Hazara

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Un anziano Hazara

Gli hazara costituiscono un gruppo etnico che vive prevalentemente in una regione montuosa dell'Afghanistan centrale, nota come Hazarajat o Hazaristan. Rappresentano circa il 19-25% della popolazione afghana (tale stima è comunque approssimativa, dato che da decenni nel paese non si hanno censimenti accurati). Alcuni hazara, infine, vivono in Pakistan e Iran.

Storia e origini[modifica | modifica sorgente]

Gli hazara sarebbero genti mongole con alcuni apporti caucasoidi, come appare dalla cultura, dalla lingua e dai tratti somatici. Secondo la tradizione, gli hazara sarebbero i discendenti dell'armata di Gengis Khan che giunse nell'area nel XII secolo. Secondo altre fonti, essi sarebbero i discendenti dei Kushana, gli antichi abitanti dell'Afghanistan che costruirono i famosi Buddha di Bamiyan; oppure si tratterebbe di genti turche. Stando comunque alla prima teoria, i soldati mongoli si sarebbero stanziati nell'area dopo la dissoluzione dell'impero mongolo e avrebbero così adottato i costumi locali e la religione islamica. Tuttavia, la "teoria mongola" è contestata da alcuni storici: gli invasori, infatti, avrebbero incontrato la dura resistenza degli abitanti della zona di Bamiyan, i quali dovevano avere tratti asiatici esattamente come gli invasori mongoli: si sarebbe trattato, dunque, di genti di origine uigura-turca, stanziata in Afghanistan già diversi secoli prima dell'arrivo di Gengis Khan.

Del resto, le fonti storiche riportano di una cruenta battaglia combattuta nei pressi di Bamiyan, durante la quale il nipote di Gengis Khan, Motochin, venne ucciso. Gengis, per vendicarne la morte, ordinò di radere al suolo la città, che venne ribattezzata Ma-Obaliq ("Dimora inabitabile").

Dopo la caduta dell'impero di Il-Khan in Persia, il sovrano safavide Shah Abbas cacciò i mongoli dalla Persia nel Khorasan (l'attuale Afghanistan). Proprio a quell'epoca risale la prima testimonianza sugli hazara: a parlarne per primi furono gli storici della corte di Shah Abbas, che distinsero gli hazara stessi dagli uzbeki e dai chagatai.

Recentemente, tra l'altro, il 'Global Gene Project' ha reso noto che circa un quarto degli hazara del Pakistan formanti il campione studiato presenta il cromosoma Y proprio delle genti di Gengis Khan. Nel 2001, poco prima della distruzione dei Buddha della valle di Bamiyan, gli hazara hanno subito una pulizia etnica che ha fatto scomparire del tutto la comunità fino ad allora presente nella valle.[1]

Lingua[modifica | modifica sorgente]

Gli hazara parlano un dialetto persiano che presenta alcune parole di origine mongola e turca. La lingua hazaragi è dunque considerata una lingua indo-europea e, attualmente, è parlata da circa il 16-20% della popolazione afghana. Molti degli hazara residenti nelle città di Kabul e Mazar-i-Sharif parlano il dari, mentre gli hazara delle regioni di Dai Kundi e Dai Zangi parlano la variante di hazaragi più ricca di parole mongole. Gli hazara del Pakistan, che vivono in questo paese dal 1890 circa, usano molti prestiti dall'urdu e dall'inglese.

Religione[modifica | modifica sorgente]

Gli hazara sono in gran parte di religione islamica sciita, sebbene alcuni di essi (specie nel nord e nel nord-ovest del paese) siano sunniti o ismailiti. Spesso risulta difficile distinguere gli hazara sunniti dai tagichi e dai pashtun, anch'essi sunniti.

Politica[modifica | modifica sorgente]

Gran parte degli hazara, sin dagli inizi degli anni novanta, appoggia il partito politico noto come Hizb-e Wahdat, il cui leader carismatico Abdul Ali Mazari venne catturato e giustiziato dai talebani. La sua morte, tuttavia, lo ha reso ancora più popolare tra gli hazara.

Migrazioni[modifica | modifica sorgente]

Oltre ad alcune comunità in Pakistan (specialmente a Quetta) e in Iran, molti hazara sono emigrati in Australia, Canada, Regno Unito e Nord Europa (Danimarca e Svezia).

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ La valle di Bamiyan senza i Buddha "Rimanga memoria di questo scempio" - Repubblica.it