Lingua persiana

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Persiano (فارسی [Fārsì])
Parlato in Iran (Persia), Afghanistan, Tajikistan, Uzbekistan, e paesi vicini
Persone 71 milioni native
110 milioni totali
Classifica 23 (come lingua madre)
Scrittura alfabeto arabo modificato[1]
Tipo SOV
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue indoiraniche
  Lingue iraniche
   Lingue iraniche occidentali
    Lingue iraniche sudoccidentali
Statuto ufficiale
Nazioni Iran Iran
Afghanistan Afghanistan
Tagikistan Tagikistan
Regolato da Accademia della Lingua e della Letteratura Persiana, Accademia delle Scienze dell'Afghanistan
Codici di classificazione
ISO 639-1 fa
ISO 639-2 per /B, fas /T
ISO 639-3 fas  (EN)
SIL fas  (EN)
Estratto in lingua
Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, art. 1
Tamām-e afrād-e bashar āzād be-donyā miyāyand va az lehāż-e heiīyat-o hoqūq bāham barābarand. Hame dārā-ye ʿaql-o vejdān mībāshand va bāyad nesbat be-yekdīgar bā rūh-e barābarī raftār konand.
Iranian tongues.svg
Distribuzione geografica delle varie lingue iraniche

Il persiano (فارسی fārsī [fɒːɾˈsiː]) è una lingua iranica parlata in Iran, in Tagikistan, dove è ufficialmente denominato (forsi-i) tojiki, in Afghanistan, dove è ufficialmente denominato (fārsī-ye) dari, e in Uzbekistan.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono più di 75 milioni di parlanti nativi.

Lingua ufficiale[modifica | modifica wikitesto]

Ha lo status di lingua ufficiale in Iran, Tagikistan (come lingua tagica[2]) e Afghanistan (come lingua dari[3]).

Dialetti e lingue derivate[modifica | modifica wikitesto]

Solitamente gli idiomi parlati da iraniani, tagichi e afghani di lingua persiana risultano essere mutuamente intelligibili. Tuttavia, stando ad una classificazione popolare:

  • il dari è il dialetto orientale. Rappresenta una delle due lingue ufficiali dell'Afghanistan (compreso il dialetto hazaragi —, parlato dagli Hazara dell'Afghanistan centrale).
  • il tagico: anch'esso può essere considerato un dialetto orientale. Diversamente dal persiano e dal dari è scritto utilizzando l'alfabeto cirillico.

Esistono poi varie lingue simili al persiano, utilizzate dai popoli che abitano l'Iran moderno:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

È la lingua che ha dato origine alla letteratura persiana, ampiamente diffusa sin dal medioevo anche al di fuori dei territori iranici (Turchia degli Ottomani, India dei Moghul, Asia Centrale).

Classificazione[modifica | modifica wikitesto]

Il persiano appartiene alla famiglia delle lingue indoeuropee ed all'interno di questa, al ramo sudoccidentale delle lingue iraniche.

Secondo lo standard ISO 639 è codificato come macrolingua con i seguenti membri:

Grammatica[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto concerne l'ordine delle parole nella frase, appartiene al tipo "Soggetto Oggetto Verbo". Per esempio la frase in italiano "Il libro è qui" è in persiano کتاب اینجا هاست (ketab inja hast), dove کتاب (ketab) è il libro, اینجا (inja) vuol dire qui, هاست (hast) è il verbo essere al presente coniugato alla terza persona.

Una particolarità del persiano è che non vi è il genere maschile o femminile. Per esempio, la terza persona او (u) indica sia lui che lei.

I sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

Il persiano non ha un vero e proprio articolo determinativo come "il" oppure "la" nella lingua italiana. Nella forme di base i sostantivi persiani sono determinati o indeterminati, a seconda del contesto in cui ci troviamo. Per esempio:

  • کتاب (ketāb) il/un libro
  • خیابان (khiābān) la/una strada
  • سیب (sīb) la/una mela

Tuttavia il sostantivo può essere reso indeterminato usando il suffisso ی- (-i) alla fine del sostantivo. Per esempio:

  • کتابی (ketābi) un libro
  • خیابانی (khiābāni) una strada
  • سیبی (sībi) una mela

Da notare che il suffisso indeterminativo viene aggiunto per la maggior parte a sostantivi che sono numerabili; infatti viene raramente aggiunto a sostantivi non numerabili. Per esempio:

  • نان (nān) "il pane" non è numerabile: نانی هست  (nāni hast) "c'è del pane"
  • قلمی (ghalami) "una penna" è numerabile: یک عدد قلم هست  / قلمی هست (yek adad ghalam hast / ghalami hast) "c'è una penna"

In alcuni casi può rendere determinato un sostantivo quando è l'oggetto diretto del verbo. In questo caso, si aggiunge il suffisso را (rā).

  • او کتاب را می خواند (ū ketāb rā mī khōnad) "lui/lei legge il libro"

Da notare che il suffisso را (rā) non cambia l'accento del sostantivo.

Pronomi[modifica | modifica wikitesto]

Il soggetto di un verbo è una persona o una cosa che effettua l'azione indicata dal verbo. I pronomi che servono ad indicare il soggetto in un verbo in persiano sono:

Persona Singolare Plurale
Prima من (man) "Io" ما (ma) "Noi"
Seconda تو (to) "Tu" شما (scioma) "Voi"
Terza او (u) "Egli" ایشان (iscian) "Loro"
آن (an) "quello" آنها (anha) quelli

La terza persona singolare ان (an) e plurale آنها (anha) vengono utilizzati per oggetti non animati.

Sistema di scrittura[modifica | modifica wikitesto]

Il neopersiano utilizza una versione modificata dell'alfabeto arabo, che si affermò circa un secolo e mezzo dopo la conversione della Persia all'Islam. Prima dell'invasione araba, infatti, il persiano (al tempo si trattava del mediopersiano) veniva scritto con due diversi alfabeti: una versione modificata di quello aramaico e un alfabeto nato in Iran chiamato dîndapirak ("scrittura religiosa").

Benché accomunati dall'utilizzo del medesimo alfabeto, il persiano e l'arabo sono due lingue estremamente diverse, dato che appartengono a due famiglie distinte - la prima a quella indoeuropea, la seconda a quella semitica - e possiedono una fonologia e una grammatica del tutto differenti.

L'alfabeto arabo, così come è utilizzato in Iran, presenta quattro lettere in più rispetto a quello in uso nei paesi arabi e altre due lettere la cui grafia è stata modificata. Ciò è dovuto al fatto che nel persiano vi sono alcuni fonemi che non si ritrovano nell'arabo. Alcuni chiamano tale alfabeto "perso-arabo". Le quattro lettere addizionali sono:

Suono Forma Nome
[p] (p) پ pe
[tʃ] (ch) چ che
[ʒ] (zh) ژ zhe
[g] (g) گ gāf

Le due lettere che presentano una grafia diversa sono:

Suono Lettera originaria araba Lettera persiana modificata Nome
[k] ك ک kāf
[j] (y) e [iː] (ī); raramente [aː] (ā) ي o ى ی ye

Essendo la fonetica del persiano completamente diversa da quella dell'arabo, molte lettere dell'alfabeto arabo che in arabo rappresentano diversi fonemi, in persiano vengono pronunciate allo stesso modo. Il persiano ha quindi quattro lettere per il fonema z (ز ذ ظ ض), tre per la s (س ص ث), due per la t (ت ط), due per la h (ه ح), due per ɣ e ɢ (غ ق), due per indicare il colpo di glottide, simile a uno iato in italiano (ء ع).

Il persiano ha sei vocali (senza distinzioni di lunghezza, come in italiano), mentre l'alfabeto arabo ne prevede tre, distinte in lunghe e brevi: in arabo, solo le lunghe vengono normalmente scritte, mentre le brevi possono essere scritte come accenti ("harakat") sulla vocale a cui seguono. Di conseguenza, la metà delle vocali persiane viene effettivamente scritta, in quanto rappresentata da vocali lunghe, mentre l'altra metà viene sottintesa.

Vocale In inizio di parola In arabo In persiano
Alef, ا آ a lunga [ɑ], come la a profonda dell'inglese father
Vav, و او u lunga u, come in italiano
Ye, ی ای i lunga i, come in italiano
fatha, ـَ اَ a breve [æ], come la a stretta dell'inglese man
kasra, ـِ اِ i breve e, come in italiano
damma, ـُ اُ u breve o, come in italiano

In ogni caso, non ci sono vocali pronunciate brevemente o lungamente in persiano, anche se l'uso degli accenti arabi può generare confusione quando la æ, la o e la e vengono definite "vocali brevi" in senso lato. Va osservato che storicamente il persiano aveva una distinzione tra vocali brevi e lunghe, che però è andata persa nel persiano moderno.

Si potrebbe anche osservare che molte parole persiane con radicale araba sono pronunciate diversamente dalla parola araba originale. La alef con hamza sottostante ( إ ) muta sempre in una semplice alef ( ا ); la teh marbuta ( ة ) di norma, ma non sempre, si trasforma in una teh (l'araba tā' tawīla ) ( ت ) o heh ( ه ) (araba hā' hafīfa ); mentre le parole che presentano un certo tipo di hamza in una parola derivante dall'arabo sono pronunciate diversamente, senza impiegare il "colpo di glottide" altrimenti necessario per la corretta pronuncia della hamza araba (cosicché مسؤول diventa مسئول).

Altre lingue come il pashtu o l'urdu hanno acquisito tali nozioni e hanno talora aggiunto ulteriori lettere al loro alfabeto e ulteriori tipi di puntuazioni diacritiche.

Ci sono molte parole straniere in persiano, provenienti dall'arabo, dal turco e, in misura minore, dal francese e dall'inglese.

Nello standard Unicode, il persiano utilizza uno pseudo-spazio da aggiungere alla scritta araba, chiamato Zero Width Non-Joiner (ZWNJ), ossia "larghezza zero non connettiva". Esso funziona come uno spazio per separare due lettere adiacenti altrimenti da unire, ma non ha una larghezza visivamente percettibile, e non è considerato un separatore di parola dai programmi che segmentano il testo.

Pinglish è il nome dato alla lingua dei testi elettronici scritti in persiano con alfabeto latino, a cui si ricorre nelle e-mail, nei forum e nelle chat. Non esiste uno standard ufficiale per trascrivere il persiano in alfabeto latino, e la questione può essere considerata politicamente controversa in Iran in quanto l'alfabeto arabo è considerato parte del bagaglio culturale islamico. Il pinglish è considerato, indipendentemente dalle opinioni politiche, uno stile di scrittura molto informale, inappropriato per corrispondenze ufficiali.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Omniglot
  2. ^ Tajikistan in The World Factbook, Central Intelligence Agency. URL consultato il 3 dicembre 2012.
  3. ^ Afghanistan Constitution - Article 16 Languages. URL consultato il 30 novembre 2012.
  4. ^ Ethnologue report for Farsi, Eastern.
  5. ^ Ethnologue report for Farsi, Western.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Jones, A Grammar of the Persian Language, 1771, Printed by W. and J. Richardson
  • William Jones, Samuel Lee A Grammar of the Persian Language, 1828
  • E. Rossi, Grammatica di persiano moderno, Roma, Istituto per l'Oriente, 1947 (con preziosa appendice sulla metrica persiana)
  • A.K.S. Lambton, Persian grammar, Cambridge, Cambridge University Press, 1966
  • G. M. D'Erme, Grammatica del neopersiano, Napoli, Istituto Universitario Orientale, 1979
  • A. Coletti, Grammatica della lingua persiana, Roma, Nuova Cultura, 2007
  • Angelo Michele Piemontese, Grammatica persiana in nuce, Pisa-Roma, Istituti Editoriali e Poligrafici Internazionali, 2004 (Supplemento n. 1 alla "Rivista degli Studi Orientali, vol. LXXVII)

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