Birmania

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Birmania
Birmania – Bandiera Birmania - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Birmania - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica dell'Unione della Birmania o Repubblica dell'Unione del Myanmar
Nome ufficiale Pyidaunzu Thanmăda Myăma Nainngandaw
Lingue ufficiali birmano[1]
Capitale Naypyidaw  (418 000 ab. / 2008)
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale de iure (Dittatura militare de facto)
Capo di Stato Thein Sein
Indipendenza 4 gennaio 1948 dal Regno Unito
Ingresso nell'ONU Dal 19 aprile 1948
Superficie
Totale 676 577 km² (41º)
 % delle acque 3,06 %
Popolazione
Totale 50 495 672 ab. (2010) (27º)
Densità 74,63 ab./km²
Tasso di crescita 1,07% (2012)[2]
Nome degli abitanti Birmani
Geografia
Continente Asia
Confini Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia
Fuso orario UTC +6:30
Economia
Valuta Kyat birmano
PIL (nominale) 55 273[3] milioni di $ (2012) (75º)
PIL pro capite (nominale) 1 300 $ (2012) (159º)
PIL (PPA) 102 622 milioni di $ (2012) (72º)
PIL pro capite (PPA) 1 612 $ (2012) (161º)
ISU (2011) 0,483 (basso) (149º)
Fecondità 2,0 (2011)[4]
Varie
Codici ISO 3166 MM, MMR, 104
TLD .mm
Prefisso tel. +95
Sigla autom. MYA (BUR)
Inno nazionale Kaba Ma Kyei
Festa nazionale 4 gennaio, 12 febbraio
Birmania - Mappa
 

Coordinate: 22°N 96°E / 22°N 96°E22; 96

La Birmania (in birmano,[5][6] ufficialmente, Myanmar,[5][6][7] ဗမာ e မြန်မာ, i/ˌmjɑːnˈmɑ/), ufficialmente Repubblica dell'Unione della Birmania (in birmano Pyidaunzu Thanmăda Myăma Nainngandaw, ပြည်ထောင်စု သမ္မတ မြန်မာနိုင်ငံတော်, pronunciato [pjìdà̀uɴzṵ θà̀ɴməda̯ mjəmà nàiɴŋàɴdɔ̀])[8] è uno Stato dell'Asia sudorientale. Occupa parte della costa occidentale della penisola indocinese, è affacciata sul Golfo del Bengala e sul mar delle Andamane e confina da ovest a est con Bangladesh, India, Cina, Laos e Thailandia. Dopo il colpo di stato del 1988, è controllata dal regime militare. La Birmania è uno dei cosiddetti paesi in via di sviluppo. Ha una popolazione stimata di circa 50 milioni di abitanti, ma l'ultimo censimento affidabile fu svolto nel 1984 (allora circa 33 milioni). Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale da Yangon a Pyinmana, che è stata ufficialmente rinominata Naypyidaw, cioè "sede dei re".

Nel settembre del 2007 sono cominciate nuove proteste di piazza capeggiate da monaci buddhisti, tese a un cambiamento in senso democratico del regime del paese, e sfociate in gravi incidenti con vittime, tra cui il reporter giapponese Kenji Nagai.[9]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Nomi della Birmania.

La denominazione "Birmania" deriva dal nome dello Stato in lingua locale colloquiale, Bama. In birmano, la Birmania è indicata tanto con Bama (/bəmà/) che con Myama (/mjəmà/). Myanma è la versione tipica del registro scritto e letterario, mentre Bama è la forma più diffusa, che rappresenta la versione colloquiale e da essa derivano gli esonimi Burma e Birmania.

Secondo la propaganda del regime dittatoriale birmano il termine Burma sarebbe legato all'etnia maggioritaria dei Bamar, e quindi sgradita alle minoranze locali, mentre Myanmar, nome imposto dopo il colpo di stato del 1988, sarebbe etnicamente neutro. La BBC, che utilizza esclusivamente Burma, fa notare come gli etimologisti considerino le argomentazioni del regime del tutto false ed inaccettabili, in quanto sia Myanma(r) che Burma provengono dalla stessa radice, hanno la stessa valenza semantica e sono stati utilizzati in modo intercambiabile per secoli.[10]

Il nome Myanmar, deriva dal termine (relativo al registro linguistico formale) Myanma o Myama a cui, nel 1989, la giunta militare birmana aggiunse una "r" finale per facilitare la pronuncia dell'inglese. Tale modificazione rientrò nel programma di revisione dei nomi previsto da una legge interna ratificata dal regime nel 1989: l'Adaptation of Expressions Law.

Myanma (e quindi Myanmar) è la forma breve della denominazione ufficiale "Myanma Naingngandaw", Myanmar long form.svg in lingua birmana, e incominciò a diffondersi con l'arrivo dei Mongoli nel XIII secolo. Solo nel 1989, il nuovo nome venne imposto dalla giunta militare appena arrivata al potere, per sostituire Burma, nome ufficiale dal 1948 al 1989, come avvenne per Rangoon, ora Yangon.

L'esonimo italiano è Birmania. L'Unione europea preferisce usare entrambi i nomi: Birmania/Myanmar.[11] BBC, The Wall Street Journal e The Financial Times, i governi del Regno Unito e degli Stati Uniti d'America usano la denominazione "Burma" (Birmania) per lo Stato e "Burmese" (birmano) come aggettivo.[12][13][14]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Birmania.

Si pensa che i mon siano stati i primi individui ad aver abitato le sponde del fiume Irrawaddy.[15] Nel I secolo a.C., questa zona fu abitata dai Pyu, una popolazione dedita al commercio con Cina e India. Il regno Pyu più potente fu Sri Ksetra, che scomparve nel 656. Successivamente il regno dei pyu si ristabilì, ma verso la metà del IX secolo furono sconfitti dal Regno di Nanzhao, stabilito nell'attuale provincia cinese meridionale dello Yunnan.

I birmani, o bamar, cominciarono a migrare verso la valle dell'Irrawaddy dal Tibet nel IX secolo. Nell'849, stabilirono il potente Regno di Pagan, che raggiunse grande splendore al tempo di re Anawratha (1044-1077), quando l'influenza dei birmani si espanse oltre i confini della Birmania attuale. Dal 1100 grandi parti dell'Indocina erano controllate dal Regno di Pagan, che è chiamato comunemente primo impero birmano.

Verso la fine del Duecento, le invasioni dei mongoli di Kublai Khan disgregarono il regno. Nel 1364 i birmani ristabilirono un proprio Stato con capitale ad Ava:[16] in questo periodo la cultura birmana era in un'età dorata. Nel 1527, gli shan saccheggiarono Ava dopo che i mon si erano ristabiliti a Pegu (Bago), trasformata in un centro commerciale e religioso importante.

I birmani fuggiti da Ava fondarono il Regno di Toungoo nel 1531, sotto il comando di re Tabinshwehti, che riunificò il Paese e fondò il secondo impero birmano. Grazie alla crescita dell'influenza europea nell'Asia Sud-Orientale, il regno si arricchì con gli scambi commerciali. Le ribellioni interne e la mancanza di risorse necessarie per controllare le nuove acquisizioni territoriali portarono alla rovina del regno di Toungoo.

Re Anaukpetlun, che aveva espulso gli invasori portoghesi, fondò una nuova dinastia ad Ava nel 1613. La ribellione interna dei mon, aiutati dai francesi, condussero alla rovina del regno nel 1752. Il capo del piccolo villaggio di Konbaung, Alaungpaya, riunificò il paese e costruì il terzo impero birmano. Stabilì la Dinastia di Konbaung e regnò dal 1752 al 1760.[17] Morì in seguito alle ferite riportate durante l'assedio di Ayutthaya, la capitale del regno siamese. Il suo secondo figlio Hsinbyushin (1763-1776) ritornò ad Ayutthaya nel 1766, l'assedio durò 14 mesi e la città fu espugnata il 7 aprile del 1767 e rasa al suolo. I birmani non riuscirono ad occupare capillarmente il Siam, venne lasciato un contingente limitato a presidiare i territori conquistati ed il grosso delle truppe fu spostato ai confini orientali per fronteggiare un'invasione cinese.

La Dinastia Qing della Cina, spaventata dalla crescita dell'influenza birmana, tentò di invaderla quattro volte dal 1766 al 1769 senza successo. L'impegno sostenuto per respingere le invasioni cinesi portarono alla perdita del controllo del Siam, che si riorganizzò nel nuovo regno di Thonburi, ma in quegli anni i birmani conquistarono l'Arakan ed il Tenasserim. Nelle guerre Anglo-Birmane (1824-1826, 1851-1852 e 1885-1886), la Birmania fu sconfitta dai britannici che la trasformarono in una provincia dell'India britannica, dalla quale si distaccò nel 1937.

Durante la seconda guerra mondiale la Birmania divenne una parte importante nel teatro asiatico sudorientale. Dopo i successi iniziali, i giapponesi fecero una campagna in Birmania, nel 1942 (invasione giapponese) e i britannici furono espulsi dalla maggior parte del territorio. Tuttavia, il contrattacco inglese nel luglio 1945 fece tornare il paese in mano britannica, con l'aiuto dell'AFPFL (Lega per la Libertà delle Persone Antifasciste), guidato da Aung San.

Nel 1947, Aung San divenne vicepresidente del Consiglio esecutivo della Birmania, in un governo transitorio. Tuttavia, nel luglio 1947, alcuni rivali politici assassinarono Aung San e parecchi membri politici. Il 4 gennaio 1948, la nazione si trasformò in una repubblica indipendente, conosciuta come Unione della Birmania, con Sao Shwe Thaik come primo presidente. U Nu fu il primo a ricoprire l'incarico di Primo Ministro.[18] Ma, puntualmente, con l'indipendenza, arrivarono anche le richieste, avanzate dalle minoranze (chin, kachin, karen, mon e shan) di uno Stato Federale, e portate avanti con una guerriglia contro lo Stato, che rispose con una feroce repressione. Diversamente della maggior parte delle altre ex colonie britanniche, la Birmania non divenne membro del Commonwealth.

Nel 1961 U Thant, allora rappresentante permanente della Birmania alle Nazioni Unite e Segretario precedente al Primo Ministro, fu scelto come segretario generale per l'ONU; era il primo presidente non occidentale che dirigeva l'organizzazione internazionale. Il governo democratico fu destituito nel 1962 da un colpo di stato militare condotto dal generale Ne Win. Tra i gruppi d'opposizione alla dittatura militare birmana, il più importante è stato il Partito Comunista di Birmania, che è stato legale solo per tre anni (1945-1948). Schieratosi con i cinesi al momento della scissione del movimento internazionale, il CPB ha avviato una guerriglia che è durata fino agli anni novanta, quando la repressione militare costrinse i vertici del partito a scappare in Cina.

Nel 1988, dopo le rivolte studentesche (rivolta 8888),[19] che provocarono migliaia di morti, Ne Win si dimise, e fu proclamata la legge marziale, mentre il generale Saw Maung organizzò un altro colpo di stato. I programmi per le elezioni dell'Assemblea popolare furono finiti il 31 maggio 1989. Nel 1990, si tennero per la prima volta in 30 anni le elezioni libere. Il NLD (Lega Nazionale per la Democrazia), il partito di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace nel 1991, e figlia di Aung San, porta all'Assemblea Costituente 392 membri, su un totale di 485, ma lo SLORC (Consiglio di restaurazione della legge e dell'ordine di stato), spalleggiato dall'Esercito, si rifiuta di cedere il potere, rovesciando l'assemblea popolare, e arrestando Aung San Suu Kyi, e altri leader dell'NLD. Successivamente si cambiò il nome Birmania in Myanmar. Da allora comincia un periodo molto difficile per Aung San Suu Kyi, che, rimessa in libertà nel 1995, viene nuovamente arrestata nel 2000, liberata nel 2002, e nuovamente arrestata nel 2003. Viene definitivamente liberata il 13 novembre 2010.

Il Partito Comunista di Birmania ha annunciato che non boicotterà le elezioni del 2010 nonostante queste non mettano in discussione l'autorità dell'esercito. Infatti il 25% dei seggi spetterà, nonostante le votazioni, alle forze armate della Birmania e solo il restante 75% potranno essere conquistati tramite votazioni. Inoltre molte posizioni chiave e dipartimenti saranno anch'essi riservati ai rappresentanti nominati dalle Forze Armate. Perciò le elezioni del 2010 non possono cambiare la natura del regime militare in Birmania.

Nonostante questa valutazione critica i comunisti non intendono boicottare le elezioni. "Non dobbiamo lasciare tutti questi seggi parlamentari senza confronto e arrenderci alle manipolazioni dell'esercito come essi desiderano." Quanto alla possibilità di partecipazione diretta del CPB, Po Than Jaung ricorda che al partito non è concesso di operare legalmente, benché questa richiesta sia stata avanzata sin dalle elezioni del 1990. Il partito si rifiuterebbe di operare sotto un altro nome. "Il CPB si presenterà solo con il proprio nome. Non abbiamo intenzione di cambiare il nome del nostro partito", ha dichiarato il dirigente comunista a Mizzima. Per il CPB l'unico modo per abbattere l'ordine militare Birmano è la rivoluzione.

Il 27 marzo 2006, la giunta militare ha spostato la capitale nazionale da Yangon verso un luogo vicino a Pyinmana, ufficialmente chiamato Naypyidaw, che significa "la sede dei re".[20]

Con l'acuirsi delle sanzioni internazionali, la giunta militare concesse nel 2008 il referendum costituzionale, che ha dato luogo alla nuova Costituzione, giudicata antidemocratica dai partiti di opposizione, in quanto garantisce alla giunta militare la maggioranza dei seggi al Parlamento ed il diritto di scegliere i nuovi governi. Le nuove elezioni si tennero nel 2010, e furono le prime nel paese dal 1990. Tali elezioni furono definite da tutto il mondo (UE e USA in testa) una farsa, dato che il partito della storica eroina della democrazia Aung San Suu Kyi non si presentò. Il partito LND afferma di non aver mai visto la bozza di riforma della costituzione, e pertanto invita alla cautela.[21] Il 9 novembre 2010 la giunta militare ha dichiarato che l'Union Solidarity and Development Party ha ottenuto l'80% dei voti. Le elezioni sono state gravemente contestate anche per i massicci brogli che le hanno contraddistinte, testimoniati dai pochi osservatori presenti

Dopo le elezioni, il governo ha concesso diverse riforme atte ad ottenere una democrazia liberale, un'economia mista e la riconciliazione nazionale. Oltre al rilascio di Aung San Suu Kyi, fu istituita una Commissione Nazionale per i Diritti Civili, furono liberati 200 prigionieri politici, vennero promulgate leggi sul lavoro che garantivano la formazione del sindacato ed il permesso di sciopero e venne allentata la censura sulla libertà di stampa.

Le conseguenze di tali riforme hanno aperto una nuova fase politica per il paese. Il Segretario di Stato statunitense Hillary Clinton ha visitato il paese nel dicembre del 2011, nella prima visita ufficiale statunitense degli ultimi 50 anni, ed ha incontrato il presidente birmano Thein Sein e la leader dell'opposizione Daw Aung San Suu Kyi, la cui Lega Nazionale per la Democrazia è stata ammessa alle nuove elezioni del 2012.

Il 1º aprile del 2012, si sono tenute nuove elezioni che distribuivano però solo una piccola parte dei seggi al Parlamento, mentre la maggioranza di tali seggi è appannaggio di ufficiali nominati dalla giunta militare. Malgrado l'esiguo risvolto numerico, le nuove elezioni hanno avuto un importante significato politico con la partecipazione dell'NLD di Aung San Suu Kyi, che ha trionfato conquistando 43 dei 45 seggi disponibili.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia della Birmania.

La Birmania confina a ovest con Bangladesh e India, a nord-est con la Cina e a Est con la Thailandia e con il Laos. È grande 678.500 km² ed è lo Stato più grande dell'Indocina[22] È grande il doppio dell'Italia, poco più grande dell'Afghanistan e poco meno dello Zambia. È attraversata dal tropico del Cancro.

Morfologia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della Birmania

Il territorio può essere diviso in cinque parti dal punto di vista fisico: le montagne del nord, quelle dell'ovest, l'altopiano dell'est, il bacino centrale e la zona costiera.

Al nord le vette sono aspre ed elevate e si innestano direttamente nell'Himalaya, di cui costituiscono l'estremo contrafforte. Nella zona occidentale invece le catene sono meno elevate.

A est si estende l'altopiano di Shan, arido e incolto nella sua parte settentrionale, ricco di foreste tropicali in quella meridionale. Verso ovest l'altopiano scende a strapiombo mentre verso Sud esso si prolunga in rilievi che formano la zona costiera del Tenasserim.

La zona costiera procedendo da nord verso sud presenta coste alte e frastagliate, bagnate dal golfo del Bengala; seguono il delta dell'Irrawaddy e le pianure costiere che si affacciano sul golfo di Martaban. Infine nella parte più meridionale le coste ridivengono alte e rocciose.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

L'idrografia è dominata dal fiume Irrawaddy, che si estende per circa 2.200 km, e che attraversa il Paese da Nord a Sud; navigabile per circa 1450 km, sfocia con un ampio delta, di 9 diramazioni, nel golfo di Martaban, dove sbocca anche il Sittang. Il grande delta del fiume, costituisce un territorio ideale per la coltura del riso, tale da potere soddisfare l'intero fabbisogno del Paese, mentre il fiume stesso rappresenta un'importante via di comunicazione, attraverso la quale viaggiano tuttora le merci, specie legni pregiati, ed esotici. Il territorio è attraversato anche dal Saluen, che è più lungo dell'Irrawaddy (quasi 2850 km), ma scarsamente navigabile, a causa della ridotta profondità, e lungo il quale il pregiato legno teak viene convogliato dall'altopiano dello Shan fino ai porti, e che attraversa la Birmania solo nel suo ultimo tratto; poi abbiamo il Chindwin, la cui percorribilità dipende ampiamente dalla stagione delle piogge, e che è il principale affluente dell'Irrawaddy, dove confluisce all'altezza di Mandalay. Infine, vi è il fiume Mekong, che segna il confine con il Laos.

È bagnata dal Mar delle Andamane e dal Golfo del Bengala, quindi è stata investita dallo tsunami del 26 dicembre 2004, che ha provocato 61 morti. Non ci sono laghi di notevole importanza.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima dipende dal regime monsonico sulla costa, con temperature abbastanza alte e piogge abbondanti durante la stagione estiva. Durante la stagione invernale i venti portano temperature fredde e secche, mentre d'estate portano il caldo e l'umidità. Raramente, la Birmania è attraversata dai cicloni tropicali; nel 2008, il ciclone tropicale Nargis provocò più di 80 000 morti.

Nelle pianure centrali e sull'altopiano il clima è di tipo continentale, con scarse precipitazioni. Sulle coste le piogge raggiungono anche 5000 mm annui.

Media di temperature e precipitazioni a Rangoon[23]
Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic
Temperatura massima media (°C) 32 34 36 37 33 30 29 29 30 31 32 31
Piogge (mm) 5 3 8 15 206 61 8

Flora[modifica | modifica wikitesto]

Il paesaggio vegetale della regione birmana rispecchia fedelmente le condizioni ambientali che caratterizzano questo grande Paese tropicale interposto a nord tra le alteterre tibetane e del bacino dello Yangtze Kiang e a sud le regioni monsoniche e sub-equatoriali, attraversato da grandi arcate montuose che si spingono fino al mare e che racchiudono nelle estese conche interne tipici ambienti naturali floristici. Il fattore più spiccato della distribuzione e del differenziamento floristico è dato dal regime delle precipitazioni, salvo sui rilievi al disopra dei 2000 m. È da notare inoltre che molte zone del Paese sono ancora semispopolate e non soggette all'opera distruttiva e modificatrice dell'uomo per cui la vegetazione spontanea non ha subito gravi manomissioni. Si tratta quindi di una regione appartenente a una particolare provincia floristica di transizione alla cui formazione hanno contribuito elementi floristici indiani, cinesi e indonesiani. Grosso modo, quindi, si possono distinguere quattro tipi di flora nell'insieme del Paese:

  • Le zone di alta montagna, dove prevalgono le conifere e dove sono presenti anche le querce e altre forme di vegetazione che si riscontrano pure nelle zone temperate.
  • Le zone che ricevono più di 2000 mm di pioggia all'anno, dove si sviluppa la tipica foresta tropicale sempreverde che non conosce stagioni e che spesso si trasforma in vera e propria giungla; prevalgono qui il bambù, il mango, vari tipi di Dipterocarpaceae dal fusto grosso e alto, specie di palme, piante resinose, ecc.
  • Nelle zone dove le precipitazioni si mantengono a un livello tra i 1000 e i 2000 mm l'anno si stabilisce il tipico bosco dei Paesi battuti dai monsoni, caratterizzato dall'alternarsi di una stagione verde rotta dalla caduta di foglie; questo tipo di vegetazione è il più diffuso in Birmania: vi hanno un ruolo dominante gli alberi d'alto fusto e dal legname pregiato come il teak (Tectona grandis), il pyinkado (Xilia dolabriformis), il cosiddetto «albero dell'olio» (Hopla) e altri tipi di Cedralaceae, Pterocarpaceae e piante resinose; spesso il bosco si trasforma in savana, con il prevalere del bambù, delle felci e di una tipica erba alta birmana, l'alang-alang (Imperata arundinacea).
  • Nelle zone con precipitazioni inferiori ai 1000 mm l'anno la foresta tropicale vera e propria lascia il posto alle radure e alla boscaglia di arbusti.

Le foreste (conifere, teak, pyinkado, querce, castagni, mango, bambù, ecc.) coprono circa i due terzi dell'intero territorio birmano e nelle zone più calde, specialmente nell'ampio delta dell'Irrawaddy e lungo le coste, esse assumono l'aspetto tipico della foresta a mangrovie. Assai comuni, in queste zone, sono tutte le varietà tropicali di palme, alcune delle quali riescono a sviluppare altezze fino ai 30 m.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

Ricchissima ed estremamente varia è la fauna birmana, favorita dal clima tropicale e dalla presenza di enormi estensioni di foreste e boschi. Tra i mammiferi, i più comuni sono il famoso bufalo selvatico (saing), che viene cacciato anche a scopo alimentare, la tigre, il leopardo, il cervo, il daino e, nelle zone occidentali, lo sciacallo e l'orso tibetano. Molto diffusi sono alcuni tipi indigeni di buoi selvatici, che vagano in libertà per le foreste (gaur, gayal, banteng); lungo i fiumi s'incontra spesso il rinoceronte, mentre sempre più raro è l'elefante.

Branchi di scimmie infestano invece ogni zona del Paese, che abbonda anche di rettili, tra cui vanno ricordati il geco, chiamato dai Birmani tauckté per il suono gutturale che è uso emettere. La Birmania è anche un Paese ricco di serpenti, tra cui alcuni velonosissimi come il cobra, che si annidano specialmente nelle zone più calde; essa è anche famosa per i suoi piccoli pappagalli dai colori vivacissimi, assai comuni nelle zone dove più fitta è la vegetazione tropicale; non vanno inoltre dimenticati i pipistrelli, che spesso invadono a branchi anche le città, né le infinite varietà di insetti che pullulano tanto nelle umide zone deltizie quanto all'interno, specialmente nelle savane della conca di Mandalay e dell'altopiano di Shan. Da ricordare, infine, che le acque costiere della Birmania sono ricchissime di pesce, compresi alcuni dei tipi più pregiati, come il bekti, che viene esportato anche in altri Paesi asiatici. Le acque melmose dei delta e del corso inferiore dei fiumi principali sono infestate da piccoli coccodrilli affini a quelli indiani.

Mappa linguistica

Geografia umana[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione birmana è molto composita e l'integrazione dei vari gruppi etnici è di difficile attuazione. I bamar, detti anche birmani, costituiscono il 69% della popolazione; abbastanza consistente è anche l'immigrazione di commercianti cinesi, pakistani, thailandesi e indiani.

Le 135 "etnie della nazione" sono raggruppate principalmente in base a dove sono stanziate piuttosto che per le differenze etnico/linguistiche, come ad esempio avviene per lo Stato Shan, comprendente trentatré[24] popolazioni che parlano linguaggi di almeno quattro diverse famiglie linguistiche.[25]

La popolazione ha subito un notevole incremento passando dai 13 milioni del 1921 ai 24 del 1964 ai 44.596.000 del 1993, ai 45.976.000 nel 2001, ai 51.000.000 nel 2006. L'aspettativa di vita è di 58,4 anni per i maschi e di 64,2 anni per le donne (dati 2006); la mortalità infantile è del 69 per mille (Dati del 2006), che portano la Birmania nella fascia dei paesi a basso sviluppo umano. Quasi il 79% della popolazione vive in villaggi (dati 2005). Grazie all'impegno per l'istruzione l'analfabetismo è stato ridotto al 15,3%.

Etnie principali
Gruppo etnico Numero individui Percentuale
1 Bamar 35.190.000 69%
2 Shan 4.590.000 9%
3 Karen 3.570.000 7%
4 Rakhine 2.040.000 4%
5 Cinesi 1.530.000 3%
6 Chin 1.500.000 2,94%
7 Mon 1.390.000 2,73%
8 Indiani 1.200.000 2,35%
9 Altri 2.040.000 4%

Geografia politica[modifica | modifica wikitesto]

Divisioni amministrative di primo livello[modifica | modifica wikitesto]

Stati e regioni birmane
Divisione e zone auto-amministrate
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni amministrative della Birmania.

La suddivisione amministrativa di primo livello della Birmania è composta da:

  • Sette regioni (in birmano: တိုင်းဒေသကြီး, trascrizione: taing detha gyi, IPA: táɪɴ dèθa̰ dʑí), che fino al 2010 erano chiamate divisioni (in birmano: Tain.png, trascrizione: tain).[26] Le loro popolazioni sono composte prevalentemente da membri dell'etnia birmana
  • Sette stati (in birmano: Pyinè.png, trascrizione: pyinè) le cui popolazioni sono composte prevalentemente da minoranze etniche come quelle degli shan e dei karen, le più grandi del paese dopo quella dei birmani
  • Un territorio dell'Unione, dove si trova la capitale Naypyidaw[26]
  • Cinque zone auto-amministrate (in birmano: ကိုယ်ပိုင်အုပ်ချုပ်ခွင့်ရဒေသ, trascrizione IPA: kòbàɪɴ ʔoʊʔtɕʰoʊʔ kʰwɪ̰ɴja̰ dèθa̰)[26]
  • Una divisione auto-amministrata (in birmano: ကိုယ်ပိုင်အုပ်ချုပ်ခွင့်ရ တိုင်း, trascrizione IPA: kòbàɪɴ ʔoʊʔtɕʰoʊʔ kʰwɪ̰ɴja̰ táɪɴ)[26]
Regioni e Stati
  1. Stato Rakhine
  2. Stato Chin
  3. Stato Kachin[27]
  4. Stato Shan
  5. Stato Kayah
  6. Stato Karen
  7. Stato Mon
  8. Regione di Sagaing
  9. Regione di Tanintharyi
  10. Regione di Ayeyarwady
  11. Regione di Yangon
  12. Regione di Bago
  13. Regione di Magway
  14. Regione di Mandalay
Territorio dell'Unione
  1. Territorio dell'Unione di Naypyidaw, istituito nel novembre 2010 attorno alla capitale Naypyidaw.[28] In precedenza, il territorio faceva parte della Regione di Mandalay.
Zone auto-amministrate
  1. Zona auto-amministrata Danu
  2. Zona auto-amministrata Kokang
  3. Zona auto-amministrata Naga
  4. Zona auto-amministrata Pa-O
  5. Zona auto-amministrata Pa Laung
Divisione auto-amministrata
  1. Divisione auto-amministrata Wa

Divisioni amministrative di secondo livello[modifica | modifica wikitesto]

Le divisioni di primo livello sono suddivise in un totale di 67 distretti (in birmano: ခရိုင်, trascrizione IPA: kʰəjàiɴ)

Divisioni amministrative di terzo livello[modifica | modifica wikitesto]

I distretti si suddividono in township (in birmano: မြို့နယ်, trascrizione IPA: mjo̰nɛ̀. A tutto il dicembre del 2007, esistevano nel paese 325 township.[29] I territori delle township si suddividono a loro volta nelle municipalità del paese, che possono essere città, ward o villaggi.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Economia della Birmania.
Una banconota da 1000 kyat
Le merci nelle aree urbane sono spesso trasportate dai facchini, come nella Chinatown di Yangon.

La sua moneta ufficiale è il Kyat (al 30 settembre 2007, 1 euro = 8,984 kyat[30]). Raffigurato su tutti i tagli della cartamoneta il "Chinze", la statua tradizionale. Gli altri valori di cartamoneta sono 5, 10, 50, 100, 200, 500, 1000 Kyats e (dal 1º ottobre 2009) anche la banconota da 5000 Kyats.

La Birmania è una delle nazioni più povere al mondo, perché nella storia recente ci sono stati ristagno economico, cattiva gestione e isolamento. Il prodotto interno lordo della Birmania cresce annualmente soltanto del 2.9% (il ritmo più basso della regione).

Dal 1948, dopo l'instaurazione del primo governo militare, il Primo Ministro U Nu tentò di fare della Birmania uno Stato abbastanza ricco. Il colpo di stato nel 1962 fu seguito da uno schema economico socialista, un programma per far controllare allo Stato tutte le aziende, con l'eccezione di quelle agricole.

Nel 1989, il governo birmano ha cominciato a decentralizzare il controllo economico. Da allora si è iniziato a liberalizzare determinati settori dell'economia. Le industrie lucrative delle gemme, la lavorazione del petrolio e la selvicoltura rimangono ancora severamente regolate. Recentemente sono state sfruttate dalle società straniere che si sono associati con il governo per accedere alle risorse naturali della Birmania.

Sotto la gestione britannica, la Birmania era una delle colonie più ricche. Era il più grande esportatore del mondo di riso e durante l'amministrazione britannica era un importante fornitore di petrolio con il Burman Oil Company. Produceva il 75% del teck nel mondo e il paese si credeva sulla via veloce per lo sviluppo.

Oggi[quando?], la Birmania ha delle infrastrutture insufficienti. Le merci viaggiano soprattutto attraverso il confine birmano-thailandese, da dove la maggior parte delle droghe illegali sono esportate. Un'importante "autostrada" è il fiume Irrawaddy. Le ferrovie sono vecchie e rudimentali, con poche riparazioni dalla loro costruzione, nel XIX secolo. Le strade principali non sono normalmente asfaltate, tranne nelle città principali.

Settore primario[modifica | modifica wikitesto]

Il settore primario occupa il 63%[31] della popolazione attiva e risulta fornire il 57,2%[31] (2000) del prodotto interno lordo della nazione. Il riso è il prodotto agricolo più coltivato e dunque la Birmania è tra i maggiori produttori mondiali (22 milioni di tonnellate il 2005[31]), ma nelle regioni settentrionali, che sono più aride, si coltivano altri cereali (grano, miglio, sorgo), patata, legumi e canna da zucchero. Le terre coltivate sono il 16,7%[31] del totale del territorio, sui 2/3 delle terre arabili è praticata la risicoltura e la meccanizzazione dell'agricoltura è solo agli inizi.

Il turismo potrebbe essere un'ottima via per la ripresa economica della Birmania, specialmente grazie ai templi di Bagan.

Sulle montagne nordorientali, vicino ai confini con Laos e Thailandia, è diffusa la coltivazione di oppio (da cui si ricavano eroina e morfina) nel cosiddetto Triangolo d'oro. È consistente il patrimonio dato dall'allevamento di bovini e anche la pesca fornisce un buon reddito. Le foreste del Tenasserim, e degli stati Karen e Shan forniscono pregiati legnami, tra cui il teak, di cui la Birmania è il principale produttore mondiale, il bambù e il pynkado. Lungo il litorale del Tenasserim ci sono grandi colture di caucciù.

Settore secondario[modifica | modifica wikitesto]

Discrete sono le riserve petrolifere che si trovano nelle isole costiere e nella zona centrale; un oleodotto unisce per 400 km i pozzi di Syriam e Rangoon. La Birmania ha petrolio per 50 milioni di barili stimati e riserve per miliardi di barili anche se ad alto contenuto di zolfo,[32] inoltre ha il più grande quantitativo provato di gas del Sud-est asiatico, cioè 510 miliardi di metri cubi.[33]

Secondo dati 2004 della BP la Birmania ha il 1,37% delle riserve di gas naturale mondiale.[34] Per concretizzare il dato, l'Algeria da cui l'Italia importa più di un terzo del gas naturale, ha il 2,6% di riserve mondiali, la Russia è il paese con maggiori riserve al mondo con il 27% delle riserve mondiali e anche da questo l'Italia importa gas.

Importante è l'estrazione di gas naturale lungo l'Irrawaddy e sulla costa del golfo di Martaban. Si estraggono poi piombo, zinco, stagno e tungsteno. Buoni ricavi dall'esportazione provengono dai rubini (estratti nelle miniere di Mogok), che in Birmania sono pregiatissimi e sono considerati tra i migliori del mondo. Importante è anche l'esportazione del Teck. Le industrie non sono molto sviluppate. Ci sono stabilimenti tessili, alimentari ma anche industrie pesanti come quelle cementizie, metallifere e belliche.

Settore terziario[modifica | modifica wikitesto]

La banca centrale è la Central Bank of Myanmar. A Yangon è attiva una borsa di valori. È in crescita il turismo, attirato da un patrimonio artistico di prim'ordine costituito da templi, monasteri e monumenti funerari. Nonostante ciò, meno di 750.000 turisti entrano annualmente nel paese.[35] Aung San Suu Kyi ha richiesto che i turisti internazionali non visitassero la Birmania. I lavori forzati della giunta furono focalizzati alle destinazioni turistiche che furono pesantemente criticate per testimonianza dei diritti umani.

Il turismo è stato promosso da una minoranza di gruppi di pressione al fine di procurare benefici ai cittadini birmani, e per evitare l'isolamento del paese dal resto del mondo. «Crediamo che un misurato, responsabile turismo può creare più benefici che danni. Dato che i turisti sono pienamente consapevoli della situazione e come massimizzare il loro impatto positivo e minimizzare quello negativo, sentiamo che la visita possa essere benefica dopotutto. I turisti responsabili possono aiutare primariamente la Birmania portando soldi alle comunità e alle piccole imprese, e spargendo nel mondo la conoscenza della situazione.» afferma Voices for Burma, un gruppo che promuove la democrazia per lo Stato.[36]

I principali partner commerciali sono Thailandia, Cina, India, Giappone, Singapore e Malesia.

Città principali[modifica | modifica wikitesto]

« Mandalay per parlare, Rangoon per vantarsi, Moulmein per mangiare[37] »
(Popolare detto birmano)
  • Naypyidaw, la nuova capitale. Abitanti: 1.000.000 circa.
  • Yangon o Rangoon, l'ex capitale, la città più popolosa. Abitanti: 4.500.000.
  • Mandalay, città storica, terza del paese per abitanti. Abitanti: 933.000.
  • Bagan, precedentemente Pagan, sito archeologico molto importante.
  • Pegu, oppure Bago è una città importante per le sue industrie. Abitanti: 251.000.
  • Moulmein, terza città, capoluogo dello Stato Mon nota per la cucina. Abitanti: 300.000 circa
  • Sagaing, importante centro religioso. Abitanti: 300.000 circa
  • Tavoy, o Dawei capoluogo del Tenasserim. Abitanti: 139.000
  • Pathein, precedentemente Bassein, pittoresco porto sul delta dell'Irrawaddy. Abitanti: 246.000
  • Taunggyi, capitale degli Shan.[38] Abitanti: 185.000

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cultura della Birmania.
Le donne giraffa
Una donna Kayan
Una bimba

Nella tribù dei Kayan (chiamati anche Padaung) si possono trovare le donne giraffa, conosciute con questo nome per le modifiche fisiche provocate da anelli di bronzo portati fin dall'età di 5 anni. Successivamente gli anelli vengono incrementati di numero e sostituiti con altri di dimensioni sempre maggiori fino a che la pressione non provoca uno slittamento della clavicola e una compressione della gabbia toracica. Diversamente da quanto ritenuto, il collo non è allungato. Molte tribù Kayan nel 1990, a causa di un conflitto con il regime militare birmano, si sono rifugiate in Thailandia.

Sebbene in Birmania esistano svariate culture indigene, quella dominante è principalmente quella Bamar. La cultura Bamar è stata influenzata da quelle degli stati confinanti. Ciò è manifestato nella sua cucina, nella letteratura, nella musica, nel teatro e nella danza. Le arti, soprattutto la letteratura, hanno come tema principale il Buddhismo Theravāda.

In qualsiasi villaggio birmano tradizionale, il monastero è il centro della vita culturale e i monaci sono venerati anche dai laici. Per un ragazzo che diventa monaco si esegue una cerimonia chiamata shibyu ed è il suo più importante rito di crescita. Alla stessa età le ragazze svolgono delle cerimonie in cui si perforano i lobi delle orecchie (Nathwin.gif, Nathwin).[39] La cultura birmana è più evidente nei villaggi in cui queste cerimonie si compiono in tutto l'arco dell'anno, specialmente nelle pagode.

Il colonialismo britannico ha introdotto alcuni elementi occidentali, specialmente nell'educazione e negli edifici delle città come Yangon. In seguito all'attività missionaria nelle minoranze Karen e Shan è diffusa la cultura cristiana.[40]

Religioni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni in Birmania.
I membri della Sangha Buddhista sono venerati in tutta la Birmania, che è al primo posto fra gli stati con individui che professano il Buddhismo Theravāda.

La Birmania è un paese multi-religioso. Quella Theravāda è la tradizione buddhista più diffusa, a cui sono stati aggiunte credenze locali. Secondo il governo militare, è praticata dall'89% della popolazione, specialmente fra Bamar, Rakhine, Shan, Mon e Cinesi.[41][42][43]

Il Cristianesimo è praticato dal 4% della popolazione,[41] principalmente presso i Kachin, Chin e i Karen, a causa del lavoro missionario nelle loro rispettive aree. Circa tre quarti dei cristiani del paese sono Protestanti, in particolare Battisti della Myanmar Baptist Convention; i Cattolici compongono il resto. L'Islam, principalmente sunnita, è praticato dal 4% della popolazione secondo il censimento del governo.

Le popolazioni cristiane e musulmane sono di fronte a una persecuzione religiosa. Il governo militare ha revocato la cittadinanza dei musulmani Rohingya nel Rakhine settentrionale e ha attaccato le minoranze etniche cristiane. Tale persecuzione è particolarmente evidente nella Birmania orientale, dove più di 3000 villaggi sono stati distrutti negli ultimi dieci anni.[44][45][46]

Lingua e istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua birmana e Alfabeto birmano.

In Birmania coesistono quattro dei maggiori ceppi linguistici: Sinotibetano, Austronesiano, Tai-kadai e Indoeuropeo.[47] Le lingue sinotibetane sono le più parlate. Esse includono Birmano, Karen, Kachin, Chin e cinese. L'idioma Tai-Kadai maggiormente diffuso è lo Shan. Mon, Palaung e Va sono le più diffuse lingue Austroasiatiche parlate in Birmania. Le due maggiori indoeuropee sono il Pāli, la lingua liturgica del Buddhismo Theravāda, e l'Inglese.[48]

La lingua ufficiale è il birmano,[1] appartenente alla famiglia delle lingue sinotibetane. Il sistema di scrittura è formato da lettere circolari o semi-circolari importate dai Mon. Le prime iscrizioni in questo alfabeto risalgono all'anno mille. Anche Shan e Karen usano questi caratteri particolari, anche se aggiungono vari accenti non presenti nella lingua birmana.[49]

La tradizione birmana è sempre stata legata a una scuola piuttosto rigida. Nei villaggi l'istruzione prende luogo nei monasteri. Questo scritto è anche usato per il pali, la lingua ufficiale del Buddhismo Theravāda, quella parte del Buddhismo che unisce la religione e l'istruzione.

Letterature birmane[modifica | modifica wikitesto]

Non è possibile parlare di letteratura birmana al singolare essendo ciascuna delle lingue principali del paese strumento di un'autonoma tradizione letteraria, sia popolare (poesia, fiabistica) che colta. La letteratura religiosa dottrinaria e devozionale legata al Bhuddismo vi ha comunque parte preponderante, almeno fino al XIX sec. Nel XX secolo, anche a seguito dell'esperienza coloniale e del contatto con l'Impero Britannico, si sono diffusi i generi "laici" del romanzo, del dramma, della novella. Gli autori contemporanei più noti internazionalmente si caratterizzano come tipici scrittori di denuncia, che tematizzano i problemi sociali e politici del paese. Tra di essi emerge la figura universalmente nota di Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la pace e animatrice dell'opposizione al regime militare, oltre che apprezzata scrittrice.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La cucina birmana è stato influenzata dalla cucina indiana, cinese e thailandese. L'ingrediente principale della cucina è il riso. Sono inoltre mangiati noodles e pane. La cucina birmana utilizza spesso i gamberi, i pesci, il maiale e il montone. Il manzo, definito carne tabù, al contrario, viene mangiato solo raramente.

Sono anche usati il curry, quali il masala e i peperoncini rossi. Il Mohinga, considerato piatto nazionale della Birmania, consiste di brodo di pesce-gatto al curry con farina di ceci, vermicelli di riso e salsa di pesce.[50] La frutta tropicale è servita spesso come dessert. Le città importanti offrono una più ampia varietà di cucine tra cui quella Shan, la cinese e la indiana.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

La musica tradizionale birmana è melodiosa, ma senza armonia. Gli strumenti includono un tamburo chiamato pat waing, uno xilofono di bambù chiamato pattala, cembali, flauti, oboe e strumenti a corda, spesso organizzati in orchestre chiamate saing waing.[51] Il Saung, uno strumento a corda con una forma simile a una barca e corde di seta, ha sul "collo" disegnate delle immagini associate alla cultura e alla storia. Dal 1950 anche le canzoni occidentali si sono diffuse con successo, specialmente nelle grandi città.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Federazione calcistica della Birmania e Comitato Olimpico della Birmania.

Lo sport nazionale birmano è la Lethwei chiamata anche boxe birmana; è un'arte marziale simile alla Muay Thai thailandese e si differenzia da quest'ultima soltanto per una particolarità: possono essere usate anche le testate.

Società[modifica | modifica wikitesto]

In Birmania, dal 1993, non sono state eseguite sentenze capitali. Negli ultimi anni si è parlato di un'eventuale e prossima abolizione della pena di morte.

Guerra civile[modifica | modifica wikitesto]

Miliziani dell'etnia Pao

Quando il regime militare si è instaurato al potere nel 1988, è iniziata una feroce guerra civile. Ogni insurrezione popolare veniva sedata con la forza da parte del regime, ed è in corso un conflitto piuttosto aggressivo tra il governo e il gruppo etnico dei Karen.

Dopo 2 anni di dittatura militare, nel 1990, il partito al governo (NUP) permise libere elezioni, ma poiché vinse il partito (NDL) rappresentato da Aung San Suu Kyi, nell'ottobre dello stesso anno i reparti dell'esercito fecero un'incursione presso la sede NDL arrestando tutti i componenti, tra cui Aung San Suu Kyi, che è stata liberata solamente nel novembre 2010.

L'area più colpita dalle dimostrazioni di violenza dei militari è quella sud-orientale (o Tenasserim); di conseguenza ogni anno migliaia di esuli si muovono verso il confine con la Thailandia, dove sono stati istituiti dei campi profughi.

I rifugiati hanno comunque scarse possibilità di migliorare le loro condizioni di vita, infatti non vi è alcuna fornitura di corrente elettrica e di medicinali, inoltre la maggior parte della popolazione è estenuata da fame e malnutrizione e molti bambini per sopravvivere vengono costretti alla prostituzione o al lavoro forzato. In questo Stato le persone sono facile bersaglio di parassiti, vermi e malattie come malaria, epatite e AIDS.

Esercito[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Esercito della Birmania.

Le forze militari della Birmania, dette Tatmadaw, contano circa 500.000 militari. l'esercito si divide in fanteria, marina e aeronautica. Come numero di militari, l'esercito birmano è il decimo al mondo. Le spese militari dello Stato non hanno dati certi, ma il Stockholm International Peace Research Institute afferma che il paese è tra i primi quindici stati. Non c'è servizio militare obbligatorio; alla fine del 2000 le Forze Armate Birmane potevano contare su: 126 Carri armati, 65 motovedette, 121 aerei da combattimento. Il servizio militare è volontario e sia maschi che femmine possono svolgerlo dai 18 ai 49 anni.

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Politica interna[modifica | modifica wikitesto]

L'Unione di Birmania è governata da un regime militare.[52] Eletta nel 1990, l'Assemblea Popolare formò la Coalizione Nazionale per l'Amministrazione dell'Unione di Birmania (NCGUB), che ora è in esilio[53] e opera per la democrazia nello Stato comandato da Sein Win, un cugino di Aung San Suu Kyi. Comunque, il NCGUB ha pochissimi poteri ed è bandito in Birmania.[54]

L'attuale presidente della repubblica (la cui carica istituzionale è stata reintrodotta nel 2011) è l'ex-generale Thein Sein, che nel 2010 rassegnò le dimissioni dall'esercito per guidare da civile il Partito dell'Unione per la Solidarietà e lo Sviluppo. Prima di lui, il Presidente del Consiglio di Stato per la Pace e lo Sviluppo (che sostanzialmente aveva anche i poteri dell'attuale presidente della repubblica) era il generale Than Shwe, rimasto in carica dal 23 aprile 1992 al 30 marzo 2011. La maggior parte dei ministeri sono capeggiati da ufficiali dell'esercito, con le eccezioni del Ministero della Sanità, del Ministero dell'Educazione e del Ministero del Lavoro, che sono in mano a civili.

I partiti politici importanti in Birmania sono la Lega Nazionale per la Democrazia e la Lega Democratica Shan, anche se le loro attività sono regolate dal regime. Esistono molti altri partiti, rappresentanti spesso gli interessi delle minoranze etniche. C'è poca tolleranza per l'opposizione politica e molti partiti sono stati proscritti. Il partito nazionale dell'unità rappresenta i militari ed è sostenuto da un'organizzazione totalitaria chiamata l'Associazione di Solidarietà e dello Sviluppo del Sindacato. Secondo parecchie organizzazioni, compreso Amnesty International, il regime ha poca considerazione dei diritti dell'uomo. Non c'è ordinamento giudiziario indipendente in Birmania e l'opposizione politica al governo militare non è tollerata.

Nel 1989, l'esercito birmano represse violentemente le proteste contro la cattiva gestione economica e l'oppressione politica. L'episodio più cruento avvenne l'8 agosto 1988, quando i militari aprirono il fuoco contro rivoltosi in quella che è conosciuta come rivolta 8888. Nonostante gli insuccessi delle rivolte, le proteste del 1988 hanno aperto la strada per le elezioni dell'Assemblea della gente, nel 1990. I risultati dell'elezione successivamente sono stati invalidati dal regime. La lega nazionale per la democrazia, condotta da Aung San Suu Kyi, ha ottenuto più del 60% dei voti e più dell'80% delle sedi parlamentari nell'elezione nel 1990, tenuta per la prima volta dopo 30 anni.

Aung San Suu Kyi ha guadagnato l'elogio internazionale come attivista per il ritorno del governo democratico in Birmania, ricevendo il Premio Nobel per la pace nel 1991. È stata condannata agli arresti domiciliari, che ha terminato di scontare definitivamente il 13 novembre 2010.

La situazione della Birmania è stata riferita al Consiglio di sicurezza dell'ONU per la prima volta nel dicembre 2005 per una consultazione informale. L'ASEAN inoltre ha dichiarato la relativa frustrazione con il governo della Birmania[55] e ha formato il Comitato Inter-Parlamentare per richiamare la mancanza di democrazia nel paese. Un cambiamento radicale nella situazione politica del paese rimane improbabile a causa del sostegno garantito da vicini influenti, in particolare della Cina. Tuttavia si stanno facendo progressi per il processo di democratizzazione.[56]

Risultati dell'assemblea della gente del 1990[57]
Partito Voti Seggi  %
Pop. Seggi
Lega nazionale per la Democrazia (NLD) 7.943.622 392 58,7 79,7
Lega nazionale democratica Shan (SNLD) 222.821 23 1,7 4,7
Partiti minori (per l'indipendenza di vari popoli) 1.606.858 12 12,1 2,4
Lega democratica Arakan (ALD) 160.783 11 1,2 2,2
Partito per l'unità nazionale (NUP) 2.805.559 10 21,1 2,0
Fronte della democrazia dei Mon (MNDF) 138.572 5 1,0 1,0
Partito nazionale democratico 128.129 4 1,0 0,8
Lega per la democrazia nazionale Chin 51.187 3 0,4 0,1
Congresso dello Stato Kachin per la democrazia 13.994 3 0,1 0,1
Partito per la democrazia nazionale 72.672 3 0,5 0,1
Unione nazionale Pa-o 35.389 3 0,3 0,1
Organizzazione democratica per l'unità nazionale Kayah 16.553 2 0,1 -
Lega delle nazionalità dello Stato Kayah per la democrazia 11.664 2 0,1 -
Partito regionale progressista delle Colline Naga 10.612 2 0,1 -
Lega nazionale Ta-ang per la democrazia 16.553 2 0,1 -
Congresso nazionale Zomi (ZNC) 18.638 2 0,1 -
Tutti i voti (87,7% della popolazione votante) 15.112.524 492 100,0
Voti invalidati 1.858.918
Voti Validi (72.6%) 13.253.606
Votanti eleggibili 20.818.313

Nel novembre 2010 si sono tenute nuove elezioni, definite da tutto il mondo una farsa e alle quali è stato impedito di partecipare alla grande eroina della democrazia Aung San Suu Kyi, che è stata liberata il 13 novembre 2010, dopo le elezioni-farsa appunto.

Il 31 gennaio 2011, più di 600 deputati hanno riempito le due Camere, "Hluttaws", nella sessione d'apertura, con il compito di scegliere il primo presidente civile del Myanmar, la ex Birmania, da quando il colpo di Stato del 1962 ha dato il via a 49 anni di ininterrotta dittatura militare. La giunta militare al potere ha salutato la legislatura come l'alba di una nuova democrazia ma i critici l'hanno invece bocciata come una farsa che lascia al potere gli stessi generali autoritari. E il nuovo governo avrà probabilmente la stessa morsa sui dissidenti del vecchio. I parlamentari hanno eletto presidente e vicepresidente di ogni Camera nella sessione inaugurale, con tre dei quattro incarichi andati a militari in pensione. La sorpresa maggiore è stata l'elezione a presidente della Camera bassa del numero tre della giunta Thura Shwe Mann, militare di carriera. La Costituzione del Myanmar prevede che i militari possano designare il 25% dei membri del Parlamento. Oltre al 25% dei militari, la giunta militare che guida il paese asiatico dagli anni sessanta conta sul 77% dei parlamentari eletti, membri dell'Unione per la solidarietà e lo sviluppo (Usdp), partito filo-giunta.[1] Il 4 febbraio 2011 è stato eletto il primo presidente civile del paese da quando i militari presero il potere nel 1962, si tratta dell'ex generale e ex primo ministro Thein Sein.[2]

Politica estera[modifica | modifica wikitesto]

I rapporti esteri della Birmania sono abbastanza difficili. Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a causa del severo e illiberale modo di governare del regime militare instaurato nel 1988. Molte penalizzazioni economiche sono state causate dalle repressioni delle proteste nello stesso anno, dalle instabilità etniche che portano a conflitti fra il governo e i Karen e gli Shan e dalla quasi totale mancanza di democrazia.

L'Unione Europea ha tagliato i commerci con lo Stato e ha tolto qualsiasi aiuto economico, tranne quello umanitario. Le sanzioni europee e statunitensi contro il regime militare e le pressioni dei democratici Birmani, hanno costretto molte aziende occidentali a lasciare la Birmania. L'azienda petrolifera Total venne messa sotto inchiesta dalla magistratura belga a causa di denunce sporte nel 2002 da rifugiati birmani « secondo i quali la Total avrebbe utilizzato manodopera forzata fornita dalla giunta militare al potere in Birmania - accusata di crimini contro l'umanità - per la costruzione di un gasdotto.». Più specificatamente «La denuncia è diretta contro l'azienda, il suo ex responsabile Thierry Desmarest e l'ex direttore delle operazioni della Total in Birmania, Hervé Madeo: a loro viene contestato il sostegno logistico e finanziario fornito negli anni novanta alla giunta militare, che avrebbe a sua volta messo a disposizione manodopera forzata per la realizzazione dei progetti petroliferi.» altre denunce simili vennero fatte anche in Francia da lavoratori birmani.[58] Le società asiatiche, comunque, hanno deciso di continuare a investirvi e ad aprirvi nuove aziende, soprattutto basate sull'estrazione di gas naturale.[59]

L'ASEAN non difenderà la Birmania in nessuna conferenza internazionale conseguente un rifiuto del regime militare di restaurare la democrazia. Nell'aprile 2007 il ministro degli esteri malese Ahmad Shabery Cheek disse che né il suo Stato, né tantomeno l'ASEAN avrebbero aiutato il paese e affermò: «Adesso la Birmania deve difendersi da sola se verrà coinvolta in una discussione in qualsiasi conferenza mondiale». Stava rispondendo al capo dell'opposizione Lim Kit Siang. Lim aveva detto che la Malesia dovrebbe giocare un ruolo produttivo nelle iniziative regionali finalizzate a portare un cambiamento in Birmania e far notare la situazione dello Stato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU.[60]

Le sanzioni da parte della Comunità Europea sono state rimosse quasi totalmente già dal 2011, fermo restando quelle su tutto ciò che ha a che fare con industria bellica ed armamenti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b The World Factbook, Central Intelligence Agency. URL consultato il 24 giugno 2013.
  2. ^ (EN) Population growth rate in CIA World Factbook. URL consultato il 28 febbraio 2013.
  3. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  4. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  5. ^ a b Sandro Toniolo, geografo italiano, rappresentante per l'Italia del Gruppo di Esperti delle Nazioni Unite sui nomi geografici ed autore della lista ufficiale degli esonimi italiani presentata all'VIII Conferenza mondiale di normalizzazione sotto il titolo Main Italian Exonyms of European geographical elements, (documento E/CONF.94/CRP.63) pubblicata in Italia nel saggio Principali esonimi italiani di endonimi europei su "L'Universo", n. 2, 2001, IGM, scrive a proposito del nome Birmania e Myanmar, in un suo saggio edito per la prima volta nel 2005, I perché e i nomi della geografia, Firenze, edito dall'Istituto Geografico Militare e pubblicato anch'esso su L'Universo (n. 9, 2005, IGM):
    « Il nome ufficiale locale, cioè l'endonimo, è sempre stato Myanma, senza la r finale, almeno da quarantanni; ma dalla fine degli anni ottanta la trascrizione è leggermente mutata con l'aggiunta di quella consonante finale (Myanmar) per consentire a chi parla inglese di poter pronunciare esattamente il nome con la finale a, anziché con e. Appunto in quegli anni il governo di Yangon, nome assunto dalla capitale al posto della forma inglese Rangoon, ha iniziato un'intensa campagna per imporre all'estero il nome ufficiale dello Stato, reso secondo la fonetica inglese, accampando giustificazioni politiche non sempre plausibili.

    Un conto è il nome ufficiale (endonimo) di un elemento geografico, che va assolutamente riconosciuto e rispettato nelle situazioni e negli ambienti adatti, e un conto è il nome di quell'elemento geografico com'è scritto e pronunciato nelle altre lingue (esonimo), tanto da essere entrato a far parte integrante del loro lessico. Si pensi non solo all'italiano Birmania, ma anche al francese Birmanie, all'inglese Burma, al tedesco e al russo Birma. Noi siamo liberi di usare l'esonimo Birmania come abbiamo sempre fatto, nei nostri testi e anche nelle nostre carte geografiche e non siamo affatto tenuti a seguire impostazioni arbitrarie. Sarebbe come se il Parlamento tedesco decidesse di cambiare il nome Deutschland in -poniamo- Alemannenland e lo volesse imporre a tutto il mondo: sono convinto che noi giustamente continueremmo a chiamare quello Stato secondo l'uso tradizionale, cioè Germania. Se adottiamo il nome Myanmar, per coerenza dovremmo chiamare d'ora in poi la Spagna España, la Germania Deutschland, la Gran Bretagna Great Britain, l'Egitto Misr. Immaginiamo la seguente frase «Myanmar è uno Stato asiatico confinante con Bharat, Zhong Guo e Prathet T'hai». Siamo certi che il lettore capirebbe di che si tratta? Ovviamente no, in italiano dobbiamo scrivere «La Birmania è uno Stato asiatico confinante con l'India, con la Cina e con la Thailandia». Non si può pretendere che il lettore sappia che gli endonimi Bharat, Zhong Guo e Prathet T'hai corrispondano agli esonimi italiani India, Cina e Thailandia. »

  6. ^ a b Cfr. in Franco Maria Messina, Quale nome per la Birmania?
  7. ^ Myanmar, treccani.it.
  8. ^ Roberto Breschi, Birmania, rbvex.it - Bandiere. URL consultato il 28 agosto 2012.
  9. ^ WikiNews: Speciale Crisi in Birmania 2007.
  10. ^ (EN) Burma tells Aung San Suu Kyi: «call us Myanmar» in BBC News, 29 giugno 2012. «The then ruling military chose to rename Burma two decades ago, arguing that the old name was a hangover from colonialism and only represented the dominant Burman ethnic group. Etymologists and others suggest that this argument is false, as both Myanmar and Burma come from the same root - referring to the Burman ethnic group - and have been used interchangeably for centuries. The US and UK governments still use Burma to refer to the country, as do some media organisations, including the BBC.»
  11. ^ The EU's relations with Myanmar (Burma), giugno 2007.
  12. ^ Birmania sul sito del Dipartimento di Stato statunitense, 10 febbraio 2008.
  13. ^ Profilo della Birmania dal Sito del Governo Britannico, 10 febbraio 2008.
  14. ^ Profilo della Birmania della BBC, 28 febbraio 2008.
  15. ^ Mon history
  16. ^ attuale Innwa
  17. ^ An account of an embassy to the kingdom of Ava, : sent by the Governor-General of India, in the year 1795
  18. ^ http://english.dvb.no/e_docs/511947_con.htm
  19. ^ Pyithu Hluttaw Election Law
  20. ^ Burma's new capital stages parade, 26 marzo 2006.
  21. ^ Birmania: la giunta militare annuncia un suo «programma democratico», 10-02-08.
  22. ^ Se si considera invece l'intero Sud-est asiatico, lo stato più grande è l'Indonesia, tre volte più estesa.
  23. ^ Tavole di Rangoon da weather.com, 18 settembre 2008.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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  • Roberta Lodi Pasini e Gabriele Tamburini, Il silenzio e i suoi colori, Messaggerie Libri, 2010.
  • Alberto Arbasino, Passeggiando tra i draghi addormentati, Adelphi, 1997, ISBN 88-459-1334-1.
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Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

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  • Aung San Suu Kyi, Lettere dalla mia Birmania, Sperling & Kupfer, Milano, 2007, ISBN 8820042665
  • J.G. Ma Ma Lay, La sposa birmana, O Barra O, Milano, 2009
  • Pascal Khoo Thwe, Il ragazzo che parlava col vento, Piemme, Milano, 2008
  • Cecilia Brighi, Il pavone e i generali. Birmania, storie da un paese in gabbia, Baldini Castoldi Dalai, Milano, 2006

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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