Spiaggia

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Una spiaggia ciottolosa (Oregon, USA), caratterizzata da pendenze maggiori rispetto alle spiagge sabbiose. Visibili la berma ordinaria (corrispondente al moto ondoso normale) e la berma di tempesta (più interna, verso terra), determinata dagli eventi di tempesta.
Esempio di battigia, terminante verso terra nella berma ordinaria. Cile.
Scala dei Turchi

È definibile come spiaggia in senso geomorfologico un'area costiera sabbiosa prospiciente un bacino marino o lacustre, caratterizzata da una inclinazione verso il bacino stesso e compresa tra il limite inferiore e il limite superiore di azione delle onde. In senso sedimentologico, una spiaggia è un corpo sedimentario (sabbioso, ciottoloso, più raramente siltoso-argilloso) accumulato o rielaborato dalle onde.

Spiaggia di Copacabana, Rio de janeiro, la spiaggia più famosa del mondo

La formazione di una spiaggia è dovuta alla combinazione di fenomeni di erosione e sedimentazione, determinati dalle onde, dalle maree e dalle correnti marine o lacustri costiere; il sedimento inconsolidato redistribuito da tutti questi agenti deriva nella maggior parte dei casi da apporti provenienti da delta fluviali o da litorali vicini. In alcuni casi, le spiagge sono composte da materiali presenti in loco e rielaborati da onde e correnti[1].

In aree a deposizione carbonatica, con una elevata produttività biologica si possono avere anche spiagge costituite prevalentemente da detrito formato da resti o scheletri calcarei di organismi marini, quali aculei di ricci mare, frammenti di coralli e briozoi, frammenti di gusci di molluschi e ooliti.

A seconda del tipo di sedimenti disponibili, materiali di diversa granulometria possono accumularsi sulle spiagge: si va da ghiaia e ciottoli dove l'energia del mezzo è maggiore, a sabbia per la grande maggioranza delle spiagge, fino a fango, soprattutto presso la foce di grandi fiumi che trasportano grandi quantità di sedimenti molto fini (come ad esempio il Mississippi).

Le spiagge possono impostarsi direttamente al limite della terraferma o su un cordone litorale (spiaggia-barriera). In quest'ultimo caso, la spiaggia delimita verso mare un ambiente protetto (una laguna o una piana di marea).

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia è quella parte di costa che risente dell'azione delle onde, compresa tra il piede della spiaggia, ovvero il limite interno della zona di transizione tra fondale sabbioso e fondale fangoso[2] e, verso terra, il livello più interno raggiunto dalle onde di tempesta.

Profilo geomorfologico ideale (non in scala) di una spiaggia impostata sul limite della terraferma. A monte delle dune eoliche in questo caso potremmo avere una pianura alluvionale, una costa rocciosa o un deserto. Nel caso di un cordone litorale, alle spalle della spiaggia si svilupperebbe un ambiente protetto, di laguna o piana di marea. Il profilo può essere più o meno completo a seconda dell'entità dell'escursione di marea, dell'esposizione ai venti e della prevalenza di fenomeni erosivi o di accumulo.

il profilo morfologico o topografico di una spiaggia presenta tre unità principali:

  • Spiaggia emersa (backshore): è posta al di sopra del livello massimo di alta marea e si estende verso terra fino al limite massimo di azione delle onde di tempesta; è caratterizzata da una rampa inclinata verso mare (la battigia, ciclicamente sommersa ed esposta dal flutto montante) che termina verso terra in una leggera cresta a sezione triangolare (la berma ordinaria corrispondente alle condizioni normali di moto ondoso). Una o più berme di tempesta possono seguire in posizioni più interne, a rimarcare l'influenza delle mareggiate. Dove termina la berma più interna si trova facilmente una fascia di dune di origine eolica, costruite dai venti e alimentate dalla sabbia asciutta della spiaggia emersa. La fascia di dune segna il limite interno della spiaggia e la linea di costa vera e propria (in senso sedimentologico e geomorfologico). La fascia di dune eoliche (e talora anche la berma più interna) possono essere colonizzate da piante alofile. Se la spiaggia si imposta come cordone litorale con una laguna alle spalle, spesso la potenza delle onde di tempesta arriva a scavare delle brecce nel cordone stesso scagliando materiale verso l'interno, che si depone in piccoli corpi sedimentari a conoide (ventagli di rotta o wash-over fans): veri e propri piccoli delta caratterizzati da laminazioni interne inclinate verso terra (a differenza delle lamine di battigia, inclinate prevalentemente verso mare).
Schema in pianta (non in scala) di una spiaggia durante la bassa marea (non in scala). La battigia si trova in posizione e esterna, verso mare. Il solco (truogolo) subtidale è percorso dalla corrente lungo-costa (longshore current) generata dai fronti d'onda obliqui e i canali tra le barre subtidali sono percorsi dalle correnti di risacca (rip currents). Queste correnti tendono a portarsi in posizione più interna con l'alta marea.
  • Spiaggia intertidale (foreshore), tra il livello medio di bassa marea e il livello medio di alta marea: viene quindi ciclicamente sommersa e scoperta dalle acque con cadenza diurna. Nelle coste molto basse con ampia escursione mareale (coste macrotidali, con escursione superiore ai due metri), si sviluppa una vera e propria piana di marea, con caratteri peculiari che rientrano solo in parte nella definizione di spiaggia. Nelle coste in cui l'escursione della marea è molto limitata (meno di un metro), questa zona è generalmente molto ridotta o assente. Ove presente, la zona in esame è caratterizzata dallo sviluppo di barre (o "secche") in posizione esterna, la cui cresta segna il livello medio tra bassa e alta marea, separate dalla battigia da un solco (truogolo) che decorre lungo costa e sbocca verso mare attraverso canali di marea perpendicolari alla linea di costa. Il solco e i canali intertidali sono percorsi ogni giorno dal flusso dal riflusso mareale. Durante l'alta marea, se i fronti d'onda sono obliqui rispetto alla costa, in questo settore possono svilupparsi anche correnti lungo costa (longshore currents), generate dalla componente di movimento parallela alla spiaggia.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Piana di marea e Correnti costiere.
Schema in pianta (non in scala) di una spiaggia durante la fase iniziale dell'alta marea. La battigia ordinaria (corrispondente al moto ondoso "normale" è in posizione interna, verso terra. Il solco (truogolo) intertidale e i canali tra le barre intertidali sono percorsi dalle correnti di marea (tidal currents), in questo caso di marea montante (con la marea calante, saranno correnti di riflusso e andranno verso mare). Nella fase di stazionamento alto della marea (intorno al massimo livello di alta marea) si possono sviluppare correnti lungo costa generate dai fronti d'onda, che tendono a percorrere il solco intertidale.
Esempio di cordone litorale delimitante una laguna, con fascia interna colonizzata dalla vegetazione; sono ben visibili i ventagli di rotta originati da materiale deposto dalle onde di tempesta. Venezuela.
  • Spiaggia sommersa (shoreface): posta al di sotto del livello minimo di bassa marea, questa unità si estende fino al limite inferiore di azione delle onde "normali" (pari a circa metà della lunghezza d'onda). Anche in questo caso si sviluppano comunemente barre lungo-costa (longshore bars), separate dalle zone più interne, e incise da canali perpendicolari alla costa percorsi dalle correnti di risucchio o di ritorno[3].

Come si vede, questa definizione è notevolmente più ampia e articolata rispetto all'accezione comune, che identifica usualmente come spiaggia solo la parte emersa del deposito sabbioso.

Diritto[modifica | modifica wikitesto]

In diritto, secondo la dottrina la spiaggia comincia dove finisce il lido e si estende verso terra per una larghezza variabile; la giurisprudenza specifica che è costituita non solo da quei tratti di terra prossimi al mare, ma anche da tutta la zona alluviata sorta per effetto del movimento geologico di retrocessione del mare, il cosiddetto arenile[4]. Ai sensi dell'articolo 822 del codice civile e dell'articolo 28 del codice della navigazione, fa parte del demanio marittimo dello Stato.

L'accesso libero e gratuito alla battigia (fascia di 5 metri dal limitare del mare) è sempre consentito anche in presenza di uno stabilimento balneare in base alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, comma 251, in cui viene fatto «obbligo per i titolari delle concessioni di consentire il libero e gratuito accesso e transito, per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione, anche al fine di balneazione»[5][6] e in base alla legge 15 dicembre 2011, n. 217, articolo 11, comma 2, in cui viene sancito «in assoluto, il diritto libero e gratuito di accesso e di fruizione della battigia, anche ai fini di balneazione»[7].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alcuni esempi: spiagge di origine vulcanica, create da ammassi di ceneri vulcaniche, come le spiagge di pomice; spiagge di origine glaciale, come le antiche morene semisommerse dai laghi prealpini; spiagge impostatesi su corpi di frana, come la Spiaggia di Marinello sotto la Rupe di Tindari creatasi in età romana a causa di una frana che travolse parte della città.
  2. ^ È il limite al largo del quale il movimento delle onde non giunge a smuovere le particelle di sedimento del fondale: in questa zona la sedimentazione è prevalentemente per decantazione e non vi arriva il materiale trasportato lungo costa dalle correnti, il cui sviluppo è interno alla zona di frangenza delle onde. Si hanno però ancora livelli sabbiosi sporadici dovuti a episodi di tempesta (tempestiti).
  3. ^ Correnti verso mare che raggiungono velocità di alcuni metri al secondo, estremamente pericolose per i bagnanti.
  4. ^ Pret. Acri 7.6.1947; conforme Cass.Civ., 5.8.1949, n. 2231, che indica che, oltre al tratto di terra in astratto soggetto alle mareggiate, la costituiscono anche tutti quegli altri tratti di terra anticamente sommersi e tuttora idonei ad usi marittimi, spettando comunque allo stato di stabilire sin dove si estenda la spiaggia.
  5. ^ Legge 27 dicembre 2006, n. 296, articolo 1, in materia di "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)."
  6. ^ Interrogazione a risposta immediata, Applicazione delle norme contenute nella legge finanziaria 2007 riguardanti il libero e gratuito accesso alla battigia, del deputato Angelo Bonelli nella seduta n. 151 del 3 maggio 2007 della Camera dei deputati.
  7. ^ Legge 15 dicembre 2011, n. 217, articolo 11, in materia di "Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2010."

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ricci Lucchi F., Sedimentologia. Parte 3, cap. 6, pp. 183-214, Bologna, CLUEB, 1980.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Processi fisici[modifica | modifica wikitesto]

Strutture sedimentarie[modifica | modifica wikitesto]

Ambienti sedimentari relazionati[modifica | modifica wikitesto]

Altro[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]