Tuvalu

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Tuvalu
Tuvalu – Bandiera Tuvalu - Stemma
(dettagli)
Tuvalu mo te Atua
(EN) Tuvalu for the Almighty
(IT) Tuvalu per l'Onnipotente
Tuvalu - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Tuvalu
Nome ufficiale Tuvalu
Lingue ufficiali tuvaluano, inglese[1]
Capitale Vaiaku 1 300 ab. su Funafuti
Politica
Forma di governo Monarchia parlamentare (Reame del Commonwealth)
Regina Elisabetta II
Governatore Generale:

Iakoba Italeli

Capo di Governo Enele Sopoaga
Indipendenza Dal Regno Unito
1º ottobre 1978
Ingresso nell'ONU 5 settembre 2000
Superficie
Totale 26 km² (190º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 9.827 ab. (2012) (193º)
Densità 408 ab./km²
Tasso di crescita 0,725% (2012)[2]
Geografia
Continente Oceania
Confini Nessuno
Fuso orario UTC +12
Economia
Valuta Dollaro di Tuvalu
PIL (nominale) 40[3] milioni di $ (2012) (189º)
PIL pro capite (nominale) 3 548 $ (2012) (115º)
PIL (PPA) 39 milioni di $ (2012) (189º)
PIL pro capite (PPA) 3 443 $ (2012) (135º)
Varie
Codici ISO 3166 TV, TUV, 798
TLD .tv
Prefisso tel. +688
Sigla autom. TUV
Inno nazionale Tuvalu mo te Atua,
God Save The Queen (Reale)
Festa nazionale  
Tuvalu - Mappa
 

Coordinate: 7°28′30″S 178°00′20″E / 7.475°S 178.005556°E-7.475; 178.005556

Tuvalu, in precedenza conosciuto come Isole Ellice, è una nazione insulare polinesiana situata nell'oceano Pacifico a metà strada tra le isole Hawaii e l'Australia. Gli arcipelaghi più vicini sono le isole Kiribati, le Samoa e le Figi. Comprende quattro isole coralline e cinque atolli con una superficie di appena 26 km² ed è il secondo paese meno popolato al mondo, dopo la Città del Vaticano. Inoltre è il secondo membro più piccolo delle Nazioni Unite. In termini di grandezza fisica del territorio, Tuvalu è il quarto stato più piccolo al mondo, più grande solo di Città del Vaticano (0,44 km²), Monaco (1,95 km²) e Nauru (21 km²).

I primi abitanti di Tuvalu furono popolazioni polinesiane. Le isole caddero sotto l'influenza britannica alla fine del XIX secolo. Le isole Ellice vennero amministrate dalla Gran Bretagna come un protettorato dal 1892 al 1916 e come parte della Colonia delle Isole Ellice e Gilbert dal 1916 al 1976, dopo che gli isolani votarono nel 1974 per diventare una dipendenza inglese con il nome di Tuvalu, separata dalle isole Gilbert, che presero il nome di Kiribati. Tuvalu divenne pienamente indipendente all'interno del Commonwealth nel 1978.

Nome[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu significa "otto insieme": otto erano in origine gli atolli abitati dell'arcipelago, ai quali si è aggiunto il nono, Niulakita, ora anch'esso abitato.

Bandiera[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Bandiera delle Tuvalu.

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma di Tuvalu rappresenta al centro una casa tipica dell'arcipelago accanto ad un mare con onde gialle ed azzurre. Sotto lo stemma vi è il motto dello stato.

Posizione[modifica | modifica sorgente]

È posto ad est della Nuova Guinea e a sud dell'arcipelago delle Kiribati. L'arcipelago fa parte della Polinesia.

Confini[modifica | modifica sorgente]

Il piccolo arcipelago, seppur non abbia confini terrestri con alcuno stato, si può dire che sia più prossimo: a nord e a est con Kiribati, a sud con le Figi e Wallis e Futuna, infine ad ovest con le isole Salomone.

Superficie[modifica | modifica sorgente]

La superficie di queste piccole isole è in totale 26 km², divisi in 9 atolli, tutti molto piccoli.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu ha, dato la sua latitudine e la sua elevazione sopra il livello del mare, un clima tropicale umido, con precipitazioni abbondanti e costanti nel corso dell'anno. Le temperature sono sempre elevate (28-29 °C).

Vegetazione[modifica | modifica sorgente]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Parchi[modifica | modifica sorgente]

Territorio[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu comprende 9 atolli. L'area totale è di circa soli 26 k, che rende questo stato il quarto più piccolo al mondo. Il più grande dei nove atolli è Funafuti. L'altezza massima è di 4,5 m sul livello del mare;[4] Tuvalu è quindi la seconda nazione al mondo per altezza media, dopo le Maldive. Ciò è causa di problemi in caso di un futuro innalzamento del livello del mare, anche perché il Paese soffre di maree molto più alte della media;[5] in futuro la nazione potrebbe essere completamente sommersa.

Il terreno è molto povero e non può essere sfruttato per l'agricoltura. Nelle isole non esistono fiumi. L'acqua potabile è ottenuta principalmente dall'acqua piovana, raccolta in apposite vasche; spesso vi sono problemi di mancanza d'acqua[6]

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Dopo la Città del Vaticano è lo stato con la popolazione più piccola: ha infatti solamente 9 929 abitanti (2008). Ha però un'alta densità: 441 ab./km². La popolazione è composta al 96% circa da tuvaluani di etnia polinesiana ed al 4% circa da tuvaluani di etnia micronesiana. L'isola è da sempre patria di molti emigranti diretti verso le altre isole della Polinesia e in particolare verso la Nuova Zelanda. Negli ultimi anni il fenomeno è stato decisamente accentuato dal fatto che l'innalzamento del livello degli oceani sta mettendo a serio rischio l'esistenza stessa dell'arcipelago, formato da isole sabbiose di forma allungata e alte non più di un paio di metri sul livello del mare.

Istruzione e sanità[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

A Tuvalu sono presenti scuole equivalenti al ciclo delle elementari e medie. Gli studenti che vogliono proseguire gli studi si recano presso l'Università del Sud Pacifico a Fiji, in Nuova Zelanda o in Australia.

Sanità[modifica | modifica sorgente]

Nella capitale è presente un ospedale moderno costruito dai giapponesi come "risarcimento" dei danni della seconda guerra mondiale.

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Le lingue ufficiali sono l'inglese e il tuvaluano; altre lingue parlate sono il samoano e, nell'isola di Nui, il gilbertese, la lingua ufficiale di Kiribati.[1] Gli Atti del Governo e del Parlamento sono in tuvaluano.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Nel 1865 la Società Missionaria Londinese, Protestanti Congregazionalisti, iniziò ad evangelizzare ed a convertire i tuvaluani. Oggi il 97% degli abitanti di Tuvalu fa parte della Chiesa di Tuvalu (Ekalesia Kelisiano), Chiesa Cristiana Protestante autonoma dal 1968. Come tutti i popoli polinesiani, i Tuvaluani sono molto religiosi.

Il restante 3 % è costituito da Baha'i (principalmente a Nanumea) e musulmani ahmadiya (principalmente a Funafuti). Entrambi questi ultimi atolli sono comunque a larga maggioranza cristiana.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Primario[modifica | modifica sorgente]

Il primario è il settore largamente prevalente, con la pesca che risulta essere importantissima per l'alimentazione locale. Numerose le famiglie che allevano maiali o polli. L'agricoltura non è praticata, poiché il terreno è molto povero e la vegetazione spontanea (palme da cocco e alberi del pane soprattutto) è l'unica limitata forma di coltivazione.

Secondario[modifica | modifica sorgente]

La copra (ottenuta dalla lavorazione della palma da cocco) è l'unica attività agroalimentare, praticata in forma familiare. Le isole non hanno risorse minerarie e non esistono altre industrie.

Terziario[modifica | modifica sorgente]

Crescente importanza riveste il settore finanziario, favorito dal fatto che il paese gode di una legislazione fiscale privilegiata; solo di recente sono state emanate norme anti-riciclaggio. Il turismo nonostante le grandi potenzialità (barriere coralline intatte e lunghe spiagge bianche) rimane una risorsa limitata, appena un migliaio di persone visita le Tuvalu all'anno, e questo numero si limita all'atollo di FunaFuti, il principale. Importante la filatelia.

Le esportazioni sono unicamente costituite dalla copra. Il paese è costretto a importare tutto, dagli elettrodomestici (poco usati) agli autoveicoli e le biciclette, oltre che i carburanti. Per limitare la dipendenza dall'estero e per dare il buon esempio in tematiche ambientali, le Tuvalu hanno l'obiettivo di produrre tutta la loro energia tramite fonti rinnovabili entro il 2020.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu, abitata sin dall'inizio del I millennio a.C., fu visitata dagli europei per la prima volta nel 1568, con l'arrivo dello spagnolo Alvaro de Mendana y Neyra. Da quella data soltanto mercanti di schiavi e cacciatori di balene approdarono occasionalmente sulle isole. Nel 1892, Tuvalu divenne parte del protettorato britannico delle isole Gilbert e Ellice, con Tuvalu che fu ufficialmente denominato "isole Ellice". Il protettorato divenne una colonia nel 1915.

Nel 1974, le differenze etniche all'interno della colonia spinsero i polinesiani delle Ellice a votare per la separazione dai micronesiani delle Gilbert (che sarebbero poi diventate Kiribati). L'anno seguente, le isole Ellice divennero una colonia britannica a sé stante, per poi arrivare all'indipendenza il 1º dicembre 1978. Membro delle Nazioni Unite (1999).

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Festività[modifica | modifica sorgente]

Inno[modifica | modifica sorgente]

L'inno nazionale si chiama "Tuvalu mo te Atua" che si traduce in Tuvalu per l'Onnipotente.

Arte[modifica | modifica sorgente]

Letteratura[modifica | modifica sorgente]

Musica[modifica | modifica sorgente]

Teatro, Cinema & Televisione[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Sono presenti 2 cinema.

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Uno sport tradizionale delle Tuvalu è il kilikiti, un gioco simile al cricket.

Sport diffusi come il calcio, la pallavolo e il rugby sono anch'essi popolari nelle Tuvalu a livello amatoriale. Le Tuvalu hanno organizzazioni sportive per badminton, basket, tennis, ping pong, pallavolo e sollevamento pesi. Un evento sportivo importante è il 'Festival dello Sport nel Giorno d'Indipendenza”, che si svolge annualmente il 1º ottobre.

Tuvalu

Le Tuvalu hanno una nazionale di calcio, che si allena a Funafuti, nel Tuvalu Sports Ground, l'unico campo da calcio dell'isola. Essa compete nei Giochi del Pacifico e in quelli del Pacifico del Sud ed è affiliata alla confederazione oceanica (OFC) ed attualmente sta cercando di diventare membro della FIFA.

Le Tuvalu hanno partecipato ai Giochi del Pacifico del Sud nel 1978 e a quelli del Commonwealth nel 1998, quando un pesista gareggiò nell'edizione tenutasi a Kuala Lumpur, in Malesia. Due giocatori di ping pong parteciparono anche ai Giochi del Commonwealth del 2002 a Manchester, mentre in quelli del 2006 a Melbourne le Tuvalu presentarono atleti per il tiro a segno, ping pong e sollevamento pesi. Tre atleti presero parte anche all'edizione del 2006 a Nuova Delhi in India, nel lancio del disco, del peso e ancora sollevamento pesi.

La 'Tuvalu Amateur Sport Association' fu riconosciuta dal Comitato Olimpico nel luglio del 2007, in modo che il paese riuscisse a partecipare per la prima volta a Giochi Olimpici nell'edizione di Pechino 2008, dove le Tuvalu portarono tre atleti, un pesista e due velocisti nei 100 metri maschili e femminili.

Nei Giochi del Pacifico del 2011 disputati in Nuova Caledonia, le Tuvalu portarono a casa tre medaglie nel sollevamento pesi, due argento e una bronzo. Nel maggio dello stesso anno, l'esperto olandese Foppe de Haan divenne il nuovo commissario tecnico della nazionale di calcio, che guidò negli stessi Giochi del Pacifico. Sotto De Haan, le Tuvalu hanno ottenuto risultati storici nella manifestazione, finendo in quarta posizione su sei nel Gruppo A, con 4 punti in 5 partite, miglior risultato di sempre del paese in ogni competizione disputata. Una serie di record per le Tuvalu vennero stabiliti e il torneo fu un successo per tutto il paese.

Personaggi celebri[modifica | modifica sorgente]

Ordinamento[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu è una monarchia parlamentare all'interno del Commonwealth britannico, avente come capo di stato la regina Elisabetta II, la quale è rappresentata da un governatore generale, che è nominato su proposta del primo ministro. Il governo di Tuvalu ha espresso l'intenzione di indire un referendum nel giugno 2005 in merito alla possibilità di fare del paese una repubblica. Il 30 aprile 2008 il risultato di un referendum indetto per scegliere se divenire repubblica o mantenere lo stato di monarchia costituzionale, ha decretato il mantenimento dello stato attuale. [1].

Il parlamento locale, o Fale I Fono, è composto da 15 membri (7 circoscrizioni eleggono 2 rappresentanti, una circoscrizione che elegge un solo membro) ed è nominato ogni 4 anni. I suoi membri eleggono il primo ministro, che è il capo del governo. A livello locale, alcuni anziani esercitano un'autorità informale.

È interessante osservare che in Tuvalu non sono (e non ci sono mai stati) presenti partiti politici organizzati.

Attualmente il Primo Ministro Willy Telavi in carica dal 24 dicembre 2010.

Il potere monarchico è esercitato dalla Regina Elisabetta II, rappresentata dal Governatore Generale (attualmente è Sir Iakoba Italeli, in carica dal 16 aprile 2010).

Diritti dell'uomo[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu è una monarchia costituzionale con democrazia parlamentare. Le elezioni sono state considerate libere e giuste dalle organizzazioni internazionali. Il governo è efficiente nel rispetto dei diritti civili dell'uomo e dei cittadini. Quando viene segnalato un abuso, la legge fornisce strumenti efficaci per il ripristino di tutti i diritti riconosciuti. Negli ultimi anni, la corruzione (segnalata come crescente) in ambienti governativi, e la discriminazione sociale e religiosa sono state indicate come violazioni di diritti dell'uomo. Tuvalu gode comunque di una condizione considerata fra le migliori del mondo riguardo ai diritti dell'uomo.

Divisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Sebbene Tuvalu, vista l'esiguità della popolazione (11 000 abitanti nel 2004), non abbia divisioni amministrative, il paese può essere diviso in 9 atolli.

Una spiaggia sull'atollo di Funafuti
Atolli composti da più di un'isola
Atolli composti da una sola isola

L'isola più piccola, Niulakita, era disabitata finché fu popolata da abitanti provenienti da Niutao nel 1949.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Isole di Tuvalu.

Moneta[modifica | modifica sorgente]

La moneta di Tuvalu è il Dollaro Tuvaluano equiparato al dollaro australiano. Vengono accettate entrambe le monete nel paese, sebbene non esistano banconote tuvaluane. Le uniche banconote circolanti nel paese sono le australiane. Le monete tuvaluane circolano insieme alle monete australiane e hanno lo stesso valore nel paese. Esiste un'unica Banca di Tuvalu che si trova nella capitale, Vaiaku, nell'atollo di Funafuti. A Tuvalu è permesso solamente il pagamento in contanti, non sono accettate le carte di credito ed i traveller's cheques devono essere cambiati presso la Banca di Tuvalu. È possibile utilizzare la carta di credito unicamente per anticipo contanti nell'unica banca principale del paese.

Francobolli[modifica | modifica sorgente]

Il 1º gennaio 1976 Tuvalu iniziò a stampare propri francobolli. Esiste a Funafuti un Ufficio Postale che provvede a vidimare i propri francobolli, raffiguranti le isole o momenti importanti della storia nazionale, balli o costumi tradizionali. Esiste una Società Filatelica di Kiribati e Tuvalu (ex Ellis Islands).

Città importanti[modifica | modifica sorgente]

La capitale è Vaiaku (situata sull'atollo di Funafuti).

Comunicazioni[modifica | modifica sorgente]

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

Tuvalu è collegata solamente da Air Fiji che tre volte la settimana vola dall'aeroporto di Suva (Fiji) all'aeroporto di Funafuti (Tuvalu). Non esistono voli interni; esistono però due navi di proprietà dello Stato (Nivaga II e Manu Folau) che effettuano il giro delle isole fermandosi in ognuna circa un'ora. È possibile nelle varie isole affittare scooter o piccoli pulmini per gli spostamenti.

Mass media[modifica | modifica sorgente]

La sua fama, oltre che come località turistica, è dovuta al nome di dominio di primo livello che è stato assegnato a queste isole: .tv, ricercatissimo per i siti Internet di molte trasmissioni televisive.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Tuvalu in The World Factbook, Central Intelligence Agency. URL consultato l'11 gennaio 2013.
  2. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  3. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  4. ^ James Lewis, Sea level rise: Some implications for Tuvalu in The Environmentalist, vol. 9, n. 4, dicembre 1989, pp. 269–275. DOI:10.1007/BF02241827.
  5. ^ Tuvalu struggles to hold back tide in BBC News, 22 gennaio 2008. URL consultato il 5 agosto 2008.
  6. ^ (EN) P A Kingston, Surveillance of Drinking Water Quality in the Pacific Islands: Situation Analysis And Needs Assessment, Country Reports (PDF), WHO, 2004. URL consultato il 28 aprile 2010.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]