est

a

17 anni

Togo

1945

N/D

Tokelau

N/D

21 anni

Tonga

1960

21 anni

Trinidad e Tobago

1946

18 anni

Tunisia

1959

18 anni

Turchia

1930

18 anni

Turkmenistan

1924

18 anni

Turks e Caicos

N/D

18 anni

Tuvalu

1967

18 anni

Ucraina

1919

18 anni

Uganda

1962

18 anni

Ungheria

1918

18 anni

Uruguay

1927

18 anni

Uzbekistan

1938

18 anni

Vanuatu

1975

18 anni

Vaticano, Città del

b

limitato ai cardinali inferiori a 80 anni d'età

Venezuela

1946

18 anni

Vergini, Isole

a

18 anni

Vergini Britanniche, Isole

N/D

18 anni

Vietnam

1946

18 anni

Wallis e Futuna

a

18 anni

Yemen

1967

18 anni

Zambia

1962

18 anni

Zimbabwe

1957

18 anni

Nota: (a) Dati non disponibili (b) Il voto è limitato ai Cardinali, le donne non possono diventare Cardinali.

Il suffragio femminile paese per paese[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suffragio femminile in Italia.
I diritti delle donne australiane furono satireggiati in questa vignetta del Melbourne Punch del 14/04/1897: Un ipotetico membro femminile lascia il suo bambino alla cura del Presidente della Camera


Paesi in cui il suffragio femminile è negato o limitato[modifica | modifica sorgente]

  • Brunei — Alle donne (e anche agli uomini) è negato il diritto di voto attivo e passivo dal 1962.[10]
  • Libano — Suffragio parziale. Ci deve essere prova di istruzione di base per le donne ma non per gli uomini. Il voto è obbligatorio per gli uomini ma opzionale per le donne.[11]
  • Arabia Saudita — Non c'è ancora ufficialmente il suffragio femminile. Nel 2011 il sovrano annuncia che a partire dalle successive consultazioni, il voto sarà aperto anche alle donne. Molto probabilmente questo avverrà non prima del 2015.[12]
  • Emirati Arabi Uniti — Limitato ma sarà allargato entro il 2010. [13]
  • Città del Vaticano — Non c'è suffragio femminile e il diritto di voto è limitato anche per gli uomini. Nel conclave gli elettori sono cardinali e dunque maschi.[14]


Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Colin Campbell Aikman, ‘History, Constitutional'in McLintock, A.H. (ed),An Encyclopaedia of New Zealand, 3 vols, Wellington, NZ:R.E. Owen, Government Printer, 1966, vol 2, pp.67-75.
  2. ^ Judge Henry Chapin, Address Delivered at the Unitarian Church in Uxbridge; 1864, Worcester, Mass., Charles Hamilton Press (Harvard Library; from Google Books), 2081, ISBN.
  3. ^ "Uxbridge Breaks Tradition and Makes History: Lydia Chapin Taft by Carol Masiello", The Blackstone Daily. URL consultato il 29 settembre 2007.
  4. ^ "Smallest State in the World," New York Times, 19 June 1896, p 6
  5. ^ "Tiny Nation to Vote: Smallest Republic in the World to Hold a Presidential Election," Lowell Daily Sun, Sep 17, 1896
  6. ^ "Wee, Small Republics: A Few Examples of Popular Government," Hawaiian Gazette, Nov 1, 1895, p1
  7. ^ "Constitution (Female Suffrage) Act 1895 (SA)", National Archives of Australia. URL consultato il 10 dicembre 2007.
  8. ^ «I cittadini della Repubblica entrano nel pieno possesso di tutti i diritti civili e politici non appena compiuto il ventesimo anno di età, diventando perciò elettori ed eleggibili per tutte le cariche pubbliche senza distinzione di sesso.» (Carta del Carnaro, art. 12)
  9. ^ Il voto alle donne
  10. ^ Brunei sultan amends Constitution, eyes council elections | Asian Political News
  11. ^ CIA - The World Factbook - Lebanon
  12. ^ Women voters will have to wait until 2009
  13. ^ Al Jazeera English - News - UAE To Hold Its First Election
  14. ^ In Which Countries are Women Not Allowed to Vote?

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]