Comunità degli Stati Indipendenti

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Содружество Независимых Государств «СНГ»[1]

ru:Флаг Содружества Независимых Государств
Motto:
Paesi membri bandiera Armenia
bandiera Azerbaigian
bandiera Bielorussia
bandiera Kazakistan
bandiera Kirghizistan
bandiera Moldavia
bandiera Russia
bandiera Tagikistan
bandiera Uzbekistan
Paesi associati bandiera Turkmenistan
Paesi che lasceranno bandiera Georgia
Paesi che partecipano bandiera Ucraina
Lingua di lavoro Russo
Sede istituzionale bandiera Bielorussia, Minsk
Segretario esecutivo bandiera Russia, Sergej Nikolaevič Lebedev
Superficie 22.100.843 km²
Popolazione (2008)
Densità
276.917.629
12,53 ab./km²
Valuta
Fusi orari da UTC+2 a UTC+12
Fondazione 8 dicembre 1991
CIS Sito ufficiale cis.minsk.by
CIS Statistical Committee www.cisstat.com

La Comunità degli Stati Indipendenti «CSI», in russo Содружество Независимых Государств «СНГ»[?], è una confederazione di dodici dei quindici stati dell'ex Unione Sovietica.

Gli esclusi sono i tre Paesi baltici (ossia Lituania, Lettonia ed Estonia) che dal 1° maggio 2004 sono entrati a far parte dell'Unione Europea.

Indice

[modifica] Storia

Nel 1991 i capi di governo di Bielorussia, Ucraina e Federazione Russa si riunirono nei dintorni di Brěst, in Bielorussia, e siglarono un accordo per la fondazione della CSI.

Il 21 dicembre di quello stesso anno, undici Stati dell'ex Unione Sovietica (con l'esclusione di Lituania, Lettonia, Estonia e Georgia) firmarono il Trattato di Alma Ata, in Kazakistan, che ratificava de facto l'iniziale accordo a tre.

Nel 1993 fu avviata anche un'unione economica che però rimase solamente allo stadio di progetto, in particolare per via dell'opposizione di diversi Stati dell'Asia centrale che erano timorosi di intrallacciare legami troppo stretti con la Federazione Russa.

La sede della CSI è sempre stata situata fin salla sua fondazione a Minsk, la capitale della Bielorussia.

[modifica] Membri

Paese Entrata Ratifica dell'accordo di fondazione Ratifica dello statuto
bandiera Armenia 21 dicembre 1991 18 febbraio 1992 16 marzo 1994
bandiera Azerbaigian 21 dicembre 1991 24 settembre 1993 14 dicembre 1993
bandiera Bielorussia 8 dicembre 1991 10 dicembre 1991 18 gennaio 1994
bandiera Georgia1 3 dicembre 1993 19 aprile 1994
bandiera Kazakistan 21 dicembre 1991 23 dicembre 1991 20 aprile 1994
bandiera Kirghizistan 21 dicembre 1991 6 marzo 1992 12 aprile 1994
bandiera Moldavia 21 dicembre 1991 8 aprile 1994 27 giugno 1994
bandiera Russia 8 dicembre 1991 12 dicembre 1991 20 luglio 1993
bandiera Tagikistan 21 dicembre 1991 26 giugno 1993 4 agosto 1993
bandiera Turkmenistan2 21 dicembre 1991 26 dicembre 1991 Non ratificato
bandiera Ucraina3 8 dicembre 1991 10 dicembre 1991 Non ratificato
bandiera Uzbekistan 21 dicembre 1991 1 aprile 1992 9 febbraio 1994

1 Decide di lasciare la CSI il 18 agosto 2008; la lascerà ufficialmente il 17 agosto 2009 (CIS Charter, sec. 1, art. 9)
2 Membro associato dal 26 agosto 2005
3 Membro associato

Questa voce è parte della serie
Storia della Russia

Agli 11 stati membri originari nel dicembre 1993, anche la Georgia si unì alla CSI in circostanze controverse, a seguito di una guerra civile nella quale truppe russe intervennero militarmente per ristabilire l'ordine pubblico; tuttavia, in seguito al conflitto per il controllo dell'Ossezia del Sud dell'agosto 2008, il Parlamento Georgiano ha votato il 14 agosto 2008 l'uscita del paese dalla CSI, adducendo che l'organizzazione è sotto il controllo della Federazione Russa.

Nel 2005 il Turkmenistan si è ritirato, assumendo la posizione di membro associato, mentre all'Ucraina non si può attribuire nemmeno tale status, visto che non ha mai avviato le procedure di ratifica del protocollo statutario della CSI[2]. Le dichiarazioni del governo ucraino, inoltre, vanno nella direzione opposta rispetto ai progetti che la Russia ha in mente per la comunità[3]. Se Mosca desidera una più forte cooperazione tra gli stati membri e guarda alla CSI come a un sostituto dell'Unione Sovietica, Kiev non permetterebbe mai ingerenze da parte di una sorta di superstato, e in ogni caso ha dimostrato di ambire all'ingresso nell'UE e nella NATO[4].

[modifica] Funzioni

La CSI è stata creata con lo scopo di sostituire la precedente Unione con una più limitata forma di associazione che lasciasse maggiore indipendenza alle singole repubbliche.

Secondo alcuni, anche questi limitati obiettivi si sono in realtà rivelati di difficile realizzazione e la CSI si è ben presto dimostrata incapace di porre un freno alle spinte centrifughe e ai conflitti fra gli stati nati dalla dissoluzione dell'Unione Sovietica, mancando sostanzialmente fra l'altro la realizzazione dell'obiettivo iniziale di realizzare una politica comune in materia di difesa.[senza fonte]

Altri sottolineano il fatto che l'organizzazione, nonostante abbia pochi poteri sovranazionali, è qualcosa di più che un qualcosa di simbolico e ha un reale potere di coordinamento nel commercio, nelle finanze, nel campo legislativo e nella sicurezza. Il più significativo sforzo della CSI è stato la creazione di una zona di libero scambio ed unione economica fra gli stati membri, che è entrata in vigore nel 2005. Ha anche promosso iniziative di cooperazione nella democratizzazione e nella prevenzione dei crimini internazionali.[senza fonte]

Durante le Olimpiadi del 1992, gli atleti degli stati della CSI hanno gareggiato insieme per l'ultima volta. Da allora, ogni stato membro affronta le competizioni sportive sotto la propria bandiera nazionale.[senza fonte]

[modifica] Note

  1. ^ Comunità degli Stati Indipendenti «CSI»
  2. ^ http://cis.minsk.by/sm.aspx?uid=11368
  3. ^ Da La Repubblica del 15/09/2008
  4. ^ http://unian.net/eng/news/news-266989.html

[modifica] Voci correlate

[modifica] Altri progetti

[modifica] Collegamenti esterni

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