Brunei

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Brunei
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Brunei - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Stato del Brunei, Dimora della Pace
Nome ufficiale برني دارالسلام
Negara Brunei Darussalam
Lingue ufficiali malese, inglese
Capitale Bandar Seri Begawan  (278 000 ab. / 2010)
Politica
Forma di governo Monarchia assoluta di carattere islamico (Sultanato)
Capo di Stato Hassanal Bolkiah
Capo di Governo Al-Muhtadee Billah
Indipendenza 1 gennaio 1984 dal Regno Unito
Ingresso nell'ONU 21 settembre 1984
Superficie
Totale 5.770 km² (163º)
 % delle acque 8,6 %
Popolazione
Totale 398.920 ab. (2012) (167º)
Densità 71 ab./km²
Tasso di crescita 1,691% (2012)[1]
Nome degli abitanti Bruneiani
Geografia
Continente Asia
Confini Malesia
Fuso orario UTC +8
Economia
Valuta Dollaro del Brunei
PIL (nominale) 16 952[2] milioni di $ (2012) (113º)
PIL pro capite (nominale) 42 402 $ (2012) (20º)
PIL (PPA) 21 635 milioni di $ (2012) (123º)
PIL pro capite (PPA) 54 114 $ (2012) ()
ISU (2011) 0,838 (molto alto) (33º)
Fecondità 2,0 (2011)[3]
Varie
Codici ISO 3166 BN, BRN, 096
TLD .bn
Prefisso tel. +673 (080 dalla Malesia)
Sigla autom. BRU
Inno nazionale Ya Allah lanjutkan la usia Duli tuanku
Festa nazionale 23 febbraio
Brunei - Mappa
 

Coordinate: 4°24′N 114°34′E / 4.4°N 114.566667°E4.4; 114.566667

Il Sultanato del Brunei (ufficialmente indicato come Nagara Brunei Darussalam, cioè Stato del Brunei, Dimora della Pace) o semplicemente Brunei, è uno Stato situato sull'isola del Borneo, nel sud-est asiatico. Con l'eccezione della costa affacciata sul Mar Cinese Meridionale, confina con la Malesia.

Il Brunei è uno dei paesi membri dell'ASEAN.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sultani del Brunei.

Antichità[modifica | modifica sorgente]

Si narra che il primo insediamento statale di un certo rilievo in Brunei fu costituito dal Reame di Vijayapura, importante già nel VII secolo e costituito da genti di stirpe indiana. Ciò è attestato da antichi documenti cinesi e arabi. Nel X secolo questo stato fu soppiantato dal Reame di Po-ni, che nel XIV secolo decadde sotto il dominio dell'Impero Giavanese di Majapahit, come attesta il libro storico-epico Nagarakertagama. Il Po-ni divenne allora più piccolo, coincidente praticamente con l'attuale Brunei. All'influenza indiana, mediata dalle genti del Borneo, si sommò in questo periodo l'influenza cinese, finché vi fu la definitiva conversione all'islamismo e ai suoi costumi, ivi giunti dal Regno Islamico di Malacca.

La nascita del Sultanato Islamico[modifica | modifica sorgente]

Proprio alla fine del XIV secolo si ha la fondazione del Sultanato Islamico del Brunei. Secondo la mitologia del Syair Awang Semaun, poema epico nazionale, l'evento fu miracoloso: il fondatore della Dinastia, Dewa Emas Kayangan, sarebbe apparso improvvisamente come un messo del cielo, convertendo il popolo all'Islam e divenendo il primo Sultano. Nei primi tre secoli di vita, il Sultanato fu, si direbbe in termini moderni, una monarchia costituzionale: infatti il Sultano non esercitava direttamente il potere legislativo, riservato esclusivamente al Consiglio dei Principi, e aveva compiti eminentemente esecutivi e religiosi. L'età dell'oro di questo periodo si può collocare durante il regno del quinto Sultano, Bolkiah (1485-1521), il quale riuscì a sviluppare al massimo le attività commerciali facendo diventare il Brunei centro di smistamento di merci tra Cina, India e Paesi europei. Egli riuscì altresì a estendere i suoi domini a tutto il Borneo settentrionale (Sabah e Sarawak) e perfino alle Filippine.

Relazioni con le genti europee[modifica | modifica sorgente]

Nel XVI secolo cominciarono proficui scambi e relazioni con Portoghesi e Britannici, i quali divennero via via i principali interlocutori commerciali del Paese. Al contrario pessimi furono i rapporti con gli Spagnoli, coi quali il Sultanato combatté a lungo per il dominio sulle Filippine, perdute già alla fine del XVI secolo.

L'alleanza coi Britannici e il Protettorato[modifica | modifica sorgente]

Intanto nel XVII secolo il Sultanato del Brunei si trasformava in senso assolutistico, altresì incrementando la connotazione religiosa islamica. Il Sultano riusciva infatti ad assumere anche un potere legislativo diretto a scapito del Consiglio dei Principi, che fu al fine sciolto. Nel XVIII secolo i Sultani strinsero patti importanti coi Britannici, optando senz'altro per la loro protezione, rifiutando dunque di stringere alleanze con le Indie Olandesi. In particolare nel XIX secolo ottimi furono i rapporti col vicino Maragià bianco del Sarawak James Brooke e con tutti i Governatori Britannici Malesi.

Storia recente[modifica | modifica sorgente]

Il Sultanato fu sempre geloso della propria autonomia e nei secoli XIX e XX fu sempre attento a non essere eccessivamente incluso negli affari malesi, salvaguardando in particolare la propria funzione di avamposto islamico in Asia.

Con la seconda guerra mondiale, il Brunei fu occupato dai Giapponesi nel 1941 poiché ricadeva nell'area d'influenza rivendicata dai nipponici nell'Asia Sud-Orientale. Il paese fu usato come base navale nipponica e soffrì a causa della carenza di viveri e medicinali, fino alla resa della guarnigione giapponese il 10 settembre 1945.

Il Protettorato si dotò nel 1959 di una costituzione che proclamava la compiuta autonomia interna. Nel 1962 si assisté a un infruttuoso tentativo di instaurare la monarchia costituzionale attraverso elezioni parlamentari: la maggioranza della popolazione optò nettamente per la monarchia assoluta. Parallelamente, negli anni sessanta, si rifiutò di entrare a far parte della neonata Federazione di Malesia, mantenendo il Protettorato autonomo.

Nel 1967 il sultano abdicò in favore del figlio primogenito, Hassanal Bolkiah, attuale Sultano (il 29° dalla fondazione del Sultanato) che nel 1984 proclamava la piena indipendenza nell'ambito dell'Impero britannico. Durante il suo regno si è assistito a una modernizzazione della struttura della monarchia religiosa assoluta di stampo feudale, trasformando la corte, composta da ministri, familiari e dignitari, in organo amministrativo centralizzato.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Brunei.

Morfologia e idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il Paese si costituisce essenzialmente d'un pianoro costiero assai umido (55% del territorio). Il resto è invece montagnoso, in particolare a est, dove si raggiungono i 1.850 m con il Monte Bukit Pagon. Il territorio è essenzialmente forestale (85% della superficie) e solcato da due fiumi importanti: il Tembrong e soprattutto il Sungai Belait, lungo 206 km.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Il clima è di tipo equatoriale e molto simile a quello della Malesia insulare con cui confina. È un clima caldo che contempla temperature annuali medie che vanno dai 24-25 gradi di min ai 31-32 di max, inoltre è molto umido (media giornaliera durante tutto l'anno 80-85%).

Popolazione[modifica | modifica sorgente]

Il paese conta 365.251 abitanti (2004), con una densità media di 69 abitanti per km² e un tasso di urbanizzazione del 73%.

Etnie[modifica | modifica sorgente]

L'etnia principale è la malese (66%); seguono i cinesi (11%); il resto è da suddividersi tra bianchi anglosassoni, indiani, indonesiani, piccole etnie indigene del Borneo e infine meticci.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni nel Brunei.

La religione ufficiale dello Stato è l'Islamismo sunnita, praticato dal 67% della popolazione, al cui vertice è il Sultano. La pratica delle altre religioni è sottoposta a molti limiti e restrizioni. Il resto della popolazione è buddhista; cristiano (anzitutto cattolici, poi anglicani e protestanti); animista.

Lingue[modifica | modifica sorgente]

La lingua nazionale è il malese, ma viene utilizzato anche l'inglese.

Ordinamento dello stato[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sistema politico del Brunei.

Il Sultanato del Brunei è una Monarchia assoluta islamica. Il Sultano è il supremo capo politico e religioso ed è dotato di poteri esecutivi, legislativi, giudiziari e militari diretti. Non esiste separazione dei poteri. In base alle leggi fondamentali di governo, il Sultano si avvale nell'esercizio delle sue funzioni della Corte, composta di Ministri, Familiari e Dignitari, da cui si estrae un Consiglio Consultivo di 21 membri. L'unico movimento politico autorizzato è un'associazione solidaristica di mutua assistenza, denominata Partito Nazionale di Solidarietà, alle dirette dipendenze del Sultano.

Divisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni del Brunei.

Il Sultanato del Brunei si suddivide in 4 distretti:

I quattro distretti sono a loro volta suddivisi in 38 mukim.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia si basa essenzialmente sul petrolio, sfruttato sin dal 1929. Ciò ha permesso al paese di raggiungere una considerevole ricchezza. Lo Stato si è infatti potuto permettere di non richiedere alcuna imposta o tassa ai propri sudditi e di rendere totalmente gratuiti i sistemi scolastico e sanitario, senza che ciò abbia inciso in modo eccessivo sul bilancio.

Per la bassa imposizione fiscale attuata e, in particolare, per l'assenza di norme e misure restrittive di controllo sul versante delle transazioni finanziarie, Brunei è stato annoverato tra i cosiddetti paradisi fiscali. Rientrava infatti fra le 14 giurisdizioni (insieme a Filippine, Isole Cook, Liberia, Isole Marshall, Montserrat, Nauru, Niue, Panama, Vanuatu, Belize, Costa Rica, Guatemala e Uruguay) che, in base al rapporto del giugno 2010 dell'Organizzazione con sede a Parigi[quale associazione? l'OCSE?], costituivano la cosiddetta lista grigia dell'Ocse sotto la voce tax haven e centri finanziari[4]. Anche il sistema fiscale italiano, col Decreto Ministeriale 04/05/1999, ha inserito il Brunei tra gli Stati o Territori aventi un regime fiscale privilegiato, cosiddetta Black List o lista nera, ponendo quindi limitazioni fiscali ai rapporti economico commerciali che si intrattengono tra le aziende italiane e i soggetti ubicati in tale territorio.

Dal 3 settembre 2010 il Brunei, avendo stipulato almeno 12 accordi conformi ai canoni concordati dall'Ocse[5], è uscito dalla Black List per entrare nella White List o lista bianca in cui figurano 75 Paesi che rispettano gli standard internazionali fissati in sede Ocse.

Trasporti[modifica | modifica sorgente]

I principali trasporti si svolgono via mare o nelle sue vicinanze sulle strade costiere. All'interno del paese al contrario le strade non sono asfaltate e sono poco trafficate. Le strade più trafficate e che sono servite da più servizi pubblici sono quelle della capitale Bandar Seri Begawan.

Il suo aeroporto, Brunei International (sigla ICAO WBSB) è posto vicino alla riserva della foresta di Berakas[6], ed è sede anche della Royal Brunei Air Force.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il turismo è poco frequente a causa dell'integralismo islamico del sultanato.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Il 100,0% del territorio è totalmente/parzialmente protetto.

Flora[modifica | modifica sorgente]

Fauna[modifica | modifica sorgente]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Sport

Il Brunei non ha mai avuto una grande tradizione sportiva. La nazionale di calcio partecipa talvolta al campionato di calcio malese.

Tradizioni[modifica | modifica sorgente]

Gastronomia[modifica | modifica sorgente]

Festività[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28-2-2013.
  2. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  3. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  4. ^ Ocse: a zero la black list, due le new entry nella white FiscoOggi.it
  5. ^ Ocse, è il Brunei la new entry della white list FiscoOggi.it
  6. ^ Aeroporto Brunei International

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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