Persiani

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I Persiani sono i membri di un gruppo etnico che vive principalmente in Iran, Afghanistan, Tagikistan e Uzbekistan. In Asia Centrale vengono chiamati Tagiki.

Secondo il CIA World Factbook 2004, il 51% dell'attuale popolazione iraniana è di etnia persiana mentre la Biblioteca del Congresso porta la cifra al 65%. Diversi altri gruppi etnici sono rappresentati in Iran, tra cui il gruppo ariano non-persiano dei Gilaki (che vivono nella provincia iraniana di Gilan); gli Azeri e i Turkmeni di discendenza turca, Arabi, Armeni, Baluchi e altre minoranze.

Un vasto impero multietnico[modifica | modifica sorgente]

I Persiani sono i discendenti di tribù indoiraniche, verso la metà del II millennio a.C., si separarono in due gruppi: uno migrò verso sud giungendo sull'altopiano dell'Iran mentre l'altro migrò verso il subcontinente indiano. La prima menzione dei Persiani proviene da una iscrizione assira (circa 844 a.C.) nella quale sono chiamati Parsu (Parsuaš, Parsumaš). L'iscrizione li colloca nella regione del lago di Urmia, insieme con un altro gruppo, i Madai (Medi), che insieme ai Babilonesi provocarono il crollo dell'Impero assiro nel 612 a.C.

Il principe persiano Ciro nel 550 a.C. guidò la ribellione contro i dominatori e, conquistata l'indipendenza, si propose come re dei popoli uniti, Medi e Persiani.

Nasce l'impero[modifica | modifica sorgente]

Ciro il Grande, della dinastia Achemenide, nel VI secolo a.C., in pochi anni, si impadronì dell'Asia Minore, della Mesopotamia meridionale, della Siria, della Palestina, di tutta l'area compresa tra il Mar Caspio e la valle dell'Indo. Le sue campagne militare ebbero inizio combattendo contro Creso, re della Lidia, lo stato più importante dell'Anatolia. Lo sconfisse a Sardi nel 546 a.C. e successivamente sottomise le città che i Greci avevano fondato sulla costa asiatica.

Il figlio Cambise II (che regnò dal 530 al 522 a.C.) estese ulteriormente l'impero sottomettendo l'Egitto e Cipro. Il successore Dario il Grande tra il 522 e il 486 a.C. conquistò la Tracia, le isole Egee, la Nubia e la Libia.

In pochi decenni, dal 522 al 486 a.C., i Persiani costruirono un impero enorme, esteso dalle coste occidentali dell'Asia Minore al Caucaso, dall'India alla valle del Nilo. Questo impero multietnico comprendeva una straordinaria varietà di popoli diversi per lingua, religione, cultura, organizzazione sociale ed economica. Dal 550 a.C. fino alla conquista nel 331 a.C. da parte di Alessandro Magno, l'impero persiano fu la potenza dominante del Vicino Oriente. La sua grande estensione determinò la creazione di tre distinte capitali: Susa, Ecbatana e Persepoli, dove sorgeva il palazzo reale più prestigioso.

Nel corso dei secoli la Persia venne governata da diverse dinastie; alcune di queste di etnia persiana (Sasanidi, Buwayhidi, Samanidi etc), altre no (Seleucidi, Turchi Seljuk, Mongoli, Safavidi etc).

Religione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Religioni iraniche.

La civiltà persiana abbracciava tre religioni principali: Zoroastrismo, Manicheismo, che influenzò pesantemente Sant'Agostino prima che si convertisse al Cristianesimo, e il Mitraismo, variante molto occidentalizzata dello Zoroastrismo. Tutte queste riflettono l'estremo dualismo della cultura persiana.