Turkmenistan

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Turkmenistan
Turkmenistan – Bandiera Turkmenistan - Stemma
(dettagli) (dettagli)
Turkmenistan - Localizzazione
Dati amministrativi
Nome completo Repubblica del Turkmenistan
Nome ufficiale Türkmenistan Respublikasy
Lingue ufficiali turkmeno[1][2]
Capitale Aşgabat  (circa 600.000 ab. /  )
Politica
Forma di governo Repubblica presidenziale (monopartitica)
Presidente Gurbanguly Berdimuhammedow
Indipendenza Dall'URSS,
27 ottobre 1991 (dichiarata),
8 dicembre 1991 (riconosciuta)
Ingresso nell'ONU 2 marzo 1992
Superficie
Totale 488.100 km² (51º)
 % delle acque trascurabile
Popolazione
Totale 4.603.244 ab. (2002) (113º)
Densità 9,4 ab./km²
Tasso di crescita 1,143% (2012)[3]
Geografia
Continente Asia
Confini Afghanistan, Iran, Kazakistan e Uzbekistan
Fuso orario UTC +5
Economia
Valuta Manat turkmeno
PIL (nominale) 35 164[4] milioni di $ (2012) (91º)
PIL pro capite (nominale) 6 263 $ (2012) (88º)
PIL (PPA) 48 514 milioni di $ (2012) (94º)
PIL pro capite (PPA) 8 641 $ (2012) (97º)
ISU (2011) 0,686 (medio) (102º)
Fecondità 2,4 (2011)[5]
Varie
Codici ISO 3166 TM, TKM, 795
TLD .tm
Prefisso tel. +993
Sigla autom. TM
Inno nazionale Garaşsyz, bitarap, türkmenistanyň döwlet gimni
Festa nazionale 27 ottobre
Turkmenistan - Mappa
Evoluzione storica
Stato precedente bandiera RSS Turkmena
(URSS URSS)
 

Coordinate: 39°20′N 59°39′E / 39.333333°N 59.65°E39.333333; 59.65

Il Turkmenistan (turkmeno: Türkmenistan) è uno stato dell'Asia centrale confinante con l'Afghanistan, l'Iran, il Kazakistan e l'Uzbekistan. Si affaccia sul Mar Caspio. Fino al 1991 fece parte dell'Unione Sovietica. È ricco di giacimenti di gas.

La superficie è di 488.100 km², la popolazione di 4.603.244 abitanti. La capitale è Aşgabat.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio corrispondente all'odierno Turkmenistan è stato abitato fin dall'antichità dalle tribù dei Turkmeni, probabilmente provenienti dai Monti Altai. I primi insediamenti umani nell'area sono databili tra il 5000 e il 7000 a.C.

Il territorio fu in seguito conquistato da numerose diverse civilizzazioni. I persiani achemenidi conquistarono il territorio nel VI secolo a.C., Alessandro Magno occupò il Turkmenistan nel IV secolo a.C. Dopo circa 150 anni il controllo macedone finì e nella regione nacque nel 247 a.C. l'impero partico, la cui capitale fu stabilita a Nisa, a 25 km dalla moderna capitale Aşgabat.

La via della seta passava per Merv, capitale dell'antico Turkmenistan (detto Margiana ai tempi dei Romani)

Durante questo periodo il Turkmenistan assunse importanza come tappa della via della seta, la principale via per gli scambi commerciali tra Asia ed Europa.

L'impero partico cadde tra il 224 e il 228, seguito dalla dominazione dei Sasanidi (III secolo) e successivamente degli Eftaliti (V secolo) quando il cristianesimo divenne la religione predominante.

La regione passò poi agli Arabi e fu islamizzata nel VII secolo. La dominazione araba durò fino al IX secolo, seguita da diverse dinastie locali (Tahiridi, Samanidi, Ghaznavidi) fino all'XI secolo, in cui l'area diventò parte dello sterminato impero dei sultani turchi selgiuchidi. Nel XII secolo nacque nell'area il regno del Khwārizm (antica Corasmia), che entrò in guerra con i mongoli di Gengis Khan nel XIII secolo. I mongoli dominarono l'area per circa 150 anni. In seguito il conquistatore Tamerlano prese il controllo dell'area verso la fine del XIV secolo. Nel corso del XV secolo tribù turcomanne appartenenti ai clan dei Qara Qoyunlu ("Montone nero") e degli Aq Qoyunlu ("Montone bianco") si disputarono il controllo dei territori della Persia stabilendovi un durevole dominio che avrà termine solo con l'avvento della dinastia dei Safavidi.

Dal XVI secolo in poi il territorio turcomanno fu prevalentemente controllato dal Khanato di Khiva, che fu spesso in dispute territoriali con il vicino Khanato di Bukhara a prevalenza uzbeka. Dopo varie vicende, nel XIX secolo la Russia pose sotto il proprio controllo i due khanati che divennero in un primo tempo stati-vassalli dello Zar. In seguito tra il 1865 e il 1885 la Russia assunse il pieno controllo di questi territori creando una amministrazione speciale per il Turkestan, ovvero i territori centroasiatici dell'impero popolati da etnie turche.Opposero una fiera resistenza, per alcuni anni, le tribu nomadi turkmene del deserto all'occupazione russa, sebbene in fine dovettero soccombere come già avevano fatto i khanati locali. Dopo la Rivoluzione russa del 1917, il Turkmenistan divenne una delle repubbliche dell'Unione Sovietica (RSS Turkmena) nel 1924, anno in cui furono stabiliti anche i suoi confini attuali. Nel 1929 fu adottato l'alfabeto latino per la lingua turkmena sotto influenza della Turchia di Ataturk, ma Stalin reimpose il cirillico nel 1938. Il crollo dell'Unione Sovietica del 1991 diede la possibilità al Turkmenistan di ottenere l'indipendenza e tra le prime modifiche simboliche vi fu il ritorno all'uso dell'alfabeto latino usato dai popoli turchi.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Il Turkmenistan è una dittatura monopartitica fortemente personalistica. L'attuale regime è stato fondato, come per gli altri paesi dell'area, dall'ex capo locale del sistema sovietico Saparmyrat Nyýazow, che ha detenuto la carica vitalizia di Presidente assoluto (Turkmenbashi, Padre dei Turkmeni) fino alla sua morte, avvenuta per infarto il 21 dicembre 2006.

In base alla costituzione il Capo di Stato e di Governo è vitalizio e detiene poteri esecutivi, legislativi e giudiziari diretti. L'unico partito esistente è il Partito Democratico del Turkmenistan, che raccoglie politicamente tutto il popolo turcomanno.

La dittatura turkmena è caratterizzata da un'impronta peculiarmente filosofica, basata sul Ruhnama, il Libro d'Oro, ove Niyazow scrisse le proprie teorie filosofiche e politiche, il cui studio è obbligatorio per accedere a qualsivoglia carica pubblica. In base a detti precetti, il popolo turcomanno deve preservare al massimo i propri costumi da eventuali corruzioni esterne. Da ciò derivano le leggi che vietano le acconciature di capelli e barbe non tipiche del Turkmenistan, le norme che vietano la diffusione di musiche e libri non turkmeni (tra cui l'opera lirica) e tante altre prescrizioni specifiche.

Il culto della personalità del Presidente è coltivato in modo massiccio, attraverso varie iniziative pubbliche. Tra queste: la costruzione in ogni città del Paese di statue d'oro raffiguranti il capo che indica il sole (attraverso congegni ad orologeria le statue sono in grado di seguire i movimenti solari); la modifica del calendario utilizzando nuovi nomi per giorni e mesi, tratti dai nomi della famiglia e della corte del Presidente; la diffusione capillare e iperbolica di immagini raffiguranti il Capo; l'esaltazione dei concetti di famiglia e clan del Presidente, anche attraverso l'inaugurazione di una politica matrimoniale (matrimoni d'alleanza) tra famiglie di alto rango dell'area.

Il 26 dicembre 2006 il Consiglio del Popolo del Turkmenistan annunciò in un primo tempo che a Nyýazow sarebbe successo Durdy Durdyýew, allora vice ministro dello sport e del turismo, ma successivamente la nomina andò a Muhammetnazar Gurbanow, che l'11 febbraio 2007 fu sostituito da Gurbanguly Berdimuhammedow, che da allora è il nuovo Presidente assoluto.

Berdimuhammedow fissò nuove elezioni invitando gli oppositori politici in esilio a rientrare in patria. Le elezioni presidenziali si tennero il 12 febbraio.[6]

Divisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Suddivisioni del Turkmenistan.

Il Turkmenistan è diviso in 5 welayatlar (singolare - welayat) e una città indipendente (Aşgabat)[7]:

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia del Turkmenistan.

Il paesaggio del Turkmenistan è spettacolare e ben più vario di quanto non ci si aspetterebbe da un paese dove il deserto del Karakum occupa quasi il 90% dell'intero territorio. A est ci sono i canyon e le lussureggianti montagne della Riserva Naturale di Kugitang, mentre a sud la catena del Kopet Dag svetta in direzione del Caspio. Il territorio a ridosso del Mar Caspio è particolarmente insolito: i canyon a nord di Türkmenbaşy, le montagne multicolori e il paesaggio lunare di molte zone lo rendono uno degli angoli più malinconicamente belli del paese.

Natura[modifica | modifica wikitesto]

La specie più famosa tra le tante interessanti che popolano il Turkmenistan è l'akhal-teke, un cavallo dalle sfumature dorate considerata l'antenato dei moderni purosangue. I dromedari sono diffusi ovunque ed è possibile vederli vagabondare tra i villaggi e le città. Nel Karakum sono presenti: la lucertola zemzen, l'ormai raro coccodrillo del deserto o varano grigio. È facile anche avvistare volpi del deserto, gufi e il comunissimo scoiattolo del deserto.

Tarantole e vedove nere sono entrambe specie indigene in Turkmenistan, sebbene s'incontrino difficilmente. La stagione dei serpenti è limitata ai mesi di aprile e maggio. Nel deserto è possibile imbattersi in cobra, vipere e scorpioni. Un detto folcloristico turcomanno sostiene che una volta che un serpente ti ha guardato negli occhi, sei destinato a morire di lì a poco se non sarai tu il primo a ucciderlo.

Tutela dell'ambiente[modifica | modifica wikitesto]

La presenza dell'industria pesante è minima in Turkmenistan, pertanto la qualità dell'aria è decisamente buona; fa eccezione Aşgabat, avvolta da un velo quasi permanente di smog.

Un uomo turcomanno con un cammello carico di derrate alimentari. La foto, di Sergej Michajlovič Prokudin-Gorskij, risale al 1905-1915.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia è prevalentemente rurale, con circa metà della superficie irrigata del paese coltivata a cotone, di cui il Turkmenistan rappresenta il decimo produttore mondiale. Le enormi opere di canalizzazione effettuate dopo l'indipendenza hanno permesso di estendere di molto le coltivazioni, favorendo lo sviluppo dell'agricoltura. Oltre al cotone, si producono frutta, uva e pochi altri prodotti. La dipendenza dalle esportazioni di cotone rende molto vulnerabile l'intero apparato economico e commerciale interno, che di conseguenza è dipendente, nel proprio sviluppo, anche dalle fluttuazioni dei prezzi sul mercato internazionale. Diversificare l'economia concentrandola su altre produzioni, permetterebbe di rendere più stabile e sicura la crescita economica. Il settore primario è costituito però anche dall'allevamento, che, un tempo prevalentemente nomade, si è sedentarizzato dopo la costruzione di numerosi pozzi; si allevano perlopiù ovini, per ottenere carne e lana. Nel Mar Caspio è praticata la pesca commerciale, che fornisce soprattutto storioni e trote ed è discretamente sviluppata.

Importanti sono le riserve di gas naturale e di petrolio (quelle di gas naturale sono le quinte al mondo), meno importanti quelle di tungsteno e mercurio. L'uso delle riserve di gas è però fortemente limitato dall'assenza di vie adeguate per l'esportazione. Però negli ultimi anni sono stati siglati importanti accordi per la gestione delle esportazioni di gas, in particolare per dove debbano essere rivolte, questione delicata e non facile da risolvere. In questo settore, come del resto in tanti altri, le privatizzazioni sono state limitate. Nel 1994 il rifiuto della Russia di esportare verso i mercati con valute forti il gas turcomanno, provocò una brusca caduta della produzione industriale e mise in seria crisi le finanze statali, sprovviste quindi di entrate significative in questo settore. Proprio per questo si preferì orientare l'economia verso le esportazioni di cotone, accentuandone la dipendenza da questo prodotto.

Con un PIL pro capite a parità di potere d'acquisto di 8.641 dollari nel 2012, il Turkmenistan si attesta come il paese economicamente più avanzato dell'Asia centrale dopo il Kazakistan. La crescita economica si è mantenuta su buoni livelli, passando dal 6% del 2003 al 23,1% del 2004, segnando un notevolissimo incremento. Tuttavia, il PIL è tornato negli ultimi anni a crescere come prima, del 7,5% nel 2005 e del 6% nel 2006. Ma ancora enormi sono i problemi finanziari da affrontare, e nei quali il paese si dibatte sin dall'indipendenza. L'isolamento internazionale sotto Nyyazow ha portato ad un declino economico dal quale solo da qualche anno il paese si riprende. La disoccupazione, tra le più alte al mondo, è del 60%; l'inflazione è all'11% ed è in fase di crescita, stando a dati del 2003 il 58% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Nel complesso il sistema economico, benché in buona crescita, stenta a decollare e si presenta come fragile e precario. L'Indice di Sviluppo Umano, statistica ONU che misura la qualità della vita, è in costante diminuzione.

Dopo il crollo del sistema sovietico, ci sono state nel paese soltanto limitate privatizzazioni e non c'è stato un completo passaggio al sistema di mercato. Anche il debito estero rappresenta un grave problema.
La povertà è molto diffusa e la popolazione spesso ridotta allo stremo e priva di elettricità, gas e acqua, sebbene questi beni vengano forniti gratuitamente dal regime. Nella capitale sono state fatte numerose grandi opere, finanziate dal regime a scopo propagandistico.

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Crescita demografica dal 1992 al 2003

Secondo una stima del dicembre 2006, la popolazione del Turkmenistan è di 5.110.023 persone, mentre l'ultimo censimento ufficiale, del 2002, conta poco più di 4.800.000 abitanti. Sin dalla sua indipendenza il Turkmenistan ha avuto una crescita demografica costante ma moderata, senza incrementi molto alti. Oggi la crescita demografica è dell'1,6%, nonostante un tasso di natalità relativamente alto (25%) ed uno di mortalità ridotto (6%). Infatti pesa molto la mortalità infantile, ancora elevata anche se in diminuzione: ogni mille nati vivi ne muoiono più di 53 nel giro dei primi anni di vita. La densità è di quasi 10 abitanti per chilometro quadrato, tra le più basse del mondo e la più bassa dell'Asia Centrale, dopo quella del Kazakistan. L'aspettativa di vita è di 68 anni nel 2007, in notevole rialzo (nel 2006 sfiorava solo i 62 anni).

Etnie[modifica | modifica wikitesto]

La composizione etnica turkmena è meno articolata che negli altri paesi dell'Asia Centrale: infatti il gruppo nazionale, quello dei turkmeni ("turchi meridionali" anticamente "Turcomanni"), riunisce più dell'80% degli abitanti, permettendo così l'esistenza di minoranze solo ristrette, perlopiù uzbeki e russi. Altre minoranze sono quelle di kazaki, azeri, persiani, armeni e tartari. Questa relativa uniformità etnica ha un'importanza da non sottovalutare, poiché ha assicurato pace e stabilità molto meglio che in gran parte degli stati confinanti. In Asia Centrale la caduta dell'Unione Sovietica, e quindi il collasso di ciò che teneva unite le innumerevoli etnie della regione, ha lasciato una notevole frammentazione che ha naturalmente causato tensioni sociali fortissime, a volte sfociate in conflitti civili.

Segue la composizione etnica del Turkmenistan, secondo i dati dell'ultimo censimento dei gruppi etnici, effettuato nel 2003:

Lingue[modifica | modifica wikitesto]

La lingua ufficiale è il turkmeno[1][2] (lingua altaica "turco meridionale"), parlato come unica lingua dal 72% degli abitanti, mentre il russo è riconosciuto nella costituzione come lingua per la comunicazione tra diversi gruppi etnici. Quindi la lingua russa è molto conosciuta all'interno del paese, ed è da considerarsi la seconda, anche se non ufficiale, dopo il turkmeno. L'uzbeko è parlato abbastanza correntemente dalla comunità locale proveniente dall'Uzbekistan, ma anche presso altre popolazioni che abitano il paese. Altri idiomi sono correntemente parlati dal 7% degli abitanti.

Il palazzo Turkmenbashi ad Aşgabat

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Attualmente nel Turkmenistan restano pochi cristiani, che erano la maggioranza ai tempi dell'impero sassanide quando l'antica capitale Merv era centro del manicheismo e del cristianesimo nestoriano[8]. Infatti la minoranza religiosa più consistente è quella cristiana ortodossa, della quale fa parte soprattutto la componente russa del Turkmenistan.

L'Islam è la religione più praticata dai turkmeni, in maggioranza sunniti. Non mancano consistenti comunità sciite, ma questo non crea problemi o tensioni di alcun tipo: i riti sciiti delle minoranze curde o azere non vengono politicizzati in nessun caso.

Avdy Kuliyev, primo Ministro degli esteri del paese, ha detto che il Turkmenbashi Saparmyrat Nyyazow avrebbe permesso ai musulmani di praticare la loro religione solo se questo avesse compreso il suo culto della personalità. Kuliyev ha aggiunto che i turkmeni non sono molto religiosi, ma che lo sarebbero diventati grazie alle politiche di Nyyazow stesso. In effetti, l'Islam non viene sempre praticato nella sua forma pura: ciò è dovuto alla dimenticanza o forzata trascuratezza della religione connesse con il lungo periodo della repressione sovietica. Difficilmente tra i turkmeni si trova chi abbia letto interamente il Corano, o possa affermare di vivere secondo le autentiche tradizioni islamiche. Infatti sul substrato islamico si è aggiunta, dopo la lunga stagione sovietica, la nuova filosofia di vita del Paese creata da Nyiazow, cosicché più che il Corano è il Ruhnama ad essere il libro spirituale dei turkmeni. Forse anche per questo il Turkmenistan appare meno esposto, rispetto ad altri paesi vicini come il Kazakistan, al rischio della diffusione del fondamentalismo islamico.

Segue la composizione religiosa del paese:

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Storicamente le letteratura turkmena si inserisce nel più vasto alveo delle letterature in lingue turche del ceppo oguz, di cui la maggiore fu senza dubbio la letteratura in turco ottomano, ampiamente influenzate da generi e stilemi della letteratura persiana. Perciò scrittori e poeti di etnia turkmena sin dal Medioevo si espressero prevalentemente in una di queste due lingue dalla grande tradizione letteraria, ossia il persiano e il turco ottomano. Al XV secolo risale probabilmente la prima redazione scritta di una grande saga epica in prosa il Dede Korkut, che circolava oralmente da almeno due secoli, rivendicata peraltro come epos nazionale anche dagli attuali azeri e dai turchi della repubblica turca. Comunque solo a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, con l'aumento dell'influenza europea (russa e francese soprattutto), si avrà gradualmente un processo di acquisizione-formazione identitaria che porterà alla creazione della moderna letteratura nazionale turkmena, processo che si consoliderà e giungerà a piena maturazione nel successivo periodo sovietico.

Con la costituzione della Repubblica Socialista Sovietica del Turkmenistan si avrà il passaggio dall'alfabeto arabo all'alfabeto cirillico, e non pochi scrittori adotteranno il russo o saranno bilingui. Nel 1929 fu adottato ufficialmente l'alfabeto latino, ma dal 1938 fino al 1991 fu reinserito il cirillico.

A livello estetico e tematico, la letteratura turkmena di epoca sovietica si troverà ampiamente sintonizzata con i dettami del "realismo socialista". Con la recentemente riacquistata indipendenza, dopo la caduta dell'URSS, si sono messe in moto altre complesse dinamiche di distanziamento dalla cultura russa e di contemporaneo rinsaldamento del legame con la tradizione letteraria turco-ottomana persiana e islamica da un lato, e con il patrimonio folklorico-culturale panturco dall'altro. Il passaggio all'indipendenza non ha invece significato maggior libertà di espressione per gli scrittori come prova emblematicamente il caso del noto romanziere Rahim Esenov (n. 1927), arrestato e ancora alle prese con gli strali della censura per un suo romanzo storico (The crowned Wanderer, scritto nel 1994, ambientato nel XVI secolo) sgradito alle autorità. Dal 1991 viene usato solo l'alfabeto latino, con alcune modificazioni.

Arte[modifica | modifica wikitesto]

L'arte preislamica del territorio turcomanno va inquadrata nella storia dell'arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell'area: achemenide, greco-battriana, partica, sasanide. L'arte turkmena contemporanea si inserisce nella grande tradizione dell'arte islamica cui, dal XIX secolo, si sono via via aggiunti gli influssi di correnti occidentali soprattutto attraverso la mediazione della cultura russa zarista e, più tardi, sovietica (realismo socialista, "forme nazionali" di arte ecc.).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lingua, turkmenistan.it. URL consultato l'8 marzo 2014.
  2. ^ a b (EN) Turkmenistan, cia.gov. URL consultato l'8 marzo 2014.
  3. ^ (EN) Population growth rate, cia.gov. URL consultato l'8 marzo 2014.
  4. ^ Dati dal Fondo Monetario Internazionale, ottobre 2013
  5. ^ Tasso di fertilità nel 2011. URL consultato il 12 febbraio 2013.
  6. ^ TMNews - Turkmenistan/ Presidenziali fissate per il 12 febbraio 2012
  7. ^ Turkmenistan Provinces
  8. ^ Chiesa cristiana del secondo secolo dopo Cristo scoperta a Merv

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Bombaci, La letteratura turca, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1969
  • G. Scarcia, Storia della letteratura turca, Fratelli Fabbri, Milano 1971
  • AA.VV., Imperi delle steppe. Da Attila a Ungern Khan, prefazione di F. Cardini, centro studi "Vox Populi", Pergine 2008
  • L. Lucignano, Il sogno di Marat. In fuga dal Turkmenistan, Brescia, Cavinato Editore International, 2013, ISBN 978-88-89986-43-1

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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