Lingua pahlavi

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pahlavi
Periodo III secolo-VII secolo
Classifica estinta
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Lingue indoiraniche
  Lingue iraniche
   Lingue iraniche occidentali
    Lingue iraniche sudoccidentali
     Lingua persiana antica
Codici di classificazione
ISO 639-2 pal
ISO 639-3 pal  (EN)

Pahlavi (codice ISO 639-2 e ISO 639-3 pal) è il nome assunto dalla lingua persiana in epoca sasanide. Essa è la diretta continuatrice del persiano d'epoca achemenide, notevolmente semplificata nella morfologia, arricchita di prestiti dal partico e con un sistema di scrittura di derivazione aramaica anziché antico-mesopotamica. Per l'etimologia del nome si pensa a una derivazione da *parthawi ("partico") > pahlavi (esito normale rth > hl). Il suo impiego è attestato prevalentemente in iscrizioni regali e in testi religiosi zoroastriani. Dopo l'invasione araba dell'Iran, la lingua ha subito un ulteriore mutazione trasformandosi nel persiano classico (tuttora in uso) dell'epica di Ferdowsi (Firdawsī) e del dīvān di Hafez (Hāfiz), che si differenzia dal pahlavi, cui pure rimane molto vicino, prevalentemente nella scrittura e in una buona parte del lessico di derivazione araba.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]