Afghanistan

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Afghanistan
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Generalità
Nome completo: Repubblica Islamica dell'Afghanistan
Nome ufficiale: د افغانستان اسلامي دولت
Lingue ufficiali: Pashtu, Persiano (Dari)
Capitale: Kabul  (3.199.091[1] ab. / stima 2007)
Politica
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Presidente: Hamid Karzai
Vicepresidenti: Ahmad Zia Massoud
Karim Khalili
Indipendenza: Dal Regno Unito, 19 agosto 1919
Ingresso nell'ONU: 19 novembre 1946
Superficie
Totale: 647.500[2] km²  (º)
 % delle acque: 0 %
Popolazione
Totale (stima 2007): 31.889.923[2] ab.  (º)
Densità: 42 ab./km²  
Geografia
Continente: Asia
Fuso orario: UTC +4:30
Economia
Valuta: Afghani
PIL (PPA)  (2005): 31.868 milioni di $  (91º)
PIL procapite (PPA)  (2005): 1.310 $  (164º)
Energia: 4,14  kW/ab.
Varie
TLD: .af
Prefisso tel.: +93
Sigla autom.: AFG
Inno nazionale: Sououd-e-Melli
Festa nazionale: 19 agosto

CIA map of Afghanistan in 2007.gif

L'Afghanistan è uno stato (647.500 km², 31.889.923[2] abitanti stimati al luglio 2007, capitale Kabul) dell'Asia centrale.

Confina ad ovest con l'Iran, a sud e a est con il Pakistan, a nord con il Turkmenistan, l'Uzbekistan e il Tagikistan e con la Cina nella regione più a est della nazione (corridoio del Vacan).

Tra la caduta dei Talebani in seguito all'invasione statunitense e la riunione del gran consiglio per la stesura della nuova costituzione, l'Afghanistan veniva indicato dall'Occidente come Stato provvisorio islamico dell'Afghanistan. Con la sua nuova costituzione il paese viene ora ufficialmente chiamato Repubblica Islamica dell'Afghanistan. L'attuale presidente è Hamid Karzai, in carica dal dicembre 2004.

Le lingue ufficiali del paese sono il persiano (Dari) e il Pashtu.

Indice

[modifica] Geografia

molte montagne

[modifica] Morfologia

Privo di sbocchi al mare e prevalentemente montuoso (per l'80% è a un'altitudine compresa tra i 600 e i 3000 m), il territorio è dominato dall'Hindukush, che taglia in due il paese: verso nord-est il sistema si salda con i massicci del Pamir e del Karakoram, mentre a sud-est si congiunge con i monti Sulaiman, in cui si aprono i passi di Khyber e Bolan, vie d'accesso all'India e importanti «porte storiche» dell'Asia.

L'Hindukush prosegue a ovest con il massiccio del Koh-i-Baba e la catena del Paropamiso, collegata ai rilievi marginali dell'Iran; più a sud, si apre a ventaglio in una serie di catene parallele che digradano verso l'altopiano desertico del Rigestan e la depressione salina del Sistan.

Nell'estremità settentrionale del paese si estende una limitata area pianeggiante - la regione storica della Battriana o Turkestan afghano - lambita dall'Amudar'ja. questo paese è studiato geograficamente da tutte le scuole italiane

[modifica] Idrografia

La maggior parte dei fiumi (Helmand, Hari, Morghab) ha origine dalle catene centrali e defluisce nei bacini desertici meridionali, con la sola eccezione del Kabul, tributario dell'Indo.

[modifica] Clima

L'Afghanistan è caratterizzato da un inverno rigido e un'estate torrida. Durante l'inverno la temperatura può scendere fino a -15°, ed è questo anche il periodo più piovoso dell'anno. L'estate è caratterizzata da un clima molto caldo e secco, meno in altitudine dove le sere sono fresche. I mesi migliori per il viaggio sono aprile, maggio ed ottobre.

La forte aridità che caratterizza questa regione è causata da un clima di tipo continentale, con frequenti venti secchi e forti escursioni termiche, sia diurne sia stagionali. A Kabul le temperature oscillano tra -1 (media di gennaio) e 23 °C (luglio), con appena una trentina di giorni di pioggia annui. Il paesaggio, arido e brullo, è dominato dalla steppa, sfruttata come pascolo; le ridotte aree forestali sono limitate ai versanti meridionali delle catene lungo il confine pakistano, che beneficiano dell'influsso monsonico.

[modifica] Popolazione

Bambine a Kabul, con i vestiti tradizionali afghani, cantano alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna nel 2002.

Densità: 42 abitanti per km²

[modifica] Demografia

Crescita demografica dal 1961 al 2004

La popolazione Afgana (31.889.923 abitanti, mediamente giovani).

[modifica] Etnie

Dal momento che nel paese non si effettuano più censimenti accurati da diversi decenni, non vi sono informazioni precise sulla composizione etnica della popolazione. Tuttavia, stando alle stime più recenti[2], la popolazione sarebbe così suddivisa:

[modifica] Lingue

Map of Languages (in Districts) in Afghanistan.jpg

[modifica] Cultura

[modifica] Religione

La religione principale dell'Afghanistan è quella musulmana a maggioranza sunnita. Sono presenti minoranze di osservanza sciita nel centro del paese e, a ovest, a ridosso del confine con l'Iran. Nel Paese la libertà religiosa è limitata. L’ordinamento islamico tradizionale prevede infatti libertà di culto per i non musulmani di nascita, ma anche la pena di morte per il musulmano che si rende colpevole di apostasia.

[modifica] Letterature afghane

Le principali lingue, persiano e pashto, parlate nel paese si collegano a due distinte tradizioni letterarie di cui senza dubbio la più vasta e prestigiosa è quella che si innesta nella letteratura persiana. Quest'ultima è fenomeno internazionale che storicamente oltrepassò i confini delle aree iraniche sia a ovest, in direzione dell'area turco-ottomana, sia a est, verso l'India dei Moghul. L'area afghana ha prodotto dal medioevo a oggi innumerevoli poeti e scrittori di lingua persiana tra cui spiccano in particolare tre autori mistici considerati vere e proprie glorie nazionali (benché rivendicati con altrettanto ardore dall'Iran), ovvero: Ansari di Herat m. 1088, grande mistico e santo sufi, Sana'i di Ghazna m. 1151 autore di poemi mistici e, infine, Rumi di Balkh m. 1273, considerato in tutto il mondo persofono il maggiore poeta mistico dell'intera ecumene musulmana. La letteratura afghana in pashtu, pur quantitativamente notevole e in grande crescita nell'ultimo secolo, ha sempre avuto un significato e una importanza essenzialmente locali, risentendo l'influenza sia della letteratura persiana che delle contigue letterature dell'India. Da ricordare infine che le altre lingue parlate da piccole minoranze (uzbeko, turkmeno, baluchi) si collegano a distinte letterature che hanno tuttavia i loro centri principali oltre confine. Entrambe le letterature principali, dalla seconda metà dell' 800, si sono mostrate sensibili ai generi (romanzo, teatro), ai movimenti e agli stilemi importati dall'Europa. A partire dalle note vicende belliche che, dagli anni '70 del Novecento in poi, hanno visto l'Afghanistan preda di guerre civili e invasioni straniere, si è pure sviluppata una ampia letteratura della diaspora, ove emergono scrittori e scrittrici (per tutti si può ricordare l'ormai celeberrimo Khaled Hosseini tradotto in ogni lingua del globo) che si esprimono sempre più spesso in lingue europee toccando i temi delicati della guerra, dell'emigrazione, della differenza, delle relazioni intertribali e interreligiose.

  • A. Pagliaro-A. Bausani, La letteratura persiana, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968
  • A. Bausani, Le letterature del Pakistan e dell'Afghanistan, Sansoni-Accademia, Firenze-Milano 1968

[modifica] Arte

L'arte preislamica del territorio afghano va inquadrata nella storia dell'arte delle grandi formazioni storico-culturali succedutesi nell'area: achemenide, greco-battriana, partica, sasanide e infine islamica. L' arte islamica fornisce certamente il motivo dominante del paesaggio artistico del paese, che peraltro ha subito danni notevolissimi a causa degli eventi bellici relativi a diverse invasioni recenti (russo-sovietica e euro-americana) e all'endemica guerra civile tra fazioni e tribù rivali. Nel paese sono ancora notevoli i resti di arte buddhista, tra cui sono da ricordare le gigantesche statue dei c.d. "Buddha di Bamiyan", divenuti tristemente celebri a causa del brutale cannoneggiamento subito ad opera di estremisti religiosi (Talebani) islamici e ora fatti oggetto di progetti di restauro in cui sono coinvolti importanti istituzioni internazionali.

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia dell'Afghanistan.

[modifica] Antichità (2000 a.C. - 650 d.C.)

Kabul, in passato nota come il "crocevia dell'Asia centrale", si trova in un punto di connessione davvero unico nel quale numerose civiltà eurasiatiche hanno interagito e spesso combattuto e che fu un importante teatro delle prime attività della storia. Attraverso le epoche, la regione oggi nota come Afghanistan è stata invasa da numerose potenze, tra cui gli Indoariani, i Medi, i Persiani, i Greci, i Maurya, l'Impero Kushan, gli Unni Bianchi, i Sasanidi, gli Arabi, i Mongoli, i Turchi, i Britannici, i Sovietici e più recentemente gli Stati Uniti. Raramente però queste potenze sono riuscite a esercitare il completo controllo della regione. In altre occasioni, entità statali originarie dell'Afghanistan hanno invaso le regioni circostanti creando dei propri imperi.

Si pensa che tra il 2000 e il 1200 a.C. ondate di Arii che parlavano lingue indoeuropee abbiano dilagato nell'odierno Afghanistan, creando una nazione che prese il nome di Aryānām Xšaθra, o "Terra degli Arii". Si ipotizza che lo Zoroastrismo abbia avuto probabilmente origine in Afghanistan, tra il 1800 e l'800 a.C. Le antiche lingue dell'Iran orientale, come l'avestano, potrebbero essere state usate in Afghanistan all'incirca nello stesso periodo dell'ascesa dello Zoroastrismo. Nella zona orientale, la civiltà vedica indoariana potrebbe aver avuto una certa importanza, anche se questo deve essere ancora dimostrato definitivamente. Nella prima metà del VI secolo a.C. l'Impero Persiano soppiantò i Medi e incorporò l'Ariana all'interno dei propri confini.

Intorno al 330 a.C. [Alessandro Magno] invase la regione. Dopo la breve occupazione macedone, gli stati ellenistici dei Seleucidi e della Battriana controllarono l'area, mentre i Maurya provenienti dall'India si annetterono per un certo periodo la parte sudorientale e introdussero il Buddhismo nella regione, che in seguito tornò sotto il dominio battriano.

Durante il I secolo d.C. i Kushan Tocari occuparono la regione. In seguito, l'Ariana cadde in mano a diverse tribù eurasiatiche - tra cui i Parti, gli Sciti e gli Unni, senza dimenticare i Sasanidi persiani e alcuni governanti locali come gli Shahi indù di Kabul - fino al VII secolo, quando gli eserciti degli Arabi musulmani invasero la regione.

[modifica] Dal 650 al 1919

Il califfato inizialmente si annetté nel 652 alcune parti dell'Afghanistan occidentale e in seguito, tra il 706 e il 709, conquistò quasi tutto il resto del paese, amministrando la regione con il nome di Khorasan. Con il passare del tempo gran parte della popolazione si convertì all'Islam, anche se minoranze manichee e buddhiste sono testimoniate fino a oltre l'anno 1000. L'Afghanistan diventò successivamente il centro di importanti regni locali, come quello ghaznavide (962-1050 ca.), fondato da un ex-schiavo e poi governante turco originario di Ghazni noto come Mahmud di Gazna, destinato a diventare celebre in tutto il mondo islamico per le sue campagne di conquista nell'India Nord-Occidentale. Il suo posto fu preso, verso la metà del XII sec. dai turchi Selgiuchidi (che conquistarono Baghdad nel 1055) dando forma all'ultimo grande impero dell'islam classico. Più tardi, col disgregarsi del potere selgiuchide, fu la volta dalla dinastia Ghuride (1151-1219), fondata da un altro governante locale, stavolta di estrazione tagika, Muhammad Ghori, i cui domini costituiranno in India la base del Sultanato di Delhi.

Nel 1219 la regione fu invasa dai Mongoli di Gengis Khan, che devastarono il paese e lo tennero tra varie vicende per circa un secolo. Una seconda invasione fu quella del celebre Tamerlano, alla fine del XIV sec. I suoi figli daranno origine ai floridi regni dell'era timuride tra cui spicca quello afgano di Herat che fu, a cavallo tra il XV e il XVI sec., un centro culturale fondamentale per comprendere gli sviluppi successivi della storia letteraria (persiana e turca-chagatay), artistica (arte miniaturistica e architettura) e religiosa (misticismo sufi) del mondo islamico centro-asiatico. Successivamente l'Aghanistan entrerà nell'orbita di Babur, discendente sia di Tamerlano che di Gengis Khan, che fondò agli inizi del '500 l'Impero Moghul, destinato a svilupparsi soprattutto in India. Più tardi i Safavidi persiani sfidarono il potere dei Moghul e nella prima metà del XVII secolo si impadronirono della regione. Nella prima metà del XVIII saranno scorrerie devastanti in terra d'Iran da parte di tribù afghane a por termine all'impero Safavide. Quest'ultimo troverà il suo ultimo difensore nel generale Nader Shah (1730-47) che, deposto l'ultimo safavide e proclamatosi imperatore, respingerà le tribù afghane riuscendo in seguito -grazie a un'abilissima politica di conciliazione sunnita/sciita- a ottenere la loro leale collaborazione e il controllo di gran parte dell'Aghanistan.

Lo stato-nazione afgano, così com'è oggi venne ad esistere nel 1747, all'indomani della morte di Nader Shah perito in un attentato, con il formarsi di una dinastia locale. Questa darà origine all'Impero Durrani, fondato da Ahmad Shah, che condusse vittoriose campagne di conquista sino a Delhi in India. Questa tuttavia sarà tenuta per pochi anni prima che il Regno Unito ne ottenesse il controllo totale, facendone il "gioiello dell'impero" britannico. Nel 1823, alla caduta dell'Impero Durrani, lo stato afgano prese il nome di Emirato dell'Afghanistan; da allora si confronterà sino agli inizi del XX secolo con l'imperialismo britannico in una serie di epiche guerre d'indipendenza che culmineranno con la creazione del Regno dell'Afghanistan nel 1919.

[modifica] Dal 1919 a oggi

Dal 1933 al 1973 regna l'ultimo re del paese,Mohammad Zahir Shah (1914-2007). Mentre il re si trova in Italia, il 17 luglio 1973 il cugino del re e ex primo ministro , Mohammed Daoud Khan , organizzò un golpe incruento e scrisse la parola fine sulla monarchia in Afghanistan. Mohammed Daoud Khan diede vita alla prima Repubblica Afghana, ma il suo governo non durò molto. Il partito comunista afghano (PDPA) destituì il governo di Mohammed Daoud Khan il 27 aprile 1978 con un golpe cruento (chiamato la rivoluzione d'aprile) e diede vita alla Repubblica Democratica dell'Afghanistan governato dal leader del partito , Noor Mohammed Taraki. Quest'ultimo fu ucciso nel mese di settembre 1979 dal suo vice primo ministro Hafizullah Amin, il quale lo sostituì alla guida del paese.

L'URSS non si fidava di Amin, l'uomo di riferimento era Taraki e decise di invadere il paese. L'esercito russo (l'Armata rossa) entra a Kabul il 27 dicembre 1979 e mette al potere Babrak Karmal. La guerra con i mujahedin finanziati anche dagli Stati Uniti fu lunga e cruenta e terminò con l'abbandono del paese da parte dell'Armata Rossa nel febbraio 1989.

La Repubblica Islamica dell'Afghanistan fu proclamata il 17 aprile 1992. Dal 1996 al 2001 prese il potere il partito talebano , studenti islamici finanziati da Stati Uniti e Pakistan. I Talebani applicheranno al paese una versione estrema della sharia e ogni deviazione dalla loro legge venne punita con estrema ferocia.

Dopo l'attentato terroristico del 11 settembre 2001 gli Stati Uniti appoggiati dall 'ONU decidono di invadere l'Afghanistan. Vista la sproporzione di forze il regime integralista viene rovesciato in poco piu di un mese, nel novembre del 2001.

Al potere vi sarà fino ai giorni nostri Hamid Karzai. Il paese è devastato dagli attentati terroristici dei Talebani.

[modifica] Ordinamento dello stato

[modifica] Suddivisione amministrativa

L'Afghanistan è suddiviso in 34 province dette velayat,:

Mappa delle province dell'Afghanistan

Le province sono a loro volta suddivise in distretti. Esistono diversi distretti omonimi tra le varie province.

[modifica] Istituzioni

[modifica] Forze armate e di polizia

Un aviere afghano armato di mitragliatrice.

Attualmente la polizia afghana (Afghan National Police) ha in organico più di 70.000 uomini ma potrebbe raggiungere gli 80.000 secondo i nuovi piani di reclutamento. L'addestramento è gestito dall'Afghanistan Police Program ed impartito principalmente dall'esercito statunitense e da quello tedesco (le unità anti-narcotici sono invece addestrate dall'esercito inglese, la costruzione del sistema legale è affidata a quello italiano e la dispersione di gruppi armati illegali alle forze armate giapponesi). Nonostante sia la polizia a mantenere ufficialmente l'ordine qualche volta sono i comandi militari regionali ad occuparsi di ciò, soprattutto nelle campagne. Nel 2003, su decisione della NATO, il mandato dell'ISAF fu esteso oltre l'area di Kabul. Nonostante ciò le aree in cui mancano truppe internazionali sono spesso sotto il controllo delle milizie islamiche; per riprendere il controllo di queste zone, sprovviste della copertura di forze di polizia, è stato inviato l'esercito afghano (Afghan National Army). [3]

La polizia è stata accusata di trattamento improprio nei confronti dei prigionieri e, in molte aree, non ha investigato riguardo a crimini comuni a causa della mancanza di personale e/o comunicazioni. [3]

Attualmente l'esercito conta 90.000 uomini ma i piani sono di portarli a 250.000 nei prossimi anni. A causa del maggior controllo internazionale, le forze armate non sono afflitte dalla corruzione tanto quanto la polizia.

È inoltre presente un servizio aereo, l'Afghan National Army Air Corps, in gran parte ancora non operativo. Recentemente sono stati visti alcuni progressi: sono infatti stati addestrati alcuni equipaggi per pilotare gli elicotteri Mil Mi-17 e Mil Mi-24 e gli aerei di trasporto tattico Antonov An-32. Il personale, in gran parte ancora addestrato nell'era comunista, è di 3.600 uomini, comprendenti 450 piloti (tra i quali vi sono anche alcune donne). Sono previsti 65 nuovi velivoli per il 2011.

[modifica] Politica

L'Afghanistan ufficialmente è una repubblica, precisamente Repubblica Islamica dell'Afghanistan e l'attuale presidente, il primo a essere eletto, è Hamid Karzai, eletto nel 2004. Nato a Kandahar, Karzai proviene da una famiglia di etnia pashtun.

[modifica] Economia

L'economia afghana, una tra le più povere del pianeta, risente del regime talebano, ed è stata profondamente sconvolta dall'inizio dell'ultima guerra ma anche dalle guerre che l'hanno preceduta. La produzione di oppio, illegale in altri paesi ma presente per necessità qui, è fra le più famose del mondo e, da sola, fornisce per adesso circa un terzo del prodotto interno lordo dell'intero paese, ed è comunque in continua espansione.

[modifica] Esportazioni

[modifica] Importazioni

[modifica] Trasporti

Le strade che transitano a Salang e a Tang-e Gharu hanno avuto un ruolo strategico nei recenti conflitti, l'uso estensivo da parte di veicoli militari ha lasciato le strade in cattive condizioni, diversi ponti bombardati non sono stati ricostruiti, di frequente le strade vengono chiuse a causa dei conflitti nell'area con grave danno al transito di beni, attrezzature di emergenza e materiali per la ricostruzione destinati all'intero paese.

[modifica] Bibliografia essenziale in italiano

  • M. Stefanini, Avanzo di Allah, cuore del mondo. Il romanzo dell’ Afghanistan, Guerini e Associati, Milano 2002
  • A. Rashid, Talebani. Islam, petrolio e il grande scontro in Asia Centrale, Feltrinelli, Milano 2002
  • M. Braghero, Afghanistan. La cultura come sfida per la riocostruzione, EGA-Ed. Gruppo Abele, 2006
  • M. Guerrini, Afghanistan. Profilo storico di una cultura, Jouvence, Napoli 2006
  • M. Papa, Afghanistan. Tradizione giuridica e ricostruzione dell’ordinamento tra Shari’a, consuetudini e diritto statale, Giappichelli, Bologna 2006
  • E. Giordana, Afghanistan. Il crocevia della guerra, Ed. Riuniti, Roma 2007
  • E. Giunchi, Afghanistan, Stato e società nel cuore dell’Asia, Carocci, Roma 2007
  • S. Coll, La guerra segreta della CIA. L’America, l’Afghanistan e Bin Laden dall’invasione sovietica al 11 settembre 2001, BUR-Rizzoli, Milano 2008

[modifica] Voci correlate

[modifica] Note

  1. ^ . URL consultato il 1 ottobre 2007.
  2. ^ a b c d (EN) CIA Factbook 2007 - Afghanistan. URL consultato il 1 ottobre 2007.
  3. ^ a b Il testo originale proviene dal profilo sull'Afghanistan (febbraio 2005) (EN) monitorato nell'ambito del progetto monitoraggio del Library of Congress Country Studies

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