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Atollo

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Atollo

Gli atolli rappresentano il tipo più complesso di scogliera corallina (o meglio scogliera madreporica in quanto costituita prevalentemente da madrepore), sia per la morfologia, sia per le origini. Gli atolli sono pertanto le formazioni coralline più famose. Un atollo è costituito da una scogliera madreporica più o meno circolare, interrotta da canali chiamati "pass", che circoscrive una laguna centrale larga oltre 2 km, la cui profondità può variare da circa 30 metri ad un massimo di circa 80 metri. Gli atolli si sviluppano in mare aperto soprattutto nella regione Indopacifica (Oceano Indiano e Oceano Pacifico) nella fascia intertropicale, in corrispondenza di isole vulcaniche sommerse, spesso a grande distanza dalla piattaforma continentale e dalle grandi isole. Il nome "atollo" deriva dalla parola "atholhu", della lingua maldiviana (lingua Dhivehi) - (atholhu (އަތޮޅު, /'ət̪ɔɭu/).

Formazione e struttura[modifica | modifica wikitesto]

Gli atolli si possono formare quando un'isola vulcanica presenta eruzioni di tipo esplosivo particolarmente violente che portano alla distruzione totale o parziale del cono vulcanico; infatti è possibile che rimanga sopra la superficie marina una parte delle pareti del vulcano mentre lo spazio interno viene invaso dall'acqua, formando così una laguna. Intorno all'isola, nel corso dei millenni si forma una barriera corallina, che in continua crescita affiora, permettendo lo sviluppo di bassi fondali all'interno e nelle sue immediate vicinanze, formati dai sedimenti detritici derivati dall'erosione costante che onde e vento operano ininterrottamente sulla formazione corallina più superficiale. Da qui la particolare colorazione bianco-rosata della sabbia che è costituita prevalentemente da carbonato di calcio. Si tratta sostanzialmente di un complesso bio-costruito del tipo definito piattaforma carbonatica, dotato di un rilievo topografico nei confronti delle aree adiacenti e caratterizzato da un'elevata produzione di carbonato di calcio derivante dalla proliferazione di organismi invertebrati con parti dure calcaree, come i coralli, diversi specie di alghe e alcune specie di molluschi bivalvi come la tridacna.

Il primo a formulare ipotesi riguardo il processo di formazione degli atolli fu Charles Darwin. Secondo la "Teoria della Subsidenza" enunciata da Darwin, oltre un secolo fa, gli atolli deriverebbero da scogliere coralline a frangia formatesi intorno a isole oceaniche che, a causa di un lento e progressivo infossamemto delle isole, si sarebbero evolute in scogliere a barriera circolari, delimitanti una laguna interna relativamente profonda. In altre parole, mentre le isole sprofondavano lentamente in ragione di pochi cm all'anno, le scogliere a frangia che cingevano le isole si accrescevano, sviluppandosi verso l'alto e verso l'esterno ed allontanandosi progressivamente dalla linea di riva, aumentando così l'ampiezza e la profondità della laguna. Si avrebbebbe così in un primo tempo la seguente situazione: isola, laguna interna e barriera corallina circolare mentre in un secondo tempo, quando l'isola sprofonda completamente e scompare, si avrebbe l'atollo vero e proprio, costituito dalla laguna interna circoscritta dalla barriera corallina circolare.

Una teoria generale che spieghi chiaramente la formazione degli atolli e che si possa applicare in tutti i casi, in realtà non esiste, è necessario infatti determinare caso per caso quale delle due teorie si presti meglio per la spiegazione dell'atollo in questione o quale combinazione delle due teorie sia effettivamente la più valida.

La parola atollo non è sinonimo di isola, purtroppo questo è un errore che viene fatto dalla maggior parte delle persone. Per esempio le isole Maldive sono costituite da 26 unità (tra atolli e isole oceaniche) che comprendono in totale 1.200 isole coralline e circa 800 banchi di sabbia privi di vegetazione, (che restano emersi anche durante l'alta marea, ma non sono considerati isole). Quindi quando si va in vacanza alle Maldive in un villaggio turistico questo è situato su di un'isola corallina che si trova nella laguna di un atollo.

Gli atolli possono contenere una o più isole, ma possono anche essere completamente privi di isole. La fotografia in questa pagina mostra un'isola corallina situata all'interno di un atollo. Gli atolli possono avere caratteristiche diverse. Gli atolli maldiviani presentano moltissime isole all'interno delle lagune, gli atolli delle Tuamotu invece non presentano molte isole all'interno delle lagune, qui le isole si sono formate prevalentemente sul margine delle barriere coralline che cingono gli atolli.

Biodiversità[modifica | modifica wikitesto]

Le scogliere madreporiche, costituiscono l'ecosistema più complesso e delicato di tutto l'ambiente marino. Solo le foreste pluviali (situate nella zona intertropicale) possono essere paragonate, in termini di organizzazione, differenziazione, fertilità e biomassa, a questo complesso ecosistema, infatti entrambi dipendono dalla luce.

Le scogliere madreporiche presentano la loro massima distribuzione nelle acque calde e basse degli oceani tropicali della regione Indo-Pacifica e della regione dell'Atlantico occidentale (Mar dei Caraibi). Con il passare dei millenni i coralli hanno formato vere e proprie cattedrali di dimensioni chilometriche. Questa abbondanza di protezioni e di cibo (ricordiamo che intorno agli atolli la profondità marina può superare abbondantemente qualche chilometro, si formano così correnti di risalita che apportano abbondanti nutrienti) ha attirato numerosissime varietà di organismi viventi pesci, molluschi, crostacei, echinodermi, ecc. (uccelli ed insetti nelle isole), tanto da poter dire che le scogliere madreporiche come le foreste pluviali, rappresentano l'ambiente dove esiste maggiore biodiversità sulla Terra.

Galleria[modifica | modifica wikitesto]

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Atolli famosi[modifica | modifica wikitesto]