Il cacciatore di aquiloni

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Il cacciatore di aquiloni
Titolo originale The Kite Runner
Autore Khaled Hosseini
1ª ed. originale 2003
Genere romanzo
Sottogenere romanzo di formazione
Lingua originale inglese

Il cacciatore di aquiloni (The Kite Runner) è il primo romanzo dello scrittore americano di origine afgana Khaled Hosseini, pubblicato in Italia dalle Edizioni Piemme nel 2004.


== Trama == 

Il cacciatore di aquiloni è un romanzo ambientato in America,in Pakistan e in Afghanistan e narra dell'amicizia tra due coetanei: Amir e Hassan. . Amir è un giovane afgano di etnia pashtun; Hassan è di etnia hazara e dimostra una grande lealtà verso Amir a cui presta servizio con suo padre Ali nella casa di Baba un uomo dalle mille risorse intelligente e coraggioso,riesce sempre a cavarsela grazie alla sue doti. Nonostante Amir sia il figlio di Baba spesso egli sembra dimostra di voler più bene a Hassan. Amir accorgendosene soffre incolpandosi per la morte della madre morta di parto dunque Amir ha un rapporto molto sofferto col padre ,ma riesce a trovare conforto in Rahim ,migliore amico del padre, con cui condivide la passione per la letteratura.

I due ragazzi nascono e crescono assieme nella città di Kabul

la loro più grande passione è partecipare all'evento del quartiere
la caccia agli aquiloni

. Lo scopo di questo gioco è tagliare, per mezzo del proprio aquilone, il filo di quello degli altri giocatori. Gli aquiloni diventano di proprietà di chi li recupera: chi taglierà il filo del penultimo aquilone rimasto in aria ha vincerà la competizione e se riesce poi a recuperarlo ne fa il suo trofeo . Nonostante il talento di Hassan essi non riescono ad avere fortuna finché Amir al suo dodicesimo anno di età non vince la competizione con Hassan  restando l'unico con l'aquilone in volo .

. Alla vittoria, suo padre Baba si mostra fiero di lui per la prima volta; resta tuttavia da recuperare l'aquilone che Amir ha tagliato al momento della vittoria, per portarlo in trionfo: Hassan si mette subito sulle sue tracce e riesce a recuperarlo, ma si imbatte in tre bulli più grandi, che i due amici avevano già incontrato altre volte, e il capo dei quali, Assef, è animato da odio razziale per l'etnia  di Hassan. Una volta in particolare Hassan, per proteggere il suo amico, aveva minacciato i ragazzacci con una fionda  ed era riuscito a metterli in fuga. Ma ora questi ultimi, vedendolo solo, si vendicano di lui violentandolo e lasciandogli in cambio l'aquilone come trofeo. Amir assiste al fatto di nascosto ma non interviene, non solo perché paralizzato dalla paura, ma soprattutto per timore di vedersi sfuggire l'aquilone, cioè il trofeo con cui sperava di conquistare definitivamente la fiducia di suo padre.

. Amir in colpa tronca i rapporti con Hassan e per mandarlo via di casa inscena un furto incolpandolo.  Nel1981, durante l'invasione sovietica  in Afghanistan, Amir e suo padre scappano in America, in California. Arrivati a San Francisco, fanno i venditori al mercatino delle pulci dove Amir, diventato adulto, si innamora di una ragazza di nome Soraya, figlia dell'ex generale afghano Taheri. Amir, molto portato per la narrativa, si laurea in Lettere. Baba si ammala di cancro ai polmoni; il suo ultimo gesto di affetto sarà aiutare il figlio a sposare Soraya, prima di morire. Passano diversi anni

. Negli anni novanta Amir riesce a pubblicare diversi libri, mentre falliscono tutti i suoi tentativi di avere figli. Nel 2001  un vecchio e saggio amico di Baba, Rahim Khan, telefona dal Pakistan , dicendo ad Amir che c'è qualcosa che potrebbe fare per Hassan, ora che l'America lotta contro l'Afghanistan e l'Iraq, dopo gli attentati dell'11 settembre. . Amir, da 20 anni roso dai sensi di colpa, viaggia fino a Peshawar  e incontra l'amico di famiglia, che gli racconta come Hassan si sia sposato e abbia avuto un figlio, Sohrab. Hassan e la moglie però sono stati uccisi dai Talebani  per puro odio razziale e Sohrab è finito in un orfanotrofio. Amir scopre inoltre che Hassan era nato da una relazione tra Baba e la defunta moglie di Alì, la sua domestica Sanaubar, e che quindi il suo amico visto l'ultima volta, tanti anni prima, era suo fratellastro, mentre Alì in realtà era sterile. . Anche Alì è morto per una mina dei talebani. .Scioccato, Amir decide di cercare suo nipote Sohrab con l'aiuto di Farid, un amico di Rahim Khan. I due si travestono da Talebani e tornano a Kabul. All'orfanotrofio, scoprono che un talebano diverse volte ha portato via bambini e bambine, che quasi mai sono tornati. Così Amir e Farid continuano a cercare Sohrab, contattando il talebano in questione durante un'esecuzione allo stadio: arrivato a casa del talebano, Amir scopre che si tratta di Assef, il ragazzo che aveva stuprato Hassan quando era bambino, che lo aveva ucciso e che ora è lui il capo dei talebani. Assef riconosce Amir e fa portare Sohrab; ordina inoltre alle guardie di lasciare andare Amir con il ragazzo, se Amir dovesse sopravvivere alla lotta. Attacca quindi Amir con il vecchio pugno di ferro e lo riduce in fin di vita, ma Amir ride perché si sente finalmente liberato dal senso di colpa. Sohrab, vedendo Amir in difficoltà, proprio come il padre in passato, punta una fionda contro Assef e lo acceca, ferendolo gravemente. .Insieme scappano e, con Farid, raggiungono il Pakistan, dove Amir viene ricoverato in ospedale per le ferite subite; racconta tutto il suo passato a Sohrab e poco a poco si guadagna la sua fiducia e lo convince a venire con lui in America . AIslamabad  Amir cerca di ottenere l'adozione di Sohrab all'ambasciata americana ma, non potendone documentare la morte dei genitori, capisce che l'unico modo è far passare il bambino per un orfanotrofio. Lo comunica al bambino che, sconvolto dall'idea di entrare in una nuova "casa degli orrori", tenta ilsuicidio

i medici lo salvano, ma Sohrab ormai si sente tradito definitivamente. Dopo aver risolto la pratica del visto e dell'adozione grazie a sua moglie, Amir torna con il nipote in America, dove Sohrab passa un anno in totale silenzio. Un giorno, ad un'improvvisa caccia agli aquiloni in America, un angolo della sua bocca si piega ad un fugace sorriso, la prima crepa felice nel muro che ha creato tra lui e il mondo.

Personaggi[modifica | modifica sorgente]

  • Amir: è un ragazzo magro e pallido dalle spalle strette, gli occhi di color castano chiaro e piccolo di statura per i suoi dodici anni. Non è molto bravo nel campo sportivo, ma lo è in quello letterario e ama leggere e scrivere in farsi. Una volta adulto, riuscirà a redimersi poiché da ragazzo ha tradito il suo amico per via del suo carattere debole e insicuro.
  • Baba: è soprannominato Toophan Agha, Mister Uragano, per via della sua forza. Il suo vero nome non viene mai rivelato (notare che la parola "Baba" è utilizzata nel mondo musulmano come equivalente dell'italiano "Papà", inoltre come quest'ultima è simile alla parola "Padre", così l'equivalente musulmano è simile alla parola "Ab" che significa appunto "Padre".) Ama molto il calcio e tenta con ogni mezzo di fare in modo che il figlio Amir si dedichi allo sport, ma a quest'ultimo manca l'aggressività per intraprendere un gioco agonistico. Vuole molto bene e stima anche Hassan, che si suppone figlio del suo servo Hazara, provocando l'invidia di Amir. Baba trascorre la maggior parte del tempo con Rahim Khan, nel suo studio a fumare tabacco e a bere nero. È molto orgoglioso, difende ad ogni costo le persone più umili e non ha paura di morire. Muore per cancro ai polmoni. L'ultima sua azione è di chiedere al generale Taheri di concedere la mano di sua figlia Soraya ad Amir.
  • Rahim Khan: il migliore amico di Baba e socio in affari. Spesso è confidente di Amir da bambino e apprezza quelle doti che vengono considerate delle debolezze da Baba. È lui che si occupa della casa di Baba dopo la sua fuga dall'Afghanistan e vi riporta Hassan con la moglie. Quando si accorge di avere poco da vivere, richiama Amir in Pakistan e, dopo avergli svelato che Hassan è il suo fratellastro, lo incarica di tornare in Afghanistan per ritrovare Sohrab.
  • Ali: di animo gentile, servo e amico di Baba. Ha la gamba destra atrofizzata a causa della poliomielite e i muscoli della faccia paralizzati. Trova la gioia con la nascita del figlio. Tuttavia, si scopre che Ali non è il padre biologico di Hassan in quanto sterile. Si scopre inoltre che morirà a causa di una mina.
  • Sanaubar: madre di Hassan, era una sciita di etnia hazara, più giovane del marito di diciannove anni, aveva occhi verdi, un sorriso malizioso e di bell'aspetto. Dopo aver dato alla luce il figlio, fugge con una compagnia di ballerini e cantanti girovaghi. Ritroverà il figlio da vecchia e vivrà con lui e con suo nipote Sohrab, fino a quando non morirà nel 1995.
  • Hassan: figlio di Ali e Sanaubar, di origine Hazara. Viso perfettamente tondo, con il naso largo e piatto, gli occhi a mandorla, giallo oro, verdi, o azzurri come zaffiri a seconda della luce. Ha piccole orecchie dall'attaccatura bassa e il mento appuntito. Ha il labbro leporino, che in seguito verrà corretto tramite un'operazione chirurgica. Hassan nei confronti d'Amir è molto gentile, ed è sempre pronto a proteggerlo in caso di pericolo. La sua arma migliore è la fionda. Si scopre che Hassan e Amir sono fratelli, e che in realtà Sanaubar aveva tradito il marito con Baba. Hassan si sposa con Farzana, ma poi i due verranno assassinati dai talebani e il loro bambino, Sohrab, rimarrà orfano.
  • Assef: figlio di Mahumud, un pilota di aerei pashtun amico del padre di Amir, e di una tedesca. Nel quartiere in cui vive la sua parola è legge ed è lui l'antagonista principale del romanzo. Alcuni ragazzi lo avevano soprannominato “il mangiatore d’orecchie” (Goshkor). Assef è senza dubbio il più spietato tormentatore d'Ali, nonché di Amir e soprattutto di Hassan, che prende in giro per le sue origini. Un giorno Hassan minaccia con la fionda Assef, e dopo qualche tempo lui si vendica, violentandolo davanti agli occhi di Amir. Assef ha idee razziste e pensa di fare una pulizia etnica, proprio come Hitler. La sua idea non si smentisce, quando per il compleanno d'Amir gli regala proprio una biografia del Führer. Anni dopo, Assef, i cui genitori sono ricchi commercianti fuggiti ormai dall'Afghanistan, diventerà poi un importante capo-talebano. La sua crudeltà è confermata dalla sua abitudine a stuprare i bambini dell'orfanotrofio, fra cui anche il figlio di Hassan, Sohrab. Sarà l'assassino di Hassan e della moglie, e verrà ucciso ed accecato con una fionda da Sohrab.
  • Soraya: figlia del generale Taheri, va in sposa ad Amir. A causa del destino non riesce ad aver figli. Dal libro si può ricavare che è molto intelligente e che il padre vuole che lei diventi una persona importante come un medico o avvocato. Soraya però non vuole dare retta al padre; lei ha un sogno: quello di fare l'insegnante. Il padre lo ritiene un lavoro umile perché si guadagna poco. Soraya è anche un punto di riferimento per Amir perché lui si confida con lei. Nel periodo pre-matrimoniale Soraya ha avuto una relazione con un altro uomo con il quale era scappata di casa per un mese. Verrà poi "salvata" (come lei stessa dice) dal padre che andrà a riprenderla e a riportarla a casa. Nel periodo post-matrimoniale Soraya si prende cura di Baba ammalato come se fosse suo padre. Quando Amir le propone di adottare Sohrab, ne è entusiasta e accoglie il bambino come un figlio.
  • Farid: amico di Rahim Khan e autista di Amir, accompagna quest'ultimo nella ricerca del figlio di Hassan, Sohrab. Riesce a contattare il talebano con gli occhiali da sole (che si scopre essere Assef) allo stadio di Kabul dopo la lapidazione dei due adulteri e porta infine in salvo Sohrab e Amir, dopo che quest'ultimo viene aggredito da Assef. Unica sua particolare caratteristica è la sua mano sinistra mutilata da una mina. Ha un fratello, di nome Wahid.
  • Sohrab: il figlio hazara di Hassan e Farzana. Il bambino in un primo momento esita a fidarsi di Amir, comportandosi in modo chiuso e taciturno, ma pian piano acquisisce fiducia ed accetta di andare in America con lui. Dopo il tentativo di suicidio, causato dal fatto che Amir gli aveva detto che doveva riandare, seppure temporaneamente, in un orfanotrofio, il ragazzo si chiude in un mutismo assoluto. I suoi occhi cominciano di nuovo a brillare quando per la prima volta vede Amir rincorrere un aquilone abbattuto.
  • Farzana: la moglie di Hassan, uccisa insieme al marito da Assef.

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