Libertà religiosa
Il diritto di libertà religiosa è un diritto pubblico subiettivo che si inquadra nel vasto genus dei diritti di libertà.
La libertà religiosa per una persona (ad esempio un cittadino di fronte allo Stato) viene misurata in base a vari fattori quali la possibilità di cambiare la propria fede religiosa o di abbandonarla senza limitazioni o ritorsioni da parte di autorità precostituite o l'avere gli stessi diritti dei cittadini che hanno una fede differente, ovvero ancora non essere oggetto di disprezzo o di persecuzione.
Nell'Europa occidentale il primo documento legislativo emesso sulla libertà religiosa è l' Editto di Torda e risale al 1568, opera di Giovanni II d'Ungheria, principe di Transilvania e Partium.
Oggi la libertà religiosa è tutelata dalla maggior parte degli Stati moderni attraverso Costituzioni e, in sede internazionale, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani firmata all'ONU nel 1948.
In Italia la Costituzione tutela questo diritto agli articoli 3, 7, 8, 19, 20, 21, 117 co. 2 lett. c e attraverso il principio supremo di laicità dello Stato. Inoltre concorrono leggi apposite, come il Concordato fra Stato e Chiesa (chiamato nella sua prima stesura col nome di Patti Lateranensi), e intese analoghe fra lo Stato ed altre religioni.
[modifica] Voci correlate
- Islamismo e libertà religiosa
- Concordato
- Idea cristiana di laicità e rapporto con le altre fedi
- Libertà
- Laicismo
- Laicità
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Libertà religiosa